Vale la pena adoperarsi per cercare di cambiare questa Italia?
Quali leve sarebbe opportuno sollecitare per indurre gli italiani ad avere maggiori consapevolezze nei confronti di uno Stato malato terminale - su molti fronti - come quello italiano?
A queste ed altre domande cerca di rispondere il libro 'Muovete il culo! - Lettera ai giovani perché facciano la rivoluzione in un Paese di vecchi', scritto da Alberto Forchielli e pubblicato da Baldini+Castoldi. Impiegando anche parole forti e dirette, l'autore cerca di far leva su un senso di riscossa da elaborare per tutti i (più e meno) giovani che ne abbiano cuore, testa e possibilità.
Così facendo si riassume direttamente il contenuto proposto di un testo avente l'obiettivo di creare una 'breccia' nei confronti di un sistema fossilizzato:
"[...] Alberto Forchielli è un economista sui generis, anticonformista e schietto.
Uno che gestisce un importante fondo di private equity, profondo conoscitore del mercato cinese, uno che viene ascoltato al Congresso degli Stati Uniti come alla Silicon Valley.
Uomo globalizzato dal 1980, vive girando il mondo ma è rimasto legato alla sua Italia, della quale impietosamente denuncia i difetti e il provincialismo.
In questo pamphlet agile e corrosivo vuole scuotere la generazione dei trentenni, rassegnati e letargici, aiutandoli a scegliere fra andare all'estero o restare, e in tal caso combattere per cambiare un Paese che non fa nulla per regalare un futuro ai suoi figli.
La sua analisi non fa sconti a nessuno. Alla generazione dei nostri nonni che hanno ricostruito il Paese dopo la guerra con enormi sacrifici, ha fatto seguito la generazione dei nostri padri [...] che hanno dilapidato i risultati del boom economico, hanno vissuto di rendita per lasciare ai trentenni oggi un'apatia da pancia piena e un generale vittimismo.
La soluzione è semplice. Darsi una mossa, recuperare la grinta dei nonni, avere la stessa 'fame' dei coetanei asiatici, studiare tanto quelle materie tecniche e scientifiche che sono alla base del mondo tecnologico di domani, e soprattutto smettere di piangersi addosso e avere le idee chiare.
E' difficile, ma per farlo bisogna guardare l'Italia da fuori...e avere voglia di fare davvero la rivoluzione, se si ama davvero questo nostro Paese. [...]"
Leggerne per saperne di più, per confutarne gli argomenti fondamentali o per provare a discuterne a fondo. Gli argomenti non mancano - essendo questo Paese un groviglio di problemi e questioni irrisolte ormai senza fondo alcuno.
Quali leve sarebbe opportuno sollecitare per indurre gli italiani ad avere maggiori consapevolezze nei confronti di uno Stato malato terminale - su molti fronti - come quello italiano?
A queste ed altre domande cerca di rispondere il libro 'Muovete il culo! - Lettera ai giovani perché facciano la rivoluzione in un Paese di vecchi', scritto da Alberto Forchielli e pubblicato da Baldini+Castoldi. Impiegando anche parole forti e dirette, l'autore cerca di far leva su un senso di riscossa da elaborare per tutti i (più e meno) giovani che ne abbiano cuore, testa e possibilità.
Così facendo si riassume direttamente il contenuto proposto di un testo avente l'obiettivo di creare una 'breccia' nei confronti di un sistema fossilizzato:
"[...] Alberto Forchielli è un economista sui generis, anticonformista e schietto.
Uno che gestisce un importante fondo di private equity, profondo conoscitore del mercato cinese, uno che viene ascoltato al Congresso degli Stati Uniti come alla Silicon Valley.
Uomo globalizzato dal 1980, vive girando il mondo ma è rimasto legato alla sua Italia, della quale impietosamente denuncia i difetti e il provincialismo.
In questo pamphlet agile e corrosivo vuole scuotere la generazione dei trentenni, rassegnati e letargici, aiutandoli a scegliere fra andare all'estero o restare, e in tal caso combattere per cambiare un Paese che non fa nulla per regalare un futuro ai suoi figli.
La sua analisi non fa sconti a nessuno. Alla generazione dei nostri nonni che hanno ricostruito il Paese dopo la guerra con enormi sacrifici, ha fatto seguito la generazione dei nostri padri [...] che hanno dilapidato i risultati del boom economico, hanno vissuto di rendita per lasciare ai trentenni oggi un'apatia da pancia piena e un generale vittimismo.
La soluzione è semplice. Darsi una mossa, recuperare la grinta dei nonni, avere la stessa 'fame' dei coetanei asiatici, studiare tanto quelle materie tecniche e scientifiche che sono alla base del mondo tecnologico di domani, e soprattutto smettere di piangersi addosso e avere le idee chiare.
E' difficile, ma per farlo bisogna guardare l'Italia da fuori...e avere voglia di fare davvero la rivoluzione, se si ama davvero questo nostro Paese. [...]"
Leggerne per saperne di più, per confutarne gli argomenti fondamentali o per provare a discuterne a fondo. Gli argomenti non mancano - essendo questo Paese un groviglio di problemi e questioni irrisolte ormai senza fondo alcuno.

