sabato 27 febbraio 2016

PERCORRENDO UNA STRADA, CERCANDO UNA CONDIZIONE


"[...] Nelle case 
non c'è niente di buono 
appena una porta si chiude 
dietro un uomo.
Succede qualcosa di strano 
non c'è niente da fare 
è fatale quell'uomo 
incomincia a ammuffire. [...]
Ne ho conosciute tante di famiglie, 
la famiglia è più economica e protegge di più. 
Ci si organizza bene, una minestra per tutti, 
tranquillanti aspirine per tutti [...] 
soltanto quattrocento lire per purgare tutta la famiglia, un affare. 
Si caga, in famiglia, si caga bene, lo si fa tutti insieme. [...]
Quell'uomo è pesante 
e passa di moda sul posto 
incomincia a marcire 
a puzzare molto presto. [...]
C'è solo la strada 
su cui puoi contare 
la strada è l'unica salvezza
c'è solo la voglia e il bisogno di uscire 
di esporsi nella strada e nella piazza.
Perché il giudizio universale
non passa per le case 
le case dove noi ci nascondiamo 
bisogna ritornare nella strada 
nella strada per conoscere chi siamo.
C'è solo la strada su cui puoi contare 
la strada è l'unica salvezza
c'è solo la voglia e il bisogno di uscire 
di esporsi nella strada e nella piazza.
Perché il giudizio universale
non passa per le case 
e gli angeli non danno appuntamenti 
e anche nelle case più spaziose
non c’è spazio per verifiche e confronti. [...]
Perché il giudizio universale 
non passa per le case
in casa non si sentono le trombe
in casa ti allontani dalla vita
dalla lotta dal dolore e dalle bombe. [...]"

mercoledì 24 febbraio 2016

SULLA NECESSITA' DI COMPIERE UNA RIVOLUZIONE VALORIALE

"[...] Noi [...] dobbiamo sottoporci a una rivoluzione radicale nel campo dei valori. Dobbiamo iniziare subito a passare da una 'società orientata alle cose' a una 'società orientata alle persone'. 
Quando le macchine e i computer, le ragioni del profitto e i diritti di proprietà sono considerati più importanti delle persone, è impossibile sconfiggere la gigantesca triade formata dal razzismo, dal materialismo estremo e dal militarismo. [...]"
Martin Luther King Jr., Beyond Vietnam, 1967
cit. da Un salto di civiltà - Appena in tempo per compiere l'impossibile, Una rivoluzione ci salverà, N.Klein, Best Bur

"[...] I Paesi sviluppati hanno creato una crisi globale basata su un sistema di valori sbagliato. Non c'è nessuna ragione per cui dovremmo essere costretti ad accettare una soluzione improntata a quello stesso sistema. [...]" Marlene Moses, 2009
cit. da Un salto di civiltà - Appena in tempo per compiere l'impossibileUna rivoluzione ci salverà, N.Klein, Best Bur


domenica 21 febbraio 2016

INSEGUENDO LE RIFLESSIONI, FRA UMANITA' E (POTERE DI) PENSIERO

"[...] Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che pensano e quelli che lasciano che siano gli altri a pensare. [...]" (F. De Andrè, att.)

Fonte immagine: Corto Maltese - Il mito letterario del Novecento, 10 febbraio 2016

venerdì 19 febbraio 2016

A PROPOSITO DI DOLORI (RI)CONOSCIUTI, DESCRIVENDO LA VITA


"[...] Ho conosciuto il dolore [...]
e lui mi ha conosciuto: 
siamo amici da sempre, 
io non l’ho mai perduto; 
lui tanto meno [...]
Ho conosciuto il dolore 
e mi è sembrato ridicolo, [...] 
quando gli dico in faccia: 
'Ma a chi vuoi far paura?' 
Ho conosciuto il dolore: 
ed era il figlio malato, 
la ragazza perduta all'orizzonte, 
il sogno strozzato, 
l’indifferenza del mondo alla fame, 
alla povertà, alla vita [...] 
Dio, che non c’era 
e giurava di esserci, [...] 
se giurava, di esserci e non c’era 
ho conosciuto il dolore 
e l’ho preso a colpi di canzoni e parole 
per farlo tremare, 
per farlo impallidire, 
per farlo tornare all'angolo, 
cosi pieno di botte, 
cosi massacrato stordito imballato [...] 
Ho conosciuto il dolore 
e ho avuto pietà di lui, 
della sua solitudine, 
delle sue dita da ragno 
di essere condannato al suo mestiere 
condannato al suo dolore; 
l’ho guardato negli occhi, 
che sono voragini e strappi 
di sogni infranti: respiri interrotti 
ultime stelle di disperati amanti. 
-Ti vuoi fermare un momento?- gli ho chiesto - 
[...] Ti vuoi sedere? [...] 
ascoltami [...] e non fiatare! [...] 
Hai fatto di tutto 
per disarmarmi la vita 
e non [...] puoi sapere 
che mi passi come un'ombra sottile sfiorente [...]
Ti ho conosciuto dolore in una notte di inverno 
una di quelle notti che assomigliano a un giorno [...]"
(Ho conosciuto il dolore, R.Vecchioni, cit.)


mercoledì 17 febbraio 2016

"NO LOGO", (RI)LEGGENDO LE CRITICHE AL CONSUMISMO

Effettuare una full immersion in un libro uscito più di qualche anno fa può aiutare molto a riflettere sui passi in avanti (od all'indietro) compiuti dal mondo e dall'umanità nel corso del tempo.
Le critiche da muovere ai modelli economici esistenti ed alle teorie consumistiche che hanno gestito le coordinate di sviluppo possono (e devono) essere sostanziali, motivate ed illustrate alla luce di una serie di situazioni che sembrano non poter reggere più. In alcun modo.
Dalla lettura il più approfondita possibile di un'opera capace di attaccare (in maniera consapevole) sia modelli che pregiudizi economici può successivamente essere lecito intraprendere una specifica disamina di varie situazioni: quanto è stato confermato o smentito dall'incedere dei fatti e dallo scorrere del tempo? Quante conferme e smentite ci sono state relativamente a critiche, argomentazioni e supposizioni svolte?
A queste e molte altre domande può essere possibile rispondere, confrontando il passato letterario con i fatti realizzatisi nel presente reale. Tali ragionamenti possono essere applicati alla lettura critica del libro di Naomi Klein, intitolato "No Logo" e pubblicato da Bur Editore.
I contenuti dell'opera sono riportati esplicitamente nel seguito della trattazione:

"[...] Il mondo è nelle mani delle multinazionali, che hanno creato bisogni e miti di cui, per decenni, siamo stati schiavi. Ma lo sforzo dei grandi colossi per rendere omogenee le nostre comunità e monopolizzare il linguaggio condiviso ha generato una forte ondata di resistenza, testimoniata da diverse proposte. Dallo sfruttamento nelle fabbriche dell'Indonesia e delle Filippine, in cui viene calpestato ogni diritto umano, ai centri commerciali propagatori di life-style del Nord America, fino alle campagne [...] di attivisti, manifestanti e hacker, Naomi Klein spiega e analizza le ragioni della contestazione e le contraddizioni dell'economia globale.
No Logo, definito la Bibbia del movimento no-global, racconta una storia di ribellione e autodeterminazione nei confronti dello strapotere dei marchi, proponendo un'analisi socio-economica alternativa alle tesi neo-liberiste osannate per anni. [...]"

Risulta quindi essenziale, dalla lettura e dalla disamina di situazioni e vicende passate, effettuare un confronto con gli sviluppi maturati di alcune fra le vicende descritte. Quali possono essere state le sorti maturate dai percorsi di ribellione ed autodeterminazione che hanno contraddistinto le sfide principali definite dall'autrice nel corso dello svolgimento narrativo?
Quali progressi si sono verificati nei confronti delle forme di resistenza e resilienza ai diritti umani calpestati e descritti dall'autrice nel dipanarsi dell'opera? In quali modalità ha continuato a proliferare e strutturarsi la 'rete di marchi' enormemente sviluppata dall'autrice stessa nel corso dell'opera?
I contenuti da analizzare e (ri)attualizzare sono molteplici, rispetto al tempo trascorso dalla prima edizione. Le tematiche affrontate nel corso dell'opera sono molteplici e, pertanto, meritevoli di osservazioni specifiche rispetto a quanto è successo nel corso degli anni:

  • Storia ed evoluzione dei marchi e del loro sviluppo nel corso del tempo;
  • Evoluzioni e necessità maturate nel mondo giovanile in rapporto alle esigenze di marketing ed esigenze promozionali su più riprese;
  • Creazione di 'utopie' e giganti commerciali, generati a seguito di fusioni e costruzione di sinergie fra marchi di minore rilevanza;
  • Storie di disprezzo e di svalutazione della dimensione umana in rapporto alle metodologie produttive costruite nell'era dei super-marchi;
  • Involuzioni e variazioni dei principi di retribuzione della manodopera umana, rispetto al variare di dinamiche e di meccanismi precedenti alla crisi economico-finanziaria generatesi successivamente alla pubblicazione dell'opera stessa; 
  • Forme di attivismo anti-aziendale ed anti-marchio, sviluppatesi all'ombra di proteste e movimenti diffusi endemicamente nelle società mondiali;
  • Politiche e provvedimenti assunti sia da Governi che da movimenti locali, costretti a gettarsi nella mischia per 'pesarsi' e per (cercare di) valere qualcosa in termini di coesione;
  • Limiti specifici delle strategie anti-marchio.
Sullo sfondo rimangono doverose battaglie, capaci di strutturarsi in termini specifici per contrapporre forme di civismo critico a metodi di consumismo esasperato e capace di debilitare anche pesantemente la società intera. Risulta necessario impostare il più coerentemente possibile una lotta per i beni comuni, nel tentativo (fra l'esasperato e l'utopistico?) di salvaguardare forme ed idee di società differenti rispetto al pietoso status quo passato ed attuale.
L'epilogo dell'opera si proponeva di costruire un percorso che cercasse di fare il possibile per andare oltre i simboli, costruendo una società maggiormente consapevole delle proprie possibilità di (dis)intermediazione e capacità interpretative dei bisogni umani. 
Quanto di quell'epilogo è stato realizzato, a distanza di anni? Quante di quelle speranze sono state tradite o vanificate da una resa utopistica forse mal pe(n)sata ai tempi della prima pubblicazione? 
Quanto di quel mondo si è prepotentemente modificato, facendo anche peggiorare quel che già esisteva in termini di marketing e propaganda? Ai lettori il compito di formulare ipotesi successive, sentenze specifiche ed ardue risposte.





martedì 16 febbraio 2016

CITAZIONI IN LIBERTA', FRA OMOLOGAZIONI E NATURE UMANE

"[...] Il conformista/ è uno che di solito sta sempre dalla parte giusta [...] 
ha tutte le risposte belle chiare dentro la sua testa/ è un concentrato di opinioni/ 
che tiene sotto il braccio due o tre quotidiani. [...] 
quando ha voglia di pensare pensa per sentito dire [...] 
si adegua senza farci caso/ e vive nel suo paradiso./ 
Il conformista/ è un uomo a tutto tondo che si muove/ 
senza consistenza [...] s'allena a scivolare dentro il mare della maggioranza/ 
è un animale assai comune/ che vive di parole da conversazione. [...]"
(Il conformista, G.Gaber, cit.)

"[...] Avrete notato che ognuno di voi si muove con la sua particolare andatura. 
Per esempio Pitts, se la prende comoda, tanto [...] arriverà. 
Invece Cameron sta pensando 'Andrà bene? Forse si, ma sì, certo, certo. O forse no, chi lo sa?' 
E il nostro Overstreet è mosso da profonda passione. 
Lo sappiamo tutti, non è vero? 
Ma non li ho fatti marciare per deriderli, li ho fatti marciare per illustrare la questione del conformismo, la difficoltà di mantenere le proprie convinzioni di fronte agli altri. 
Alcuni di voi hanno l'aria di pensare: 'Ah, io avrei marciato diversamente!'. 
Allora chiedetevi: perché battevate le mani? 
Ci teniamo tutti ad essere accettati, ma dovete credere che i vostri pensieri siano unici e vostri, 
anche se ad altri sembrano strani e impopolari, 
anche se il gregge può dire 'Non è bene'. 
Come ha detto Frost: 'Due strade trovai nel bosco e io, | 
io scelsi quella meno battuta. | Ed è per questo che sono diverso'. 
Voglio che troviate la vostra camminata adesso, 
il vostro modo di correre e passeggiare, in ogni direzione, 
comunque vogliate, che sia fiero o che sia sciocco, sta a voi. [...]"
(L'attimo fuggente, cit.)

"[...] Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria/ 
col suo marchio [...] di speciale disperazione/ 
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi/ 
per consegnare alla morte una goccia di splendore/ 
di umanità di verità. [...]" 
(Smisurata preghiera, F.De André, cit.)

Fonte immagine: vocidallastrada.com


lunedì 15 febbraio 2016

SU LETTURE E SOLITUDINI (ARGINABILI)

"[...] Per dare un po' di luce alla solitudine e amaro scacco alle incertezze piccole-grandi di ogni giorno. Là dove entra un libro, o si ascolta una voce, esce rapido un cattivo pensiero. 
E la nebbia della noia è soffocata o spazzata via dal vento di una buona sorpresa; e i luoghi sembrano popolarsi di gente amica.
Nessuno è mai solo con un libro in mano. [...]"
Fonte: R.Roversi da il manifesto di "Ad alta voce "

Fonte immagine: agoraterapia.it

sabato 13 febbraio 2016

CONSIDERAZIONI SU UOMINI, SENTIMENTI E MODELLI DA SEGUIRE...CITANDO GIORGIO GABER

"[...] L'uomo che sto seguendo 
ha l'aspetto di un uomo medio, direi banale 
non sa bene che cosa cerca e che cosa vuole
si addormenta intontito e si alza senza soffrire [...] 
L'uomo che sto seguendo 
non ha la forza per un dolore vero 
è troppo inerte [...]
l'uomo che sto seguendo è un uomo sincero [...]
per distinguere il falso e il vero basta poco 
[...] un vero sentimento 
per trovare il coraggio di ridare un'occhiata al mondo. 
L'uomo che sto seguendo 
ha l'aspetto di un uomo onesto, direi perbene
ma è colpevole di gesti inutili e di omissione 
la sua vita gli passa sopra [...]
l'uomo che sto seguendo è un uomo normale [...] 
per difendere quel mistero che era l'uomo [...] 
per ridare un senso alle cose non puoi fare a meno 
di un sentimento. [...]"


mercoledì 10 febbraio 2016

CERCANDO, FRA IDEE E FELICITA'...


"[...] La felicità, nonostante la pubblicità vi illuda, non ci viene dall'ultima generazione di telefonini o di computer, e più in generale di 'prodotti', ma da uno straccio di 'relazione in più'. [...]"
(U.Galimberti, att.)

lunedì 8 febbraio 2016

"INNOVATORI", SUL COME PENSARE PER (PROVARE A) CAMBIARE IL MONDO

Come pensa chi (cerca di) cambia(re) il mondo?
Attraverso quali passi si cerca di sperimentare, innovare e migliorare il bagaglio di esperienze a disposizione del genere umano? Quali sono e saranno, nella storia, le armi da poter impiegare per ottemperare alla necessità di migliorare le esistenze degli esseri umani?
Per rispondere a queste domande rischia di essere alquanto complicato tracciare un quadro univoco e monocorde delle tematiche afferenti a mente umana ed innovazione, proprio perché sono molte le variabili che interferiscono con realtà quali (quelle costituite da) progresso e ricerca: tempi storici, opportunità da cogliere, formazione ed aggiornamento continuativo, protagonisti e professionisti dei settori interessati, [...].
Tracciare un quadro dell'innovazione e dell'innovatore medio rischia di essere, quindi, un percorso altamente complesso da inquadrare ed esaurire con competenze adeguate.
Una delle questioni più interessanti e complesse al tempo stesso potrebbe essere quella di definire, in termini specifici, il rapporto che intercorre fra realtà innovative ed autori della stessa innovazione: attraverso quali 'passi' una singola mente può arrivare all'elaborazione di un progetto capace di aprire nuova breccia nei campi di ricerca e sviluppo? Quali dinamiche potrebbero regolare invece il lavoro di gruppo, qualora si cerchi di osservare all'eventuale apporto collettivo che una precisa realtà può fornire? Si potrebbe anche ridefinire il potere dell'innovazione in rapporto all'incedere della storia: quanti e quali sono stati i profili ed i potenziali di novità frenati da epoche storiche e/o da decisioni avventate? Le risposte a queste domande sono potenzialmente infinite, per una lunghissima serie di motivazioni e ragioni difficili da sintetizzare adeguatamente.
Può comunque essere fornita una panoramica delle situazioni, delle dinamiche e delle specifiche che hanno contribuito a regolare negli anni i processi di innovazione e di gestione della novità.
Elementi essenziali di questo insieme di realtà possono essere rintracciate nell'opera "Innnovatori - Come pensano le persone che cambiano il mondo (Breve storia del futuro)", scritto da Massimo Temporelli e pubblicato da Microscopi - Hoepli.
La peculiarità afferente al mettere in rete le vite di molti inventori con altrettante prospettive storiche formate dal susseguirsi di epoche anche contraddittorie è lo scopo fondamentale di un'opera che si prefigge lo scopo di fornire qualche linea guida per comprendere come abbiano ragionato volti e protagonisti di passi importanti. Traccia simile di tale impronta è definita esplicitamente nella stessa opera in questione, attingendo alla prefazione specifica fatta da Alex Bellini:

"[...] Leggere il libro sugli innovatori [...] è un po' come leggerne uno su esploratori e avventurieri. [...] Nella personalità di queste due categorie di uomini trovo caratteristiche molto simili: coraggio, intuito, egoismo, disciplina, competenze pratiche, fervida immaginazione e capacità di pensare obliquamente. E' come se queste due tipologie di uomini, innovatori ed esploratori, abitanti oggi di due pianeti distinti e separati, avessero avuto, all'origine, gli stessi progenitori [...]"

Sono state anche (o soprattutto?) le componenti sopra citate a diventare fonte esclusiva di produzione e generazione di valore, attingendo ai 'bagagli' culturali ed esperienziali di uomini che hanno contribuito a (far) compiere passi straordinariamente pe(n)santi all'umanità intera.
Quali sono invece le ragioni che fanno sì che la spinta innovatrice e sperimentatrice dell'umanità intera non si sia ancora arrestata? E' la stessa prefazione a fornire qualche possibile risposta che sarà sviluppata ed articolata nel dipanarsi della trama e della documentazione tecnica:

"[...] Si esplora per passione, per denaro, per fama, per riconoscimento , ma mi piace pensare che la spinta verso l'esplorazione sia una modificazione genetica, importante per lo sviluppo e la sopravvivenza della specie. [...]"

L'opportunità di cogliere le potenzialità di miglioramento e progresso della specie umana è un'occasione che non dovrebbe essere persa o gettata al vento.
In alcun modo, proprio in virtù del fatto che combattere per cambiare e migliorare le condizioni degli esseri umani è essenziale muoversi ed ascoltare specialmente le voci di quanti sono riusciti ad innovare in maniera prepotente i vari e desolanti status quo che si sono susseguiti nel corso della storia. I capitoli di analisi e di specifica declinazione di tematiche tanto complesse sono articolate su 'blocchi' di capitoli sostanziali ed essenziali:
  • Prospettive e declinazione degli eroi dell'innovazione;
  • Età anagrafica (e di prospettiva) degli innovatori, in relazione alle varie epoche storiche di appartenenza; 
  • Esplorazioni ed errori compiuti in chiave storico-progettuale, con regole dell'innovazione da definire per far progredire le consapevolezze di lettori o semplici interessati;
  • Caratteristiche degli innovatori in relazione alle epoche storiche di appartenenza, adoperandosi per incrociare prospettive di sviluppo con limiti dettati da (inevitabili?) contingenze esterne; 
  • Progettisti di Stato ed innovatori di rilievo collettivo;
  • Progetti e volti riconducibili a figure specifiche di inventori imprenditori, aventi maggior potere anche economico in sede di trattativa ed elaborazione di novità;
  • Relazioni che intercorrono fra prospettive di ricerca e modernità, concretizzando l'affermarsi di centri R&D accanto a figure maggiormente contemporanee di innovatori-sperimentatori.
La scelta di arrendersi o di avanzare nel gioco storico è un passo essenziale che deve (o può) essere compiuto ed organizzato da pensate e progetti decisivi degli innovatori.
Ai lettori le ardue sentenze, con le giuste dosi di consapevolezza e caparbietà necessarie per muoversi nella direzione di anticipare (o almeno direzionare correttamente) i cambiamenti. 

"[...] Le biografie degli innovatori hanno questo potere incredibile: muovono la storia, la accelerano, la rendono più ricca, in tutti i sensi. E' [...] un nostro dovere continuare a raccontarle ed è un privilegio poterle leggere o anche semplicemente sentirle raccontare. [...]"
Fonte: Introduzione - Gli eroi dell'innovazione, "Innovatori - Come pensano le persone che cambiano il mondo (Breve storia del futuro)", Microscopi Hoepli


Fonte immagine: hoepli.it

domenica 7 febbraio 2016

CONSIDERAZIONI FRA SPAZIO, DISTANZE ED UMANE RIFLESSIONI...CON SINCERITA'

"[...] Nello spazio esterno sviluppi una consapevolezza globale istantanea, un orientamento verso le persone, un'intensa insoddisfazione per lo stato del mondo, e senti in dovere di fare qualcosa in proposito. Da là fuori, sulla Luna, la politica internazionale sembra così meschina. 
Ti viene voglia di prendere per la collottola un politico, trascinarlo lontano quattrocentomila chilometri e dirgli: 'Guardati intorno, stron.o'. [...]" 
(Edgar Mitchell, cit.)

Fonte immagine: "I fucking love science", 
Pagina Facebook, 6/02/2016

venerdì 5 febbraio 2016

CADERE GIU', FRA NUVOLE E VITA...


"[...] Da piccolo, fermando la ruota del luna-park 
bloccavo il mondo [...] 
Anno dopo anno [...] ho imparato anch'io [...]
Potevo incularmi le nuvole 
sputare da lassù 
invece di provare a fare il geometra. 
Adesso no 
rimango coi piedi sul limite di questo 
mondo [...] in bilico [...] se scivolo e cado giù. [...]
Vertigine, volando al ritmo degli angeli [...] 
è vivere succhiando la vita dagli angoli. [...]"

mercoledì 3 febbraio 2016

FRA LETTORI, LETTURE...ED UMANE AMBIZIONI

"[...] Il lettore vuole lasciarsi incidere da quello che legge, 
conservare un graffio nella memoria che gli permetta un giorno di mostrare la sua conoscenza attraverso un nome, un titolo, un personaggio. [...]"
(Impressioni di un lettore spettatore, Erri De Luca, att.)

"Il libraio", Giuseppe Arcimboldo

martedì 2 febbraio 2016

FRA SCONTRI, (PERDITE DI) TEMPO E (RISCHIO DI) SCONFITTE...A PROPOSITO DI CAMBIAMENTO CLIMATICO

"[...] Presentando il cambiamento come uno scontro fra il capitalismo e il pianeta, non sto dicendo nulla di nuovo. La battaglia è già iniziata, ma per ora il capitalismo sta vincendo a mani basse.
Vince ogni volta che la necessità della crescita economica viene accampata come scusa per rimandare [...] le iniziative a favore del clima o per infrangere gli impegni già presi sul fronte delle emissioni. Vince quando ai greci viene detto che la loro unica via d'uscita dalla crisi economica consiste nell'aprire i loro splenditi mari a trivellazioni ad alto rischio per l'estrazione di gas e petrolio. Vince quando i canadesi si sentono dire che la loro unica speranza di non fare la fine della Grecia è permettere che le foreste boreali vengano spianate per poter estrarre il bitume semi-solido dalle sabbie dell'Alberta. Vince quando un parco di Istanbul viene abbattuto per far posto all'ennesimo centro commerciale. 
Vince quando a Pechino i genitori si sentono dire che il fatto di mandare i loro figli a scuola ansimanti sotto le maschere antinquinamento [...] è un prezzo accettabile da pagare per il progresso economico. Vince ogni volta che ci rassegniamo a dover scegliere soltanto fra cose negative: austerità o trivellazioni, avvelenamento o povertà. 
La sfida [...] non si riduce a spendere tanto denaro e cambiare molte politiche: prima che tali cambiamenti divengano anche solo possibili, dobbiamo imparare a pensare in un modo diverso, radicalmente diverso. Oggi il trionfo della logica di mercato [...] sta paralizzando quasi tutti i tentativi seri di rispondere al cambiamento climatico. 
L'accanita competizione fra le nazioni ha bloccato per decenni i negoziati climatici all'ONU: i Paesi ricchi puntano i piedi e dichiarano che non taglieranno le emissioni, perché rischierebbero di perdere la loro posizione privilegiata nella gerarchia globale; i Paesi poveri [...] affermano che non intendono rinunciare al loro diritto di inquinare tanto quanto hanno fatto i Paesi ricchi nella loro strada verso il successo, anche se ciò significa aggravare un disastro che colpisce soprattutto i poveri. Perché una simile situazione possa cambiare, occorre una visione del mondo in cui la natura, le altre nazioni e i nostri vicini non siano considerati come avversari bensì come partner in un grande progetto comune di re-invenzione. [...]"

Fonte: "Una tempistica davvero pessima" - "In un modo o nell'altro, tutto cambia", "Una rivoluzione ci salverà - Perché il capitalismo non è sostenibile", Naomi Klein, Best Bur

Fonte immagine: "Cambiamento climatico, sfuggita la bozza dell'Ipcc", daily.wired.it


lunedì 1 febbraio 2016

"BUCHI NERI E SALTI TEMPORALI", ESPLORANDO RICERCHE NELLA STORIA DELLA SCIENZA...

Quanto è conosciuto e quanto ancora è da scoprire dello spazio?
Esistono metodi e piani di ricerca non ancora sfiorati dalle armi che la scienza (cerca di) mette(re) a disposizione dell'essere umano e della sua sete di conoscenza?
Le informazioni e le nozioni in materia di astronomia, fisica, scienza e matematica possono diventare enormemente complicate, qualora si cerchi di approfondire con occhio critico certi fenomeni.
Uno fra gli obiettivi principali di chi (cerca di) fa(re) ricerca nel campo dell'infinitamente grande dovrà essere quello di saper divulgare al meglio possibile le scoperte fatte; quanta cultura può servire per descrivere i moti di un pianeta? Quante nozioni potrebbero servire per costruire modelli fisico-matematici capaci di descrivere al meglio possibile fenomeni e realtà 'celesti' estremamente complesse? A prescindere da queste domande i concetti chiave per rendere diffuse ed estese nozioni tanto approfondite dovrebbero essere pochi, prioritari ed essenziali: capacità di divulgazione, consapevolezza di astrazione, voglia di approfondimento, curiosità, caparbietà, conoscenza delle realtà fisico-matematiche esistenti.
E' da questi punti che si diparte il 'campo semantico' a cui può essere ricondotto il 'fare' ricerca; da questi punti è possibile arrivare ad un'altra infinita marea di dimensioni, piani e specifiche progettualità che riescono ad intersecarsi le une con le altre.
Fra i "punti" dello spazio che riescono a suscitare maggior curiosità ed inquietudine vi sono i cosiddetti buchi neri. Le teorie che si nascondono dietro a questi fenomeni sono le più disparate, proprio perché sono ancora oggi moltissime le domande che si nascondono dietro a queste 'realtà' immerse fra spazio ed oscurità.
In che cosa consiste quella cosa che viene chiamata 'singolarità'?
Quali leggi fisico-matematiche potrebbero riuscire a governarne nel dettaglio movimenti, esistenza e 'dinamiche' di azione? Cosa potrebbe accadere ad un essere umano qualora dovesse essere posto a 'contatto' con un buco nero? Da che punto potrebbe dipanarsi il cosiddetto 'orizzonte degli eventi'?
Le possibili domande legate a questa tematica sono pressoché infinite.
Potrebbe essere altrettanto infinito il campo che la ricerca e lo sviluppo scientifico hanno davanti nel cercare di descrivere questi fenomeni immersi nel profondo dello spazio-tempo?
La scienza che si articola dietro ai 'buchi neri' è come 'figlia' di storie e di uomini che si sono susseguiti nel corso degli anni e dei secoli, contribuendo in maniera decisiva alla definizione di un nuovo orizzonte scientifico con il quale poter guardare verso l'infinitamente grande.
E' su questa dimensione che si muove l'opera "Buchi neri e salti temporali - L'eredità di Einstein", scritto da Kip Thorne e risalente in prima edizione all'anno 1994.
Nonostante sia passato del tempo da scrittura e pubblicazione, il punto più interessante del testo rimane intatto e risiede nella divulgazione storica che si è mossa sul fronte della ricerca per quanto riguarda la realtà dei buchi neri.
La trama del testo si articola mediante traguardi, risultati raggiunti, errori conseguiti ed esperimenti andati a male. E' possibile desumere quanto segue, attingendo dalla medesima opera in questione:

"[...] Kip Thorne racconta le scoperte e le false piste della ricerca sui buchi neri, da Einstein a Hawking, esamina le conseguenze della teoria dello spazio curvo e le possibilità offerte dalla fisica di quanti, fino a prendere in esame l'ipotesi dei wormholes, ovvero le scorciatoie che permetterebbero di viaggiare da un punto all'altro più rapidamente della luce. [...]
'Buchi neri e salti temporali' dimostra la sorprendente capacità della mente umana di sondare le complessità dell'Universo e di rivelare l'intima semplicità, l'eleganza e la [...] bellezza delle leggi fondamentali che lo governano. Il libro [...] contiene un glossario, delle note di approfondimento, una cronologia sintetica e un'ampia bibliografia. [...]"

Si dipanano, da questo punto, storie di uomini, di esperimenti e di ricerche.
Le opportunità di conoscenza e di esperienza nei confronti di una tematica tanto complessa ed 'in divenire' sono definite e sviluppate entro capitoli specifici, al fine di non disperdere un capitale di informazioni che risulta già incredibilmente lungo di per sé. Le ragioni che hanno portato l'autore alla scrittura di un testo tanto approfondito sono riportate da Stephen Hawking nella 'Prefazione':

"[...] Questo libro tratta di una rivoluzione della nostra concezione dello spazio e del tempo, e delle sue notevoli conseguenze, alcune delle quali devono ancora essere chiarite. 
E' anche il racconto affascinante [...] degli sforzi compiuti e dei successi ottenuti nel tentativo di comprendere quelli che sono probabilmente gli oggetti più misteriosi dell'Universo, i buchi neri. 
[...] C'è molto che ancora non sappiamo, come ad esempio cosa accade agli oggetti e alle informazioni che cadono in un buco nero. Riemergono da qualche parte nell'Universo, o in un altro Universo? E possiamo deformare lo spazio e il tempo così tanto da viaggiare indietro nel tempo?
Queste domande fanno parte del nostro attuale cammino verso la comprensione dell'Universo. 
Forse qualcuno tornerà indietro dal futuro e ci darà le risposte. [...]"

La necessità di avere risposte su argomenti tanto complessi è una specifica essenziale a cui poter (cercare di) arrivare mediante un capillare lavoro di ricerca ed approfondimento di tematiche simili.
Le parole chiave che l'autore sviluppa nel dipanarsi della trama sono afferenti ed estese a campi anche lontani l'uno dall'altro. I contenuti principali sono riportati nel seguito: relatività e deformazione dello spazio-tempo, scoperta e corsi storici legati ai buchi neri, ricerca e percorsi scientifici legati a progetti intrapresi su tali contenuti, tesi al confine fra filosofia e scienza riguardo agli stessi buchi neri.
L'interesse specifico nei confronti di argomenti simili è esposto dallo stesso autore nel prologo di un'opera tanto imponente:

"[...] Di tutte le cose concepite dalla mente umana [...] la più fantastica è forse il buco nero: un buco nello spazio con un margine definito in cui tutto può cadere dentro e dal quale non può fuoriuscire nulla; un buco con una forza gravitazionale talmente potente da catturare e tenere in pugno perfino la luce; un buco che curva lo spazio e deforma il tempo. [...]
i buchi neri sembrano appartenere più al mondo della fantascienza e dei miti antichi che a quello dell'Universo reale. Ciononostante, leggi della fisica accuratamente verificate ne predicono con certezza l'esistenza. Solo nella nostra galassia potrebbero essercene milioni, ma la loro oscurità li nasconde alla vista. [...]"

Le curiosità nei confronti di realtà tanto complesse potrebbero essere, non solo per gli addetti ai lavori, degne sicuramente di nota ed approfondimento. A lettori ed interessati le ardue sentenze.
Le premesse dello stesso autore possono sicuramente aiutare nell'elaborazione di consapevolezze necessarie ad assimilare (al meglio possibile) un argomento tanto esteso:

"[...] Per trent'anni ho preso parte a una grande ricerca: una ricerca volta a comprendere l'eredità lasciata da Albert Einstein alle generazioni future, la teoria della relatività e le sue previsioni sull'Universo, e a scoprire dove e in che modo la relatività non funzioni e cosa ne prenda il posto. 
Questa ricerca mi ha condotto attraverso labirinti di oggetti esotici: buchi neri, nane bianche, stelle di neutroni, singolarità, onde gravitazionali, cunicoli temporali, deformazioni temporali e macchine del tempo. [...] La ricerca mi ha fatto vedere in che modo lavorano le menti degli scienziati e le enormi differenze che esistono tra una mente e l'altra [...] e perché occorrano molti tipi diversi di scienziati per dare sostanza alla nostra comprensione dell'Universo. 
La nostra ricerca [...] mi ha aiutato ad apprezzare il carattere internazionale della scienza, i diversi modi in cui l'impresa scientifica è organizzata in società diverse e l'interconnessione della scienza con le tendenze politiche [...]"