sabato 31 agosto 2013

"UN MONDO AL BIVIO", LEGGENDO LESTER R.BROWN

Cosa sarebbe la Terra senza l'essere umano? 
Potrebbe l'uomo vivere senza la Terra? Che destino avrebbe l'essere umano qualora lachina su cui abbiamo iniziato a scivolare dovesse aggravarsi ulteriormente? 
Esistono possibilità e strategie alternative, da adoperare per aumentare le probabilità di sopravvivenza ed esistenza dell'intero genere umano? 
I segnali di 'declino' climatico-sociale-economico-ambientale-[...] sembrano confermare sempre più un'allarmante ma inevitabile tendenza: il pianeta Terra sta soffrendo, sempre più. 
Basti pensare, giusto per citare l'ultimo esempio fra i molt(issim)i possibili, al triste traguardoraggiunto lo scorso 20 agosto: l'umanità è riuscita a superare le capacità della Terra. 
In altre parole, purtroppo, da quella data l'umanità è riuscita a dilapidare le risorse che la meravigliosa astronave sulla quale viaggiamo può regalarci. Da allora fino al 31 dicembre saremo 'costretti' a viaggiare in riserva. 
Questi dati provengono da uno studio promosso dall'Associazione "Global foodprint network", nata appunto per quantificare e qualificare i parametri di sostenibilità ambientale che dovrebbero caratterizzare il passaggio dell'essere umano sul nostro pianeta. 
Sono davvero bastati otto mesi per consumare tutte le risorse che la Terra, ogni anno, può produrre e regalarci? 
Avremmo davvero bisogno di una "Terra e mezzo" per riuscire a soddisfare questo ossessionato bisogno di risorse?
In un mondo afflitto da una contemporaneità nella quale i dibattiti sembrano aver assunto tinte a maggioranza economico-finanziaria, sembrano trascurati od azzardati allarmi che riguardano altr(ettant)i settori dell'esistenza umana: riserve idriche in esaurimento, raccolti in sofferenza, erosione del suolo, desertificazione feroce, aumento incontrollato delle temperature, fusione dei ghiacci, (in)sicurezza alimentare. 
La Terra non ha, purtroppo, solo problemi afferenti alla natura umana: esistono questioni che possono assumere tinte di gravità inversamente proporzionali ai troppi silenzi che hanno attorno.
Il mondo non si ferma certo a questioni economico-finanziarie, per fortuna o purtroppo. 
La domanda successiva dovrebbe essere un'altra: possono i problemi precedentemente citati ed ancora non risolti 'fare' danni anche di stampo economico-finanziario? 
E' possibile quantificare in termini reali o quantomeno attendibili i costi ed i mancati benefici derivanti da una serie di politiche che hanno fino ad oggi messo in secondo piano emergenze come quelle precedentemente citate? 
Su queste e moltissime altre domande cerca di fare "luce" il libro "Un mondo al bivio - come prevenire il collasso ambientale ed economico" scritto dall'ambientalista ed economista statunitense Lester R.Brown. 
Il bivio al quale siamo davanti rischia di imporci, nel male più che nel bene, un'urgente scelta ben precisa da prendere: quale destino vogliamo rincorrere, se la scelta è fra collasso e sostenibilità?
In un mondo nel quale le tensioni sono in aumento costante, sembrano rincorrersi e sovrapporsi quotidianamente parole sempre più cupe: recessione, spread, disoccupazione,swapfutures, decrescita, default [...].
Sarebbe forse possibile affiancare a questo elenco altre parole, molto più urgenti rispetto a quelle che fino ad oggi continuano ad imperversare? Quali destini ed importanze assegnare a temi quali dissesto idrogeologico, cambiamenti climatici, biodiversità di flora e fauna, sostenibilità ambientale ed energetica? 
Cosa potrebbe accadere qualora le scelte fatte contribuissero a condurre l'umanità ed il pianeta Terra verso il collasso? E' ancora possibile raggiungere forme di sostenibilità che sappiano mitigare o rallentare gli effetti indotti dal 'piano inclinato' su cui stiamo scivolando? 
Quali provvedimenti riuscirebbero a tradurre in fatti le generiche parole-chiave precedentemente riportate? 
Il libro in questione cerca a questo proposito di "tracciare" i confini di un presunto "piano B" capace di restituire futuro e pace a Terra, flora, fauna ed esseri umani. 
Quali "capisaldi" assegnare al futuro da mettere necessariamente in pratica per non morire? 
I provvedimenti su cui concentrare gli sforzi sono riportati sinteticamente nel seguito: 
  • costruire un'economia globale efficiente dal punto di vista energetico;
  • sfruttare l'energia eolica, solare e geotermica;
  • ripristinare i sistemi di supporto naturale dell'economia;
  • sradicare la povertà, stabilizzare la popolazione e salvare gli Stati in fallimento;
  • sfamare otto miliardi di persone.
L'importanza da legare indissolubilmente a discussioni come queste è vincolata alle parole riportate nell'introduzione del presente testo:

"[...]gli economisti tradizionali prestano poca attenzione al limite della produzione dei sistemi naturali del pianeta. Il pensiero economico moderno e la politica hanno creato un sistema economico che è così poco in sintonia con gli ecosistemi dai quali dipende che si sta avvicinando al collasso. 
Come possiamo dare per scontato che la crescita di un sistema economico che  sta distruggendo le foreste della Terra, ne sta erodendo il suolo, esaurendo le risorse idriche, portando al collasso le risorse ittiche, aumentando la temperatura e fondendo le calotte glaciali possa semplicemente venire proiettata sul futuro a lungo termine? [...] 
oggi nell'economia stiamo affrontando una situazione simile a quella dell'astronomia quando Copernico arrivò sulla scena, quando si credeva che il Sole ruotasse intorno alla Terra. 
Così come Copernico dovette formulare una nuova visione astronomica del mondo dopo molti decenni di osservazione del cielo e di calcoli matematici, anche noi dobbiamo formulare una nuova visione economica del mondo basata su molti decenni di osservazioni e analisi ambientali.
I resoconti archeologici indicano che il collasso di una civiltà non arriva in modo improvviso; gli archeologi che hanno analizzato le civiltà del passato parlano di uno scenario di declino e collasso, in cui il collasso economico e sociale fu quasi sempre preceduto da un periodo di declino ambientale. 
Abbiamo quindi veramente bisogno di cambiare rotta e prima lo facciamo meglio è. [...]"

Le misure invocate dal Piano B sono davvero le più giuste e/o le sole percorribili per riuscire ad evitare al Pianeta un (in)evitabile collasso? Quali ulteriori provvedimenti si potrebbero mettere in campo, stanti le tremende condizioni socio-economiche contemporanee? 
All'ordine del giorno sarebbe opportuno collocare soprattutto queste discussioni, oltre alla risalita economica di un sistema da resettare completamente. 
Da qualsiasi punto di vista la si guardi, la questione di fondo sembra essere sempre una sola: scegliere.

"[...] La scelta è nostra, mia e vostra. 
Possiamo andare avanti come sempre e condurre un'economia che continua a distruggere i suoi sistemi di supporto naturali fino ad arrivare a distruggere se stessa, o possiamo diventare la generazione che cambia direzione, portando il mondo su un sentiero di progresso sostenibile. [...]"


Per saperne di più: 
"Oggi è l'Earth Overshoot Day - fine risorse della Terra", Globalist.it

venerdì 30 agosto 2013

FRA AMORE E DOLORE, CITANDO SAMUELE BERSANI...


"[...]Se non ti spaventerai con le mie paure, un giorno che mi dirai le tue troveremo il modo di rimuoverle./ In due si può lottare come dei giganti contro ogni dolore e su di me puoi contare per una rivoluzione./ Tu hai l'anima che vorrei avere. [...]"

sabato 24 agosto 2013

FRA STORIA E DIGNITA': RICORDANDO SANDRO PERTINI...


"[...] I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo. 
È con questo animo quindi, giovani, che mi rivolgo a voi: non armate la vostra mano. Armate il vostro animo. [...]"

"[...]Oggi la nuova Resistenza in che cosa consiste. 
Ecco l'appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato: di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l'onestà e il coraggio. 
L'onestà... l'onestà... l'onestà. [...] 
E quindi l'appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto. 
La politica deve essere fatta con le mani pulite. [...] Se c'è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato![...]"

venerdì 23 agosto 2013

"LA TUA CANZONE", CERCANDO PUNTI DI RIFERIMENTO UTILI...

Fonte: youtube.com


"[...] Prendi una chitarra e/ qualche dose di follia,/ 
come una mitraglia,/ sputa fuoco e poesia./ L'arma è a doppio taglio:/ 
ti potrai ferire un po',/ non avrai un appiglio/ 
ma stai sveglio, tocca a te!
E' un biglietto per le stelle/ quello lì davanti a te,/ 
cambierai la pelle,/ ma resta speciale/ non ti buttare via! 
In questo inferno di ombre piatte,/ in questo vecchio luna park,/ 
resta ribelle,/ non ti buttare via.[...]"

domenica 18 agosto 2013

FRA UMANITA' E SPRECO: ELEMENTI DI SOCIETA' AL BIVIO

"Secondo i dati diffusi dall'ultimo 'World Population Prospects' delle Nazioni Unite, entro quest'anno (2011) l'umanità raggiungerà 7 miliardi di abitanti. Il World Population Prospects[...] è il più autorevole rapporto sullo stato della popolazione mondiale e sulla sua evoluzione. 
Normalmente, per quanto riguarda gli scenari futuri, il rapporto individua tre varianti principali per la crescita della popolazione definite alta, media e bassa. 
La variante media è ritenuta maggiormente attendibile. 
Nella nuova revisione 2010 la variante media indica una popolazione mondiale al 2050 di 9 miliardi e 310 milioni di persone [...]
Il nuovo rapporto ricorda che l'attuale popolazione umana dovrebbe raggiungere entro il 2100 la cifra di 10,1 miliardi, toccando [...] nel 2050 [...] la cifra di 9.3 miliardi di abitanti. 
 La maggior parte dell'incremento che si verificherà riguarderà i Paesi ad alta fertilità, che comprendono 39 paesi africani, nove asiatici, sei in Oceania e quattro in America Latina.
E' bene ricordare le tappe percorse dalla crescita della nostra popolazione sulla Terra, con la previsione relativa ai valori che saranno raggiunti nel futuro: 
  • il primo miliardo è stato raggiunto nei primi anni dell'Ottocento;
  • il secondo nei primi decenni del Novecento;
  • il terzo miliardo è stato raggiunto il 25 ottobre del 1959;
  • il quarto il 27 giugno del 1974;
  • il quinto il 21 gennaio del 1987;
  • il sesto il 5 dicembre del 1998;
  • il settimo [...] raggiunto nel 2011;
  • l'ottavo il 15 giugno del 2025;
  • il nono il 18 febbraio del 2043;
  • il decimo il 18 giugno del 2083.
[...] La crescita della popolazione ha subito una straordinaria accelerazione negli ultimi due secoli, e si incrocia inevitabilmente con i nostri modelli di uso e consumo delle risorse e di crescente produzione di scarti e rifiuti.
Ogni giorno che passa indeboliamo la capacità di 'supportarci' dei sistemi naturali e la loro capacità di metabolizzare gli scarti della nostra attività. 
Si tratta di una situazione paradossale: sappiamo bene che non possiamo vivere al di fuori dei sistemi naturali dai quali direttamente deriviamo e dipendiamo [...], ma facciamo di tutto per renderli vulnerabili, compromettendo seriamente le capacità di recupero e rigenerazione della natura stessa. 
E' come se stessimo operando per indebolire le capacità del nostro sistema immunitario, consentendo [...] alle situazioni patologiche di avere la meglio.
E' evidente che le nostre società non possono continuare su questa strada. 
Le alternative esistono e la conoscenza scientifica [...] ci ha messo a disposizione accurate analisi per comprendere lo stato in cui ci troviamo, ed è anche stata capace di elaborare [...]proposte operative destinate a modificare significativamente i nostri modelli di sviluppo sociali ed economici. [...] 
Gli studiosi N.Armaroli e V.Balzani ricordano [...] che ogni secondo l'umanità consuma quasi 1000 barili di petrolio, 93mila metri cubi di gas naturale e 221 tonnellate di carbone. 
Se dovessimo mantenere fino al 2050 lo stesso trend di incremento del consumo energetico che abbiamo avuto negli ultimi 60 anni, avremmo bisogno di costruire ogni giorno circa tre centrali a carbone, due centrali nucleari o 10 chilometri quadrati di moduli fotovoltaici. E' possibile tutto ciò? Ha qualche senso?
[...] Dal 1950 a oggi l'economia globale è diventata oltre cinque volte più grande. 
Se continuerà a crescere allo stesso ritmo, nel 2100 sarà 80 volte quella che era nel 1950. 
Questa eccezionale escalation dell'attività economica globale non ha precedenti nella storia.
E' in contrasto assoluto con quel che sappiamo, in termini scientifici, della nostra disponibilità finita di risorse e dei complessi sistemi ecologici dai quali dipende la nostra sopravvivenza. 
E' possibile perseguirla? Ha qualche senso?
Il noto economista [...] Tim Jackson [...] si chiede: 
'E' già impossibile immaginare un mondo in cui le cose andranno semplicemente avanti come prima. 
Ma che dire di un mondo in cui 9 miliardi di persone possano raggiungere tutte il livello di ricchezza e abbondanza atteso per le nazioni dell'OCSE?
Ci sarebbe bisogno di un'economia pari a 15 volte quella attuale [...] entro il 2050, e pari a 40 volte quella attuale [...] entro la fine del secolo. A cosa può mai avvicinarsi un'economia del genere?
Come va avanti? Offre davvero una visione realistica di prosperità condivisa e duratura?
Nella maggior parte dei casi evitiamo di guardare in faccia la dura realtà di questi dati. [...] 
La stabilità dell'economia moderna dipende a livello strutturale talla crescita economica. 
Quando la crescita mostra segni di incertezza [...] i politici si fanno prendere dal panico. Le imprese faticano a sopravvivere. La gente perde il lavoro e a volte la casa.
La spirale della recessione incombe.
Mettere in dubbio la crescita è considerata una cosa da pazzi, idealisti e rivoluzionari.'  [...] 
la fedeltà alla crescita è stato l'elemento dominante del sistema economico e politico che ha portato il mondo sull'orlo del baratro con la recente crisi finanziaria ed economica. 
L'imperativo della crescita ha plasmato l'architettura dell'economia moderna, ha motivato la libertà concessa al settore finanziario, è stato almeno in parte responsabile dell'allentamento delle regole, dell'eccessiva estensione del credito e della proliferazione ingestibile (e instabile) dei derivati finanziari. [...] 
La crisi economica [...] non è la conseguenza di una cattiva prassi isolata in determinate aree del settore bancario. L'incoscienza, l'irresponsabilità, è stata molto più sistematica, approvata dall'alto con un obiettivo ben preciso: far continuare e proteggere la crescita economica. [...]"

(tratto da: 'Le nostre società al bivio: il futuro tra collasso e sostenibilità', G.Bologna -
Un mondo al bivio - come prevenire il collasso ambientale ed economico, L.Brown)

Cosa scrivere di una società nella quale sembrano ormai necessari indici di crescita squilibrati per garantire un futuro (in)sostenibile all'intera popolazione umana?
Cosa poter scrivere di un mondo nel quale lo squilibrio nella distribuzione delle ricchezze è talmente diffuso da non poter essere più arginato e/o mitigato?
Cosa poter scrivere di un mondo nel quale i debiti pubblici cumulati negli anni potrebbero condurre al soffocamento intere generazioni oggi alla ricerca di un posto nel mondo?
Qualcuno ha forse assunto decisioni sbagliate e/o provvedimenti presi non pesando adeguatamente eventuali conseguenze? Può la via di uscita da una crisi essere 'presa' percorrendo 'sentieri' perlopiù identici a quelli già battuti precedentemente? 
A questi contenuti, a queste ed a molt(issim)e altre potrebbero rispondere forse alcune famose parole attribuite ad Albert Einstein: 

"Non possiamo  pretendere che  le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
 La crisi è la più grande benedizione  per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla  notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi  supera sé stessosenza essere 'superato'.
 Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza.
L' inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita.
Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito.
E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze.
Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo.
Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla."

Giunti ad un bivio che sembra non vedere ancora una fine, è lecito scegliere con ragionevole 'anticipo' quali strade prendere. Prima che sia troppo tardi, ovviamente. 


Foto tratta da: greenreport.it


lunedì 12 agosto 2013

"LA CONDIZIONE UMANA"

"[...] 'Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?' [...] questi sono [...] i problemi centrali della religione e della filosofia. Saremo in grado di risolverli una volta per tutte? A volte sembra impossibile, ma forse non è così. 
Oggi il genere umano assomiglia ad un sonnambulo, intrappolato fra i fantasmi del sonno ed il caos del mondo reale. La mente cerca il luogo e l'ora precisi senza riuscire a trovarli. 
Abbiamo creato una civiltà da guerre stellari con emozioni dell'età della pietra, istituzioni medievali ed una tecnologia fenomenale. 
Siamo terribilmente disorientati dalla realtà nuda  e cruda della nostra esistenza che  minaccia  noi ed il resto della vita sulla Terra. La religione non riuscirà mai a risolvere questo grande enigma. [...] 
se il grande enigma della condizione umana non può essere risolto facendo ricorso alle fondamenta mitiche della religione, non sarà nemmeno risolto dall'introspezione. 
L'indagine razionale da sola è incapace di concettualizzare il proprio procedere. 
Buona parte delle attività del cervello non sono neppure percepite dalla mente cosciente. 
Il cervello è una cittadella, come scrisse Darwin, che non può essere conquistata con un assalto frontale. 
Pensare il pensiero è il processo basilare delle arti creative, ma non dice molto sul motivo per cui pensiamo in un certo modo e nulla sull'origine delle arti creative. 
La coscienza [...] non era attrezzata per l'esame di sè. 
Era progettata [...] per la sopravvivenza e la riproduzione. Il pensiero cosciente  è dominato dalle emozioni e in fondo è totalmente votato alla riproduzione e alla sopravvivenza della specie. [...]
Gli scienziati, perlustrando le mura della cittadella, cercano eventuali brecce nelle sue mura. 
Avendo fatto passi da gigante grazie alla tecnologia attrezzata a questo fine, ormai leggono i codici e seguono le tracce di miliardi di cellule nervose. Probabilmente nel giro di una generazione i progressi saranno tali da riuscire a spiegare la base fisica della coscienza. 
Ma, una volta spiegata la natura della coscienza, sapremo allora chi siamo e da dove veniamo? 
La risposta è no. 
Il fatto di capire le operazioni fisiche del cervello fino allle loro radici ci avvicina al Graal ma, per trovarlo, abbiammo bisogno di un sapere assai superiore mutuato dalla scienza e dagli studi umanistici.
Dobbiamo capire come e perchè il cervello si sia sviluppato proprio in questo modo. [...]
La mia tesi è che ormai i progressi scientifici, specialmente quelli degli ultimi due decenni, sono sufficienti per affrontare in maniera coerente le domande sulla nostra origine e su chi siamo. 
Tuttavia, per farlo, dobbiamo rispondere a due  domande ancor più basilari che la questione ha sollevato. 
La prima è perchè esiste  una vita sociale così avanzata e perchè nella storia della vita questa è stata una rarità.
La seconda è l'identità delle forze motrici che l'hanno creata. 
Questi problemi possono essere risolti radunando le informazioni provenienti da diverse discipline, che vanno dalla genetica molecolare, dalle neuroscienze alla biologia evoluzionistica all'archeologia, l'ecologia, la psicologia sociale e la Storia. [...]"

Tratto da: "La conquista sociale della Terra", E.O.Wilson, Scienza e IdeeR.Cortina Editore

"La condition humaine", Renè Magritte

martedì 6 agosto 2013

"ENERGIA PER I PRESIDENTI DEL FUTURO", FRA (DIS)INFORMAZIONE E DIVULGAZIONE

A quali risultati ha portato, sia in tempi recenti che passati, la cosiddetta "questione energetica"? 
Quanto può "pesare", negli equilibri e nelle dinamiche contemporanee, quella cosa che comunemente chiamiamo "energia"? Quali conoscenze e competenze è opportuno richiamare per svolgere discussioni attorno a concetti quali sostenibilità ambientale, risparmi e sprechi energetici, [...]? 
A prescindere da opinioni e punti di vista, affrontare la questione energetica con occhio critico e capace è forse la missione più importante e difficile che le classi dirigenti dovranno eseguire per cercare di cambiare questo disordine sociale-economico-ambientale-[...] che sembra circondarci. 
Ritornano dal passato, pronunciate probabilmente non a caso, parole pesanti ma molto chiare sulla reale importanza di argomenti come questi: 
"La lotta generale per l'esistenza degli esseri viventi non è una lotta per l'energia, ma è una lotta per l'entropia."
A questo aforisma, attribuito a L.Boltzmann, si deve forse il miglior contributo possibile per cercare di comprendere quanto possano essere collegate sopravvivenza, energia e "disordine umano". 
Quante guerre "travestite" da missioni di pace si sono compiute, si compiono e si compiranno ancora sotto l'ufficiosa "effige" dell'energia? Quante trattative a livello continentale e mondiale si portano annualmente avanti per cercare di (far) ridurre le emissioni o per scongiurare l'(inevitabile) aumento di temperatura a livello globale?
L'argomentare sull'energia può coincidere, pertanto, con una ricerca di miglior ordine da attribuire a mondo ed uomini.
E' invece possibile discutere consapevolmente di un argomento così importante, senza incorrere in errori od errate valutazioni? La pianificazione di scenari e prospettive energetiche di un Paese è una prospettiva che possono realizzare tutti? Cosa potrebbe accadere qualora, invece, fossero richieste competenze e/o conoscenze tecniche particolarmente specifiche e rilevanti? 
La tematica energetica è un argomento di complicata interpretazione, di facile banalizzazione ed, al contempo, di tremenda importanza per il futuro dell'umanità intera: quali suggerimenti è possibile raccogliere per il futuro?
Cosa aspettarci dall'utilizzo del "petrolio"? Quali obiettivi sono realmente raggiungibili attraverso l'utilizzo di "energie pulite e rinnovabili"? Quali fonti energetiche "conviene" seguire per garantire un futuro all'umanità ed al pianeta Terra intero? 
A queste e moltissime altre domande cerca di rispondere, in maniera alle volte anche discutibile ed opinabile, il libro "Energia per i Presidenti del Futuro" scritto da Richard Muller. L'importanza della questione energetica è chiara sin dalla presentazione del testo: 

"La questione energetica è sempre più prioritaria e strategica, per gli equilibri internazionali e lo sviluppo economico. Lo testimonia la cronaca recente  [...] e lo raccontano la corsa degli Stati Uniti all'autosufficienza energetica [...] e il dibattito sullla fine dei combustibili fossili e sulle fonti rinnovabili, senza dimenticare la bestia nera di questi anni, il riscaldamento globale. 
Quello dell'energia è un terreno delicato in cui confluiscono ecologia, politica, attualità ed economia, e dove disinformazione e facili strumentalizzazioni sono un rischio concreto. 
Sapere di cosa si sta parlando sarà quindi cruciale non solo per i futuri Capi di Stato, ma anche per tutti noi, che dovremo valutare e monitorare l'operato dei decisori politici."

In parallelo alla questione energetica rischia di essere, infatti, troppo facile il rischio di incorrere in errori di valutazione e/o di percorso; tale punto di vista è confermato da una citazione attribuita all'umorista inglese Josh Billings: 

"Il guaio di molti non è quello che non sanno, ma la quantità di cose che credono erroneamente di sapere."

Quali consigli poter lasciare in "eredità" al lettore, al fine di ridurre le possibilità di commettere i "guai" precedentemente citati dall'aforisma di Billings? Un libro come questo cerca di lasciare in dono suggerimenti preziosi, sia per elettori che per eletti.
La questione energetica rischia di diventare, nel futuro vicino e lontano, il problema più importante da dover affrontare: è quindi possibile "far di conto" in maniera coerente e competente con questo troppo sottovalutato e delicato argomento?
Le parti in cui il presente testo cerca di fornire spunti di riflessione sono riportate nel seguito: 

"[...] Questo libro inizia con un nuovo sguardo ad alcuni recenti disastri energetici [...]: sono questi eventi che determinano i titoli di giornali e notiziari e [...] sono quei titoli che definiscono l'attitudine del pubblico verso le questioni che riguardano l'energia. [...] La seconda parte [...] copre il cosiddetto panorama energetico, un argomento che sta cambiando con una rapidità che ha del sorprendente. 
Tutti i nostri mezzi di trasporto [...] dipendono da forme liquide di energia [...] e stiamo pericolosamente esaurendo le nostre forniture. I gas naturali si stanno rivelando abbondanti [...] ma possiamo usarli [...]
E la fratturazione idraulica [...] quanto danneggerà l'ambiente? 
Quanto sarebbero efficaci le stesse tecniche se applicate alle [...] riserve di olio di scisto? 
Il risparmio energetico è [...] un concetto così scomodo come molti sembrano credere [...] o si tratta piuttosto di un obiettivo raggiungibile senza privazioni eccessive? [...] 
La terza parte [...] analizzerà le nuove tecnologie chiave, alcune delle quali [...] sono oggetto di una sorta di riscoperta. [...] Solo verso la fine ci porremo una domanda [...]: cos'è l'energia? [...]
Un buon Presidente deve essere un leader, e questo significa qualcosa di più che prendere decisioni giuste: il Presidente deve essere il maestro della nazione.
Nessun consulente scientifico o segretario per l'energia sarà mai in grado di convincere il pubblico che le percezioni comuni non sono necessariamente vere. 
Questa impresa può essere portata a termine con successo solo dalla persona di cui più si fidano: quella che  hanno eletto. [...]"

Leggere per smentire, discutere, conoscere o confutare.


giovedì 1 agosto 2013

"BEAUTIFUL DAY", FRA U2 ED ESTATE...


"The heart is a bloom/ Shoots up through the stony ground/ There's no room/ No space to rent in this town/ You're out of luck/ And the reason that you had to care/ The traffic is stuck/ And you're not moving anywhere/ You thought you'd found a friend/ To take you out of this place/ Someone you could lend a hand/ In return for grace/ It's a beautiful day/ Sky falls, you feel like/ It's a beautiful day/ Don't let it get away [...]"