Quantificare il peso del ricordo e dei manca(n)ti ricordi è cosa, per molti esseri umani, alquanto difficile e complessa da realizzare.
Indagare le opportunità che aveva il nostro io passato di qualificarsi felice, triste, depresso od isolato immaginandosi nel proprio domani è una questione tanto complessa quanto insondabile da ripercorrere, proprio perché difficoltose ed intricate sono le specifiche che animano la vita di ciascun essere umano nel corso del tempo. Un assaggio di quanto le vicende umane ed interiori possano far sussultare le esistenze di ciascun essere umano nel corso degli anni viene dall'opera "La profezia dell'armadillo", disegnata da ZeroCalcare e pubblicato da Bao Publishing.
Su questo fronte si misurano qualitativamente le dinamiche del giovane ZeroCalcare alle prese con quelli che comunemente potrebbero essere definiti "tormenti" giovanili ma che - in realtà - possono lasciare ben più di una ferita in quanti abbiano un'anima attenta od umanamente predisposta al comprendere forme di cambiamento.
E' significativa - a questo proposito - la lettura del disegno richiamato alla fine del libro; in questo senso e significato, a corredo di un cuore trafitto da una matita, è possibile ritrovare un commento tanto emblematico quanto irrinunciabile per quanti vogliano vivere davvero:
"Ricordati sempre di ricordare"
Ricordare le battute giovanili, le "aree" in cui un'anima in formazione cercava di muoversi e di compiere i suoi primi passi pe(n)santi...in tutto questo trova importanza e cresce il valore del ricordo, del non dimenticare tutte le persone che sono state importanti ed essenziali per il passato di ognuno di noi. Sullo sfondo richiami tanto inevitabili quanto inesorabili al celeberrimo detto "tempus fugit" e ad una non meglio precisato potere di "profezia" di un armadillo che - fino al momento della lettura - non troverà specifica alcuna.
Leggerne per saperne di più, per esaminarne e per confutarne gli aspetti ritenuti - dall'autore - più importanti per la formazione di ogni futuro essere umano.






