“[...] Madre Terra [...]”
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martedì 30 gennaio 2018
sabato 27 gennaio 2018
FRA FARFALLE E NECESSITA' DI NON DIMENTICARE...
“[...] L’ultima, proprio l’ultima,/
di un giallo così intenso, così/
assolutamente giallo.La farfalla/
come una lacrima di sole quando cade/
sopra una roccia bianca/
così gialla, così gialla!/
L’ultima, volava in alto leggera,/
aleggiava sicura/
per baciare il suo ultimo mondo./
Fra qualche giorno/
sarà già la mia settima settimana di ghetto:/
i miei mi hanno ritrovato qui/
e qui mi chiamano i fiori di ruta/
e il bianco candeliere del castagno/ nel cortile./
Ma qui non ho visto nessuna farfalla./
Quella dell’altra volta fu l’ultima:/
le farfalle non vivono nel ghetto. [...]”
giovedì 25 gennaio 2018
CONFESSANDO, FRA AMORE E MUSICA
“[...] I'm confessin' that I love you,
Tell me, do you love me too?
I'm confessin' that I need you,
Honest I do, need you every moment. [...]”
domenica 21 gennaio 2018
CERCANDO GRIDA ED UMANITA', SUL MONDO
"[...] E voi così innocenti
colpevoli d'esser nati
in giro per le strade gli sguardi vuoti
e i gesti un po' sguaiati
Si vede da lontano
che siete privi di ideali
con quello spreco di energia
dei giovani normali [...]
E voi che rincorrete
decisi e intraprendenti
l'idea di una carriera tipo imprenditori
sempre più rampanti
disponibili a tutto
all’occorrenza anche disonesti
con tutta la meschinità
dei giovani arrivisti. [...]
L'eroico vittimismo
da barboni finti e un po' frustrati
e col cervello in avaria
dei giovani scoppiati. [...]
Aggrappatevi al sogno
di una razza che potrebbe opporsi
per costruire una realtà
di giovani diversi.
C’è nell’aria
un’energia che non si sblocca
come se fosse un grido
in cerca di una bocca. [...]"
(Il grido, G. Gaber, cit.)
Fonte immagine:
"Festival teatro canzone Giorgio Gaber"
Wikipedia
martedì 16 gennaio 2018
DI PROBLEMA IN (NECESSARIA) ANALISI, RICORDANDO...
“[...] Don’t analyse [...]
Don’t go that way, don’t live that way,
that would paralyze your evolution [...]”
mercoledì 10 gennaio 2018
CERCANDO IDEE ED ANIME, PER (PROVARE A) RIMANERE IN EQUILIBRIO
"[...] E' meglio fingersi acrobati che sentirsi dei nani [...]
Finché il tuo cuore è intatto e il tuo coraggio non mente,
ti ritroverai uomo dietro un fantasma di niente.
Ti mostrano il sorriso e poi li scopri...assassini [...]
C'era rimasto un buco solamente...
La tua idea, [...] Non mollare, ma difendi la tua idea!
Ricordi quando ti nasceva una canzone
E quando la speranza aveva gli occhi tuoi?
Vincerai, se lo vuoi
Ma non farti fregare gli anni tuoi! [...]
Prendi la gioia al volo prima che sia rimpianto...
La tua macchina rossa potrai averla anche tu,
ma non è a trecento all'ora che vivrai di più!
La tua idea [...]
quando sparisce col sorriso la paura [...]
Il tuo destino non è nella ruota, ma è nelle tue mani.!
...ed è per questo, credimi,
che è meglio fingersi acrobati, che sentirsi dei nani. [...]"
(La tua idea, R. Zero, cit.)
"Acrobata e giovane equilibrista", P. Picasso
domenica 7 gennaio 2018
"MACERIE PRIME", CERCANDO RIMEDI ALLE COSE FEROCI...PER CURARE LE ANIME
"[...] Ma pure prima era così? - Sì, è sempre stato così. Ma adesso ci siamo un po' abituati. [...] -
Ed è bene, no? Che ci siamo abituati, dico. - Non è bene o male. E' normale. Sennò eravamo morti. [...] Basta che non ci scordiamo proprio tutto. Per questo studiamo. [...]"
Aprire una pagina di un libro e ritrovarci dentro una simil-panacea adattabile a qualsivoglia problema od ostacolo della vita, succedendo ad un dialogo breve come quello riportato in precedenza.
Quale lezione imparare dal tempo, dalle enormità e dalle difficoltà che (pur)troppo spesso la vita mette in circolo? Appare nitida una sola, tanto corta quanto semplice:
"[...] Riconoscere le cose feroci [...]"
Riconoscere le cose feroci per muoversi meglio nelle zone buie, riconoscere le zone feroci per capire come sopravvivere meglio nel mare che quotidianamente invade e pervade le vite di molt(issim)i.
Il sapere come districarsi presuppone la necessità di individuare i limiti che ogni esistenza può chiedere al tempo, alle quotidiane vicissitudini, alle vite altrui...perseguendo una forma di libertà che impedisca il danneggiare sia gli altri che gli stessi "esistenti".
Questi sono solo alcuni dei concetti di fondo che muovono l'opera "Macerie prime", scritta da ZeroCalcare ed edita - nella sua prima parte, stando a quanto richiamato alla fine dell'opera - da Bao publishing. Trovare in un'opera d'arte - in quanto definirla semplicemente fumetto può apparire come cosa alquanto ridicola - una ricerca di un fattore sconosciuto che possa rendere il passaggio del tempo meno opprimente non è affatto cosa da poco.
Su scene varie e variegate l'incedere temporale procede su vari piani e differenti livelli, mostrando in ognuno dei personaggi coinvolti quali siano gli effetti e le conseguenze pensate/prodotte dalle (mancate) scelte sia proprie che altrui.
Muoversi in un mare di complicati pensieri, vicende ed eventi può costituire fattore vincolante per la propria assenza/sopravvivenza nel mondo. Leggerne per confutarne, approvarne od individuarne le analogie/differenze con le proprie, di esistenze.
Tutto questo per fare in modo che ognuno possa, in fondo ma non troppo, trovare esiti favorevoli nel "tribunale della Santa Inquisizione degli affari interni alla [propria] coscienza [...]".
Vicenda tanto complessa quanto inesorabilmente difficoltosa da circoscrivere.
Ed è bene, no? Che ci siamo abituati, dico. - Non è bene o male. E' normale. Sennò eravamo morti. [...] Basta che non ci scordiamo proprio tutto. Per questo studiamo. [...]"
Aprire una pagina di un libro e ritrovarci dentro una simil-panacea adattabile a qualsivoglia problema od ostacolo della vita, succedendo ad un dialogo breve come quello riportato in precedenza.
Quale lezione imparare dal tempo, dalle enormità e dalle difficoltà che (pur)troppo spesso la vita mette in circolo? Appare nitida una sola, tanto corta quanto semplice:
"[...] Riconoscere le cose feroci [...]"
Riconoscere le cose feroci per muoversi meglio nelle zone buie, riconoscere le zone feroci per capire come sopravvivere meglio nel mare che quotidianamente invade e pervade le vite di molt(issim)i.
Il sapere come districarsi presuppone la necessità di individuare i limiti che ogni esistenza può chiedere al tempo, alle quotidiane vicissitudini, alle vite altrui...perseguendo una forma di libertà che impedisca il danneggiare sia gli altri che gli stessi "esistenti".
Questi sono solo alcuni dei concetti di fondo che muovono l'opera "Macerie prime", scritta da ZeroCalcare ed edita - nella sua prima parte, stando a quanto richiamato alla fine dell'opera - da Bao publishing. Trovare in un'opera d'arte - in quanto definirla semplicemente fumetto può apparire come cosa alquanto ridicola - una ricerca di un fattore sconosciuto che possa rendere il passaggio del tempo meno opprimente non è affatto cosa da poco.
Su scene varie e variegate l'incedere temporale procede su vari piani e differenti livelli, mostrando in ognuno dei personaggi coinvolti quali siano gli effetti e le conseguenze pensate/prodotte dalle (mancate) scelte sia proprie che altrui.
Muoversi in un mare di complicati pensieri, vicende ed eventi può costituire fattore vincolante per la propria assenza/sopravvivenza nel mondo. Leggerne per confutarne, approvarne od individuarne le analogie/differenze con le proprie, di esistenze.
Tutto questo per fare in modo che ognuno possa, in fondo ma non troppo, trovare esiti favorevoli nel "tribunale della Santa Inquisizione degli affari interni alla [propria] coscienza [...]".
Vicenda tanto complessa quanto inesorabilmente difficoltosa da circoscrivere.
mercoledì 3 gennaio 2018
lunedì 1 gennaio 2018
SU LIBERO PENSIERO, (PRESENTI E FUTURI) ESSERI UMANI, SCUOLA E DIGNITA'
"[...] A volte si vede nella scuola semplicemente lo strumento per tramandare una certa quantità massima di conoscenza alla generazione che sta formandosi.
Ma questo non è esatto. La conoscenza è cosa morta; la scuola, invece, serve a vivere.
Essa dovrebbe sviluppare nei giovani quelle qualità e quelle capacità che rappresentano un valore per il benessere della comunità [...] l'obiettivo deve essere l'educazione di individui che agiscano e pensino indipendentemente [...].
[...] il più importante metodo di educazione, di conseguenza, è sempre stato quello dal quale l'allievo veniva spinto ad agire realmente. [...]"
(Pensieri degli anni difficili, A.Einstein, cit.)
Fonte immagine: "Dentro l'opera: 'Il Pensatore' di Auguste Rodin",
Restaurars - Dalla parte dell'Arte
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