domenica 24 febbraio 2013

"BECAUSE WE CAN", FRA BON JOVI E VITA...


"[...] I don’t wanna be another wave in the ocean/ I am a rock not just another grain of sand/ I wanna be the one you run to when you need a shoulder/ I ain’t a soldier but I’m here to take a stand/ 
Because we can [...]

"[...] Non voglio essere un’altra onda nell’oceano/ Io sono una roccia, non semplicemente un altro granello di sabbia/ Voglio essere quello da cui corri quando hai bisogno di una spalla/ Non sono un soldato ma sono qui per prendere una posizione/ 
Perchè noi possiamo [...]"

venerdì 22 febbraio 2013

FRA ELEZIONI, SPERANZE ED ILLUSIONI: SERVONO STELLE DANZANTI


Le ormai imminenti elezioni potrebbero contribuire a smentire alcuni (tristemente) celebri detti riguardo agli italiani ed alla loro memoria:

"L'Italia è una comunità nazionale che prova, di fronte al suo recente passato, un sentimento di estraneità." (Marcel Detienne, cit.)
"Un Paese che ignora il proprio ieri, di cui non sa assolutamente nulla e non si cura di sapere nulla, non può avere un domani." (Indro Montanelli, cit.)

Potrebbe forse capitare, di fronte al caos ormai costante e perdurante, di perdersi ulteriormente in infiniti dimenticatoi tutto ciò che è stato negli anni/ legislature precedenti?
In occasione di un elezione così economicamente, socialmente, politicamente, [...] importante sarebbe veramente stupendo vedere collocato qualche nuovo mattone capace di sfatare il lamento e la tremenda insoddisfazione caratteristiche di questi "ultimi" tempi: 

"Per fare una partita alla "Repubblica" occorre/ essere iscritti a una compagine politica:/ ce ne son decine tra cui scegliere a seconda del colore [...]. 
Una volta che si è in squadra - o in squadraccia - è/ importante aver le natiche al posto della faccia per/ riuscire a reggere la fase atletica, con più tensioni:/ la campagna acquisti, detta anche "le elezioni"./ Caratteristica della "Repubblica" è di esser gioco a/ palla multipla, ma senza limiti di numero, volume o/ qualità di sorta: ognuno inventa le sue palle e poi le spara a propria volta./  
E il pubblico pagante che finora è stato zitto/ decide chi tifare, esercitando un suo diritto, credendo a quelle palle che lo fanno più contento/ e premiandone l'autore con un posto in Parlamento.[...] 
Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati/ che sei la colonna di un sistema. [...] Scegli attentamente il tuo prossimo problema./ II Parlamento è uno stadio tutto pazzo: 2 curve a gradinate senza un vero campo in mezzo,/ rinchiuse in 2 palazzi in cui s'attizzano gli scazzi tra schiamazzi e rubamazzi, istituzionalizzando gli intrallazzi./
Si aprono le danze tra le squadre elette e parte il walzer delle alleanze,/ in cui vengono stretti tutti i gatti con i sorci,/ i cani con i porci,/ in quell'unico bestiario che dovrebbe governarci./
La maggioranza vince,/ il resto fa l'opposizione,/ un manipolo di eletti forma una delegazione,/ va dall'arbitro sul colle per prestare giuramento forgiando nuove palle da buttare in Parlamento. [...] "
(Frankie Hi-Nrg Mc, Rap Lamento)

Giocando la fatidica "schedina", forse, questa volta potrebbe essere possibile allontanarsi un altro pò dal baratro (anche culturale) per porre nuove basi su cui strutturare una qualche forma di rinascita: serve una rinascita per porre un freno alle ingiustizie endemiche ormai diffuse. 
Servirebbe una rinascita, anche comunicativa, per far comprendere quanto l'impopolarità di certe future scelte potrebbe comportare, sul medio-lungo termine, qualche beneficio. 
Servirebbe imporre una rinascita capace di stabilire le vere priorità dell'economia in rapporto alla speculazione finanziaria. Servirebbe una rinascita per l'industria, per la società, per l'ambiente, per la produttività, per la cultura, [...] per tutto ciò che è da troppo tempo al palo. 
Servirà anche memoria per non dimenticare il voto dato a chi ha illuso, offeso e brutalizzato qualsiasi forma di Italia ed ogni italiano; serviranno voti utili per arginare chi ha trascinato all'ordine del giorno gli "scazzi, schiamazzi e rubamazzi" di cui sopra. 
Servirà ricordare le troppe promesse tradite e le troppe pagliacciate onorate, in un ventennio che non può essere liquidato come semplice "recente passato". 
Servirà ricordare, nel segreto di una cabina, quanto siano da evitare tutti gli ulteriori "prossimi problemi" che potrebbero derivare da fattori come instabilità o precarietà politica: sembrano restare purtroppo dietro l'angolo tragiche parole come fallimento e "default". 
Servirebbe anche fare attenzione ai demolitori costanti, ai fondatori di movimenti "ad-personam" o "ad-marchium"; servirebbe diffidare di ex-leader di Partito e scarti di Prime Repubbliche riuniti (appositamente?) in "cartelli" civici, così come servirebbe guardare con occhio costantemente critico chi si è proposto, attraverso un indubbio percorso di rinnovata credibilità, per ricostruire l'alternativa unica e reale per rendere più giusta ed equa questa Italia.
Servirebbe lottare per ricostruire la sanità, combattere per impedire la lenta demolizione di capisaldi come l'istruzione ed evitare di rendere il bilancio nazionale una semplice sommatoria di manovre "lacrime e sangue". 
Servirebbe incentivare la crescita, studiando nel dettaglio dove e come intervenire per rendere questa Italia migliore e competitiva su scala europea e globale: quali "insegnamenti" vogliamo "ereditare" da questa crisi? Quali opportunità potrebbero nascondersi dentro ad un declino da fermare ad ogni costo? Servirebbe una politica capace di "educare" l'italiano alla tremenda complessità dell'architettura che lo circonda: non è tutto facile e/o facilmente risolvibile con qualche schiamazzo. 
Servirebbe un sistema partitico capace di capire che, volente o nolente, la tornata elettorale prossima rischia di rappresentare, anche giustamente, una vera e propria "ultima spiaggia": disperso questo segnale, il naufragio potrebbe diventare inevitabile. 
Ogni italiano dovrebbe, inoltre, studiare ed aggiornarsi di più per capire come poter andare oltre al problema apparentemente/volutamente irrisolubile: servirebbe curarsi di conoscere qualcosa, smentendo quanto precedentemente attribuito ad Indro Montanelli.
Servirebbe ritrovare un'idea di comunità, una convinzione forte con cui (ri)scoprire una "nuova visione" perfettamente realizzata in musica dai Queen: 

"[...] I had a dream/ When I was young/ A dream of sweet illusion/ A glimpse of hope and unity/ And visions of one sweet union/ But a cold wind blows/ And a dark rain falls/ And in my heart it shows/ Look what they've done to my dreams/ So give me your hands/ Give me your hearts/ I'm ready/ There's only one direction/ One world one nation/ Yeah one vision [...]"

"[...] Ho fatto un sogno/ Quand'ero giovane/ Un sogno di dolce illusione/ Un barlume di speranza e unità/ E visione di una dolce unione/ Ma soffia un vento freddo/ E cade una pioggia scura/ E nel mio cuore questo si vede/ Guarda cos'hanno fatto ai miei sogni/ Quindi datemi le vostre mani/ Datemi i vostri cuori/ Sono pronto/ C'è solo una direzione/ Un mondo, una nazione/ Yeah una visione [...]"

Fra visione, sogno, unione ed illusione può nascere una nuova idea di Italia ed una nuova anima di italiano? 
Sarà possibile oltrepassare il velo di Maya imposto da "spread", default, "Fiscal Compact", "Mes", Btp, Bund [...]? Sarà lecito adoperarsi per provare ad andare oltre questo caos interno ed esterno al sistema Italia? 
Abbiamo, oggi più che mai, il dovere di tenere accesa ogni speranza possibile: 

"Bisogna avere ancora un caos dentro di sé per partorire una stella danzante.
(F. Nietzsche)


giovedì 21 febbraio 2013

"ONE VISION", RICORDANDO I QUEEN...


" [...] I had a dream/ When I was young/ A dream of sweet illusion/ 
glimpse of hope and unity/ And visions of one sweet union/ 
But a cold wind blows/ And a dark rain falls/ 
And in my heart it shows/ Look what they've done to my dreams/ 
So give me your hands/ Give me your hearts/ I'm ready/ 
There's only one direction/ One world one nation/ Yeah one vision [...]"

sabato 16 febbraio 2013

"IL PARTITO DI GRILLO", PER SAPERNE DI PIU'


Può un comico trasformarsi in politico credibile, svolgendo un'attività da lui definita assimilabile a quella di un "megafono" portavoce delle istanze dei singoli? 
Può questo comico divenuto politico ragionare, in un Paese dalla politica fortemente minata nella credibilità, attorno a consensi oscillanti fra 15-20% occupando piazze ed intrattenendo comizi all'insegna dello "Tsunami tour" di turno? Come potrebbero svolgersi e svilupparsi le dinamiche interne ad un "Movimento" il cui scopo principale sembra essere quello di trascinare la protesta, senza preoccuparsi di costruire proposta?
Quale fascia di elettorato sembra "tendere" verso la scelta dell'abbreviato M5S
Chi sceglie di votarsi al M5S appartiene in maggioranza alla (reputata) vetusta "corrente" di destra o sinistra?
A queste e moltissime altre domande cerca di rispondere il libro "Il Partito di Grillo", edito da Il Mulino; le intenzioni fondamentali di critica e discussione attorno alla figura del non-partito sono razionalmente giustificate sin dalla prima pagina: 

"[...]Capace di suscitare entusiasmi e speranze pari ai tumori e alle ripulse, il "grillismo" sembra più di una meteora del costume: forse sarà un nuovo protagonista degli equilibri politici italiani, forse - come promette e minaccia - li farà saltare. In ogni caso, sarà bene conoscere il fenomeno più da vicino, al di là del clamore giornalistico. [...]"

Conoscere il fenomeno più da vicino equivale a promuovere specifiche discussioni attorno ad alcuni argomenti che, in forma più o meno velata, anche lo stesso comico-megafono cerca di nascondere e/o arginare: 

"[...] il lettore potrà scoprire le ragioni del successo del M5S e potrà quindi [...] inquadrare il movimento e la sua organizzazione dentro e fuori la rete, il rapporto tra la base e il condottiero-blogger, le relazioni tra eletti e militanti, l'uso delle tecnologie e della 'web-democracy', il ruolo delle tradizioni civiche e la capacità di proiezione a livello nazionale. [...]"

Grazie a contributi scritti da numerosi esperti del settore, le riflessioni principali si mobilitano attorno ad alcuni importanti macro-argomenti:
  • figura del comico divenuto politico: dalla Tv ai tour, dal blog al "Movimento";
  • shock elettorale;
  • elettorato del M5S: il Movimento riesce a catturare voti più a destra o più a sinistra? "Prende" forme di consenso fra indecisi, incerti, delusi, astenuti o non votanti?
  • "dentro" al Movimento: organizzazione, attivisti e programmi. Chi critica o cerca di promuovere riflessioni attorno al M5S viene spesso accusato di fare propaganda spicciola, non conoscendo le reali dinamiche interne e le vere modalità di funzionamento dell'intera struttura: argomentazioni reali od ennesime illusioni?
  • fra Movimento e "Rete": ragionando attorno al misterioso mondo della Rete, può capitare di chiedersi chi ci sia a (far?) parlare l'uomo-comico-megafono? Può capitare di domandarsi chi e cosa ci sia dietro alla (troppo poco) studiata Casaleggio Associati? Può essere legittimo chiedersi quale sogno ci sia dentro alla sviluppata idea di "Gaia", promossa proprio dalla stessa Casaleggio? (rif.: http://www.youtube.com/watch?v=sV8MwBXmewU) Può parte della democrazia interna ed esterna al Movimento essere vincolata ad argomenti di pubblicità e/o tecniche di marketing?
  • M5S, fra politica e populismo: può il Movimento avere componenti assimilabili ad una forma moderna ma non certo meno innocua di "populismo"? Può essere più facile rastrellare consensi in un momento storico-social-economico-[...] in cui tutte le "architetture" sembrano crollare impietosamente?
E' da quest'ultimo punto che si dipanano quelle che sembrano essere le conclusioni con cui ragionare attorno a quello che può/potrebbe essere il futuro di questo Movimento che dovrà, per forza, istituzionalizzarsi e "trasformarsi" in Partito. 
Attraverso quali "binari" è possibile inquadrare la tanto decantata definizione di "populismo"?
Quali sono le caratteristiche di un partito/movimento "populista" coagulatosi in fase di protesta e tensione sociale? Le giuste e/o giustificabili ragioni di fondo causate da "criticabili" classi dirigenti giustificano anche il deflagrante consenso verso il M5S?
Il termine "populista" esprime connotazioni sempre e comunque negative? 
La necessità di approfondire la tematica del M5S è argomento figlio di tendenze anti-politiche od anti-partitiche? In termini espliciti, il populismo viene descritto come assimilabile alla definizione riportata nel seguito: 

"[...] il populismo è "senz'anima", cioè non dispone di una vera ideologia, intesa come un sistema di idee e di valori [...] connessi all'azione politica, in grado di interpretare il passato, leggere il presente e proiettarsi sul futuro guidando la formulazione di un programma e di una strategia per la sua realizzazione. [...]
è stato definito "un'ideologia debole". [...]"

Quali sono gli elementi costitutivi per etichettare un fenomeno come populistico? 
Quanti di questi sono assimilabili a componenti specifiche e caratteristiche del M5S? 
Il populismo sembra presupporre, su basi generalizzabili, argomentazioni per sufficienti tratti assimilabili a quelli caratteristici del M5S?
Vengono fornite argomentazioni per affermare se sia possibile o meno identificare, sia nel presente che nel futuro, il M5S come partito populista; quale futuro potrebbe presentarsi per un movimento che oggi ama definirsi "oltre" le normali barriere imposte da ideologie ormai spacciate per decadute o vetuste?
Quali problemi (interni ed esterni) ha il dovere di elaborare e risolvere per superare i possibili potenziali scogli futuri extra-crisi?
A queste ed altr(ettant)e domande cerca di rispondere il libro "Il Partito di Grillo", edito da Il Mulino e curato da Piergiorgio Corbetta ed Elisabetta Gualmini. 

sabato 9 febbraio 2013

"BENZINE, LE ENERGIE DELLA TUA MENTE"


A quali confini può spingersi la mente umana? 
Quanto è conosciuta, quanto ha conosciuto ed approfondito della realtà circostante fino ad oggi? 
Quali "leve" ne consentono lo sviluppo, quali leve ne frenano il potere inventivo?
La mente umana è, guardandola da qualunque punto di vista, una macchina organica straordinaria ed, al contempo, anche terribilmente complessa: reti di neuroni riescono a regolare conoscenze, competenze, registrando esperienze ed abitudini. 
Impulsi elettrici particolari hanno saputo generare intuizioni, scoperte e/o invenzioni anche casuali: quanti "lampi di genio" si sono succeduti nella ancora corta storia umana? Cosa hanno prodotto le competenze e le esperienze di quello che può essere identificato come "genio"? 
Scienza e conoscenza sono riuscite a regalare traguardi straordinari all'umanità intera: ingegneria, medicina, biologia, architettura, chimica, fisica, matematica, informatica, [...] solo per citarne alcune. 
Tutto questo è nato superando i confini imposti (d)alla mente umana e dalle esperienze compiute. 
Da cosa nascono fattori apparentemente casuali quali creatività, scoperta ed invenzione? 
Richiedono capacità innate od è sufficiente una non meglio precisata quantità di esercizio ed allenamento per raggiungere i risultati tipici di chi è geniale? 
La risposta a questa domanda risiede, probabilmente, nel mezzo: genio è al contempo intuizione ed allenamento costante delle proprie capacità? 
Quali sono gli argini ed i confini che le massime classi dirigenti hanno messo a disposizione (od a freno?) dello sviluppo della mente umana? Quali scelte differenti sarebbe stato possibile compiere? 
Guardando invece al confine sempre troppo labile fra scienza e società, a domande come queste sembrano non esistere purtroppo risposte univoche ed oggettive. Qualche spunto di riflessione può essere, comunque, fornito per aiutare a cercare una serie di risposte personali: sembra essere soprattutto questo l'obiettivo di "Benzine", mostra allestita presso Palazzo Re Enzo a Bologna nell'ambito della rassegna "Arte e Scienza in Piazza 2013". 
Come può essere descritto l'obiettivo principale e fondamentale della mostra? Il proposito più sintetico è rintracciabile nella pagina rispondente alla mostra in questione: 

"[...] la mostra intende aiutare il visitatore a capire cosa sono le risorse mentali, come si usano e perché oggi sono molto più preziose di ieri. [...]"

Sembra quindi essenziale contestualizzare l'importanza delle risorse mentali in termini sociali, storici, economici, ambientali, politici, [...] per avere un competente sguardo ed un ragionevole giudizio da esercitare. Guardando al nome dato alla rassegna, inoltre, è lecito chiedersi cosa siano esattamente queste "benzine": 

"[...] In una visione culturale ampia le BENZINE sono le “energie” della nostra mente.
Energie che già tutti noi possediamo e potremo riattivare per poter guardare al futuro e sperare in una ripresa dello sviluppo sociale ed economico del nostro Paese, soprattutto in un momento di forte crisi come questo. [...]"

La ricerca delle "benzine mentali" può quindi essere un'opera capace di apportare benefici anche nella tremenda crisi (di sistema e di vedute?) che stiamo vivendo? 

"[...] Queste  BENZINE [...] sono già dentro di noi, dobbiamo acquisirne consapevolezza e dobbiamo trovare la capacità di utilizzarle al meglio: scopriamo “le energie della nostra mente” per progettare il futuro e forse, quella che oggi chiamiamo crisi, domani ci sembrerà una grande trasformazione in un nuovo mondo completamente rivoluzionato, ma che noi sapremo interpretare appieno perché ne saremo stati gli artefici proattivi e non le vittime. [...]" 

Serve così individuare connessioni fra queste "benzine", al fine di poter individuare punti di vista nuovi con cui osservare il presente per codificare le possibile forme di futuro: come "mescolare" fra loro concetti come creatività, passione, nuovo, arte e capacità di apprendere?
Quali le intersezioni possibili fra scienza, cultura, creatività ed arte in contesti come quello italiano, continentale e mondiale? E' sempre vero e verificabile che con la cultura non si mangia? 

"[...] dopo uno studio European House – Ambrosetti dimostra che l’impatto economico di ogni euro investito nel settore culturale genera 2,49 euro di risultato economico (diretto, indiretto e indotto).[...]"

L'imposizione di un netto cambiamento nei confronti culturali è un altro degli elementi fondanti del cosiddetto "pianeta" arricchito da queste "benzine mentali".
Nella riflessione sugli intrecci fra scienza e discipline culturali è fondamentale interrogarsi sull'importanza che fattori come questi possono assumere all'interno del contesto di crisi mordente attuale:

"[...] Quella che oggi chiamiamo “crisi” domani ci sembrerà forse soprattutto una grande trasformazione. Siamo infatti in mezzo alla transizione fra un’economia industrIale novecentesca e un’economia basata sulla conoscenza e la creatività, nella quale l’innovazione, a qualsiasi livello e in qualsiasi settore, ha un valore centrale. Tra una società e un’economia in cui tutti sanno che cosa devono fare e una società e un’economia in cui sempre più persone devono trovare soluzioni nuove a problemi nuovi. [...]"

Le "benzine" fondamentali per arginare e vincolare questo momento di crisi ad un miglioramento sono, pertanto, quelle definibili nel seguito: 
  1. arte: capacità di vedere in modo nuovo ed immaginare qualcosa di nuovo;
  2. idee: vera moneta del nuovo mondo;
  3. creatività: capacità di produrre idee originali;
  4. altri: collaborazione con altre persone;
  5. nuovo: capacità di capire, adeguarsi e guidare i cambiamenti;
  6. saper imparare: voglia e strumenti per continuare ad imparare od usare quanto appreso in situazioni nuove; 
  7. passione: capacità di motivarsi da soli per riuscire sempre meglio in vista di obiettivi più grandi.
All'incrocio fra arte, scienza, consapevolezza e riflessione: elementi di "benzine".


Per saperne di più:

Pagina internet della mostra: http://www.benzinelamostra.it/

Catalogo della mostra: http://www.benzinelamostra.it/Benzine-Catalogo.pdf


lunedì 4 febbraio 2013

"SEMPRE E PER SEMPRE", CITANDO DE GREGORI...


"[...] Pioggia e sole abbaiano e mordono/ ma lasciano,/ lasciano il tempo che trovano./ E il vero amore può/ nascondersi,/ confondersi/ ma non può perdersi mai./ Sempre e per sempre/ dalla stessa parte mi troverai./ Sempre e per sempre/ dalla stessa parte mi troverai."