martedì 29 settembre 2015

sabato 26 settembre 2015

FRA QUESTIONE ENERGETICA ED APPELLI, CON UN'OCCHIATA A QUALCHE QUESITO DA POTER SOTTOSCRIVERE...

L'energia e le modalità per ricavarla rendendola utile ed impiegabile per l'essere umano sono due punti che, forse e non a torto, rappresentano una delle sfide più grandi che l'umanità intera dovrebbe cogliere per cercare di vincerle. Cosa possa rappresentare la questione energetica per l'essere umano potrebbe essere forse cosa chiara a tutti, osservando la circostante natura dei fatti.
Fra clima, consumi elettrici e termici, attività produttive e necessità di risparmio, di anno in anno, tutto appare sempre più legato a molteplice filo con quanto è definibile come energia.
Senza apporto energetico molt(issim)e delle cose che conosciamo sarebbero senza vita, spente od inutilizzabili. Alla luce di queste generalizzazioni, senza bisogno di scendere in dettagli particolari che potrebbero forse distogliere dalla questione principale, si potrebbe forse considerare la questione energetica come potenziale sorgente per circoscrivere nuovi obiettivi di sviluppo.
Facendo ciò si potrebbe finire per favorire una rinnovata idea di economia, meno imperniata su squilibri di vecchia data ed assai meno radicata su situazioni che denotano una fortissima precarietà di pensiero nuovo. Pensiero mancante, proprio perché servirebbe (cercare di) vedere certi fenomeni sotto una luce nuova al fine di poterli meglio risollevare in un quadro di molteplici forme: globale, mondiale, continentale, statale, regionale e locale che scriver si voglia.
Quale voce può avere la competenza tecnica orientata al compiere certe scelte rispetto ad una politica che troppo spesso si è dimostrata radicata su paradigmi diametralmente opposti a quelli che dovrebbero essere funzionali per realizzare quella differente visione di cui sopra?
A questa domanda cerca di rispondere un tentativo di dialogo ed approfondimento, strutturato da alcuni docenti ed esperti in materia energetica delle maggiori Università Italiane fra le quali spicca quella di Bologna. Il quadro richiamato dall'appello, descritto sotto il titolo di "Energia per l'Italia", risulta esteso a tutte le autorità istituzionali che è possibile coinvolgere per far presente l'importanza di una serie di questioni radicali. Citando dal documento in esame, risulterà possibile scrivere quanto riportato nel seguito:

"[...] vorremo chiarire che non siamo portavoce di nessun partito: non siamo politici, ma scienziati. Crediamo che le decisioni debbano essere prese dalle Istituzioni, cioè dai governi nazionali e locali. Riteniamo [...] che chi è a capo delle Istituzioni, prima di prendere decisioni riguardo problemi complessi come quello dell’energia e del clima, abbia il dovere di ascoltare il parere di docenti e ricercatori che, per la quotidiana consultazione della letteratura scientifica e per le intense relazioni con colleghi di tutto il mondo, possono dare utili suggerimenti per uscire dalla crisi energetico-climatica [...]"

L'urgenza di promuovere una battaglia tanto sensata quanto impellente nei confronti di una situazione simile presuppone la necessità di analizzare con occhio tanto competente quanto imparziale l'attuale orientamento energetico dello stato italiano. Facendo questo passo in avanti da un punto di vista caratteristico di dati e contesti specifici, è possibile scrivere che:

"[...] Consumiamo quantità enormi di combustibili fossili [...] immettendo nell'atmosfera, oltre alle sostanze inquinanti che causano numerose malattie, 36 miliardi di tonnellate l’anno di anidride carbonica, gas serra che ha raggiunto la concentrazione di 400 parti per milione. Ne deriva il progressivo riscaldamento del pianeta che sta già causando conseguenze catastrofiche. Non è certo questo il modo di custodire la Terra, la nostra casa comune. [...] Il Fondo Monetario Internazionale [...] ha recentemente pubblicato un importante rapporto sulle politiche energetiche nel quale afferma che i prezzi dell’energia e dei suoi derivati devono essere collegati ai costi reali comprendenti gli effetti sull'ambiente, sul clima e sulla salute [...] e chiede ai governi di adottare politiche fiscali conseguenti, al fine di facilitare la transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili. [...] le agenzie di rating [...] mettono in guardia contro i rischi finanziari legati ai cambiamenti climatici e affermano che limitare le emissioni è conveniente anche dal punto di vista dei profitti industriali. D’altra parte le energie rinnovabili [...] non sono più una fonte marginale di energia, come molti vorrebbero far credere: oggi producono il 22% dell’energia elettrica su scala mondiale e il 40% in Italia [...]. Poiché i combustibili fossili sono una risorsa in via di progressivo esaurimento, la transizione alle energie rinnovabili sta già avvenendo in tutti i Paesi del mondo. [...]"

Il consumo di combustibili fossili potrebbe quindi essere rapportato all'inevitabile crescita del comparto rinnovabile su scala globale. L'attingere a caratteristiche specifiche e a report definiti da autorità competenti su varie materie può rendere l'idea di quanto vari campi siano in realtà intimamente connessi l'uno con l'altro: ambiente, energia, economia, società, sostenibilità solo per citarne alcuni. Per quanto riguarda invece il comparto legato alla singola Italia, risulta imprescindibile partire dai cardini numerico-tecnici imposti dalla Strategia Energetica Nazionale (SEN):

"[...] dovrebbe essere chiaro che le istituzioni, a qualsiasi livello, hanno il dovere, oltre che l’interesse, di favorire la transizione dall'uso dei combustibili fossili a quello delle energie rinnovabili. Purtroppo la strategia energetica del Governo non va in questa direzione; non guarda avanti, ma è prigioniera di interessi economici consolidati che ipotecano il futuro energetico e ambientale del nostro Paese. Il Governo [...] ha deciso, col decreto Sblocca Italia e altri decreti più recenti, di facilitare e addirittura incoraggiare le attività di estrazione delle residue, marginali riserve di petrolio e gas in vaste zone del territorio e del mare. 
In particolare l’estensione delle trivellazioni interesserà aree densamente popolate come la nostra regione, zone dove sono presenti città di inestimabile importanza storica, culturale ed artistica come Venezia e Ravenna, tutta la costa del mare Adriatico dal Veneto al Gargano, le regioni del centro-sud e gran parte della Sicilia. Attribuendo un carattere strategico alle concessioni di ricerca e sfruttamento di idrocarburi, il Governo ha semplificato gli iter autorizzativi, tolto potere alle regioni e prolungato i tempi delle concessioni con proroghe che potrebbero arrivare fino a 50 anni. [...] il Governo non prende in considerazione la necessità di creare una cultura del risparmio energetico e più in generale della sostenibilità ecologica e complica sempre più le procedure che già ostacolano lo sviluppo delle energie rinnovabili. Questo atteggiamento è tanto più incomprensibile in quanto a trarre vantaggio dalla transizione energetica saranno i paesi che importano grandi quantità di combustibili fossili, che hanno abbondanti energie rinnovabili e che possiedono un’industria
manifatturiera in grado di promuoverne lo sviluppo. Queste sono [...] le condizioni in cui si trova l’Italia dove, quindi, la transizione energetica dovrebbe essere favorita mediante un’opportuna strategia basata, oltre che sullo sviluppo delle energie rinnovabili, anche sull'aumento dell’efficienza energetica e sulla moderazione dei consumi. [...]"

Il quadro specifico da cui partire risulta, nell'appello in esame, concentrato sulla suggerita realizzazione di alcuni punti programmatici che dovrebbero mirare a perfezionare il più possibile l'unione esistente fra i vari livelli precedentemente citati e predisposti all'integrazione l'uno con l'altro. Richiamandosi al quadro specifico, sarà possibile riassumere quanto segue:

  1. Riduzione del consumo di energia, da perseguirsi mediante un aumento dell'efficienza energetica e mediante creazione di una cultura della sobrietà considerando la limitatezza ormai evidente delle risorse terrestri;
  2. Riduzione dell'uso di combustibili fossili, cercando quindi di limitare danni sia a clima che ad ambiente ed esseri umani;
  3. Promozione legata all'impiego di fonti energetiche "alternative", valutando anche la possibilità di colmare tramite nuove azioni disuguaglianze nel tentativo di strutturare un differente modello economico. 
Leggere per documentarsi, farsi un'idea o contestualizzare nuove modalità di informazione e potenziale confutazione. 



Per saperne di più: 

"Appello - Energia per l'Italia", energiaperlitalia.it

"24 luglio 2015 - Incontro con l'Assessore Regionale Paola Gazzolo", Possibile.com
(http://www.possibile.com/wp-content/uploads/2015/06/Documento-Balzani_Regione-ER.pdf)

"Lettera al Governo - Energia per l'Italia"
(http://www.energiaperlitalia.it/lettera-al-governo/)

venerdì 25 settembre 2015

PROSEGUENDO NELL'AUTUNNO, NUOVE RIFLESSIONI...

"[...] In autunno, il rumore di una foglia che cade è assordante perché con lei precipita un anno. [...]"
(T.Guerra, att.)

"[...] Sì, è così. Come la natura volge verso l’autunno, così l’autunno si fa in me e intorno a me. Ingialliscono le mie foglie, e già le foglie degli alberi vicini sono cadute. [...]"
(W.Goethe, att.)

"[...] Autunno. 
Già lo sentimmo venire
nel vento d’agosto,
nelle pioggie di settembre
torrenziali e piangenti
e un brivido percorse la terra
che ora, nuda e triste,
accoglie un sole smarrito. [...]"
(Autunno, V.Cardarelli)

Ulteriori spunti di riflessione, (ri)costruzione e pensiero sulla stagione rintracciabili all'indirizzo riportato sinteticamente mediante le coordinate seguenti: 'Frasi, citazioni e aforismi sull'autunno', aforisticamente.com

"Lo stagno delle anatre in autunno", C.Monet

giovedì 24 settembre 2015

CERCANDO UN MONDO MIGLIORE, FRA VITA E FUTURO...

"[...] Che è tutta una vita che passo da qua, 
e ancora rischio di perdermi, 
magari è questione di troppa sensibilità, 
o sono soltanto motivi tecnici. [...]
E tu dici la vita dovevi almeno capire perché, 
la vita, il tempo che cambia col vento che arriva 
quest'anima stanca che pure respira 
quest'angolo piatto che gira, quest'anima 
dolce e cattiva [...] 
E tu dici 'La vita', la vita. 
Questa scatola vuota 
quest'anima nuda, questa retta finita, 
quest'acqua che corre veloce in salita, 
quest'anima forte e ferita [...]"
Fonte: La linea della vita, F.De Gregori


mercoledì 23 settembre 2015

ADELANTE, FRA ITALIA E (RI)COSTRUZIONE...




"[...] Di questa [...] pianura, 
di questa terra senza misura, 
che già confonde la notte e il giorno, 
e la partenza con il ritorno, 
e la ricchezza con il rumore, 
ed il diritto con il favore, 
e l'innocente col criminale, 
ed il diritto col carnevale. 
Passa correndo lungo la statale 
un autotreno carico di sale. 
Da Torino a Palermo, 
dal cielo all'inferno [...] 
dal futuro al moderno, 
dalle fabbriche alle lampare. 
In questa terra senza più fiumi, 
in questa terra con molti fumi 
Tra questa gente senza più cuore, 
e questi soldi che non hanno odore, 
e queste strade senza più legge, 
e queste stalle senza più gregge, 
senza più padri da ricordare, 
e senza figli da rispettare. [...]"

martedì 22 settembre 2015

FRA STAGIONI, AUTUNNO, UOMINI ED ALBERI...

"[...] Se un albero scrivesse l'autobiografia, non sarebbe diversa dalla storia di un popolo. [...]"
(K.Gibran, att.)

"[...] L'uomo è come un albero e in ogni suo inverno levita la primavera che reca nuove foglie e nuovo vigore. [...]"
(V.Pratolini, att.)

"La foresta in autunno", G.Courbet

lunedì 21 settembre 2015

"CORSO URGENTE DI POLITICA PER GENTE DECENTE", LEGGENDO E CRITICANDO LO STATUS QUO

Qualora i sistemi politico, sociale, economico, [...] di un Paese lascino a desiderare a chi è possibile attribuire colpe specifiche? Può essere davvero realistico affermare che le colpe per una classe dirigente non all'altezza cadono sulla 'base' della piramide statale?
Cosa potrebbe fare una persona maggiormente informata (e quindi migliore?) per contribuire alla crescita morale ed intellettuale del proprio Paese?
Attraverso quali 'leve' si potrebbe costituire e/o costruire una differente e pe(n)sante serie di contenuti, al fine di innescare miglioramenti sensibili nel modo di fare e soprattutto interpretare sia l'agire politico che il fare tecnico?
Quante possibilità ha la base della piramide sociale di influenzare anche pesantemente l'agire del proprio vertice? La complessità maturata della società rischia di rendere non risolvibile la presente domanda, forse perché sono ormai molt(issim)i i punti nevralgici che hanno finito per intrecciarsi in maniera radicale l'uno con l'altro. La possibilità di estirpare un problema rischia di essere un'azione pienamente effettuabile andando a 'toccare' altre zone, costruendo magari differenti ostacoli laddove prima vi erano (solo apparentemente?) praterie di opportunità non ancora percorse.
A prescindere dai punti di vista, la questione di fondo da porsi risulta essere una sola: quanto è necessario adoperarsi per (cercare di) responsabilizzare la base di una piramide sociale che ha inevitabilmente colpe e demeriti per aver condotto e/o sottovalutato l'incedere di certe situazioni ormai divenute insostenibili? Quali appelli e considerazioni potrebbe essere possibile promuovere nell'individuazione di potenziali metodi di crescita ed uscita da stadi di mancata consapevolezza?
A questa e moltissime altre domande cerca di rispondere l'opera "Corso urgente di politica per gente decente", scritto da Juan Carlo Monedero e pubblicato da Serie Bianca Feltrinelli.
L'obiettivo del presente testo si richiama in maniera prioritaria all'individuazione di una serie di problemi tanto radicali quanto difficili da estirpare, specialmente se presenti in Paesi ove la crisi economico-finanziaria ha finito per accentuare disparità e per falsare percezioni di varia estrazione:

"[...] Dalla rivolta degli indignados alla fondazione del Partito Podemos [...] la sinistra spagnola sembra stare elaborando non solo una teoria, ma soprattutto una pratica politica che la rende più innovativa [...] a livello europeo. Come mai succede in Spagna? Quali sono le idee di fondo di questo movimento che [...] si va facendo sempre più istituzionalmente importante? Chi c'è dietro? Sul piano dell'elaborazione culturale non c'è dubbio che l'uomo centrale di questo [...] sia Juan Carlos Monedero, che è stato responsabile del programma e del processo costituente del Partito - e che proprio negli ultimi tempi si è dimesso dal gruppo dirigente avvertendo che 'la moderazione potrebbe disarmare Podemos', una rivendicazione di radicalità delle idee contro le tentazioni del potere. [...]"

Bandire la citata 'moderazione' dal contesto socio-politico di un Paese a cosa potrebbe portare? La specifica necessità di lottare per obiettivi tanto ambiziosi quanto forse necessari cosa potrebbe insegnare alla base della piramide sociale? A quali punti di vista è opportuno ricondursi per sperare in un miglioramento consistente delle situazioni esistenti non solo in Spagna, ma ancora di più a livello europeo? Possono essere considerate simili o quantomeno assimilabili le situazioni socio-politiche esistenti a livello europeo prima e mondiale poi? A domande come queste rischiano di non esserci risposte tanto uniche quanto univoche; la necessità primaria è quella di sottoporre (ancora una volta) importanti questioni al vaglio e giudizio della citata 'gente decente':

"[...] Monedero ricapitola con grande efficacia le idee di una sinistra moderna ma al tempo stesso fedele alle sue radici, rimette al centro della discussione temi e problemi che decenni di rivoluzione neoliberale hanno fatto sparire, racconta concretamente come un'impostazione culturale e politica si traduca in azioni dal basso capaci di cambiare le cose. Un vero e proprio corso di politica in cui uno studioso serio mette da parte i tecnicismi e discute [...] cosa non va nella nostra società e come cambiarla. [...]"

Possono essere versione e visione spagnola pienamente adattabili anche ad altri contesti come quello italiano? Sotto quali ottiche possono risultare vincenti e pienamente divulgabili le idee per costruire una sinistra tanto moderna quanto radicata nel saper percepire i cambiamenti di una società in costante trasformazione? E' davvero così vero o quantomeno verificabile la possibilità di affermare che le cose si possono cambiare in maniera radicale e definitiva agendo dal basso?
Le possibili risposte a queste domande possono essere trovate nella necessità di rendere 'decente' un elettorato in perenni trasformazione e stato di rabbia. La potenzialità di costruire proposta scorre infatti attraverso la ferma necessità di ricostruire gli argini entro cui (cercare di) incanalare una tanto radicale quanto assolutamente giustificabile protesta.
I partiti politici rischiano di passare alla storia, in un contesto tanto pessimo quanto attualmente in corso di grande mutamento, come protagonisti principali di un fallimento assoluto legato sia all'interpretazione del presente che alla costruzione del futuro. Come potrebbe muoversi in un contesto di maggioritaria sfiducia il cittadino desideroso di cambiare le cose? La risposta a questa domanda risulta essere alquanto difficile da attuare pienamente:

"[...] La gente decente ne ha abbastanza, ma non vuole avvantaggiarsi sul prossimo, non vuole né vivere nella sconfitta né trionfare sugli altri. E' la gente che si fa coraggio e dice di no quando sarebbe più facile dire di sì o accettare una spiegazione tranquillizzante. La gente che impara a non avere paura e a non diffidare della politica, perché sa che la politica siamo soprattutto noi. La gente che si riflette nello specchio della commovente generosità che sboccia ogni volta che capita una disgrazia, che si dispera perché accusa stanchezza, che non capisce cosa abbiamo fatto per meritarci tutto questo ma non fa dietrofront, tantomeno prima di aver iniziato il viaggio. Gente decente che vuole vivere una vita decente. E in questi tempi, di nuovo bui, non glielo permettono. [...]"

Criticare le argomentazioni proposte e presenti sia nella società che nell'opera presentata, nel tentativo di (fornire il proprio infinitesimo contributo per provare a) strutturare un domani nel quale i 'decenti' possano avere maggiori voci in capitolo internamente all'organizzazione di una profonda complessità quale è quella attuale.



giovedì 17 settembre 2015

FRA GIORNI, NOTTI E SENTIERI DA PERCORRERE...


"[...] Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte. [...]"
(K.Gibran, att.)

Giorno e notte, M.C.Escher

mercoledì 16 settembre 2015

SULLA NECESSITA' DI REINVENTARE POLITICA E SUE PERCEZIONI...

"[...] Se vogliamo che le idee diventino città, dobbiamo reinventare le parole della politica, rivedere gli accessi al centro storico, collegare fra loro i grandi viali.
Trasformare urgentemente le parole in secchi d'acqua gelata da rovesciare sulle nostre teste tiepide, e poi tramutarle in munizioni verbali per una lotta niente affatto teorica.
Sentire la parola 'democrazia' e pensare: 'Sono io il popolo, sono io che comando' è come interiorizzare la frase: 'Vota e fra quattro anni ne riparliamo'. 
Bisogna agitare il discorso come chi lancia un nido di vespe in un confessionale.
E' sufficiente usare il modesto strumentario della scienza politica perché fra le pieghe del pensiero si insinui un inquietante sospetto: non è più possibile universalizzare il sistema capitalista e al contempo farlo funzionare come stato sociale e democratico di diritto.
La democrazia e il benessere di alcuni diventeranno la dittatura e la miseria di altri.
Se riusciamo a immaginare chi è destinato a essere felice e chi miserabile, sappiamo già da che parte sta la gente decente. [...] Dosi esatte di veleno contro la 'superba ostinazione' dei rassegnati. [...]"
(Fonte: Il libro che voleva essere una sovversiva cassetta degli attrezzi, Corso urgente di politica per gente decente, J.C.Monedero, Serie Bianca - Feltrinelli)

Fonte immagine: mistermedia.it

martedì 15 settembre 2015

FRA ALBA, SOGNO, PENSIERO UMANO ED ARTE...

"[...] L'alba ha una sua misteriosa grandezza che si compone d'un residuo di sogno e d'un principio di pensiero. [...]" (V.Hugo, att.)

Impression, Soleil levant, C.Monet

venerdì 11 settembre 2015

A PROPOSITO DI ORIZZONTI, SPAZI...ED ESSERI UMANI

"[...] Sfuggire all'incertezza è un ingrediente fondamentale, o [...] il tacito presupposto, di qualsiasi immagine composita della felicità. È per questo che una felicità 'autentica, adeguata e totale' sembra rimanere costantemente a una certa distanza da noi: come un orizzonte che, come tutti gli orizzonti, si allontana ogni volta che cerchiamo di avvicinarci a esso. [...]"
(Z.Bauman, L'arte della vita, cit.)

"[...] Un punto microscopico brilla, poi un altro, poi un altro: è l'impercettibile, è l'enorme. 
Questo lumicino è un focolare, una stella, un sole, un universo; ma questo universo è niente. 
Ogni numero è zero di fronte all'infinito. L'inaccessibile unito all'impenetrabile, l'impenetrabile unito all'inespicabile, l'inespicabile unito all'incommensurabile: questo è il cielo. [...]"
(V.Hugo, att.)

"[...] Vento e nuvola e cielo; comuni denominatori della perfezione, eterni. 
Puoi cambiare la terra. Estirpare l'erba, spianare le colline, versare su tutto questo una città. 
Ma puoi estirpare il vento? Seppellire una nuvola nel cemento? 
Deformare il cielo per adattarlo all'immagine che l'uomo se ne fa? Mai. [...]"
(R.Bach, att.)


martedì 8 settembre 2015

"TERRA - STORIA DI UN'IDEA": INDAGANDO IL RAPPORTO FRA UOMO E SCIENZA, NEL TEMPO

Quanti pianeti simili alla Terra potrebbero esistere in un Universo che per larga parte risulta essere ancora sconosciuto all'occhio della scienza umana? Nonostante l'essere umano abbia da molto tempo occhi e ricerca puntati su quanto è infinitamente grande cosa potrebbe dire di ciò che è altrettanto imponente come la piccola astronave nella quale è costretto a stare per navigare nell'Universo?
Il pianeta Terra ha una sua storia, legata a quella del Sistema solare nel quale si trova a gravitare assieme ad altri 'compagni' di viaggio: come sarebbe possibile legare la sua esistenza alla vita di un singolo essere umano disperso su di esso?
Quali 'binari' esistono per (cercare di) mettere in relazione la storia degli esseri umani con quella dell'intero pianeta Terra? Come potrebbero relazionarsi o paragonarsi miliardi di anni con poche centinaia di sviluppo scientifico e tecnologico messo in piedi dalla nostra specie?
Durante questi secoli il pianeta Terra è stato percepito e/o divulgato dall'uomo attraverso una pressoché infinita serie di concetti ed argomenti: prima piatto, poi sferico.
Prima è stato considerato come fulcro centrale ed immobile di un Sistema, successivamente è stato 'declassato' a semplice pianeta gravitante attorno ad una stella chiamata Sole.
Le fasi e le percezioni umane del pianeta Terra come hanno saputo plasmarsi ed intersecarsi sulla base dello sviluppo riscontrato dal progresso umano durante le varie fasi storiche vissute in questa esponenziale al progresso scientifico? Per (cercare di) rispondere con pragmatismo e competenza a domande simili a questa servirebbe ripassare con meticolosa attenzione tutte le fasi del progresso umano, adoperandosi per distinguere come le conoscenze acquisite sperimentalmente abbiano contribuito a demolire certezze radicatesi in maniera assolutamente non modificabile.
La possibilità di analizzare la scienza da un punto di vista storico può essere un passo fondamentale per comprendere quali errori, prezzi, risorse ed opportunità non siano state adeguatamente pagate o colte durante il passaggio dell'essere umano su questa Terra.
Cosa potrebbe accadere infine al pianeta Terra in un momento nel quale la specie umana dovesse essersi estinta od auto-azzerata? La piccola astronave continuerebbe indisturbata il suo viaggio, probabilmente per qualche altro miliardo di anni. Sole e reazioni di fusione nucleare interne permettendo, ovviamente. Nonostante tutte le speculazioni possibili ed immaginabili, però, quel che appare chiaro è che le storie della specie umana e del pianeta Terra sono ad oggi indissolubilmente legate le une all'altra. Attraverso quali punti si potrebbe cercare di riporre lo sguardo per effettuare una sorta di 'ripasso' delle varie fasi che hanno legato sviluppi e consapevolezze scientifico-tecnologiche con la percezione del pianeta Terra?
Qualche spunto utile per rispondere a questa domanda può venire dalla lettura del libro "Terra - Storia di un'idea", scritto da Marco Ciardi e pubblicato da Laterza Editori.
La necessità di allargare lo sguardo per comprendere quali siano stati i passi chiave per lo sviluppo di scienza e storia sono riportate sin dalle prime righe immediatamente leggibili dell'opera:

"[...] 'Siamo andati a esplorare la Luna ma, in realtà, abbiamo scoperto la Terra': sembra un'affermazione paradossale quella fatta dall'astronauta Eugene Cernan, ma non lo è affatto, perché solo guardandolo da lontano possiamo comprendere meglio il nostro pianeta in relazione al resto dell'Universo. Marco Ciardi racconta, a partire dalla nascita della scienza moderna nel 1600, il modo in cui è cambiata l'idea della Terra nel mondo occidentale, mutando il ruolo dell'umanità sul pianeta e il suo rapporto con l'ambiente e le risorse naturali. [...]"

Uno degli scopi fondamentali della presente opera deve essere quindi quello di divulgare nel miglior modo possibile quali siano stati i passi compiuti dall'uomo per la comprensione e la definizione di prospettive afferenti alla natura più chiara possibile del pianeta Terra:

"[...] Un dato sul quale non si riflette mai abbastanza è l'età dell'Universo: 13.7 miliardi di anni [...].
C'è una profonda differenza, per il nostro modo di concepire il mondo e la vita, nel sapere che l'Universo che abitiamo ha alle spalle un tempo così lungo e non è stato creato 6000 anni fa, come riteneva la tradizione biblica nel Seicento [...]. Siamo al centro, sia dal punto di vista fisico che morale, di un preciso progetto cosmico?
Oppure, in uno spazio popolato da miliardi e miliardi di galassie e di stelle, abitiamo un piccolo pianeta, di cui siamo gli ultimi malcapitati occupanti, dopo una serie interminabile di specie che si sono succedute in milioni e milioni di anni [...]? La cosa non è di secondaria importanza. 
Il nostro ruolo di attori sul globo cambia completamente, a seconda che sia vera la prima o la seconda di queste prospettive. [...] cercherò di mostrare come sia progressivamente cambiata l'idea di Terra dal Seicento ai giorni nostri, grazie allo sviluppo dello strumento migliore che fino ad oggi la specie umana ha prodotto per conoscere la realtà che la circonda, cioè la scienza. 
Ponendomi [...] un interrogativo: siamo certi che la consapevolezza di questo cambiamento sia oggi diffusa e generalizzata? [...]"
(Fonte: La scoperta della Terra - Introduzione, Terra - Storia di un'idea, M.Ciardi)

I processi di divulgazione dovranno quindi essere affrontati ed estesi a differenti aree di competenza specifica, ognuna delle quali legata al binomio relazionale uomo-Terra posto al centro della trama dell'opera. A questo proposito, pertanto, è possibile descrivere i seguenti ambiti specifici di definizione:

  • Scoperta del pianeta Terra;
  • Rapporto dello stesso in relazione ai corpi stellari, prima reputati fissi e poi anch'essi 'declassati';
  • Elementi costitutivi della materia, seguendo i binari definiti da ricerca e progresso scientifico;
  • Spazi della geografia, contribuendo ad aumentare e migliorare le percezioni della specie umana nei confronti di quel che la circonda da sempre;
  • Valori e variazioni assunte dallo scorrere del tempo, in rapporto alle scoperte conseguite nel corso degli anni dalla specie umana;
  • Ruoli raggiungibili/interpretabili dalla natura e ricerca dei possibili posti riservati alla specie umana nel corso del passato e del possibile futuro;
  • Studio e timore dei fenomeni naturali tanto straordinari quanto intensi, richiamando ad esempio la realtà costituita dai terremoti;
  • Disponibilità e possibilità di impiego di risorse naturali.
Fra Terra, scienza ed uomo. Leggerne per saperne di più e, magari, per poter divulgare ad altrettanti quanto approfondito. Storia di un'idea, appunto, come da titolo riportato.


sabato 5 settembre 2015

SULL'ARTE DEL RIMEDIO...E/O DEL RIMEDIARE?



"[...] I bambini stanno bene/
/per loro ogni giorno è differente. 
Ci mancavi alla tua festa 
/ma quello che siamo è quello che abbiamo. 
E' come la gente ci vede.
Che vita è questa, che vita è stata 
/mai più saggezza, mai più 
/se c'è un rimedio io corro da te. 
/Senza una mano che mi sfiori 
Io corro da te. [...]"

giovedì 3 settembre 2015

FRA EPOCHE TERRESTRI ED ANNI UMANI, CERCANDO SIMILITUDINI...

"[...] Per coloro che fanno fatica a padroneggiare le scale temporali relative al pianeta Terra determinate dalla scienza contemporanea, consigliamo l'uso di uno strumento didattico [...], il cosiddetto Calendario geologico. 
Questo speciale calendario consiste in una comparazione tra la storia della Terra (circa 4.5 miliardi di anni) e un anno solare. Ecco alcune date da ricordare:

  • 1° gennaio: nascita della Terra;
  • 9 luglio: formazione dell'ossigeno nell'atmosfera (circa 2.2 miliardi di anni);
  • 15 novembre: comparsa dei primi organismi con gusci e scheletri (540 milioni);
  • 13 dicembre: avvento dei dinosauri (230 milioni);
  • 27 dicembre: estinzione dei dinosauri (65 milioni).
Per il resto, tutta la storia che riguarda la comparsa dei primi ominidi sulla Terra fino ai giorni nostri è compresa in un solo giorno, il 31 dicembre. 
L'Homo Sapiens compare qualche minuto prima della mezzanotte.
Lo sviluppo della civiltà sta tutto all'interno dell'ultimo minuto, secondo più, secondo meno.
Come ha scritto Carl Sagan, in questo straordinario calendario 'l'esplorazione spaziale occuperebbe l'ultimo decimo di secondo, e i mutamenti fondamentali negli atteggiamenti e nella conoscenza scientifica si collocherebbero negli ultimi pochi secondi'. [...]"

(Fonte: Il tempo si allunga, Terra - Storia di un'idea, M.Ciardi, Laterza Editori)

Fonte immagine: Calendario geologicopsecrhtool.blogspot.it


mercoledì 2 settembre 2015

A PROPOSITO DI SETTEMBRE...


"[...] Wake me up when September ends
here comes the rain again,
falling from the stars,
drenched in my pain again,
becoming who we are,
as my memory rests,
but never forgets what I lost [...]"

martedì 1 settembre 2015

"I NUMERI DELL'UNIVERSO": COME POTREBBE ESSERE LA REALTA' CON COSTANTI AVENTI VALORI DIVERSI DALL'ABITUDINE?

Cosa ne sarebbe del mondo e della nostra quotidianità qualora alcune leggi della fisica venissero più o meno parzialmente alterate e/o stravolte? Che ne potrebbe restare della forza di gravità qualora la costante g non fosse più pari al valore abitualmente conosciuto pari a 9.81 metri per secondo quadrato? Come si vivrebbe sul pianeta Terra?
Quali teorie e strade avrebbe perseguito la disciplina scientifica qualora altre costanti non avessero valori abitualmente conosciuti? Cosa ne sarebbe di un pianeta a gravità variabile? Cosa ne resterebbe di cerchi, circonferenze e geometrie varie qualora il celeberrimo pi greco avesse declinazione non simile al conosciuto 3.14?
L'importanza di alcune costanti è tanto celebre quanto, nei fatti, largamente sottovalutata internamente alle dinamiche di ogni giorno. Come potrebbe modificarsi la vita quotidiana qualora alcune dinamiche e parametri fossero fatti variare rispetto alle attuali abitudini?
Il pianeta Terra resterebbe quello che è o potrebbero verificarsi anche ingenti e/o non immaginabili cambiamenti qualora alcuni parametri caratterizzanti le sue dinamiche dovessero variare?
Le domande afferenti campi non ancora esplorati dalle scienze fisico-matematiche non si sprecano, in un contesto nel quale la parola chiave sembra essere ogni giorno di più ricerca.
Dietro e dentro a questi campi è opportuno muoversi, specialmente per capire soprattutto quali potrebbero essere le dinamiche anche extra-terrestri: quanto è oggi conosciuto in termini di spazio ed Universo? Cosa si è in grado di sapere di galassie, di pianeti lontani e di presunti esopianeti che potrebbero ospitare forme di vita anche intelligenti?
Quali i punti di forza e di debolezza rispetto alle relazioni che intercorrono fra queste vicende e la ricerca di costanti aventi valori differenti rispetto alle 'abitudini' terrestri?
A questa ed a molte altre domande cerca di rispondere l'opera "I numeri dell'Universo - Le costanti di natura e la Teoria del Tutto", scritto da John D.Barrow e pubblicato da Oscar Mondadori.
L'intento divulgativo e riflessivo dell'opera risulta chiaro sin dalle informazioni riportate in copertina esterna al testo:

"[...] I più recenti risultati della ricerca scientifica hanno portato all'identificazione di quei numeri misteriosi che stanno alla radice di tutti i fenomeni del mondo e ne determinano il ripetersi sempre uguale. Sono i numeri dell'Universo: quei valori che definiscono l'intensità della forza di gravità e del magnetismo, la velocità della luce o la massa delle più piccole particelle di materia. 
In questo libro John D.Barrow ci conduce in un'emozionante esplorazione dei loro enigmi: perché hanno certi valori e non altri? Sono davvero 'costanti' oppure, come nuove ricerche sembrano dimostrare, evolvono nel tempo? [...] esistono altri universi governati da codici differenti da quelli a noi noti? Le costanti di natura sono allo stesso tempo l'espressione della nostra più vasta conoscenza e della nostra più profonda ignoranza del cosmo. Solo quando avremo chiarito il mistero che ancora le circonda, avremo davvero fatto luce sui suoi meccanismi più intimi. [...]"

Quando potrebbe essere fissata questa data? Tale incedere rappresenta un limite temporale qualificabile o solo asintoticamente raggiungibile? Quali potenzialità può avere il progresso scientifico internamente ai processi di indagine e (ri)costruzione di un mondo maggiormente conosciuto in termini di minori ombre? Le potenziali risposte a domande simili passano ancora una volta attraverso quel processo ricollegabile alla tanto celebre quanto sottovalutata parola chiave, la ricerca:

"[...] Di recente, un'importante notizia circa le costanti di natura ha richiamato l'attenzione dei mezzi di comunicazione e proposto l'esigenza di una ricerca scientifica approfondita. 
Tale notizia pone la questione in assoluto fondamentale: le costanti di natura sono in ultima analisi davvero costanti? Un nuovo metodo per valutare accuratamente le costanti di natura nel corso degli ultimi undici miliardi di anni di storia dell'Universo è stato messo a punto [...]
Esaminando le configurazioni atomiche codificate nella luce che ci giunge da quasar lontani possiamo apprendere che aspetto avevano gli atomi quando quella luce iniziò il suo viaggio miliardi di anni fa. Le costanti di natura sono state sempre uguali? La risposta [...] schiude nuove possibilità per quanto riguarda l'Universo e le leggi che lo governano. [...]"

I confini entro i quali (cercare di) qualificare l'importanza delle potenzialità espresse od esprimibili in termini di cambiamento risultano essenziali da definire, specialmente per le pagine di un libro che deve essere giocoforza tanto sintetico quanto circoscritto nelle sue tematiche fondamentali.
A questo proposito, pertanto, l'opera in questione si muove su una serie di tratti fondamentali di seguito indicativamente richiamati:


  • Realtà vicina in termini di spazio e tempo, qualificando quanto rispetto alla realtà terrestre sia stato definito e determinato nel corso dei 'binari' storici fino ad oggi battuti;
  • Definizione e contestualizzazione rispetto a standard extra-umani da poter valutare, considerando l'evoluzione dei principi fisici per l'analisi e la comprensione di eventuali altri mondi ad oggi sconosciuti;
  • Ricerca di una Teoria del Tutto, grazie alla quale poter rendere più facilmente esprimibili (e quindi forse governabili?) alcuni fenomeni ad oggi quasi sconosciuti in termini precisi;
  • Sinfonie incompiute di scienziati e matematici, individuando i limiti strutturali che matematica e fisica hanno dimostrato possedere nel corso della storia relativamente alla descrizione specifica della realtà esterna (ed interna) all'essere umano;
  • Focus su biologia ed Universo, per comprendere quali possano essere i limiti e le potenzialità riscontrabili nell'indagine di un mondo tanto sterminato quanto sterminata appare l'ignoranza umana nei confronti della sua più intima e specifica decifrazione;
  • Evoluzione dei principi antropici e delle costanti capaci di definire la Storia fino ad oggi realizzatasi, inquadrando alcuni principi chiave nella definizione di un equilibrio tanto delicato quanto precario fra realtà e sue possibili interpretazioni storico-fisiche;
  • Esplorazione di nuove e differenti dimensioni, cercando di comprendere quali possibilità siano ancora oggi inesplorate nella descrizione del mondo circostante; 
  • Potenzialità di poter arrivare al cielo, verso la potenzialità di comprendere altri mondi nel tentativo forse mai risolubile di rispondere il più razionalmente possibile ad alcuni immensi interrogativi. 

Cosa potrebbe rimanerne di eventuali multiversi? Quali prospettive assegnare ad eventuali mondi senza 'fine'? Cosa potrebbe esserne della nostra fisica qualora alcune delle proprietà ad oggi ritenute eterne, indissolubili ed incrollabili potessero in qualche remota zona dell'Universo venire meno?
Per ulteriori e più approfondite risposte a queste e molt(issim)e altre domande, pertanto, si consiglia la possibilità di esplorare i mondi circostanti mediante la sola lente a disposizione dell'essere umano:

"[...] La professione del ricercatore deve tornare alla sua tradizione di ricerca per l'amore di scoprire nuove verità. Poiché in tutte le direzioni siamo circondati dall'ignoto e la vocazione dell'uomo di scienza è di spostare in avanti le frontiere della nostra conoscenza in tutte le direzioni, non solo in quelle che promettono più immediati compensi o applausi. [...]" (E. Fermi, att.)

Fare ricerca, appunto. Sempre con la stessa ed identica parola chiave precedentemente citata.