venerdì 19 ottobre 2018

'SAGHE MENTALI', ESPLORANDO GLI ORIZZONTI DEL CANTANTE CAPAREZZA

Come potrebbe essere dimorare nella mente di un genio? Come sarebbe possibile trovarsi dentro a quei processi mentali che conducono alla formazione di canzoni, testi, opere od armonie uniche nel loro genere? Quali percorsi e quali 'sentieri' potremmo seguire noi 'normali' e/o 'normalmente dotati' per la composizione di un'armonia degna di essere chiamata tale? 
Dentro al panorama musicale italiano, nel bel mezzo di infinite tristezze, emerge la figura del geniale Caparezza. Definirlo cantante è scrivere poco, essendo lo stesso un artista a tutto tondo su più 'livelli'.
E' di poche settimane fa la ristampa dell'opera 'Saghe mentali - Viaggio allucinante in una testa di capa', recante impressioni e storia discografica ed esistenziale del cantautore che ad oggi molti riescono ad apprezzare - ogni volta con testi sempre più 'avanti' rispetto alla tragi(comi)ca normalità di buona parte della musica italiana. Le ragioni di una ristampa sono definite dallo stesso autore in un'introduzione aggiornata per l'opera stessa: 

"[...] Col passare degli anni, tra le classiche domande che di solito mi rivolgono, fece capolino questa: 'Capa, non si trova più il tuo libro, perché non lo ristampi?'
Saghe mentali aveva esaurito le copie, lo si poteva comprare solo su e-Bay [...].
Poi, qualche mese fa, durante un firmacopie di Prisoner 709, album in cui il 7 e il 9 sono numeri dominanti, una ragazza mi chiese come mai sulla biografia del libro avessi inserito la data del mio decesso. Le risposi che quella era una biografia surreale e per esagerarla mi ero inventato l'anno della mia dipartita: 2052. 
La ragazza mi fece allora notare che nel 2052 avrei avuto 79 anni. Rimasi sbigottito. 
Ormai era chiaro che quel libro stava in tutti i modi tentando di attirare la mia attenzione e allora mi convinsi a ristamparlo. [...]"

La struttura dell'opera è sintetizzata in maniera efficace nel retro di copertina dell'opera in questione: 

"[...] Saghe Mentali è un viaggio alla scoperta del favoloso mondo di Caparezza, poliedrico artista refrattario alle definizioni [...]. Un libro in quattro tomi, sulla traccia della discografia ufficiale, che raccoglie pagine e pagine di stramberie caparezziane e tutti i testi delle sue canzoni, meticolosamente analizzati da critici partoriti dalla sua stessa mente. 
Il primo tomo [...] è un finto diario segreto che raccoglie fotografie imbarazzanti e documenti mai pubblicati prima d'ora [...]. Nel secondo, i brani dell'album 'Verità supposte' ispirano una raccolta di 'fiabe senza fronzoli' per bambini troppo cresciuti: stralunate, surreali e senza nemmeno l'ombra di un lieto fine. Nel terzo, i brani di 'Habemus Capa' diventano i canti di una personalissima versione dell'Inferno dantesco [...]
Il quarto è un vero e proprio 'fonoromanzo': un racconto di fantascienza, sullo stile della storica collana 'Urania', che si dipana in quattordici capitoli, le tracce dell'album 'Le dimensioni del mio caos'. Idee, immagini e provocazioni si combinano in un caleidoscopio fantastico [...] che rivela la sferzante ironia e la travolgente energia polemica di un vero funambolo della parola. [...]"

Leggerne per comprenderne, saperne e (provare a) capire se e cosa ci sia oltre il livello conosciuto del cantante (super)apprezzato ma mai a dovere ed approfonditamente ascoltato. 

 

domenica 14 ottobre 2018

COSA (NON) INSEGNARE AI BAMBINI, CITANDO GIORGIO GABER



"[...] Non elogiate il pensiero/ 
che è sempre più raro/ non indicate [...]/ 
una via conosciuta/
ma se proprio volete/ 
insegnate soltanto la magia della vita. [...] 
Non insegnate ai bambini/ 
non divulgate illusioni sociali/ 
non gli riempite il futuro di vecchi ideali/ 
l'unica cosa sicura è tenerli lontano/ 
dalla nostra cultura. [...]"

mercoledì 10 ottobre 2018

'LONTANO DA TUTTO', CITANDO NICCOLO' FABI


"[...] Lascio libero uno spazio
 per potermi avvicinare 
per sentire la mancanza 
e un vuoto da riempire 
mi allontano dal tuo abbraccio 
per poterci ritornare 
perché sia sempre una scelta 
e non un patto da onorare [...]"


domenica 7 ottobre 2018

DI AUTUNNO IN RITMI...(RAL)LENT(AT)I

"[...] Un'oca che guazza nel fango, 
un cane che abbaia a comando, 
la pioggia che cade e non cade 
le nebbie striscianti che svelano e velano strade [...]
Profilo degli alberi secchi, 
spezzarsi scrosciante di stecchi, 
sul monte, ogni tanto, gli spari 
e cadono urlando di morte gli animali ignari [...]
L'autunno che sfuma i contorni 
consuma in un giorno più giorni, 
ti sembra sia un gioco indolente [...]
Rinchiudersi in casa a aspettare 
qualcuno o qualcosa da fare, 
qualcosa che mai si farà, 
qualcuno che sai non esiste e che non suonerà [...]
Rinchiudersi in casa a contare 
le ore che fai scivolare [...]
La notte è di colpo calata, 
c'è un'oscurità perforata 
da un'auto che passa veloce 
lasciando soltanto al silenzio la buia sua voce [...]
Rumore che appare e scompare, 
immagine crepuscolare 
del correre tuo senza scopo, 
del tempo che gioca con te come il gatto col topo [...]
Le storie credute importanti 
si sbriciolano in pochi istanti: 
figure e impressioni passate 
si fanno lontane e lontana così è la tua estate. 
E vesti la notte incombente 
lasciando vagare la mente 
al niente temuto e aspettato 
sapendo che questo è il tuo autunno [...]"
(Autunno, F. Guccini, cit.)

'Les Alyscamps', V. Van Gogh

sabato 6 ottobre 2018

MALINCONIE D'OTTOBRE, ASCOLTANDO LUCIO DALLA



"[...] Malinconia d'ottobre/ 
per tutto quello che non ho./ 
Un cane passa, piscia e ride e aspetta insieme a me./ 
Il tram di mezzanotte/ 
che han cancellato o non c'è più./ 
Adesso chiedo al cane [...] se,/ 
se mi porta lui da te. [...]"

venerdì 5 ottobre 2018

'SIGNOR GIUDICE', NELL'ATTESA DI UNA SENTENZA?


"[...] Signor giudice [...]
noi siamo tanti siam qua, 
già la chiamiamo papà 
di quei papà 
che non si conoscono.
Quel giorno quando verrà 
giudichi senza pietà
Ci vergogniamo tanto 
d'essere uomini così così [...]
Abbiamo nonne abbiamo mamme così così 
e quasi sempre sposiamo mogli così così.
Se ci riusciamo facciamo figli così così [...]

giovedì 4 ottobre 2018

ESSERE SPECIALE, FRA MUSICA ED UMANITA'


"[...] Voglio che tu sia diverso
 io voglio che tu sia speciale [...]
spero che tu sia meglio di me 
e che meriti di essere lì 
e anche se non fosse poi così 
è così che io voglio sperare [...]"

mercoledì 3 ottobre 2018

CERCANDO TRENI A VAPORE...E PRIMAVERE DA INSEGUIRE


"[...] E mi sogno i sognatori
che aspettano la primavera
o qualche altra primavera
da aspettare ancora [...]"

martedì 2 ottobre 2018

CITANDO CHIODI...PER CITARE ESSERI UMANI?

"[...] La palma della mano
i datteri non fa,
sulla pianta del piede
chi si arrampicherà?
Non porta scarpe il tavolo,
su quattro piedi sta:
il treno non scodinzola
ma la coda ce l'ha.
Anche il chiodo ha una testa,
però non ci ragiona:
la stessa cosa capita
a più d'una persona. [...]"
(La testa del chiodo, G. Rodari)

'The future of Statues', R. Magritte

lunedì 1 ottobre 2018

FRA ATTORE, EGOCENTRISMO...E MUSICA

“[...] La parola io/ è uno strano grido/ che nasconde [...] 
la paura di non essere nessuno/ è un bisogno esagerato/ 
e un po' morboso/ è l'immagine struggente del Narciso. [...] 
Io che non sono nato/ per restare per sempre/ 
confuso nell'anonimato/ io mi faccio avanti/ 
non sopporto l'idea di sentirmi/ un numero fra tanti/ 
ogni giorno mi espando;/ io posso essere il centro del mondo./ 
Io sono sempre presente/ son disposto a qualsiasi bassezza/ 
per sentirmi importante/ devo fare presto/ esaltato da questa mania/ 
di affermarmi ad ogni costo/ mi inflaziono, mi svendo/ 
io voglio essere il centro del mondo./ Io non rispetto nessuno/ 
se mi serve posso anche far finta/ di essere buono/ devo dominare/ 
sono un essere senza ideali/ assetato di potere/ 
sono io che comando/ io devo essere il centro del mondo. [...] 
La parola io/ questo dolce monosillabo innocente/ 
è fatale che diventi dilagante/ nella logica del mondo occidentale/ 
forse è l'ultimo peccato originale. Io. [...]” 
(‘La parola io’, G. Gaber) 


Fonte immagine: ‘L’attore’, P. Picasso