Ce ne sono sempre di più di amanti della sigaretta, in un mondo che fa tante battaglie contro tante droghe che non portano profitti certi nei rigonfi portafogli di qualche potente o potentato.
Ci si lava la coscienza con il "deterrente scritto" sulle confezioni di sigarette, riempiendo pacchetti su pacchetti con "Il fumo nuoce gravemente alla salute", "Il fumo uccide" e tanto altro.
Siamo nell'Italia fatta di compromessi impliciti, siamo in un mondo dove fino a poco tempo fa le case produttrici di sigarette erano i principali sponsor sulle vetture di Formula Uno.
Siamo in un mondo dove una mano lava l'altra e tutte e due si rubano poi l'asciugamano.
Il fumo è l'oppio di sempre più giovani individui, alla ricerca di chissà quale soddisfazione da pescare in fiumi di tabacco montato e pronto per l'uso.
Si fuma senza un perchè esatto, senza una scelta consapevole.
Ci si trascina inesorabilmente, sigaretta dopo sigaretta. Il computo delle ceneri accumulate nei polmoni cresce senza sosta, corroborato da quel troppo smog che le nostre automobili ogni benedetto giorno ci obbligano a respirare.
Dal punto di vista della salvaguardia del pericolo fumo il nostro Paese è, come suo solito, indietro secoli luce. Un sondaggio DOXA-Iss, intitolato "Il fumo in Italia" ed aggiornato al 2008, ha al suo interno sacche di preoccupante verità.
Ci sono domande che hanno altissime percentuali di brutte risposte. Contano molto, appunto, anche le responsabilità dei venditori e di chi distribuisce sigarette e quanto altro.
Alla domanda "A Lei è capitato di vedere un tabaccaio che si rifiuta di vendere le sigarette ad un minore di 16 anni o che chiede un documento per verificare l’età?" la maggior parte delle risposte faceva capo ad un generico "No, mai" (83,8% delle persone intervistate).
Lo Stato potrebbe attuare anche alcune misure preventive concrete per arginare tale, potenziale, distruzione di massa futura. I rimedi possibili commissionati dal sondaggio furono disposti così per ordine di importanza:
1) accesso gratuito ai centri di dissuefazione;
2) vietare la vendita ai minori di 18 anni(anziché 16 anni);
3) medicinali per smettere di fumare gratuiti;
4) estendere il divieto di fumare;
5) aumento sensibile del costo delle sigarette.
Sapendo dove tira il soldo in concreto, c'è poco da fare ed ancora meno da commissionare.
Da ieri qualche altra scottante e non fumosa puntualizzazione fatta da Umberto Veronesi, non certo uno sconosciuto. Impegnato nel lancio della campagna "Giovani in Salute" promossa dall'assessorato alla salute milanese, ha affermato che la lotta al fumo è molto più importante di quella conducibile su alcol e droghe.
Tutto ciò soprattutto perchè i morti ogni anno per tumore polmonare sono oltre 50mila.
Nella sola Milano almeno 1 minorenne su 5 fuma, per una prima sigaretta consumata a soli 15 anni.
Mentre appaiono solo esserci "prime sigarette" all'orizzonte, qualcuno ancora attende la fatidica "ultima sigaretta" appartenente alla Coscienza di Zeno di antica memoria.
Ultima sigaretta che potrebbe risparmiarci in futuro guai assolutamente pericolosi, come ad esempio il rischio esponenzialmente superiore di contrarre tumori polmonari.
Secondo Veronesi, infatti, ai fumatori giovani e giovanissimi potrebbe succedere di avere un tumore attorno alla precoce età di 40/45 anni.
Si sa, prevenire è meglio che curare.
Peccato che nessuno pare voglia farlo davvero in concreto.

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