martedì 20 novembre 2018

'DISOCCUPATE LE STRADE DAI SOGNI', LEGGENDO DI CLAUDIO LOLLI

Quanto la canzone italiana di una certa epoca (e di certi Autori) ha inciso e lasciato profondissimi solchi nella storia? Quanto è stata decisiva la 'mano' e la 'voce' di alcuni Autori nell'incedere di epoche e fasi per l'intera storia umana? Un Autore fra tanti, tanto importante quanto profond(issim)o e poco conosciuto, è Claudio Lolli; la sua traccia nel panorama musicale italiano è stata tanto ricca quanto importante, sia per formazione 'sparsa' che per talento lasciato emergere con continuità nel corso del tempo. Da Claudio Lolli e su Claudio Lolli si dirama l'opera 'Disoccupate le strade dai Sogni - I testi delle canzoni, le note a margine, le fotografie, tutta la storia raccolta per la prima volta in un libro' edito da Goodfellas.
Il bilancio fondamentale di questa opera risiede nella trama, corredata da un'Antologia poetica e musicale costituita dalle canzoni dello stesso autore.
Ne costituiscono capitoli i titoli delle canzoni, con un esplicito richiamo alla definizione scelta per il titolo dell'opera costituita e 'qui' esposta:

"[...] Perché questo titolo? Ho proposto io a Claudio di intitolare questo libro come un suo celebre album del passato. 'Disoccupate le strade dai sogni' è un disco al quale avrei dovuto collaborare [...], ma è soprattutto un monito/consiglio che ha oggi più che mai la sua validità. 
Allora come ora vuol dire quello che recita, ma suggerisce anche il suo contrario...continuiamo a farli i nostri sogni e a impedire che ce li levino! [...]"

Un artista che sa di essere artista viene delineato più comunemente da un atteggiamento fuori dalla 'norma', anche a livello umano. Questa traccia di umanità mai tramontante viene spesso definita in qualsiasi gesto, in qualsiasi opportunità fra quelle possibili:

"[...] Lo scorso anno Claudio ha vinto la Targa Tenco per il miglior album 'Il grande freddo', ma non ha potuto venire a Sanremo a ritirare il premio. Ci siamo scambiati un paio di mail dove non si parlava di musica, di riconoscimenti, di comunicati. Ma semplicemente di valori umani e di sentimenti. Anche per questo voglio bene a Claudio Lolli. [...]"

Voler bene a Claudio Lolli può significare, per un cultore o per un interessato alla musica in generale, leggere con attenzione i testi delle sue canzoni per (provare a) comprendere quanto di poetico vi sia in esse. Un monito di attualità, un richiamo di musica e metodo per non perdere di vista l'Arte fatta da chi ha avuto a cuore il ruolo - vero e/o verificabile - del musicista.


lunedì 19 novembre 2018

lunedì 12 novembre 2018

DI UOMO IN UOMO, OVUNQUE VE NE SIANO...DI REAL(IZZABIL)I

“[...] C'è un uomo nascosto in ogni vestito,/ 
in ogni maschera in ogni sorriso,/ 
in ogni parola non detta, un gesto, in ogni espressione del viso./ 
C'è un uomo nascosto/ in ognuno di noi. [...] 
C'è chi si nasconde in un'anima pura,/ 
e vive evitando i peccati mortali. [...] 
C'è chi si nasconde in una chitarra,/ 
e canta canzoni a chi non conosce,/ 
c'è chi si nasconde in un paio di cosce/ 
e chi si fa solo i fatti suoi./ 
C'è un uomo nascosto in ognuno di noi. [...] 
quell'uomo nascosto/ andiamo a cercare. [...] 
C'è chi si nasconde/ in un televisore,/ 
e passa le sere a dimenticare,/ 
il tempo [...] che non gli dà niente,/ 
il tempo [...] che tarda a finire. [...] 
C'è un uomo nascosto dentro un lavoro,/ 
in quella tuta sporca di grasso,/ 
c'è un uomo nascosto/ dietro ogni passo [...]. 
C'è un uomo nascosto dietro la fame,/ 
in quel bidone di spazzatura,/ 
cercando magari un vecchio cartone,/ 
cercando una vita/ un po' meno dura./ 
C'è un uomo nascosto in ogni paura. [...] 
Alza [...] di più le nostre bandiere,/ 
quell'uomo nascosto/ andiamo a cercare. [...]” 
(‘Un uomo nascosto’, C. Lolli, cit.

'Due attori', E. Hopper

venerdì 9 novembre 2018

DI BEATITUDINE IN BEATITUDINE, PARAFRASANDO CONTEMPORANEITA'...

"[...] Beati i bulli di quartiere 
perché non sanno ciò che fanno 
ed i parlamentari ladri 
che sicuramente lo sanno.
Beata è la guerra
chi la fa e chi la decanta 
ma più beata ancora 
è la guerra quando è santa. [...]
Beati i professori.
Beati gli arrivisti,
i nobili e i padroni [...].
Beata la frontiera.
Beata la finanza.
Beata è la fiera 
ad ogni circostanza [...]"
(Le beatitudini, R. Gaetano, cit.)

'The melancholy of a beautiful day', G. De Chirico



giovedì 8 novembre 2018

ESPLORANDO CONFINI E (INN)AMOR(AT)I

"[...] When the rain is blowing in your face, 
and the whole world is on your case, 
I could offer you a warm embrace 
to make you feel my love. 
When the evening shadows and the stars appear, 
and there is no one there to dry your tears, 
I could hold you for a million years 
to make you feel my love. [...]"
(Make you feel my love, Bob Dylan, cit.)

Vincolo d'unione, M. C. Escher

martedì 6 novembre 2018

FRA CITTA' E (RICERCA DI) SOSTENIBILITA', DELLA MUSICA CHE FU...


"[...] Com'è bella la città,
com'è grande la città.
Com'è viva la città
com'è allegra la città. [...]
Che stai a fare in campagna?
Se tu vuoi farti una vita
devi venire in città. [...]
Com'è allegra la città
piena di strade e di negozi
e di vetrine piene di luce
con tanta gente che lavora
con tanta gente che produce. [...]"

lunedì 5 novembre 2018

CERCANDO QUEL CHE (NON) VALE


"[...] Amico, amico caro guarda più in alto
dalle formiche hai imparato solo a metterti in fila.
Molliche come sempre per cena.
La regina ci nasconde qualcosa [...].
Il sogno di un uomo che tende la mano
La speranza reale di una sveglia collettiva.
Oggi non vale più.
Oggi non basta più. [...]"

domenica 4 novembre 2018

CERCANDO TERRE DI SPERANZE E (BI)SOGNI...


"[...] I said now this train dreams 
will not be thwarted
this train faith 
will be rewarded
this train hear the steel wheels singin’
this train bells of freedom ringin' [...]"

venerdì 2 novembre 2018

RICORDANDO PIER PAOLO PASOLINI...E FU MEMORIA

"[...] E così, tu – come si dice – hai tagliato la corda.
In realtà, tu eri – come si dice – un disadattato e alla fine te ne sei persuaso anche se da sempre lo eri stato: Un disadattato.
I vecchi ti compativano dietro le spalle pure se ti chiedevano la firma per i loro proclami
e i “giovani” ti sputavano in faccia
perché fascisti come i loro baffi:
(già, tu glielo avevi detto, però
avevi sbagliato in un punto:
questi sono più fascisti dei loro baffi)
ti sputavano in faccia, ma ovviamente anche loro
ti chiedevano la propaganda per i loro volantini
e i soldi per le loro squadrette.
E tu non ti negavi, sempre ti davi e ti davi
E loro pigliavano e poi: “lui dà”– bisbigliavano nei loro pettegolezzi –
“per amore di se stesso”. Viva, viva
chi ama se stesso e gli altri ama come se stesso.
Loro odiano gli altri come se stessi
e in tale giustizia magari si credono
di fondare una rivoluzione.
Loro ti rinfacciavano la tua diversità
dicendo con questo: l’omosessualità.
Difatti, loro usano il corpo delle femmine
come gli pare. Liberi di usarlo come gli pare.
Il corpo delle femmine è carne d’uso 
ma il corpo dei maschi esige rispetto. E come no!
Questa è la loro morale. Se una femminella di strada 
avesse assassinato uno dei loro
non la giustificherebbero perché immatura.
Ma in verità in verità in verità
quello per cui tu stesso ti credevi un diverso
non era la tua vera diversità.
La tua vera diversità era la poesia.
È quella l’ultima ragione del loro odio
perché i poeti sono il sale della terra
e loro vogliono la terra insipida.
In realtà, LORO sono contro-natura.
E tu sei natura: Poesia cioè natura.
E così, tu adesso hai tagliato la corda.
Non ti curi più dei giornali– [la] preghiera del mattino – con le crisi di governo
e i cali della lira, e decretoni e decretini
e leggi e leggione. Io spero
che un’ultima sola grazia terrena ti resti ancora – per poco –
ossia ridere e sorridere. Che tu di là dove sei– ma per poco ancora – di là, dal Nessun Posto
dove ti trovi ora di passaggio –
che tu sorrida e rida dei loro profitti e speculazioni e rendite accumulate
e fughe dei capitali e tasse evase
e delle loro carriere ecc. Che tu possa riderne e sorriderne per un attimo
prima di tornartene
al Paradiso.
Tu eri un povero
E andavi sull’Alfa come ci vanno i poveri
per farne sfoggio tra i tuoi compaesani: i poveri,
nei tuoi begli abitucci da provinciale ultima moda
come i bambini che ostentano di essere più ricchi degli altri
per bisogno d’amore degli altri.
Tu in realtà questo bramavi: di essere uguale agli altri,
e invece non lo eri. DIV, ma perché?
Perché eri un poeta.
E questo loro non ti perdonano: d’essere un poeta.
Ma tu ridi[ne].
Lasciagli i loro giornali e mezzi di massa
e vattene con le tue poesie solitarie
al Paradiso.
Offri il tuo libro di poesie al guardiano del Paradiso
e vedi come s’apre davanti a te
la porta d’oro
Pier Paolo, amico mio. [...]"
(E. Morante, cit.)


giovedì 1 novembre 2018

CERCANDO UOMINI E FAVOLE...

[...] voi intellettuali/ non avete mai discusso/ 
di come torna l'onda/ alla fine del riflusso [...]” 
(‘Il paese delle favole’, Nomadi)

Fonte immagine: 'Corto Maltese', H. Pratt