giovedì 16 marzo 2017

"STORIA UMANA DELLA MATEMATICA", FRA SCIENZA ED UMANITA' VARIE

Attraverso quali passi e quali opere la matematica e le scienze hanno saputo incidere e definirsi per il fine di strutturare forme di progresso adeguate per l'umanità intera?
Quali sono stati i "livelli" che hanno prodotto un incremento nelle consapevolezze e nei percorsi da strutturare al fine di rendere migliore la conoscenza delle scienze teoriche per migliorare gli aspetti pratici delle esistenze di molti di noi?
Nel rispondere a queste e molte altre possibili domande è tanto essenziale quanto inevitabile fare riferimento alle esistenze dei matematici e di quanto le loro scoperte abbiano avuto a che fare con i loro pensieri, le loro emozioni e le loro dinamiche esistenziali.
Al fine di guardare con occhio attento le evoluzioni che la matematica ha subito può essere di interesse rileggere le vite di coloro che - volente o nolente - hanno contribuito a renderla più grande ed a modificarla positivamente.
E' su questi campi che si plasma l'opera "Storia umana della matematica", scritto da Chiara Valerio e pubblicato da Einaudi Editore.
Le finalità e le opportunità di questa opera sono correttamente trasposte sin dalla copertina:

"[...] I matematici sono uomini come tutti gli altri, alle prese con un talento spesso precoce, imperativo e solitario. Così le loro grandi scoperte sono anche vicende di padri e figli, balistica e cibernetica, amori e fallimenti, ostinazione e fortuna. 
Attraverso le storie di [...] matematici [...] Chiara Valerio ci racconta la seduzione della più inafferrabile delle scienze esatte. [...]"

L'intento principale del testo è quello di rileggere le scoperte ed i progressi matematici su una chiave narrativa votata alla sostanza delle vite vissute da chi questi traguardi li ha prodotti e raggiunti.
E' su questo fronte che si impernia e si definisce l'opera stessa, stando a quanto sintetizzato a corredo del testo:

"[...] Se la letteratura nasce quando qualcuno urla al lupo e il lupo non c'è, e la fisica comincia quando qualcuno capisce come accendere il fuoco strofinando le pietre, la matematica quando nasce? La matematica nasce perché gli esseri umani sono impazienti. 
Torneranno i lupi, saranno più di noi? Quanto ci vuole per accendere il fuoco con i sassi? Gli esseri umani hanno bisogno di segnare il tempo, un prima un dopo. 
E per segnare il tempo si sono inventati i numeri: allineare sassolini uno dietro l'altro, annodare un filo, stabilire una successione. [...] la matematica è una forma di immaginazione che educa all'invisibile, e allora ripercorrere le vite di chi ha così esercitato la fantasia ci permette di capire quella grammatica che descrive e costruisce il mondo ricordandosi costantemente che siamo umani.
Per capire come Jànos Bolyai [...] abbia risolto il problema delle parallele, bisogna tornare indietro di una vita, a Farkas Bolyai, suo padre, matematico. 
Senza Mauro Picone, giovane matematico [...] l'esercito italiano non avrebbe mai potuto fare la guerra. Se Alan Turing [...] desiderava ardentemente essere una macchina, Norbert Wiener, il padre della cibernetica, non avrebbe mai e poi mai voluto essere un bambino prodigio: entrambi tuttavia progettavano automi. Se Lev Landau [...] non muore in un incidente sulla strada che da Mosca  porta a Dubna, è perché in ospedale, oltre ai medici migliori di tutte le Russie, arrivano i fisici più preparati di tutte le Russie. 
Chiara Valerio ci dimostra come ragione e sentimento, irrazionale e razionale, reale e immaginario non siano concetti opposti ma possibilità dell'essere. 
La capacità di calcolare il mondo lo determina del momento stesso in cui lo descrive, attraversando i confini, le epoche storiche e le generazioni.
La matematica nasce perché gli esseri umani sono fatti della stessa sostanza di cui è fatto il tempo. [...]"

Attraversando tempo, epoche e storie si può pertanto pervenire ad uno schema che veda le esistenze dei matematici e la matematica procedere di pari passo.


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