A quali confini può spingersi la mente umana?
Quanto è conosciuta, quanto ha conosciuto ed approfondito della realtà circostante fino ad oggi?
Quali "leve" ne consentono lo sviluppo, quali leve ne frenano il potere inventivo?
La mente umana è, guardandola da qualunque punto di vista, una macchina organica straordinaria ed, al contempo, anche terribilmente complessa: reti di neuroni riescono a regolare conoscenze, competenze, registrando esperienze ed abitudini.
Impulsi elettrici particolari hanno saputo generare intuizioni, scoperte e/o invenzioni anche casuali: quanti "lampi di genio" si sono succeduti nella ancora corta storia umana? Cosa hanno prodotto le competenze e le esperienze di quello che può essere identificato come "genio"?
Scienza e conoscenza sono riuscite a regalare traguardi straordinari all'umanità intera: ingegneria, medicina, biologia, architettura, chimica, fisica, matematica, informatica, [...] solo per citarne alcune.
Tutto questo è nato superando i confini imposti (d)alla mente umana e dalle esperienze compiute.
Da cosa nascono fattori apparentemente casuali quali creatività, scoperta ed invenzione?
Richiedono capacità innate od è sufficiente una non meglio precisata quantità di esercizio ed allenamento per raggiungere i risultati tipici di chi è geniale?
La risposta a questa domanda risiede, probabilmente, nel mezzo: genio è al contempo intuizione ed allenamento costante delle proprie capacità?
Quali sono gli argini ed i confini che le massime classi dirigenti hanno messo a disposizione (od a freno?) dello sviluppo della mente umana? Quali scelte differenti sarebbe stato possibile compiere?
Guardando invece al confine sempre troppo labile fra scienza e società, a domande come queste sembrano non esistere purtroppo risposte univoche ed oggettive. Qualche spunto di riflessione può essere, comunque, fornito per aiutare a cercare una serie di risposte personali: sembra essere soprattutto questo l'obiettivo di "Benzine", mostra allestita presso Palazzo Re Enzo a Bologna nell'ambito della rassegna "Arte e Scienza in Piazza 2013".
Come può essere descritto l'obiettivo principale e fondamentale della mostra? Il proposito più sintetico è rintracciabile nella pagina rispondente alla mostra in questione:
"[...] la mostra intende aiutare il visitatore a capire cosa sono le risorse mentali, come si usano e perché oggi sono molto più preziose di ieri. [...]"
Sembra quindi essenziale contestualizzare l'importanza delle risorse mentali in termini sociali, storici, economici, ambientali, politici, [...] per avere un competente sguardo ed un ragionevole giudizio da esercitare. Guardando al nome dato alla rassegna, inoltre, è lecito chiedersi cosa siano esattamente queste "benzine":
"[...] In una visione culturale ampia le BENZINE sono le “energie” della nostra mente.
Energie che già tutti noi possediamo e potremo riattivare per poter guardare al futuro e sperare in una ripresa dello sviluppo sociale ed economico del nostro Paese, soprattutto in un momento di forte crisi come questo. [...]"
La ricerca delle "benzine mentali" può quindi essere un'opera capace di apportare benefici anche nella tremenda crisi (di sistema e di vedute?) che stiamo vivendo?
"[...] Queste BENZINE [...] sono già dentro di noi, dobbiamo acquisirne consapevolezza e dobbiamo trovare la capacità di utilizzarle al meglio: scopriamo “le energie della nostra mente” per progettare il futuro e forse, quella che oggi chiamiamo crisi, domani ci sembrerà una grande trasformazione in un nuovo mondo completamente rivoluzionato, ma che noi sapremo interpretare appieno perché ne saremo stati gli artefici proattivi e non le vittime. [...]"
Serve così individuare connessioni fra queste "benzine", al fine di poter individuare punti di vista nuovi con cui osservare il presente per codificare le possibile forme di futuro: come "mescolare" fra loro concetti come creatività, passione, nuovo, arte e capacità di apprendere?
Quali le intersezioni possibili fra scienza, cultura, creatività ed arte in contesti come quello italiano, continentale e mondiale? E' sempre vero e verificabile che con la cultura non si mangia?
"[...] dopo uno studio European House – Ambrosetti dimostra che l’impatto economico di ogni euro investito nel settore culturale genera 2,49 euro di risultato economico (diretto, indiretto e indotto).[...]"
L'imposizione di un netto cambiamento nei confronti culturali è un altro degli elementi fondanti del cosiddetto "pianeta" arricchito da queste "benzine mentali".
Nella riflessione sugli intrecci fra scienza e discipline culturali è fondamentale interrogarsi sull'importanza che fattori come questi possono assumere all'interno del contesto di crisi mordente attuale:
"[...] Quella che oggi chiamiamo “crisi” domani ci sembrerà forse soprattutto una grande trasformazione. Siamo infatti in mezzo alla transizione fra un’economia industrIale novecentesca e un’economia basata sulla conoscenza e la creatività, nella quale l’innovazione, a qualsiasi livello e in qualsiasi settore, ha un valore centrale. Tra una società e un’economia in cui tutti sanno che cosa devono fare e una società e un’economia in cui sempre più persone devono trovare soluzioni nuove a problemi nuovi. [...]"
Le "benzine" fondamentali per arginare e vincolare questo momento di crisi ad un miglioramento sono, pertanto, quelle definibili nel seguito:
- arte: capacità di vedere in modo nuovo ed immaginare qualcosa di nuovo;
- idee: vera moneta del nuovo mondo;
- creatività: capacità di produrre idee originali;
- altri: collaborazione con altre persone;
- nuovo: capacità di capire, adeguarsi e guidare i cambiamenti;
- saper imparare: voglia e strumenti per continuare ad imparare od usare quanto appreso in situazioni nuove;
- passione: capacità di motivarsi da soli per riuscire sempre meglio in vista di obiettivi più grandi.
All'incrocio fra arte, scienza, consapevolezza e riflessione: elementi di "benzine".
Pagina internet della mostra: http://www.benzinelamostra.it/
Catalogo della mostra: http://www.benzinelamostra.it/Benzine-Catalogo.pdf
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