A quanto ammonterebbero le promesse fatte dalla politica in campagna elettorale?
Quale potrebbe essere il rischio derivante dall'accettare una scommessa politico-partitica fra quelle promulgate in una delle recenti campagne elettorali?
Vivendo ormai in un clima da propaganda permanente risulta essenziale cercare di porre un "freno", informandosi da quanti hanno la possibilità di far capire sia le esagerazioni che le esasperazioni fatte in materia di proposte elettorali.
Su questo fronte si muove l'opera "Falso! - Quanto costano davvero le promesse dei politici", scritto da Roberto Perotti e pubblicato da Feltrinelli. Mediante un approccio analitico ed al tempo stesso divulgativo si è cercato di analizzare il peso e l'onere delle promesse elettorali brandite a più riprese dalla collettività dello schema partitico.
Il contorno del presente libro è delineato sin dal retro di copertina dell'opera considerata:
"[...] Flat tax, reddito di cittadinanza, moneta fiscale, aumento dell'età pensionabile, sforamento del tetto del 3 per cento. Sono le principali proposte economiche delle tre forze che [...] si contendono il governo del Paese. Sono interventi spesso improvvisati, che avrebbero un impatto in alcuni casi catastrofico sui nostri conti.
In tutto il mondo le campagne elettorali si combattono con slogan e comizi, ma qui stiamo parlando di cifre enormi, incomparabili con qualsiasi promessa fatta in precedenza: la flat tax della Lega costerebbe 80 miliardi l'anno, quella di Forza Italia 130; il reddito di cittadinanza dei 5 Stelle 30 miliardi, che superano facilmente i 150 insieme alle altre promesse; la riforma delle pensioni che vogliono in tanti almeno 30 miliardi; lo sforamento dei limiti al disavanzo proposto dal PD 50 miliardi. [...]"
Alla luce di questi elementi servirebbe un'analisi chiara e rigorosa per stabilire i margini di fattibilità, le opportunità di modificare quanto previsto in termini di propaganda e le esigenze di ragionare in termini pragmatici e complessivi - focalizzando in altra maniera le reali condizioni del Paese.
La missione può e dovrebbe essere proprio quella di focalizzare con estrema attenzione le specifiche difficoltà di ogni singola proposta, al fine di informare elettori od interessati ad una ventata propagandistica come ad un'altra.
Su questo sfondo si sono analizzate le proposte principali con un'inevitabile occhio ai conti pubblici ed ai margini da dover necessariamente rispettare: flat tax, reddito di cittadinanza, riforma del sistema pensionistico, minibot e monete parallele, moltiplicatori ed "effetti-leva" da analizzare.
Ciascuna delle macro-proposte presentate può e deve avere un'informativa adeguata nel rispetto della necessità di evitare il verificarsi di pericolose ambivalenze per i conti pubblici italiani.
Da questo punto derivano gli approcci di essenziale verità che sarebbe necessario ristabilire - in primo luogo per una questione riconducibile direttamente ad una questione di dignità della politica:
"[...] L'economia non è una scienza esatta, e può darsi che abbia ragione chi sostiene che, per riprendersi definitivamente, l'economia italiana ha bisogno di un aiuto dal bilancio dello Stato, con un aumento della spesa pubblica e una riduzione delle tasse.
Questa è un'opinione legittima, anche se ovviamente controversa, come tutte le opinioni in campo economico. Ciò che però non è (o non dovrebbe essere) consentito è mantenere le seguenti tre posizioni contemporaneamente:
Quale potrebbe essere il rischio derivante dall'accettare una scommessa politico-partitica fra quelle promulgate in una delle recenti campagne elettorali?
Vivendo ormai in un clima da propaganda permanente risulta essenziale cercare di porre un "freno", informandosi da quanti hanno la possibilità di far capire sia le esagerazioni che le esasperazioni fatte in materia di proposte elettorali.
Su questo fronte si muove l'opera "Falso! - Quanto costano davvero le promesse dei politici", scritto da Roberto Perotti e pubblicato da Feltrinelli. Mediante un approccio analitico ed al tempo stesso divulgativo si è cercato di analizzare il peso e l'onere delle promesse elettorali brandite a più riprese dalla collettività dello schema partitico.
Il contorno del presente libro è delineato sin dal retro di copertina dell'opera considerata:
"[...] Flat tax, reddito di cittadinanza, moneta fiscale, aumento dell'età pensionabile, sforamento del tetto del 3 per cento. Sono le principali proposte economiche delle tre forze che [...] si contendono il governo del Paese. Sono interventi spesso improvvisati, che avrebbero un impatto in alcuni casi catastrofico sui nostri conti.
In tutto il mondo le campagne elettorali si combattono con slogan e comizi, ma qui stiamo parlando di cifre enormi, incomparabili con qualsiasi promessa fatta in precedenza: la flat tax della Lega costerebbe 80 miliardi l'anno, quella di Forza Italia 130; il reddito di cittadinanza dei 5 Stelle 30 miliardi, che superano facilmente i 150 insieme alle altre promesse; la riforma delle pensioni che vogliono in tanti almeno 30 miliardi; lo sforamento dei limiti al disavanzo proposto dal PD 50 miliardi. [...]"
Alla luce di questi elementi servirebbe un'analisi chiara e rigorosa per stabilire i margini di fattibilità, le opportunità di modificare quanto previsto in termini di propaganda e le esigenze di ragionare in termini pragmatici e complessivi - focalizzando in altra maniera le reali condizioni del Paese.
La missione può e dovrebbe essere proprio quella di focalizzare con estrema attenzione le specifiche difficoltà di ogni singola proposta, al fine di informare elettori od interessati ad una ventata propagandistica come ad un'altra.
Su questo sfondo si sono analizzate le proposte principali con un'inevitabile occhio ai conti pubblici ed ai margini da dover necessariamente rispettare: flat tax, reddito di cittadinanza, riforma del sistema pensionistico, minibot e monete parallele, moltiplicatori ed "effetti-leva" da analizzare.
Ciascuna delle macro-proposte presentate può e deve avere un'informativa adeguata nel rispetto della necessità di evitare il verificarsi di pericolose ambivalenze per i conti pubblici italiani.
Da questo punto derivano gli approcci di essenziale verità che sarebbe necessario ristabilire - in primo luogo per una questione riconducibile direttamente ad una questione di dignità della politica:
"[...] L'economia non è una scienza esatta, e può darsi che abbia ragione chi sostiene che, per riprendersi definitivamente, l'economia italiana ha bisogno di un aiuto dal bilancio dello Stato, con un aumento della spesa pubblica e una riduzione delle tasse.
Questa è un'opinione legittima, anche se ovviamente controversa, come tutte le opinioni in campo economico. Ciò che però non è (o non dovrebbe essere) consentito è mantenere le seguenti tre posizioni contemporaneamente:
- fare proposte che costano decine di miliardi;
- non dare indicazioni realistiche di come reperire i fondi per pagarle;
- e inveire contro il debito pubblico.
Almeno una di queste tre proposizioni è logicamente incompatibile con le altre; ad almeno una di queste proposizioni bisogna rinunciare. [...]"
Leggerne per saperne di più e per confutarne/approvarne eventuali elementi di fondamento.






