venerdì 26 aprile 2019

'UNO NON VALE UNO', QUALI I POSSIBILI ORIZZONTI PER LE FORME DEMOCRATICHE E PER LA DEMOCRAZIA (IN)DIRETTA?

Quali potrebbero essere limiti, pregi e difetti degli attuali sistemi democratici?
Quante sono state le condizioni e le considerazioni che sono state portate recentemente all'attenzione delle moltitudini di persone interessate a farsi governare dai sistemi democratici mediante principi di rappresentanza? Quali sono le 'leggi' a cui i principi di rappresentanza devono sottostare per rinnovarsi senza alterare la loro 'natura' ed i 'meccanismi' per i quali sono stati a loro tempo strutturati? Quali sono le innovazioni che recenti proposte politiche si propongono di predisporre per riportare in voga l'interesse per le forme democratiche nella loro interezza?
A queste ed a moltissime altre possibili domande cerca di rispondere il libro 'Uno non vale uno - Democrazia diretta e altri miti d'oggi', scritto da Massimiliano Panarari e pubblicato da Editore Marsilio. Le ragioni che hanno spinto alla scrittura di un saggio come questo e che dovrebbero spingerne alla lettura sono riportate prioritariamente in copertina:

"[...] La democrazia diretta è un sistema realmente democratico? La politica deve parlare al popolo o come il popolo? E, poi, di cosa parliamo quando parliamo di popolo? 
Se davvero la cosiddetta 'gente comune' potesse esercitare pienamente il potere, tutto andrebbe per il meglio? Dalla retorica del Nuovo a quella del cambiamento, dalla costruzione del mito del Popolo a quella del Nemico, fino ai sogni (o incubi) della rivoluzione digitale: le parole d'ordine ossessivamente ripetute, i concetti feticcio e i luoghi comuni della nuova ideologia al potere decodificati [...]"

Come potrebbero le attuali forme di democrazia sopravvivere e/o modificarsi a fronte delle 'spinte' provenienti da nuove modalità di gestione del potere? A chi potrebbe spettare il compito di custodirle per impedire che vengano - a più riprese - distrutte od abbattute (quasi) integralmente?
Sullo sfondo rimane, per quanto concerne lo status quo, il concetto di neopopulismo così ripreso dallo stesso autore:

"[...] Il neopopulismo non è una fase transitoria. E' un cambio di paradigma della politica a tutti gli effetti, la trasfigurazione, in apparenza senza ritorno, dell'idea illuministica di opinione pubblica. [...]"

Leggerne per (provare a) saperne di più, dunque. Leggerne per condividere o confutare le argomentazioni 'qui' presenti.



giovedì 18 aprile 2019

AVENDO MALE AL (E PER IL) MONDO...

“[...] Mi fanno male i partiti. [...] 
Mi fanno male i politici sempre più viscidi, 
sempre più brutti. 
Mi fanno male i loro modi accomodanti imbecilli ruffiani. [...]
 Ma certo, hanno bisogno di noi, che li dobbiamo appoggiare, preferire, 
li dobbiamo votare, in questo ignobile carosello, 
in questo grande libero mercato delle facce. [...] 
facce che lasciano intendere di sapere tutto e non dicono niente. 
Facce che non sanno niente e dicono di tutto. 
Facce suadenti e cordiali con il sorriso di plastica. [...] 
Facce compiaciute e vanitose che si auto incensano come vecchie baldracche. [...] 
Facce che dietro le belle frasi hanno un passato vergognoso da nascondere. [...] 
Facce megalomani da ducetti dilettanti. 
Facce ciniche da scuola di partito allenate ai sotterfugi e ai colpi bassi. [...]
 Facce che straboccano solidarietà. Facce da mafiosi che combattono la mafia.
 Facce da servi intellettuali, da servi gallonati, facce da servi e basta. 
Facce scolpite nella pietra, che con grande autorevolezza sparano cazzate. 
Non c’é neanche una faccia, neanche una, che abbia dentro con il segno di un qualsiasi ideale; una faccia che ricordi, il coraggio il rigore, l’esilio, la galera. No. 
C’é solo l’egoismo incontrollato, la smania di affermarsi, il denaro, 
l’avidità più schifosa, dentro a queste facce impotenti e assetate di potere, 
facce che ogni giorno assaltano la mia faccia in balia di tutti questi nessuno. 
E voi credete ancora che contino le idee. Ma quali idee? [...]”


venerdì 12 aprile 2019

DI LIBERTA' IN LIBERTA', CITANDO I NOMADI PER (LA VOGLIA DI) VOLARE

“[...] Dimmi cosa vuoi fare,/ è come stare alla catena./ 
Senza saper dove andare,/ e respirare a malapena./ 
Aspetti ancora un sorriso,/ che ti permette di sperare./ 
Che ti fa sentire vivo, fedele alla tua linea e continuare/ 
ma ti piacerebbe fuggire lontano/ e fermare chi si è permesso/ 
di legare ad un muro le tue speranze [...] 
E allora tiri di più/ e ti arrabbi di più./ 
Vivi, corri per qualcosa,/ corri per un motivo/ 
che sia la libertà di volare/ o solo di sentirsi vivo. [...] 
Vedrai che prima o poi/ qualcuno verrà di sicuro a liberarti./ 
Vedrai che ce la farai/ non è detto che per forza devi fermarti. [...]” 
(‘La libertà di volare’, Nomadi) 


martedì 9 aprile 2019

ASCOLTANDO BRUCE SPRINGSTEEN...


“[...] ‘C’est la vie’, say the old folks, 
it goes to show you never can tell. [...]”

mercoledì 3 aprile 2019

martedì 2 aprile 2019

‘LE COSE CHE NON ABBIAMO DETTO’, ASCOLTANDO NICCOLÒ FABI


“[...] Verranno a cercarci,
a disturbarci il sonno, 
come una fitta improvvisa sotto il costato,
le cose che abbiamo ignorato,
che non abbiamo detto [...]”

lunedì 1 aprile 2019

‘BUONA SORTE’, PER ANIMA E CUORE


“[...] Io non so niente di niente
e poco avrò da spiegarti
perché qui niente è facile
e spesso cambiano le regole. [...]”