sabato 21 aprile 2018

"FALSO!", RINCORRENDO IL COSTO DELLE PROMESSE IN POLITICA

A quanto ammonterebbero le promesse fatte dalla politica in campagna elettorale?
Quale potrebbe essere il rischio derivante dall'accettare una scommessa politico-partitica fra quelle promulgate in una delle recenti campagne elettorali?
Vivendo ormai in un clima da propaganda permanente risulta essenziale cercare di porre un "freno", informandosi da quanti hanno la possibilità di far capire sia le esagerazioni che le esasperazioni fatte in materia di proposte elettorali.
Su questo fronte si muove l'opera "Falso! - Quanto costano davvero le promesse dei politici", scritto da Roberto Perotti e pubblicato da Feltrinelli. Mediante un approccio analitico ed al tempo stesso divulgativo si è cercato di analizzare il peso e l'onere delle promesse elettorali brandite a più riprese dalla collettività dello schema partitico.
Il contorno del presente libro è delineato sin dal retro di copertina dell'opera considerata:

"[...] Flat tax, reddito di cittadinanza, moneta fiscale, aumento dell'età pensionabile, sforamento del tetto del 3 per cento. Sono le principali proposte economiche delle tre forze che [...] si contendono il governo del Paese. Sono interventi spesso improvvisati, che avrebbero un impatto in alcuni casi catastrofico sui nostri conti.
In tutto il mondo le campagne elettorali si combattono con slogan e comizi, ma qui stiamo parlando di cifre enormi, incomparabili con qualsiasi promessa fatta in precedenza: la flat tax della Lega costerebbe 80 miliardi l'anno, quella di Forza Italia 130; il reddito di cittadinanza dei 5 Stelle 30 miliardi, che superano facilmente i 150 insieme alle altre promesse; la riforma delle pensioni che vogliono in tanti almeno 30 miliardi; lo sforamento dei limiti al disavanzo proposto dal PD 50 miliardi. [...]"

Alla luce di questi elementi servirebbe un'analisi chiara e rigorosa per stabilire i margini di fattibilità, le opportunità di modificare quanto previsto in termini di propaganda e le esigenze di ragionare in termini pragmatici e complessivi - focalizzando in altra maniera le reali condizioni del Paese.
La missione può e dovrebbe essere proprio quella di focalizzare con estrema attenzione le specifiche difficoltà di ogni singola proposta, al fine di informare elettori od interessati ad una ventata propagandistica come ad un'altra.
Su questo sfondo si sono analizzate le proposte principali con un'inevitabile occhio ai conti pubblici ed ai margini da dover necessariamente rispettare: flat tax, reddito di cittadinanza, riforma del sistema pensionistico, minibot e monete parallele, moltiplicatori ed "effetti-leva" da analizzare.
Ciascuna delle macro-proposte presentate può e deve avere un'informativa adeguata nel rispetto della necessità di evitare il verificarsi di pericolose ambivalenze per i conti pubblici italiani.
Da questo punto derivano gli approcci di essenziale verità che sarebbe necessario ristabilire - in primo luogo per una questione riconducibile direttamente ad una questione di dignità della politica:

"[...] L'economia non è una scienza esatta, e può darsi che abbia ragione chi sostiene che, per riprendersi definitivamente, l'economia italiana ha bisogno di un aiuto dal bilancio dello Stato, con un aumento della spesa pubblica e una riduzione delle tasse. 
Questa è un'opinione legittima, anche se ovviamente controversa, come tutte le opinioni in campo economico. Ciò che però non è (o non dovrebbe essere) consentito è mantenere le seguenti tre posizioni contemporaneamente: 

  • fare proposte che costano decine di miliardi;
  • non dare indicazioni realistiche di come reperire i fondi per pagarle;
  • e inveire contro il debito pubblico.
Almeno una di queste tre proposizioni è logicamente incompatibile con le altre; ad almeno una di queste proposizioni bisogna rinunciare. [...]"

Leggerne per saperne di più e per confutarne/approvarne eventuali elementi di fondamento. 


venerdì 20 aprile 2018

ASCOLTANDO BOB DYLAN...


"[...] Oh, what'll you do now, my blue-eyed son?
Oh, what'll you do now, my darling young one?
I'm a-goin' back out 'fore the rain starts a-fallin', 
I'll walk to the depths of the deepest black forest,
Where the people are many and their hands are all empty, 
Where the pellets of poison are flooding their waters,
Where the home in the valley meets the damp dirty prison, 
Where the executioner's face is always well hidden,
Where hunger is ugly, where souls are forgotten,
Where black is the color, where none is the number, 
And I'll tell it and think it and speak it and breathe it,
And reflect it from the mountain so all souls can see it,
Then I'll stand on the ocean until I start sinkin', 
But I'll know my song well before I start singin',
And it's a hard, it's a hard, it's a hard, it's a hard,
It's a hard rain's a-gonna fall. [...]"
(A hard rain's a-gonna fall, B.Dylan, cit.)

giovedì 19 aprile 2018

CERCANDO COLPEVOLI E RAGIONI, ASCOLTANDO SAMUELE BERSANI


"[...] Guarda il colpevole da vicino 
e approfitta finchè resta dov'è 
toccagli la gamba fagli una domanda [...]
Chiedi un autografo all'assassino 
chiedigli il poster e l'adesivo 
e approfitta finché resta dov'è 
toccagli la gamba 
fagli una domanda 
cattiva [...]
è la mia curiosità impregnata 
di pioggia televisiva. 
Comincia un'altra partita [...]"
(S. Bersani, cit.)

martedì 17 aprile 2018

CAMBIAMENTO ED ARTE

“[...] Try to understand that/ I’m trying to make a move/ just to stay in the game./ 
I try to stay awake and remember my name/ but everybody's changing and I don't feel the same [...]” 
(Everybody’s changing, Keane, cit.)


Fonte immagine: H. Matisse

venerdì 13 aprile 2018

AMICIZIA, FRA MUSICA ED ARTE

“[...] Your mother warned/ you there'd be days like these [...] 
but she didn't tell you/ when the world has brought [...] 
You down to your knees that/ I'll be there for you/ 
When the rain starts to pour/ I'll be there for you/
 like I've been there before [...] 
No one could ever know me/ 
No one could ever see me/ seems you're the only one who knows/ 
what it's like to be me/ someone to face the day with/ 
make it through all the rest with/ 
someone I'll always laugh with/ 
even at my worst I'm best with you [...]” 
(I’ll be there for you, The Rembrandts, cit.



Fonte immagine: Amici a teatro, E. Degas

lunedì 9 aprile 2018

CERCANDO UMANITA', INDAGANDO LUOGHI DIFFERENTI PER LA NORMALITA'...

“[...] Oh, take your time,/ don't live too fast/ 
troubles will come and they will pass. [...] 
And be a simple kind of man/ [...] 
be something you love and understand [...] 
be a simple kind of man [...] 
Forget your lust for the rich man's gold/ all that you need is in your soul/ 
and you can do this [...] 
if you try./ 
All that I want for you [...] is to be satisfied. [...] 
Follow your heart and nothing else. [...]”
(Simple man, L. Skynyrd) 


Fonte immagine: The infinite recognition, R. Magritte

venerdì 6 aprile 2018

FRA RINCORSA, ESSERI UMANI E (RICERCA DELLA) VITA...DI ARTE, MUSICA E POESIA

“[...] e sento che hai ragione se mi vieni a dire/ 
che l'uomo sta correndo/ 
e coi progressi della scienza/ 
ha già stravolto il mondo./ 
Però non sa capire/ 
che cosa c'è di vero/ 
nell’arco di una vita/ 
tra la culla e il cimitero. [...]” 
(Verso il terzo millennio, G. Gaber, cit.


"Il vecchio chitarrista cieco", P. Picasso

martedì 3 aprile 2018

SOFFRENDO E VIVENDO...SEMBRANDO (OD ESSENDO?) ESSERI UMANI

"[...] Nasce fragile e incerto 
poi quando ha la ragione 
si nutre di soprusi e di violenza
e vive e non sa il perché della sua esistenza.
 E’ così compromesso
con ogni compromesso
che oramai più nulla né sente né vede 
e il compromesso è l'unica sua fede. [...]
Il nostro è un paese
fondato sul lavoro
e anche se potrà sembrare strano
il più apprezzato è chi lavora meno.
Oggi nel mondo si lotta
per dare benessere a tutti
ma facilmente prima di accordarsi
avranno già finito di ammazzarsi
Eppure sembra un uomo, 
vive come un uomo,
soffre come un uomo, 
è un uomo. [...]"
(Eppure sembra un uomo, G. Gaber, cit.)


Golconda, R. Magritte

lunedì 2 aprile 2018

CERCANDO (FORME DI) SUCCESSO IN SOCIETA' CONTEMPORANEE

“[...] L'unica vera aspirazione [...] degli uomini [...] è il successo. [...] 
Il successo significa da sempre avere la stima degli altri, il riconoscimento dei propri meriti e delle proprie capacità. Ma il successo degli anni ‘90, ha una sua caratteristica: quella di coincidere totalmente con la popolarità. Uno ha successo solo se è popolare. [...] perché è patetico, perché è delirante, perché è demenziale [...] perché è ridicolo, perché è viscido, [...] perché magari fa schifo. E la gente, lo ferma per la strada, e gli dice: ‘complimenti, lei è il più schifoso!’ Nessuno, nessuno è esente da questa febbre di popolarità. [...] Non ha importanza la qualità delle cose che fai. L’importante è farsi conoscere, e questo è un bel vantaggio per le giovani generazioni che dovevano occuparsi della loro formazione per diventare seri, preparati, uomini di pensiero. [...]
E quando torni a casa tutti ti guardano con curiosità, forse con ammirazione; senti di avere più potere, più fascino, e avverti subito negli occhi delle ragazze una luce strana, che ti fa capire le nuove enormi possibilità di affermare il tuo gene egoista. [...] La popolarità quindi non richiede oggi una particolare genialità, anche se l'intelligenza non è un impedimento. [...] dal panorama dei personaggi più famosi, si arriva tristemente alla conclusione che per avere successo è meglio essere un po' cretini. Cretini, ma popolari. D'altronde non esistono che due possibilità: o sei un cretino conosciuto, o sei un cretino qualsiasi. [...]” (Il successo, G. Gaber, cit.


Fonte immagine: The Mellow Pad, S. Davis