domenica 31 luglio 2016

FRA ATTESE, SPERANZE ED ENIGMI...D'ESTATE, PER MUSICA ED ARTE

"[...] It's rainin' but there ain't a cloud in the sky 
Must of been a tear from your eye 
Everything'll be okay [...]
I'm waitin', waitin' on a sunny day 
Gonna chase the clouds away 
Waitin' on a sunny day [...]
I hope that you're coming to stay [...]
I'm waitin', waitin' on a sunny day 
Gonna chase the clouds away 
Waitin' on a sunny day [...]"
(Waitin' on a sunny day, B.Springsteen, cit.)

L'enigma di una giornata, G. De Chirico

mercoledì 27 luglio 2016

FRA SOLITUDINE E (NECESSITA' DI) FUGA, RISPETTO AL MONDO

"[...] La cartolina qui 
mi dice [...] di andare 
a far la guerra 
quest'altro lunedì. [...]
sia detto per inciso 
ma sento che ho deciso 
e che diserterò. 
Ho avuto solo guai 
da quando sono nato 
i figli che ho allevato 
han pianto insieme a me. [...]
Domani mi alzerò 
e chiuderò la porta 
sulla stagione morta 
e mi incamminerò. 
Vivrò di carità [...]
e a tutti griderò
di non partire più 
e di non obbedire 
per andare a morire 
per non importa chi. 
Per cui se servirà 
del sangue ad ogni costo 
andate a dare il vostro 
se vi divertirà. 
E dica pure ai suoi 
se vengono a cercarmi 
che possono spararmi 
io armi non ne ho. [...]"
(Il disertore, I.Fossati, att.)

Gas, E.Hopper

sabato 23 luglio 2016

INSEGUENDO LE RADICI DELLA DISUGUAGLIANZA, FRA CONSUMI E MATERIE PRIME

Quale è la salute del pianeta Terra, in un tempo nel quale sembra rimangano sempre pochi a pensare alla protezione dello stesso? Qualora  non dovesse più continuare a garantirci sostenibilità ed esistenza su quale altro pianeta potremmo (o dovremmo?) essere costretti a scappare?
La necessità di porre queste domande equivale alla ferma intenzione di proporre soluzioni adeguate e capaci di strutturare percorsi capaci di incidere sul lungo termine con ferma consapevolezza della natura precaria nella quale siamo immersi.
Natura precaria e che, con ogni mezzo possibile, stiamo sfruttando senza soste.
Da questo punto dovrebbe emergere come importante e fondamentale la necessità di costruirsi una coscienza adeguatamente protesa al percepire quanto certe situazioni siano diventate e diventeranno sempre più pressanti e dirompenti per il futuro dell'umanità (e non solo).
Sono moltissime le componenti che sono legate l'una all'altra, in questa corsa per garantire vita e sostenibilità alle generazioni future: natura, lotta ai cambiamenti climatici, pianificazione energetica, tutela ambientale, sostenibilità territoriale e resilienza solo per citarne alcune.
L'approfondimento adeguato di argomenti simili può condurre, se ben strutturato e doverosamente analizzato, ad una maggiore comprensione di quali siano le radici della disuguaglianza su cui ad oggi si sorreggono squilibri e devastanti difetti che stanno contribuendo ad annichilire questo Pianeta.
Una tematica essenziale e sostanziale su cui vale la pena concentrare sforzi ed attenzioni è quella costituita dal ciclo delle materie prime e delle produzioni, internamente alle quali sarà in futuro sempre più stringente ed opportuno porre sotto il fuoco dell'analisi alcuni concetti chiave ad oggi non doverosamente considerati: riciclo, recupero, studi su LCA, valorizzazione delle materie prime e dell'economia circolare solo per citare alcune essenziali tematiche.
Su questo fronte cerca di fare luce un articolo riportato sul sito di divulgazione ambientale greenreport, richiamante a sua volta il rapporto 'Global material flows and resource productivity' diffuso dall'International Resource Panel.
L'obiettivo fondamentale dello stesso rapporto converge verso la necessità di rapportarsi alla dimensione correlata allo sfruttamento delle risorse terrestri effettuato da mano umana.
A questo proposito lo stesso articolo risulta essere fortemente esplicativo sul tema:

"[...] La quantità di materie prime estratte dalla Terra è passata dalle 22 miliardi di tonnellate/anno nel 1970 all’impressionante cifra di 70 miliardi di tonnellate nel 2010, e se il mondo continuerà a fornire case, trasporti, cibo, energia e acqua come fatto finora nel 2050 (quando il pianeta sarà abitato da nove miliardi di persone) dovremmo estrarre 180 miliardi di tonnellate di materiale ogni anno per soddisfare la domanda. Si tratta di un importo grande quasi tre volte quello attuale. Sarà sostenibile? [...]"

L'articolo citato ed approfondito si intitola "Radici della disuguaglianza: i Paesi ricchi consumano 10 volte più materie prime dei poveri", scritto da Luca Aterini e collocato sul sito precedentemente citato. La domanda da cui partire per svolgere qualsivoglia analisi in tema di futuro è quella secondo cui vale la pena chiedersi se tutto questo sarà sostenibile.
Relativamente alla sostenibilità dell'intero sistema, l'articolo in questione riporta l'opinione non certamente definibile come ambigua della co-presidente Irp:

"[...] Il ritmo allarmante al quale i materiali vengono estratti ha già ora un grave impatto sulla salute umana e sulla qualità della vita dei popoli. [...] Questo dimostra che i modi di produzione e di consumo attuali non sono sostenibili. Dobbiamo riflettere urgentemente su questo problema, prima che le risorse che alimentano le nostre economie e sollevano le persone dalla povertà siano irrimediabilmente finite. Questa complessa questione, che rappresenta una delle più grandi sfide di fronte alle quali è l’umanità, esige di ripensare la governance dell’estrazione delle risorse naturali. [...]"

La questione citata nell'articolo riguarda l'urgenza di ripensare integralmente i meccanismi di regolamentazione e controllo inerenti l'estrazione delle risorse naturali.
Favorendo l'impiego di nuovi metodi di contabilizzazione sia dell'estratto che dell'esistente, andando verso la necessità di favorire il più possibile metodi di riciclo e recupero dell'esistente una volta giunto al termine della propria (prima) vita utile.
Il link all'articolo è disponibile al seguente collegamento: http://www.greenreport.it/leditoriale/radici-della-disuguaglianza-paesi-ricchi-consumano-10-volte-piu-materie-prime-dei-poveri/
Leggerne per informarsi, rendendo maggiormente strutturata e stabile la propria conoscenza nei confronti di un importante sistema come questo. Ancora tutto da scoprire ed esplorare.

Immagine tratta dalla pagina riportante l'articolo in questione

venerdì 22 luglio 2016

GIOCANDO A FARE LA RIVOLUZIONE, LONTANI DALLA SIERRA LEONE...CITANDO DANIELE SILVESTRI


"[...] Non c'è mica bisogno di essere un campione 
per imparare a misurarsi con le avversità 
basterebbe anche soltanto nascere 
ad esempio in Sierra Leone. 
o [...] da quelle parti là. [...]
E io che a casa ancora gioco a fare la rivoluzione 
e invito sempre gli altri a chissà quale ribellione 
e io vorrei vedermi a stare un po' di tempo là. 
E coltivare quattro misere patate 
cresciuti a stento tra gli effluvi inebrianti 
di splendide discariche 
e senza domandarsi come mai 
abbiamo pance sempre vuote 
e armi sempre cariche [...]"

giovedì 21 luglio 2016

FRA MIGRANTI E PREGHIERE MIGRANTI, CITANDO ERRI DE LUCA

"[...] Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell’isola
e del mondo, sia benedetto il tuo sale,
sia benedetto il tuo fondale,
accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde
i pescatori usciti nella notte,
le loro reti tra le tue creature,
che tornano al mattino con la pesca
dei naufraghi salvati.

Mare nostro che non sei nei cieli,
all’alba sei colore del frumento
al tramonto dell’uva e di vendemmia.
ti abbiamo seminato di annegati più di
qualunque età delle tempeste.

Mare Nostro che non sei nei cieli,
tu sei più giusto della terraferma
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le abbassi a tappeto.
Custodisci le vite, le visite cadute
come foglie sul viale,
fai da autunno per loro,
da carezza, abbraccio, bacio in fronte,
madre, padre prima di partire [...]"
(E. De Luca, cit.

Vignetta disegnata da Mauro Biani

lunedì 18 luglio 2016

SULL'ESTATE...FRA LETTERATURA E MUSICA


"[...] A quei tempi era sempre festa. 
Bastava uscire di casa e attraversare la strada, per diventare come matte, e tutto era bello, specialmente di notte, che tornando stanche morte speravano ancora che succedesse qualcosa, che scoppiasse un incendio, che in casa nascesse un bambino, o magari venisse giorno all’improvviso e tutta la gente uscisse in strada e si potesse continuare a camminare fino ai prati e fin dietro le colline. [...]"
(C.Pavese, La bella Estate, cit.)

venerdì 15 luglio 2016

SU UOMO, IMMAGINAZIONE E LEGAMI (IN)VINCIBILI

"[...] L'immaginazione è la qualità più tipicamente umana, quella che consente di creare, inventare, capire. È la qualità che consente all'uomo di trovare un margine di libertà, di sfuggire [...] alla sua condizione di marionetta mossa dai fili genetici e ambientali. [...]"
(P.Angela, cit.)


domenica 10 luglio 2016

"DOVE SONO TUTTI QUANTI?", VIAGGIANDO FRA SCIENZA E (RICERCA DELLA) VITA

Cosa si potrebbe vedere qualora l'essere umano potesse e volesse effettuare un viaggio indeterminato ed indefinito verso l'ignoto rappresentato dall'Universo? A cosa potrebbe equivalere disperdersi in ciò che è indefinitamente grande che può essere visto solo tramite telescopi ed a distanze non immaginabili? L'essere umano è solo in questa immensità?
Il pianeta Terra rappresenta una semplice astronave in mezzo a tantissime e lontan(issim)e altre oppure è la sola zona abitata (e/o abitabile?) nell'intero Universo?
Domande come queste si muovono e muovono la mente umana da tempo immemore, in quella ricerca indeterminata verso forme di vita simili alla nostra.
In questo peregrinare di scienza si sono intrecciate storie e discipline di altrettante branche dello scibile umano, in un continuo crescere e svilupparsi di metodi ed esperimenti finalizzati alla conoscenza ed esplorazione dell'infinitamente grande.
Sarebbe forse possibile svolgere un "racconto" di questo viaggio, cercando di focalizzare l'attenzione nei confronti di quante sono le possibilità e le possibili realtà presenti in questo Universo tanto infinito quanto ancora sconosciuto per l'essere umano?
Può essere possibile effettuare un resoconto divulgativo di un percorso simile, cercando di coinvolgere e far capire fenomeni e realtà estremamente complesse anche a coloro che non hanno conoscenze tecniche adeguate per comprenderle?
A questa e moltissime altre domande può cercare di rispondere l'opera "Dove sono tutti quanti? Un viaggio tra stelle e pianeti alla ricerca della vita", scritto da Amedeo Balbi ed edito da Rizzoli Editore. Gli scenari illustrati nell'opera dovranno essere declinati e compresi alla luce dei passi in avanti fatti compiere dalla scienza e fatti raggiungere all'essere umano.
Lo scopo è chiaro sin dalla copertina della presente opera:

"[...] Fino a soli vent'anni fa chiedersi se altrove, nel cosmo, ci fossero mondi simili al nostro, magari abitati, era una domanda che poteva pungolarti, ma a cui non c'era molta speranza di dare una risposta scientifica, a meno di incappare in un messaggio radio extraterrestre o in un'astronave aliena. Oggi [...] è una domanda che ha un senso concreto. 
Il numero di pianeti extrasolari scoperti ogni anno, dal 1995 in poi, è cresciuto a un ritmo impressionante. Adesso sappiamo che ogni luce nel nostro cielo è, potenzialmente, un sole nel cielo di altri mondi. E possiamo studiare da lontano quei mondi, capire come sono fatti, e stabilire se hanno ciò che serve per ospitare la vita. Sono tempi meravigliosi. [...]"

Dalle parole dello stesso autore dell'opera è possibile comprendere quali siano stati i passi compiuti e quanto sia stato pesante il loro incedere nel corso della Storia e dell'evolversi delle ambizioni ed aspirazioni umane.
Tali punti sono riassunti e condensati in chiave narrativa nella presente opera, al fine di poter fornire elementi utili per costruire proprie opinioni e convinzioni nei confronti di uno fra gli argomenti più coinvolgenti e degni di approfondimento che possano essere individuabili.
Gli elementi di riflessione e di degno approfondimento nei confronti di un argomento simile  sono declinati in termini anche storici, al fine di poter (cercare di) dipanare frammenti di non conosciuto ed ancora misterioso:

"[...] 'Siamo soli nell'Universo?' è una domanda che lascia  un senso di vertigine a chiunque. [...]
Oggi [...] Non c'è ancora una risposta definitiva: sì o no. Però, la scienza ha fatto formidabili passi in avanti e oggi abbiamo molti elementi nuovi per orientarci in quel luogo pieno di mistero e meraviglia che è l'Universo. Questo libro è un volo emozionante, con qualche deviazione tra filosofia e storia della scienza, alla scoperta di queste ultime acquisizioni [...]"

Leggerne per saperne di più, conoscendo un volo che è ancora tutto da compiere ma che già mostra infiniti collegamenti fra filosofia, storia, scienza ed inevitabili forme di fascino e paura verso tutto ciò che rimane sconosciuto.


mercoledì 6 luglio 2016

SU CRIMINALITA' ED AMBIENTE, CITANDO IL REPORT PER LE ECOMAFIE

Il bilancio dei reati ambientali denunciati ed assicurati al regime giudiziario è stato diffuso da Legambiente in un report finalizzato al riassumere i passi in avanti fatti ed i punti critici su una materia tanto complessa come questa.
Citando dal sito Legambiente.it è stato possibile desumere il numero di reati richiamati nel seguito:

"[...] Nel 2015 diminuiscono gli illeciti ambientali accertati, sono 27.745. [...] Salgono a 188 gli arresti, mentre diminuiscono le persone denunciate 24.623 e i sequestri 7.055. Sono 18mila gli immobili costruiti illegalmente. [...]"
Fonte: "Legambiente presenta Ecomafia 2016, le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia", Legambiente.it

La possibilità di stendere un bilancio maggiormente puntuale di quello richiamato nella citazione sopra riportata è stato precisato dalla stessa Legambiente, facendo leva su alcune componenti legate anche all'economia ed al ciclo monetario e di multe ad esso connesso:

"[...] Sono 18mila gli immobili costruiti illegalmente. In calo le infrazioni nel ciclo del cemento e dei rifiuti. Crescono [...] gli illeciti nella filiera agro-alimentare, i reati contro gli animali e soprattutto gli incendi, con un’impennata che sfiora il 49%. Roghi che hanno mandato in fumo più di 37.000 ettari, più del 56% si è concentrato nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso. In calo il business delle ecomafie che nel 2015 è stato di 19,1 miliardi, quasi tre miliardi in meno rispetto all’anno precedente [...]"
Fonte: "Legambiente presenta Ecomafia 2016, le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia", Legambiente.it

Il bilancio legato all'illegalità ed alle sue compenetrazioni con il tema ambientale si configura quindi come un triste business che riesce a penetrare attraverso moltissime delle maglie di una società, potendo sfruttare e far fruttare un bilancio economico di illegalità molto elevato.
Il calo riscontrato rispetto all'anno precedente è pari a circa 3 miliardi di Euro, come quantificato dal report in oggetto. Le ragioni più significative dietro a questi numeri sono richiamate esplicitamente e definibili sulla base di alcuni punti chiave afferenti riduzioni riscontratesi internamente ai settori dell'illegalità, delle opere pubbliche e della gestione del ciclo di rifiuti urbani.
Per quanto riguarda invece il conteggio legato ai reati contestati, facendo leva anche sui provvedimenti recentemente inaugurati sul piano giudiziario dalle autorità governative, è possibile citare nuovamente quanto definito dal report in oggetto:

"[...] Nei primi otto mesi dall'entrata in vigore della legge sono stati contestati 947 eco-reati, con 1.185 denunce dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto e il sequestro di 229 beni per un valore di 24 milioni di euro. Sono 118 i casi di inquinamento e 30 le contestazioni del nuovo delitto di disastro ambientale. [...] la criminalità organizzata la fa ancora da padrone (sono 326 i clan censiti) e la corruzione rimane un fenomeno dilagante [...]. Senza dimenticare che la criminalità organizzata continua la sua pressione nelle aree boschive e agricole, e nel mercato illegale del legno, del pellet e della biodiversità. Per questo Legambiente, torna [...] a ribadire l’importanza di continuare a rafforzare il quadro normativo con leggi ad hoc che tutelino anche la filiera agroalimentare, i beni culturali e l’istituzione di una grande forza di polizia ambientale diffusa sul territorio. [...]"
Fonte: "Legambiente presenta Ecomafia 2016, le storie e i numeri dea criminalità ambientale in Italia", Legambiente.it

Il sito di Legambiente riporta anche alcune misure specifiche ed impiegabili per suggerire cardini di inasprimento nei confronti delle lotte per la protezione e per la tutela ambientale.


Fonte immagine: Legambiente.it

Per saperne di più: 

"Legambiente presenta Ecomafia 2016, le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia", Legambiente.ithttp://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/legambiente-presenta-ecomafia-2016-le-storie-e-i-numeri-della-criminalita-ambie

lunedì 4 luglio 2016

CERCANDO UN EQUILIBRIO, FRA ESSERI UMANI E STELLE...

"[...] alla fine c'è un criterio, più generale di ogni altro, che credo dovremmo tenere sempre a mente. 
Ed è che la vita non è un processo arcano, separato dal funzionamento del resto dell'Universo; è materia organizzata in forme straordinarie e complesse, ma pur sempre materia. 
E la linea di confine tra ciò che è vivente e ciò che non lo è diventa sempre più incerta man mano che scendiamo verso livelli inferiori di complessità. Non sentiamoci speciali [...]
E se un giorno [...] ci ritroveremo a dover stabilire se uno strano aggregato di molecole, incontrato per caso su un altro pianeta, possa essere considerato un nostro simile, ricordiamoci che noi stessi siamo parenti stretti di muffe e batteri - discendenti diretti di minuscoli e umili organismi che non hanno mai scritto libri o scoperto teoremi, ma che miliardi di anni fa hanno inventato questo gioco straordinario che chiamiamo vita. [...]"
Fonte: "Da un così semplice inizio", "Dove sono tutti quanti?", A.Balbi, Rizzoli Editore

Immagine tratta da orsa-minore.com

domenica 3 luglio 2016

FRA CAMBIAMENTI E MUSICA, CITANDO L'ESSERE UMANO...


"[...] I try to stay awake and remember my name 
but everybody's changing 
and I don't feel the same [...]"

venerdì 1 luglio 2016

FRA BATTITI D'UOMO...E BATTITI DI CANZONE, NEL MONDO


"[...] Dateci parole poco chiare
quelle che gli italiani non amano capire [...] 
Senza studiare senza fiatare basta intuire che è anche troppo.
Colpo d’occhio è quello che ci vuole uno sguardo rapido.
Il nostro suono, il nostro suono è un battito.
Parole incomprensibili siano le benvenute così affascinanti
così consolanti. [...] Ora davvero basta con la trasparenza 
voglio una cultura davvero sottostante 
davvero inapparente e soprattutto per sempre. [...]
Dateci le parole poco chiare quelle che gli italiani non amano capire,
costruiremo una nuova cultura rapida ed estetica. 
E il pensiero sarà un colore, 
il colore sarà un suono, 
il nostro suono un battito. [...]"
(Il battito, I.Fossati, cit.)