“[...] L'unica vera aspirazione [...] degli uomini [...] è il successo. [...]
Il successo significa da sempre avere la stima degli altri, il riconoscimento dei propri meriti e delle proprie capacità. Ma il successo degli anni ‘90, ha una sua caratteristica: quella di coincidere totalmente con la popolarità. Uno ha successo solo se è popolare. [...] perché è patetico, perché è delirante, perché è demenziale [...] perché è ridicolo, perché è viscido, [...] perché magari fa schifo. E la gente, lo ferma per la strada, e gli dice: ‘complimenti, lei è il più schifoso!’ Nessuno, nessuno è esente da questa febbre di popolarità. [...] Non ha importanza la qualità delle cose che fai. L’importante è farsi conoscere, e questo è un bel vantaggio per le giovani generazioni che dovevano occuparsi della loro formazione per diventare seri, preparati, uomini di pensiero. [...]
E quando torni a casa tutti ti guardano con curiosità, forse con ammirazione; senti di avere più potere, più fascino, e avverti subito negli occhi delle ragazze una luce strana, che ti fa capire le nuove enormi possibilità di affermare il tuo gene egoista. [...] La popolarità quindi non richiede oggi una particolare genialità, anche se l'intelligenza non è un impedimento. [...] dal panorama dei personaggi più famosi, si arriva tristemente alla conclusione che per avere successo è meglio essere un po' cretini. Cretini, ma popolari. D'altronde non esistono che due possibilità: o sei un cretino conosciuto, o sei un cretino qualsiasi. [...]” (Il successo, G. Gaber, cit.)
Fonte immagine: The Mellow Pad, S. Davis

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