La necessità di abbandonare un territorio reso più ostile da guerre, fenomeni sociali estremi ed economie precarie è quel fenomeno che fino ad oggi è conosciuto come maggioritario nella generazione di migrazioni di massa.
Le stesse migrazioni sono fenomeni incontrollabili, demagogicamente sfruttabili a fini di consenso politico e non completamente arginabili.
Potrebbero le stesse essere sfide per una società, nel tentativo di costruire un qualcosa di più inclusivo e capace di minimizzare fenomeni di degenerazione sia sociale che economica.
Possono esistere invece cause più recondite e non chiar(ificat)e nel dibattito, finalizzate al poter fare scoprire eventuali cause ad oggi non ancora comprese ed assimilate dalla collettività?
A questa domanda cerca di rispondere in maniera divulgativa l'articolo "Crisi ambientali e migrazioni forzate, la faccia nascosta del cambiamento climatico", scritto da Luca Aterini e collocato sul sito greenreport. Lo stesso cita le dimensioni di un fenomeno ad oggi inarrestabile ed estesamente capace di coinvolgere ingenti moltitudini:
"[...] Secondo i dati raccolti dall’Organizzazione mondiale per le migrazioni [...], dall’inizio di quest’anno sono 4027 i migranti deceduti in mare nella loro traversata verso l’Europa: il Mediterraneo ha inghiottito i tre quarti dei morti (3120), segnando un drammatico +26% rispetto allo stesso periodo del 2015. In tutto sono invece 257186 i migranti e rifugiati che sono riusciti a mettere piede nel Vecchio continente, quest’anno [...]"
Fonte: "Crisi ambientali e migrazioni forzate, la faccia nascosta del cambiamento climatico", L.Aterini, greenreport.it
Il focus tanto interessante quanto urgente deriva dalla necessità di mettere a fuoco il punto cardine espresso dal dossier "Crisi ambientale e migrazioni forzate - l'ondata silenziosa oltre la fortezza Europa", elaborato dall'Associazione A Sud - CDCA (Centro Documentazione Conflitti Ambientali). L'evidenza più grande di questa realtà è costituita da un frammento dello stesso articolo, nel quale vengono messe in chiaro le reali dimensioni di un fenomeno che sembra minimizzato e sottovalutato:
"[...] La retorica delle 'ondate' utilizzata [...] nella narrazione mediatica dei flussi migratori diretti verso l’Europa e connessi a guerre, persecuzioni politiche e povertà estrema nei Paesi d’origine, cela una realtà diversa e più complessa. [...] I dati Unhcr 2014-2015 stimano un numero di rifugiati nel mondo compreso tra i 14 e i 15 milioni ma ospitati in grandissima parte da Paesi extraeuropei. Ci sono però migrazioni forzate che non fanno rumore, perché difficili da quantificare, non tutelate dal diritto internazionale: rientrano in questa dimensione 40,8 milioni di sfollati interni, il doppio dei rifugiati. [...]"
Fonte: "Crisi ambientali e migrazioni forzate, la faccia nascosta del cambiamento climatico", L.Aterini, greenreport.it
La dimensione di questa tragedia appare quindi legata ad una serie tanto particolare quanto ormai inevitabile di fenomeni, ad oggi non adeguatamente pesati e considerati nella lettura di certe situazioni particolari. Tale quadro di realtà è definito esplicitamente, citando il report, nella definizione di legami sempre più evidenti ed ineliminabili fra migrazioni territoriali e disastri ambientali. Potrebbero esistere legami ed atti finalizzati al mettere in evidenza le tragedie di tipo ambientale legate non solo a calamità naturali ma soprattutto a cambiamenti climatici non più delimitabili. Su questo fronte si vincola lo stesso articolo:
"[...] A disastri e calamità naturali bisogna [...] aggiungere le migrazioni forzate per cause ambientali [...] connesse a fattori di origine antropica. Queste rimangono [...] estranee a statistiche generali perché difficili da quantificare e perché si tratta di migrazioni forzate dovute a più cause interagenti e a lenta insorgenza. [...]"
Fonte: "Crisi ambientali e migrazioni forzate, la faccia nascosta del cambiamento climatico", L.Aterini, greenreport.it
Leggerne per saperne di più, dunque. Il dossier in oggetto può essere letto e visualizzato al link specifico richiamato nel seguito: http://asud.net/wp-content/uploads/2016/07/Crisi-ambientali-e-migrazioni-forzate-def.pdf
Per saperne di più:
"Crisi ambientali e migrazioni forzate, la faccia nascosta del cambiamento climatico", greenreport.it
http://www.greenreport.it/news/economia-ecologica/crisi-ambientali-migrazioni-forzate-la-faccia-nascosta-del-cambiamento-climatico/#prettyPhoto
Le stesse migrazioni sono fenomeni incontrollabili, demagogicamente sfruttabili a fini di consenso politico e non completamente arginabili.
Potrebbero le stesse essere sfide per una società, nel tentativo di costruire un qualcosa di più inclusivo e capace di minimizzare fenomeni di degenerazione sia sociale che economica.
Possono esistere invece cause più recondite e non chiar(ificat)e nel dibattito, finalizzate al poter fare scoprire eventuali cause ad oggi non ancora comprese ed assimilate dalla collettività?
A questa domanda cerca di rispondere in maniera divulgativa l'articolo "Crisi ambientali e migrazioni forzate, la faccia nascosta del cambiamento climatico", scritto da Luca Aterini e collocato sul sito greenreport. Lo stesso cita le dimensioni di un fenomeno ad oggi inarrestabile ed estesamente capace di coinvolgere ingenti moltitudini:
"[...] Secondo i dati raccolti dall’Organizzazione mondiale per le migrazioni [...], dall’inizio di quest’anno sono 4027 i migranti deceduti in mare nella loro traversata verso l’Europa: il Mediterraneo ha inghiottito i tre quarti dei morti (3120), segnando un drammatico +26% rispetto allo stesso periodo del 2015. In tutto sono invece 257186 i migranti e rifugiati che sono riusciti a mettere piede nel Vecchio continente, quest’anno [...]"
Fonte: "Crisi ambientali e migrazioni forzate, la faccia nascosta del cambiamento climatico", L.Aterini, greenreport.it
Il focus tanto interessante quanto urgente deriva dalla necessità di mettere a fuoco il punto cardine espresso dal dossier "Crisi ambientale e migrazioni forzate - l'ondata silenziosa oltre la fortezza Europa", elaborato dall'Associazione A Sud - CDCA (Centro Documentazione Conflitti Ambientali). L'evidenza più grande di questa realtà è costituita da un frammento dello stesso articolo, nel quale vengono messe in chiaro le reali dimensioni di un fenomeno che sembra minimizzato e sottovalutato:
"[...] La retorica delle 'ondate' utilizzata [...] nella narrazione mediatica dei flussi migratori diretti verso l’Europa e connessi a guerre, persecuzioni politiche e povertà estrema nei Paesi d’origine, cela una realtà diversa e più complessa. [...] I dati Unhcr 2014-2015 stimano un numero di rifugiati nel mondo compreso tra i 14 e i 15 milioni ma ospitati in grandissima parte da Paesi extraeuropei. Ci sono però migrazioni forzate che non fanno rumore, perché difficili da quantificare, non tutelate dal diritto internazionale: rientrano in questa dimensione 40,8 milioni di sfollati interni, il doppio dei rifugiati. [...]"
Fonte: "Crisi ambientali e migrazioni forzate, la faccia nascosta del cambiamento climatico", L.Aterini, greenreport.it
La dimensione di questa tragedia appare quindi legata ad una serie tanto particolare quanto ormai inevitabile di fenomeni, ad oggi non adeguatamente pesati e considerati nella lettura di certe situazioni particolari. Tale quadro di realtà è definito esplicitamente, citando il report, nella definizione di legami sempre più evidenti ed ineliminabili fra migrazioni territoriali e disastri ambientali. Potrebbero esistere legami ed atti finalizzati al mettere in evidenza le tragedie di tipo ambientale legate non solo a calamità naturali ma soprattutto a cambiamenti climatici non più delimitabili. Su questo fronte si vincola lo stesso articolo:
"[...] A disastri e calamità naturali bisogna [...] aggiungere le migrazioni forzate per cause ambientali [...] connesse a fattori di origine antropica. Queste rimangono [...] estranee a statistiche generali perché difficili da quantificare e perché si tratta di migrazioni forzate dovute a più cause interagenti e a lenta insorgenza. [...]"
Fonte: "Crisi ambientali e migrazioni forzate, la faccia nascosta del cambiamento climatico", L.Aterini, greenreport.it
Leggerne per saperne di più, dunque. Il dossier in oggetto può essere letto e visualizzato al link specifico richiamato nel seguito: http://asud.net/wp-content/uploads/2016/07/Crisi-ambientali-e-migrazioni-forzate-def.pdf
Per saperne di più:
"Crisi ambientali e migrazioni forzate, la faccia nascosta del cambiamento climatico", greenreport.it
http://www.greenreport.it/news/economia-ecologica/crisi-ambientali-migrazioni-forzate-la-faccia-nascosta-del-cambiamento-climatico/#prettyPhoto

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