mercoledì 31 agosto 2016

FRA NEMICI E GUERRE, DI VITA IN VITA

"[...] il mio nemico non ha divisa 
ama le armi ma non le usa [...] 
e quando uccide non chiede scusa 
il mio nemico non ha divisa 
ama le armi ma non le usa [...] 
e quando uccide non chiede scusa 
il mio nemico non ha nome 
non ha nemmeno religione 
e il potere non lo logora [...]
il mio nemico mi somiglia 
è come me 
lui ama la famiglia 
e per questo piglia più di ciò che da 
e non sbaglierà 
ma se sbaglia un altro pagherà 
e il potere non lo logora [...]"
(Il mio nemico, D.Silvestri, cit.)

Vignetta di Mauro Biani

lunedì 29 agosto 2016

SULLA CONSAPEVOLEZZA (POTENZIALMENTE) EUFORICA DEL SAPER DIRE NO...

"[...] Il rifiuto è sempre stato un gesto essenziale. 
I santi, gli eremiti, ma anche gli intellettuali, 
i pochi che hanno fatto la storia 
sono quelli che hanno detto di no. [...]"
(P.P.Pasolini, cit.)

Fonte immagine: La Linea, O.Cavandoli

domenica 28 agosto 2016

FRA RIMEDIO E TEMPO CHE SFUGGE...


"[...] I bambini stanno bene 
Per loro ogni giorno è differente 
Ci mancavi alla tua festa 
Ma quello che siamo è quello che abbiamo 
E' come la gente ci vede.
Che vita è questa, che vita è stata 
Mai più saggezza, mai più 
Se c'è un rimedio io corro da te 
Senza una mano che mi sfiori 
Io corro da te [...]"
(Il rimedio, I.Fossati, cit.)

venerdì 26 agosto 2016

SU BRUCE SPRINGSTEEN...E SULLA FUNZIONE SOCIALE DELLA MUSICA

L'elencare le ragioni per le quali la musica può (e deve) avere una funzione sociale è un'attività che rischia di essere infinita; sono infatti moltissime le questioni che permettono di attribuire a certe canzoni e certi artisti una ragione di vita che abbia a che fare con il saper mobilitare le coscienze collettive. Una certa forma di libertà artistica dovrebbe coincide con il saper ispirare sentimenti di consapevolezza e riscatto, emozioni afferenti la libertà e la possibilità di lottare per (cercare/sperare di) migliorare i molti 'lati' storti di questo mondo.
Musica è anche partecipazione, condivisione di un momento nel quale un'artista riesce ad avere fra le mani un'intera schiera di fan per poter comunicare loro qualcosa.
Qualcosa che può essere grande, decisivo ed importante per prendere consapevolezza del loro stesso futuro. Fare musica può significare raccontare storie di tutti i giorni, immergendosi con pragmatica difficoltà fra pieghe e piaghe quotidiane.
Quanto può aiutare concretamente la funzione sociale attribuibile alla musica?
Cosa può riuscire a fare veramente una canzone per la vita di una persona o per provare a riscattare la condizione di una serie di esistenze altrimenti magari addormentate od anestetizzate?
Le domande riguardo questioni simili potrebbero essere pressoché infinite, in quanto troppe sono le sfumature e troppi gli angoli di vita che un Artista può spandere nell'aria cercando un contatto con il suo pubblico. Maiuscola non casuale, in quanto sembrano essere sempre meno coloro che credono veramente nella capacità che la musica ha di interpretare consapevolezza per veicolare cambiamento.
Cosa può portare un artista ad esercitare davvero questa arte, nel tentativo di prendere reale consapevolezza delle potenzialità della propria (altrettanto potenziale, qualora non attuata) vita ed attività? Quanti sono gli artisti che, grazie ad esperienze e vite quotidiane, hanno da sempre cercato di interpretare il proprio ruolo nel mondo votando la propria carriera all'insegna di positive rivoluzioni da instillare - agendo magari pezzo dopo pezzo ed ostacolo dopo ostacolo?
Essere socialmente impegnati può infatti equivalere ad essere - più spesso di quanto si possa pensare - esposti a molteplici critiche ed attività di denigrazione; i detrattori rischiano di essere sempre dietro l'angolo, in quanto la visione di un artista schierato ed impegnato può sicuramente destabilizzare quanti vedano nella musica strumento di esclusivo svago od evasione dalle difficoltà (nei casi migliori). Cosa poter dire o scrivere a proposito delle esistenze di tutti gli artisti che fanno (anche, non solo giustamente e doverosamente) musica impegnata?
Un esempio fra le moltissime vite definibili come appartenenti ad artisti socialmente esposti ed impegnati è quella vissuta da The Boss, altresì Bruce Springsteen.
Comprendere quanto l'impegno sociale sia stato da sempre o sia divenuto nel tempo fondamentale per un'artista è un'attività che si può svolgere prioritariamente osservando ed attingendo ad una iniziale fonte: l'esistenza dello stesso, per scriverla nel più breve modo possibile.
La scoperta delle vicende, delle esperienze e dei dolori che hanno costellato la vita di un artista è una delle maniere migliori per comprendere quanto (pre)potenti possano essere per lo stesso le ambizioni di creare qualcosa di importante anche dal proprio fare musica.
E' a questo punto che si consiglia la lettura del libro "Bruce", scritto da Peter Ames Carlin e pubblicato nell'anno 2012.
Dalle pagine di questa opera è possibile comprendere con mano quanto le vicende di ogni giorno possano come 'marcare a fuoco' l'esistenza di un artista, facendo comprendere allo stesso quanto possano essere importanti e fondamentali i propri passi nel tentativo di far prendere coscienza di certe problematiche e di certi drammi. Problemi su cui, altrimenti, potrebbe finire per regnare un'anestetizzazione ancora più devastante e mortificante per la società contemporanea.
Dalla lettura del libro è possibile intravedere i tormenti  e le vicende di una persona che ha scelto, nel tempo, da che parte stare e con quale ruolo proporsi al grande pubblico di tutto il mondo.
E' un ritratto più o meno fedele di una persona che ha cercato, negli anni, di rimanere sulla tanto celebrata 'cresta' dell'onda non perdendo di vista la 'bussola' costituita dal proprio ruolo da interpretare nel mondo. Facendo il possibile per continuare a restare a dimensione umana, nonostante fosse e sia ancora oggi venerato come un'entità semi-divina da milioni di altri esseri umani in tutto il mondo. Springsteen è quell'artista che, in mezzo a centinaia di migliaia di persone durante un concerto, può chiamare sul palco un bambino per cantare o suonare qualcosa assieme a lui.
Springsteen è riuscito a diventare, nel tempo, una persona tanto composita quanto non comune da incontrare e non facile da inquadrare.
La presente opera cerca di fornire un quadro il più possibile completo dell'esistenza di Bruce Springsteen, attingendo al passato della sua esistenza ed alle principali vicende che ne hanno costellato la crescita prima, la maturità poi e l'invecchiamento attuale.
Un aspetto tanto positivo quanto non scontato nell'opera è il rapporto d'equilibrio che l'autore ha consegnato sia alla vita di Springsteen che alle esistenze di coloro che hanno negli anni costruito la E Street Band, punto di riferimento da sempre nella vita del Boss.
Quali siano state le tappe compiute, quanto siano stati complicati e pe(n)santi alcuni dei passi compiuti negli anni da questo uomo e da coloro che lo hanno accompagnato durante il suo viaggio.
Quali siano le ragioni di un'esposizione coraggiosa su alcuni temi, di un costante impegno musicale verso argomenti su cui i passaggi sono tutto fuorché obbligatori - specialmente in un mondo ove una certa forma di superficialità sembra essere diventata tanto scontata quanto desiderata.
Leggerne per saperne di più, specialmente per quanto riguarda quella funzione sociale tanto celebrata e sulla quale l'artista stesso pare avere idee e percezioni molto chiare:

"[...] Bruce [...] è [...] narcisista, e [...] arciconvinto che la musica, soprattutto la sua, abbia il potere di cambiare la vita delle persone. E considera la sua condizione un grande privilegio e, allo stesso tempo, un fardello quasi insopportabile. 'Stasera sono il custode dei sentimenti e dei ricordi di tutta la gente che ci aspetta là fuori' [...]"
Fonte: "Bruce", P.A.Carlin, Pgg. 479 e sgg.

Cercando un cantante per trovare poi un custode con cui potersi scoprire e, perché no, anche migliorare.







martedì 23 agosto 2016

TOCCANDO IL BASSO PER (PROVARE A) RISALIRE...


"[...] Can't see nothin' in front of me 
Can't see nothin' coming up behind 
I make my way through this darkness 
I can't feel nothing but this chain that binds me 
Lost track of how far I've gone 
How far I've gone, how high I've climbed [...]"

domenica 21 agosto 2016

FRA CORTO MALTESE, FUTURO E BORGHI D'ITALIA...COLTIVANDO UN TEMPO CHE FU

"[...] Corto Maltese è mai stato a Dozza? 
Hugo Pratt, a chi gli domandava che fine avrebbe fatto dopo l’ultima avventura il celebre marinaio-pirata dei suoi fumetti, rispondeva: 
'Corto Maltese non morirà, Corto Maltese se ne andrà perché in un mondo dove tutto è elettronica, è calcolato, tutto è industrializzato, è consumo, non c’è posto per un tipo come lui.'
Forse, proprio per questo, Dozza è un posto che non gli sarebbe dispiaciuto. E in effetti, uno dei murales della cittadina romagnola racconta del suo arrivo qui nel 1997, il giorno del suo trentesimo compleanno. L'ha dipinto Riccardo Ghiribelli, uno dei tanti artisti che negli anni hanno fatto di questo luogo la perla dell’arte muraria italiana.
È dagli inizi degli anni Sessanta, infatti, che le facciate delle case del borgo vengono affrescate da pittori di tutto il mondo. Nel 1965 è nata qui la Biennale del muro dipinto, che da allora, nelle 18 edizioni realizzate, ha visto cimentarsi più di duecento artisti [...] grazie ai quali le pareti degli edifici sono diventate bellissime opere di una mostra permanente a cielo aperto.
E dal 2000, anche la confinante frazione di Toscanella prende parte all'iniziativa, offrendo le proprie case a graffiti e arte di strada.
Qui non è tutto elettronica, non è tutto calcolato o industrializzato. Qui si consuma soprattutto arte.
Corto Maltese ci starebbe benissimo. [...]"
Fonte testo: "Dozza, i muri di Corto Maltese", italianways.com
http://www.italianways.com/dozza-i-muri-di-corto-maltese/

lunedì 15 agosto 2016

A PROPOSITO DI FERRAGOSTO...


"[...] Fai una chiave doppia della stessa porta, 
per qualunque cosa storta si presenterà, 
dopo aver comprato dei lucchetti nuovi per la tua finestra, 
puoi partire, io sto qua, 
a giocare tra le sponde [...]
buttando l'amo nell'acquario della mia fantasia.
Finisco sul pulmino dei miei vecchi ricordi, 
ma il campo sportivo l'ha inghiottito l'edera. 
Seguendo ancora il fiume attracco sul cartone,
piove e mi riparo dietro ad un'edicola 
Ho della sabbia nelle tasche, 
ho delle spighe sulle calze 
e uno straniero che si fida della mia compagnia. [...]"
Ferragosto, S.Bersani, cit.

venerdì 12 agosto 2016

LEGGENDO DELL'UOMO E DEL RAPPORTO CON LA NATURA ED IL MONDO

"[...] Che cos'è l'uomo? Un narratore di storie, creatore di miti e distruttore del mondo naturale, il cui pensiero è un coacervo di ragione, emozione e religione. Un fortunato evento casuale nell'evoluzione dei primati durante il tardo Pleistocene.
La mente della biosfera. Magnifico quanto a potere immaginativo e istinto di esplorazione e tuttavia bramoso di essere il padrone più che il gestore di un pianeta in declino.
Nato con la capacità di sopravvivere e continuare a evolversi, capace di rendere eterna anche la biosfera. E tuttavia arrogante, sconsiderato, letalmente predisposto a favorire sé stesso, la sua tribù e futuri a breve termine. Ossequioso verso esseri superiori immaginari e sprezzante nei confronti di forme di vita inferiori. 
Per la prima volta nella storia [...] si è sviluppata la convinzione che stiamo giocando un finale di partita globale. La presa dell'umanità sul pianeta [...] diventa sempre più debole. 
La popolazione umana è troppo numerosa per sopravvivere al sicuro e in condizioni di benessere. L'acqua potabile è sempre più scarsa e l'atmosfera e i mari sono sempre più inquinati a causa di ciò che è avvenuto sulla terraferma. 
Il clima si sta modificando in modi non propizi alla vita, tranne che per i microbi, le meduse e i funghi. Per molte specie è già fatale. 
Poiché i problemi creati dall'umanità sono globali e progressivi, e dato che la possibilità di un punto di non ritorno si avvicina velocemente, i problemi non possono essere risolti un poco alla volta. [...]
Nel frattempo ci agitiamo, mal guidati, non avendo in mente nient'altro che la crescita economica, il consumo senza restrizioni, la buona salute e la felicità personale. 
L'impatto sul resto della biosfera è ovunque negativo, l'ambiente diventa instabile e meno gradevole e il nostro futuro a lungo termine meno certo. [...]"
Fonte: Prologo, "Metà della Terra - Salvare il futuro della vita", Edward O. Wilson, Codice Edizioni

"Le dernier voyage du Téméraire", W.Turner

domenica 7 agosto 2016

CERCANDO ESPONENTI DI RAZZE IN ESTINZIONE...


"[...] Non mi piace la finta allegria [...] 
sono anche un po' annoiato/ da chi ci fa la morale [...] 
non vedo più nessuno che s'incazza/ fra tutti gli assuefatti della nuova razza/ 
e chi si inventa un bel partito/ per il nostro bene/ 
sembra [...] destinato/ a diventare un buffone. [...] 
Non mi piace la troppa informazione/ odio anche i giornali e la televisione/ 
la cultura per le masse è un'idiozia [...] 
la scuola/ si aggiorna con urgenza/ e con tutti i nuovi quiz/ ci garantisce l'ignoranza./ 
Non mi piace nessuna ideologia/ non faccio neanche il tifo per la democrazia/ 
di gente che ha da dire ce n'è tanta/ la qualità non è richiesta/ è il numero che conta./ 
E anche il mio paese mi piace sempre meno [...] 
ogni intellettuale fa opinione/ 
ma se lo guardi bene/ 
è il solito coglione. [...]"

sabato 6 agosto 2016

PER LA RICERCA DEL LEGAME FRA CAMBIAMENTI CLIMATICI E MIGRAZIONI DI MASSA

La necessità di abbandonare un territorio reso più ostile da guerre, fenomeni sociali estremi ed economie precarie è quel fenomeno che fino ad oggi è conosciuto come maggioritario nella generazione di migrazioni di massa.
Le stesse migrazioni sono fenomeni incontrollabili, demagogicamente sfruttabili a fini di consenso politico e non completamente arginabili.
Potrebbero le stesse essere sfide per una società, nel tentativo di costruire un qualcosa di più inclusivo e capace di minimizzare fenomeni di degenerazione sia sociale che economica.
Possono esistere invece cause più recondite e non chiar(ificat)e nel dibattito, finalizzate al poter fare scoprire eventuali cause ad oggi non ancora comprese ed assimilate dalla collettività?
A questa domanda cerca di rispondere in maniera divulgativa l'articolo "Crisi ambientali e migrazioni forzate, la faccia nascosta del cambiamento climatico", scritto da Luca Aterini e collocato sul sito greenreport. Lo stesso cita le dimensioni di un fenomeno ad oggi inarrestabile ed estesamente capace di coinvolgere ingenti moltitudini:

"[...] Secondo i dati raccolti dall’Organizzazione mondiale per le migrazioni [...], dall’inizio di quest’anno sono 4027 i migranti deceduti in mare nella loro traversata verso l’Europa: il Mediterraneo ha inghiottito i tre quarti dei morti (3120), segnando un drammatico +26% rispetto allo stesso periodo del 2015. In tutto sono invece 257186 i migranti e rifugiati che sono riusciti a mettere piede nel Vecchio continente, quest’anno [...]"
Fonte: "Crisi ambientali e migrazioni forzate, la faccia nascosta del cambiamento climatico", L.Aterini, greenreport.it

Il focus tanto interessante quanto urgente deriva dalla necessità di mettere a fuoco il punto cardine espresso dal dossier "Crisi ambientale e migrazioni forzate - l'ondata silenziosa oltre la fortezza Europa", elaborato dall'Associazione A Sud - CDCA (Centro Documentazione Conflitti Ambientali). L'evidenza più grande di questa realtà è costituita da un frammento dello stesso articolo, nel quale vengono messe in chiaro le reali dimensioni di un fenomeno che sembra minimizzato e sottovalutato:

"[...] La retorica delle 'ondate' utilizzata [...] nella narrazione mediatica dei flussi migratori diretti verso l’Europa e connessi a guerre, persecuzioni politiche e povertà estrema nei Paesi d’origine, cela una realtà diversa e più complessa. [...] I dati Unhcr 2014-2015 stimano un numero di rifugiati nel mondo compreso tra i 14 e i 15 milioni ma ospitati in grandissima parte da Paesi extraeuropei. Ci sono però migrazioni forzate che non fanno rumore, perché difficili da quantificare, non tutelate dal diritto internazionale: rientrano in questa dimensione  40,8 milioni di sfollati interni, il doppio dei rifugiati. [...]"
Fonte: "Crisi ambientali e migrazioni forzate, la faccia nascosta del cambiamento climatico", L.Aterini, greenreport.it

La dimensione di questa tragedia appare quindi legata ad una serie tanto particolare quanto ormai inevitabile di fenomeni, ad oggi non adeguatamente pesati e considerati nella lettura di certe situazioni particolari. Tale quadro di realtà è definito esplicitamente, citando il report, nella definizione di legami sempre più evidenti ed ineliminabili fra migrazioni territoriali e disastri ambientali. Potrebbero esistere legami ed atti finalizzati al mettere in evidenza le tragedie di tipo ambientale legate non solo a calamità naturali ma soprattutto a cambiamenti climatici non più delimitabili. Su questo fronte si vincola lo stesso articolo:

"[...] A disastri e calamità naturali bisogna [...] aggiungere le migrazioni forzate per cause ambientali [...] connesse a fattori di origine antropica. Queste rimangono [...] estranee a statistiche generali perché difficili da quantificare e perché si tratta di migrazioni forzate dovute a più cause interagenti e a lenta insorgenza. [...]"
Fonte: "Crisi ambientali e migrazioni forzate, la faccia nascosta del cambiamento climatico", L.Aterini, greenreport.it

Leggerne per saperne di più, dunque. Il dossier in oggetto può essere letto e visualizzato al link specifico richiamato nel seguito: http://asud.net/wp-content/uploads/2016/07/Crisi-ambientali-e-migrazioni-forzate-def.pdf


Per saperne di più:
"Crisi ambientali e migrazioni forzate, la faccia nascosta del cambiamento climatico", greenreport.it
http://www.greenreport.it/news/economia-ecologica/crisi-ambientali-migrazioni-forzate-la-faccia-nascosta-del-cambiamento-climatico/#prettyPhoto

martedì 2 agosto 2016

NECESSITA' DI INSEGUIRE UN "MAI PIU'"...


"[...] I treni partivano
i treni arrivavano
'al mare' dicevano i treni
'alla montagna' dicevano i treni.
I treni ridevano
cantavano
erano felici i treni.

(Mai più! Mai più! Mai più!)
Il cielo era con nuvole azzurre
all'improvviso
il cielo è diventato nero
il cielo è diventato fuoco
il treno non è più partito
il treno non è più arrivato
il treno si è fermato (è in ginocchio per terra).

(Mai più! Mai più! Mai più!)
A un tratto il cielo
il cielo è diventato di fuoco
i bambini piangevano
le mamme gridavano
stesi per terra in silenzio
uomini donne bambine
mentre il sangue cadeva dal cielo.

(Mai più! Mai più! Mai più!)
Le nubi non erano più bianche
erano rosse di sangue
erano nere di fumo.
Poi il tempo è passato
i morti sono ancora con noi
con noi in partenza col treno
al mare in montagna.

(Mai più! Mai più! Mai più!)
Ascolto
ascolto
ascolto
Quello che vola lassù:
ci porta in vacanza
al mare o in montagna
fra le nuvole bianche

(Mai più! Mai più! Mai più!)
Ascoltate guardate
guardate la grande nave
passare
le onde
le onde calde del mare
nuotare
andiamo al mare.

(Mai più! Mai più! Mai più!)
Ascoltate
ascoltate
guardate
il treno
che arriva a Bologna
noi nella stazione aspettare
allegri per correre al mare. [...]"

R.Roversi






FRA ANNIVERSARIO E BOLOGNA, COSTRETTI A NON POTER MAI DIMENTICARE

"[...] Bologna 2 agosto ore 10.20
Il cielo è un forno di pane pronto per la cottura
scappare sul mare di questa pianura e poi
approdare a isole azzurre felici ma tu
Bologna 2 agosto ore 10.21
dicevi dicevi tu dicevi che hai bisogno di riflettere
se in questi giorni le parole hanno un senso
anche fra noi
Bologna 2 agosto ore 10.22
d’accordo, non si può buttare via niente
d’altra parte non è possibile conservare tutto negli angoli della
memoria
salvare l’indispensabile
Bologna 2 agosto ore 10.23
lo so che non sono migliore o peggiore di tanti
cerco con gli anni di diventare diverso
ho fatto errori tremendi
ma non mi sono mai consolato
la vita non è una prova di formula uno
per guadagnare la prima griglia in partenza
Bologna 2 agosto ore 10.24 
dammi la tua mano
vivere una volta per tutte definitivamente
Bologna 2 agosto ore 10.25
senza un fiato di vento il cielo ha buttato
un grido tremendo
un sole nero corre per le strade
io voglio provare i miei sentimenti come su una lastra di fuoco
Bologna 2 agosto ore 10.26 
ahi il cuore
piange piange adesso piange come un sasso che ha vita
chiamano contiamo i morti
la libertà è lì a terra ferita
non possiamo più dare
soltanto pietà
questa estate è finita
Bologna 2 agosto ore 10.27 
ma dammi la tua mano
io non mi rassegno non mi voglio rassegnare. [...]"
"Notizia", R.Roversi

Vignetta di Mauro Biani