lunedì 27 marzo 2017

GENERAZIONI SENZA MEMORIA, FRA SECOLI INCASTONATI IN IMMOBILI TEMPORALITA'

"[...] noi che viviamo in una sola/ generazione/ 
ogni generazione/ vissuta qui, in queste terre ora/ 
umiliate, non abbiamo nozione/ vera di chi è partecipe alla storia/ 
solo per orale, magica esperienza;/ 
e vive puro, non oltre la memoria/ 
della generazione in cui presenza/ 
della vita è la sua vita perentoria [...]"
(Il canto popolare, P.P.Pasolini, cit.)

"Garibaldi sulle alture di Sant'Angelo presso Capua", G. Induno

sabato 25 marzo 2017

SU PRIMAVERA, PAESAGGI...E NATURA IN (RI)NASCITA

"[...] Vorrei che i vostri occhi potessero vedere
questo cielo sereno che si è aperto,
la calma delle tegole, la dedizione
del rivo d’acqua che si scalda.
La parola è questa: esiste la primavera,
la perfezione congiunta all'imperfetto.
Il fianco della barca asciutta beve
l’olio della vernice, il ragno trotta.
Diremo più tardi quello che deve essere detto.
Per ora guardate la bella curva dell’oleandro,
i lampi della magnolia. [...]"
(Franco Fortini, Paesaggio con serpente)

Primavera, C.Monet

martedì 21 marzo 2017

ASCOLTANDO E CELEBRANDO LA PRIMAVERA...FRA VIVALDI E CITAZIONI


"[...] Una rondine non fa primavera, ma due upupe innamorate, due leprotti in un cespuglio, una cutrettola che corre sulla strada, due scoiattoli che si arrampicano tra i rami di un abete, sì. 
Se poi avvistiamo un rumoroso calabrone, una farfalla che si chiama Arcia, un lombrico, se sentiamo il canto di un cardellino, è primavera anche se il giorno dopo nevica. [...]"
(Mario Rigoni Stern, cit.)

domenica 19 marzo 2017

FRA MUSICA E POESIA, RICORDANDO CHUCK BERRY


"[...] È uno dei più grandi poeti di tutti i tempi, lo potresti chiamare un poeta rock. 
Egli era ben avanti nella lirica del suo tempo. 
Noi tutti dobbiamo molto a lui, incluso Dylan. 
Ho amato tutto ciò che ha fatto, sempre. 
Si trovava su un livello diverso da quello degli altri artisti. [...]"
(John Lennon, att.)

giovedì 16 marzo 2017

"STORIA UMANA DELLA MATEMATICA", FRA SCIENZA ED UMANITA' VARIE

Attraverso quali passi e quali opere la matematica e le scienze hanno saputo incidere e definirsi per il fine di strutturare forme di progresso adeguate per l'umanità intera?
Quali sono stati i "livelli" che hanno prodotto un incremento nelle consapevolezze e nei percorsi da strutturare al fine di rendere migliore la conoscenza delle scienze teoriche per migliorare gli aspetti pratici delle esistenze di molti di noi?
Nel rispondere a queste e molte altre possibili domande è tanto essenziale quanto inevitabile fare riferimento alle esistenze dei matematici e di quanto le loro scoperte abbiano avuto a che fare con i loro pensieri, le loro emozioni e le loro dinamiche esistenziali.
Al fine di guardare con occhio attento le evoluzioni che la matematica ha subito può essere di interesse rileggere le vite di coloro che - volente o nolente - hanno contribuito a renderla più grande ed a modificarla positivamente.
E' su questi campi che si plasma l'opera "Storia umana della matematica", scritto da Chiara Valerio e pubblicato da Einaudi Editore.
Le finalità e le opportunità di questa opera sono correttamente trasposte sin dalla copertina:

"[...] I matematici sono uomini come tutti gli altri, alle prese con un talento spesso precoce, imperativo e solitario. Così le loro grandi scoperte sono anche vicende di padri e figli, balistica e cibernetica, amori e fallimenti, ostinazione e fortuna. 
Attraverso le storie di [...] matematici [...] Chiara Valerio ci racconta la seduzione della più inafferrabile delle scienze esatte. [...]"

L'intento principale del testo è quello di rileggere le scoperte ed i progressi matematici su una chiave narrativa votata alla sostanza delle vite vissute da chi questi traguardi li ha prodotti e raggiunti.
E' su questo fronte che si impernia e si definisce l'opera stessa, stando a quanto sintetizzato a corredo del testo:

"[...] Se la letteratura nasce quando qualcuno urla al lupo e il lupo non c'è, e la fisica comincia quando qualcuno capisce come accendere il fuoco strofinando le pietre, la matematica quando nasce? La matematica nasce perché gli esseri umani sono impazienti. 
Torneranno i lupi, saranno più di noi? Quanto ci vuole per accendere il fuoco con i sassi? Gli esseri umani hanno bisogno di segnare il tempo, un prima un dopo. 
E per segnare il tempo si sono inventati i numeri: allineare sassolini uno dietro l'altro, annodare un filo, stabilire una successione. [...] la matematica è una forma di immaginazione che educa all'invisibile, e allora ripercorrere le vite di chi ha così esercitato la fantasia ci permette di capire quella grammatica che descrive e costruisce il mondo ricordandosi costantemente che siamo umani.
Per capire come Jànos Bolyai [...] abbia risolto il problema delle parallele, bisogna tornare indietro di una vita, a Farkas Bolyai, suo padre, matematico. 
Senza Mauro Picone, giovane matematico [...] l'esercito italiano non avrebbe mai potuto fare la guerra. Se Alan Turing [...] desiderava ardentemente essere una macchina, Norbert Wiener, il padre della cibernetica, non avrebbe mai e poi mai voluto essere un bambino prodigio: entrambi tuttavia progettavano automi. Se Lev Landau [...] non muore in un incidente sulla strada che da Mosca  porta a Dubna, è perché in ospedale, oltre ai medici migliori di tutte le Russie, arrivano i fisici più preparati di tutte le Russie. 
Chiara Valerio ci dimostra come ragione e sentimento, irrazionale e razionale, reale e immaginario non siano concetti opposti ma possibilità dell'essere. 
La capacità di calcolare il mondo lo determina del momento stesso in cui lo descrive, attraversando i confini, le epoche storiche e le generazioni.
La matematica nasce perché gli esseri umani sono fatti della stessa sostanza di cui è fatto il tempo. [...]"

Attraversando tempo, epoche e storie si può pertanto pervenire ad uno schema che veda le esistenze dei matematici e la matematica procedere di pari passo.


mercoledì 15 marzo 2017

DI PALLONE IN VITA, CITANDO SAMUELE BERSANI


"[...] Ci vuole molto coraggio a rotolare giù 
in un contesto vigliacco che non si muove più 
e a mantenere la calma adesso 
per non sentirsi un pallone perso. 
Ci vuole molto coraggio a ricercare la felicità 
in un miraggio che presto svanirà 
e a mantenere la calma adesso 
per non sentirsi un pallone perso 
un pallone scappato [...]"

venerdì 10 marzo 2017

DA BOLOGNA, PER BOLOGNA, DI BOLOGNA...

"[...] A Bologna i portici tengono in piedi le case [...]
fingono di essere sordi e di non sapere 
chi sta prendendo la città 
a calci nel sedere 
titoli a caratteri più cubitali di ieri 
a piccole dosi ci si rende immuni ai veleni [...]
a ritmo dei semafori 
io resto immobile 
chiudendo gli occhi per 
riaprirli altrove [...]
A Bologna è comodo avere poteri speciali 
per schivare le armi da taglio e la merda dei cani [...]
la metamorfosi 
spaventa come 
chitarre elettriche 
col distorsore 
le orecchie dei nostalgici 
delle cariatidi 
e di chi nasce già 
conservatore [...]
siamo le cavie di nuovi divieti 
abbiamo esaurito i passaggi segreti [...]
io resto immobile 
chiudendo gli occhi per 
riaprirli altrove 
al centro esatto di 
piazza Maggiore [...]
Bologna adesso voltati 
mi fai commuovere 
lo sai che esagero 
con le parole [...]"
(A Bologna, S.Bersani, cit.)

Fonte immagine: "Bologna a volo d'uccello, S.Govoni - Da iperbole.bologna.it

lunedì 6 marzo 2017

FRA ESSERI UMANI, ESSERE UMANI...E SPIRITO CRITICO

"[...] Lo spirito critico (e quindi libero) è il solo che dà a un uomo la possibilità di sfuggire alla perdita degli ideali e all'asservimento alle Istituzioni, scegliendo la via, al contrario, di 'una esercitazione puntigliosa e implacabile dell'intelligenza'. [...]" (P.P. Pasolini, Dialoghi con Pasolini - Vie Nuove) Fonte immagine: The listening room, R.Magritte


sabato 4 marzo 2017

"CHI SONO I PADRONI DEL MONDO", LEGGENDO NOAM CHOMSKY

Cercare di definire chi e quali siano le personalità e gli equilibri che più concorrono a determinare (dis)ordine nel mondo rischia di essere cosa enormemente difficile e complessa da svolgere, proprio perché tante sono le forze in gioco.
La necessità di inquadrare al meglio possibile certe condizioni e modalità d'azione strutturate può ricondurre ad avere versioni e visioni più chiare - o quantomeno più complete - del mondo attorno e di come esso stesso si è strutturato e definito nel corso dei secoli.
Tale lavoro di approfondimento deve essere strutturato ed inquadrato su più 'livelli', senza oltrepassare mai il confine imposto da complottismo e visioni parziali (e parzialmente pessimistiche?) dei fatti. A questo sfondo si richiama l'opera "Chi sono i padroni del mondo", scritto da Noam Chomsky e pubblicato da "Ponte alle Grazie".
Le finalità di questo testo risultano essere chiare sin dalla copertina, seguendo la presentazione brevemente riportata:

"[...] In questo volume [...] Noam Chomsky affronta le più attuali questioni di politica internazionale: dal terrorismo che sconvolge l'Occidente alle tensioni mediorientali, con particolare attenzione al conflitto israelo-palestinese e alla 'minaccia' iraniana, dalla situazione potenzialmente esplosiva al confine tra NATO e Russia al riallacciarsi delle relazioni tra Usa e Cuba, all'espansione cinese, alla liberazione dell'America Latina... Lo fa costringendoci a guardare quello che è davanti ai nostri occhi ma che noi ci rifiutiamo di vedere, assuefatti al 'discorso ufficiale' e prigionieri di una 'memoria autorizzata' che troppo spesso dimentica. 
Con la competenza e la caparbietà di un osservatore (e attivista) impegnato da più di cinquant'anni nello studio dei 'sistemi di potere' e nella denuncia dei crimini perpetrati dai 'padroni dell'umanità', ancora una volta ci indica le costanti del modo di agire di chi governa il mondo. 
E ancora una volta emerge la follia di un'umanità votata alla catastrofe, che marcia spedita verso l'autodistruzione. Ma la logica stringente e impietosa su cui si fonda il discorso [...] di Chomsky non conduce alla disperazione e alla resa. Bensì a un appello. 
Perché, e qui risiede la vera grandezza di Noam Chomsky, resta sempre saldissima la convinzione che ognuno di noi possa, debba, fare qualcosa per cambiare il destino di tutti. 
Ma in fretta. Il tempo sta per scadere. [...]"

L'imperativo della riflessione - precedente a quello dell'azione consapevole - deve diventare di tanto imponente quanto necessaria urgenza.
Leggerne per comprenderne di più, leggerne per cercare di carpire quali possano essere le dinamiche future di un mondo sempre più tanto confuso quanto difficilmente comprensibile.
Leggerne per provare ad attivare quell'istinto di azione/reazione tanto importante per comprendere quali possano essere le scelte determinanti che ognuno di noi possa (cercare di) compiere, fino in fondo. Sullo sfondo, inevitabilmente ed implacabilmente, delle condizioni al contorno di rispondente complessità:

"[...] Nella nostra epoca, i padroni del mondo sono le conglomerate multinazionali, le enormi Istituzioni finanziarie, gli imperi commerciali e così via. La vile massima che li guida è: 'Tutto per noi e niente per gli altri'. [...]"


venerdì 3 marzo 2017

DISPERDENDO VITA, NEL MONDO


"[...] Afoso vento notturno negli alberi, scura zigana,
 mondo ricolmo di nostalgia pazza e profumo di poesia, 
mondo splendente, di cui sono schiavo eternamente,
 dove a me guizzano i tuoi bagliori, 
dove riecheggia per me la tua voce [...]"
(H.Hesse, cit.)