sabato 24 aprile 2010

PRIMAVERA&RESISTENZA

Oggi più che mai si avverte nell'aria l'importantissima missione di vita alla quale è chiamato l'essere umano. Siamo condannati, in quanto animali dotati di semplice pensiero e ragione, a costruire il nostro futuro partendo dagli sbagli fatti nel passato.
Errori a cui qualcuno ha, con sofferenza e morte, trovato un rimedio che riuscisse ad essere il più efficace possibile. La responsabilità che il tempo affida all'uomo è saper trovare la formula migliore per trasmettere ogni vero valore alle future generazioni.
Il tesoro della Memoria è un patrimonio inestimabile che non può essere in alcun modo scalfito dalle nebbie del tempo e del revisionismo.
Resistenza è, fortunatamente, sinonimo stretto di responsabilità, dovere e futuro.
Per poter essere individui forti è necessario applicare con rigore gli insegnamenti provenienti dal passato, esercitando con consapevolezza e moralità il proprio, quasi sacro, potere di uomini.
L'indifferenza che troppo spesso si calpesta oggi è un altro attentato alle vite spezzate di quanti hanno sudato sangue per regalarci la libertà che oggi stiamo respirando.
Lo disse Gramsci, in un monito che più assoluto di così non poteva essere: "Odio gli indifferenti."
Oggi più che mai l'uomo ha il dovere di mobilitarsi, di reagire e di ribellarsi a questo senso di "ordinaria precarietà" che ci avvolge quasi perennemente.
Oltre ai valori, ci sono rimasti i luoghi nei quali "Resistenza fu". Dove trovare ancora oggi tutti questi tesori in terra? Ce lo ricorda, da frasi diventate eterne, Piero Calamandrei:
"Andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perchè lì è nata la nostra Costituzione."
Resistenza che fu, Resistenza diversa che deve e dovrà essere, prepotentemente, anche in futuro.
E' importante non disperdere il patrimonio accumulato nella Storia umana.
Solo così, a rigor di memoria storica, tutto ciò che sarà potrà essere meglio di ciò che è stato.
Il presupposto da tenere in considerazione dovrà essere fisso e perentorio: lasciare qualcosa di migliore alle generazioni che verranno.
Tutto questo calderone di intenzioni deve diventare quasi una consapevolezza istintiva, una certezza nè momentanea nè periodica. Il dovere dell'uomo deve riassumere in sè tutte queste, primitive ed urgentissime, necessità.
Ce lo ricorda anche Albert Einstein, dall'alto della sua genialità: "Dobbiamo fare del nostro meglio. E' questa la nostra sacra responsabilità di esseri umani."
La sola cosa sacra che abbiamo a disposizione è, dunque, la responsabilità. La primitiva responsabilità che abbiamo nei confronti del tutto che ci circonda.
Come uomini abbiamo in mano davvero moltissimo; la sola speranza è ritrovare speranza di lottare fra i timidi raggi di sole della primavera.
Ai giovani come me ed a chi prenderà in mano il mondo negli anni che seguiranno voglio regalare aria importante, dai polmoni di Antonino Caponnetto:
"Ragazzi godetevi la vita, innamoratevi, siate felici ma diventate partigiani di questa nuova resistenza, la resistenza dei valori, la resistenza degli ideali. Non abbiate mai paura di pensare, di denunciare e di agire da uomini liberi e consapevoli."
Il mondo è, più che mai, in mano nostra.

Nessun commento: