lunedì 31 gennaio 2011

TRA GIUSTIZIA E FORZA: PENSIERI DA PASCAL

 "[...]172. GIUSTIZIA, FORZA. E' giusto che quel che è giusto sia seguito, è necessario che quel che è più forte sia seguito. La giustizia senza la forza è impotente: la forza senza la giustizia è tirannica. La giustizia senza la forza è contraddetta, perchè ci sono sempre dei malvagi; la forza senza la giustizia è accusata. Bisogna dunque riunire la giustizia e la forza; e perciò fare in modo che qel che è giusto sia forte, e quel che è forte sia giusto.
La giustizia è soggetta a contestazione; la forza è subito riconoscibile e senza dispute. Perciò non si è potutua dare la forza alla giustizia, poichè la forza l'ha contrastata definendola ingiusta, e affermando che essa sola era giusta. E così, non potendo fare in modo che quel che è giusto fosse forte, si è fatto in modo che quel che è forte fosse giusto.
[...] 178. (GIUSTIZIA) L'impero fondato sul pensiero e sull'immaginazione regna qualche tempo ed è dolce e volontario; quello della forza regna sempre. Così il pensiero è come il re del mondo, ma la forza ne è il tiranno.
[...] 187. (INGIUSTIZIA) Il mondo giudica rettamente le cose perchè si trova in quella ignoranza naturale, che è la vera condizione dell'uomo. Il sapere ha due estremi che si toccano. Il primo è la pura ignoranza naturale, in cui si trovano tutti gli uomini nascendo. L'altro è quello a cui giungono le grandi anime, le quali, avendo contemplato tutto lo scibile umano, scoprono che nulla sanno, e si ritrovano nella stessa ignoranza da cui erano partiti; ma è una saggia ignoranza, che conosce sè stessa.
Tra i due estremi si trovano coloro che sono usciti dall'ignoranza naturale, ma non sono giunti all'altra, hanno una presuntuosa infarinatura di conoscenza, e fanno i saputi.
Costoro sconvolgono il mondo e sentenziano a sproposito su tutto. Il volgo e i saggi fan camminare il mondo; gli altri lo disprezzano e ne sono disprezzati. Essi son cattivi giudici di tutto, mentre il mondo ne è buon giudice.
188. La potenza dei re è fondata sulla ragione e sulla follia del popolo, e molto più sulla follia. La cosa più grande ed importante del mondo ha per fondamento la debolezza, e questo fondamento è ammirevolmente sicuro; nulla è più certo di questo, che il popolo sarà debole.
Ciò che è fondato sulla sana ragione è mal fondato, come la stima della saggezza.
[...] 191. RAGIONE DEGLI EFFETTI. Si possono avere opinioni personali su ogni argomento e tuttavia parlare come il popolo.
[...]"

domenica 30 gennaio 2011

QUAL'E' IL MASSIMO COMUNE DENOMINATORE TRA AFRICA E RIVOLTE?

L'infinita onda di proteste che si stanno verificando in questi giorni e che si sono progressivamente allargate a macchia di leopardo in tutto il continente africano possono e devono far riflettere profondamente, anche qui.
Quale può essere l'opinione di un esperto in analisi politiche e sociologiche? E' questo il fulcro della dettagliata analisi elaborata da Pino Arlacchi in un articolo, riportato sul numero odierno de L'Unità.
Deputato europeo e considerato a livello mondiale una tra le massime autorità in tema di sicurezza umana, ha saputo dipingere un quadro preoccupante ma, al contempo, pieno di speranza per quel che riguarda i fiumi umani di proteste attualmente in corso.
Se ne riporta nel seguito qualche, significativo, frammento:
"La prima cosa da tener presente sui movimenti di protesta che stanno scuotendo il mondo arabo è che non sono una passeggera turbolenza ma riflettono sconvolgimenti profondi. [...] Le ribellioni di questi giorni in Egitto, Tunisia ed altrove, d'altra parte, sono il seguito di manifestazioni dello stesso tenore che avvengono da anni senza che i media occidentali si siano degnati di occuparsene, e dureranno ancora, al di là degli alti e bassi, nel prossimo futuro.
La radicalità di questi movimenti deriva dal materiale umano che li anima. E' una rivolta di giovani delle aree urbane, relativamente ben istruiti, non sposati.
Soggetti che hanno largo accesso all'informazione, e hanno perciò una coscienza molto acuta dei loro diritti di base. Vogliono la democrazia e lo sviluppo perchè sanno che altrove sono queste le chiavi del benessere e dell'equità sociale. [...] questi giovani hanno ben poco da perdere [...]Folle di giovani incazzati ed emarginati hanno buttato giù imperi e governi, fatto e disfatto teocrazie, fondato nuovi stati, colonizzato continenti, creato e distrutto civiltà. [...] Superato un punto di rottura, le masse di giovani senza lavoro e senza futuro scendono in piazza e tentano di rimuovere collettivamente gli ostacoli che ciascuno di loro non riesce più a superare con l'arrangiarsi personale. Questo punto di rottura può derivare dalla pura crescita demografica, oppure può nascere dalle crisi economiche, da eventi traumatici esterni o da effetti imitativi. Oppure può essere generato da tutti questi fattori messi assieme, [...]
Quale è e quale sarà la reazione delle oligarchie di fronte a questa ondata di protesta? In passato, lo strumento più efficace di risposta a queste minacce non era la repressione, o lo sterminio fisico degli oppositori, ma la guerra. Quando un regime si rendeva conto che il malcontento popolare stava per raggiungere il livello di guardia, lanciava il suo Paese in uno scontro militare che non era altro che un massacro tra due concentrazioni di giovani.
La guerra, secondo uno dei suoi più grandi studiosi, Bouthoul, non è altro che un modo per eliminare l'eccedenza della classe più pericolosa di ogni società: i giovani appena usciti dall'adolescenza ed in cerca del loro posto nel mondo. [...]
Il compromesso con le domande giovanili e popolari viene anticipato in questi giorni dai governi della Siria e della Giordania che stanno discutendo pacchetti di misure di aiuto sociale. [...]
La strada della repressione è la più rischiosa perchè si può rivoltare contro chi la imbocca. [...]
Ma l'uso della violenza contro i proprio cittadini è anche una strada senza uscita. Significa l'isolamento dalla società internazionale e dal suo sostegno politico ed economico.
Significa postporre un problema che è endemico, che si ripresenterà più forte di prima, e che può essere risolto solo con la democrazia."

Il sonno della ragion delle oligarchie, soprattutto nella società moderna intimamente e mondialmente connessa, è capace di generare mostri. Laddove un barlume di coscienza civile sia disposto a risvegliarsi, non c'è più spazio per qualsiasi ingiustizia.

sabato 29 gennaio 2011

"IL SUONO E L'INCHIOSTRO": TRA POESIA E CANZONE NELL'ITALIA CONTEMPORANEA

Può un libro descrivere la connessione tra parola e cultura della musica?
Può un libro abbracciare l'intero percorso della musica italiana contemporanea, dalle glorie agli errori?
Può una nuova idea di musica riunire attorno a più tavoli alcune tra le più vivaci e brillanti intelligenze del Paese intero?
Non potendo fornire risposte oggettive, è però possibile regalare un tributo di merito ad un'opera che ha provato a dare ragionevoli spunti di riflessione a queste molte domande.
"Il suono e l'inchiostro" è un testo complesso, importante e particolare.
Dotato di moltissime sfumature, si descrive come punta di diamante di un progetto intrapreso dal Centro Studi Fabrizio De Andrè volto ad analizzare con occhio (ed orecchio, nds) critico l'evolversi della questione musicale italiana, strutturando il tutto anche sui binari efficaci delle relazioni strettissime intessute con la società italiana.
Edito da ChiareLettere, con una prima edizione datata al gennaio 2009, il testo è una raccolta concettuale ma strutturata incentrata sullo sviluppo seguito dalla musica e dalle canzoni in terra italica.
Si possono leggere dibattiti relativi alle differenze tra essere cantautore o poeta, trovando anche saggi riguardo ai punti di incontro tra storia della canzone e storia sociale dell'Italia intera.
Riflessioni e considerazioni pesanti, dunque. Riordinando la follia profana che vuole mettere in disordine o sconvolgere le arti, esperti ed addetti ai lavori definiscono le linee fondamentali del tracciato umano ed operistico entro cui la tradizione italiana deve (o dovrebbe, nds) muoversi.
Partendo dall'analisi musicale e letteraria di opere importanti per il nostro passato musicale, trovano spazio contributi affidati a quella storia che fa rima con De Andrè, con Conte, con Battisti o con Guccini.
Non mancano dettagliati passaggi su timbri e ritmi di certe canzoni, fornendo quindi un tipo di approccio anche "tecnico" ai contenuti prettamente letterari.
Lo scopo perseguito dal Centro Studi Fabrizio De Andrè è esposto chiaramente nell'introduzione all'opera:
"Questo libro nasce da un incontro di studio, [...] promosso dal Centro Studi Fabrizio De Andrè della facoltà di Lettere dell'Università di Siena nell'ottobre del 2007: avevamo invitato poeti, cantautori, critici, musicologi, editori, insegnanti a mettere a confronto le loro esperienze di lavoro e ricerca allo scopo di raccogliere punti di vista diversi sui rapporti fra poesia e canzone d'autore nella cultura italiana degli ultimi decenni. [...]"
E' questo il nobile intento al quale hanno risposto, per fortuna, in moltissimi tra i migliori possibili ed auspicabili.
Omaggiando il ricordo del fondatore della linea dei cantautori moderni Faber, si è costruito in suo nome un percorso fatto di riflessioni, proposte e metodi su cui vedere un'idea di società migliore realizzarsi.
Si mescolano così le luci di tantissime intelligenze, citate di seguito in ordine rigorosamente casuale: Massimo Arcangeli, Marco Paolini, Enrico Deregibus, Gianni Borgna, Teresa De Sio, Aldo Nove, Samuele Bersani, Elisa Biagini, Lello Voce, Frankie Hi NRG Mc, FRanco Loi, Enrico Ruggeri, Salvatore Niffoi, David Riondino e Roberto Vecchioni, solo per scriverne alcuni senza fare torto a nessuno.
Sono riportate anche tavole rotonde tra esperti e musicisti appartenenti a generi differenti anni luce, l'uno dall'altro: andando al ruolo dei dialetti nella musica contemporanea, fino ad arrivare a lambire le rive delle differenze che intercorrono tra musica e letteratura.
Importanti i contributi, pesante il significato attribuito ad un'opera così insolita ma ammirevole.
Ricordando, sullo sfondo, sempre il maestro Faber:
"[...]Rifiutavo questa etichetta di poeta che volevano per forza appiccicarmi addosso: cercavo soltanto di gettare un ponte tra la poesia e la canzone, e mi servivo della musica come un pittore si serve della tela."
Laddove la tela è anche costituita dalla società italiana, sono molto ben accetti talenti di questo calibro.

venerdì 28 gennaio 2011

NON C'E' PACE SENZA GIUSTIZIA: RICORDANDO DAVID KATO KISULE

"Cari Amici,
innanzitutto voglio ringraziare l’associazione radicale Certi Diritti per avermi permesso di essere qui con voi quest’oggi per parlarvi sulla situazione dei diritti umani delle persone LGBTI in Uganda. Vorrei anche ringraziare Non c’è Pace senza Giustizia ed Elio Polizzotto che mi hanno aiutato in questi mesi a portare avanti la mia battaglia per i diritti delle persone LGBTI. Spero che questa non sia la fine ma l’inizio di una collaborazione che durerà sino a quando non vedrò realizzato il mio desiderio di una comunità LGBTI libera in Uganda. Inoltre, tengo particolarmente a ringraziare Marco Pannella e il Partito Radicale per l’impegno costante nella difesa e promozione dei diritti umani.
Sono qui oggi per parlarvi della situazione della comunità LGBTI in Uganda.
L’anno scorso i pastori evangelici degli Stati Uniti, in nome della protezione della famiglia tradizionale, hanno diffuso nel mio Paese odio e omofobia.
Ciò ha portato a una serie di conseguenze: dalle vessazioni agli arresti, dalle detenzioni alle morti, fino ad arrivare all’attuale proposta di legge contro gli omosessuali.
La legge in vigore, secondo l’art.145 del codice penale ugandese, prevede, per chiunque commetta un reato contro natura, la reclusione a vita!
Gli atti osceni sono sanzionabili con sette anni in prigione.
Quello che vorrei trasmettervi con il mio intervento di oggi è un messaggio che riguarda anche voi italiani!
Si tratta di un problema che riguarda tutti, con ripercussioni globali. Abbiamo bisogno di affrontare insieme la questione perché l’Uganda non è uno Stato isolato, ma è parte della Comunità Internazionale.
Il disegno di legge presentato è incostituzionale e antidemocratico, perché viola il principio della non discriminazione, del diritto alla vita e al divieto di togliere arbitrariamente la vita di qualcuno.
Questa legge lede il diritto alla privacy, il diritto alla libertà e alla sicurezza della persona, diritto alla libertà di religione, di pensiero e di coscienza e il diritto alla libertà di espressione e di riunione.
 Il Ministro degli Affari Esteri, peggiorando paradossalmente le cose, ha promesso di eliminare la pena di morte dalla legge, sostenendo pero che alcune parti della proposta di legge dovranno essere inglobate nel sistema legislativo, senza preoccuparsi che queste clausole siano “gender neutral”.
Il ministro parla di promuovere la criminalizzazione dell’omosessualità, in altri termini ciò vorrebbe dire nessuna assistenza sanitaria, nessuna assistenza legale e un’accusa di promuovere l’omosessualità a tutti quelli che si offriranno di fornire tali servizi. Per questo motivo, organizzazioni della società civile e ONG che sostengono la causa dell’uguaglianza di genere potranno essere ad alto rischio.
In generale questo è in contraddizione con i principi cui l’Uganda ha aderito, firmando convenzioni come ad esempio, la UDHR, ICCPR, ICESCR, CEDEW, la Carta africana, UNGASS. In alcuni di questi trattati l’Uganda è, tra l’altro, uno dei Stati promotori, come nel caso della risoluzione in materia di HIV/ AIDS.
Il giornale Rolling Stone, pubblicando foto, identità, indirizzi di luoghi di lavoro e di abitazione delle persone LGBTI, le ha rese, inoltre, più vulnerabili agli attacchi pubblici, alle minacce della polizia e così via.
Prima della pubblicazione di Rolling Stone, fondamentalisti religiosi avevano già incitato all’omofobia, mostrando materiale pornografico di uomini gay nelle chiese per incrementare l’odio, manifestando nelle strade nonostante il divieto imposto dall’ispettore generale di polizia, a Kampala, che li aveva costretti a cambiare città.
A questi incidenti non ha fatto seguito nessuna azione di governo finalizzata a punire i responsabili che cosi sono rimasti impuniti. Questo è un chiaro segnale che lo Stato ha istituzionalizzato l’omofobia e che la comunità LGBTI non ha alcuna protezione, nonostante il dovere del governo di proteggere tutti i cittadini.
Il 23 novembre 2010, presso il tribunale, alla fine dell’udienza del caso Rolling Stone, io e altri siamo stati assaliti da fondamentalisti religiosi, personale del Rolling Stone e “ex omosessuali” plagiati nel loro odio nei nostri confronti, da leader religioni. Fortunatamente, grazie all’intervento dell’organo di monitoraggio delle ONG, siamo riusciti a lasciare indenni l’edificio. Questo ha costretto pero alcuni di noi a vivere in clandestinità nel nostro Paese per il timore di nuovi attacchi.
Chiedo, oggi, al Governo italiano di sollecitare l’ambasciatore ugandese ad ascoltare le nostre voci e di chiedere al Governo ugandese di sanzionare tutti i gruppi di persone che incitano alla discriminazione e alla violenza contro la comunità LGBTI.
Qualsiasi forma di aiuto, a noi e alla nostra sicurezza, sarà estremamente apprezzato.
Abbiamo citato in giudizio Rolling Stone all’Alta Corte Civile. L’udienza si terrà il prossimo 13 dicembre.
Abbiamo denunciato, inoltre, l’organo di vigilanza dei media, che avrà quattordici giorni per presentare la difesa. Purtroppo questo ricorso ha un costo che non riusciamo a sostenere, per cui qualsiasi tipo di aiuto da parte vostra sarà apprezzato.
Ritengo molto utile il sostegno di Non c’è Pace Senza Giustizia, che insieme ad alcune ONG locali, ha preso l’iniziativa di fare una mappatura di avvocati locali disposti a sostenere la causa. Riterrei altresì importante l’aiuto di altre organizzazioni della società civile che potrebbero dare il loro contributo per portare la giustizia e, in futuro, all’abrogazione di leggi ambigue che in nome della sodomia, portano avanti leggi per introdurre la pena di morte.
Occorre lavorare molto per sollevare il dibattito sui problemi globali come la diffusione dell’omofobia nel mondo.
Chiedo a tutti voi di aderire a un’iniziativa che stiamo preparando: una petizione per chiedere giustizia e per scoraggiare il parlamento ugandese ad approvare il disegno di legge, anche in considerazione del fatto che il Ministro dell’Etica e dell’Integrità ha dichiarato che tale testo dovrà essere approvato prima che le Camere vengano sciolte, cioè prima di maggio 2011.
Grazie a tutti per la vostra attenzione."

Tra la follia di ogni giorno, qualche straordinaria eco della tua incredibile battaglia.
Al di là di qualsiasi possibile, retorica, inutile parola: che la Terra ti sia lieve.

giovedì 27 gennaio 2011

"DIO E' MORTO": TRA MEMORIA E GUCCINI

"Ho visto
la gente della mia età andare via
lungo le strade che non portano mai a niente,
cercare il sogno che conduce alla pazzia
nella ricerca di qualcosa che non trovano
nel mondo che hanno già, dentro alle notti che dal vino son bagnate,
dentro alle stanze da pastiglie trasformate,
lungo alle nuvole di fumo del mondo fatto di città,
essere contro ad ingoiare la nostra stanca civiltà
e un dio che è morto,
ai bordi delle strade dio è morto,
nelle auto prese a rate dio è morto,
nei miti dell' estate dio è morto...

Mi han detto
che questa mia generazione ormai non crede
in ciò che spesso han mascherato con la fede,
nei miti eterni della patria o dell' eroe
perchè è venuto ormai il momento di negare
tutto ciò che è falsità, le fedi fatte di abitudine e paura,
una politica che è solo far carriera,
il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto,
l' ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto
e un dio che è morto,
nei campi di sterminio dio è morto,
coi miti della razza dio è morto
con gli odi di partito dio è morto...

Ma penso
che questa mia generazione è preparata
a un mondo nuovo e a una speranza appena nata,
ad un futuro che ha già in mano,
a una rivolta senza armi,
perchè noi tutti ormai sappiamo
che se dio muore è per tre giorni e poi risorge,
in ciò che noi crediamo dio è risorto,
in ciò che noi vogliamo dio è risorto,
nel mondo che faremo dio è risorto..."


lunedì 24 gennaio 2011

TRA DONNE E SCIENZA: STRAORDINARIE E NECESSARIE AL TEMPO STESSO

Tra scienza e società, il ruolo delle donne è stato da sempre molto importante ed, al contempo, troppo sottovalutato.
Dimostrata scientificamente la loro maggior propensione ad ottenere risultati migliori anche nella stessa politica, stupisce come così pochi posti di rilievo siano oggi a loro riservati.
Nell'anno appena arrivato si dovranno festeggiare anche centenari particolari e, purtroppo, poco conosciuti.
In un'Italia che va umiliando e denigrando il ruolo delle donne nel mondo, c'è bisogno come acqua di riequilibrare i bilanci con argomenti importanti.
Dovendo andare oltre il dimenticatoio, appunto, è più che mai necessario lavorare di memoria. E' un compito difficile quello di riuscire, con piena consapevolezza, a rendere giusto onore ad eventi o personaggi fondamentali per l'umanità intera.
E' un rischio realissimo quello di fallire nell'intento, soprattutto dinanzi ai baratri che il tempo ci frappone davanti.
Il 2011 fornisce, a pieno titolo, lo spunto per ricordare e celebrare l'apporto dato dalle donne alla scienza mondiale.
E' importante lo spunto fornito da un intervento sul numero odierno de L'Unità, scritto da Nicla Vassallo, Docente Ordinario di Filosofia Teoretica. Nel Paese delle escort poco si va celebrando il contributo fornito dalla donna alla scienza mondiale. Ci sono state donne che hanno sacrificato la propria vita per il progresso e per il bisogno di vita richiesto dall'umanità intera.
Poco si è parlato del centenario celebrato in ricordo del Premio Nobel assegnato a Marie Curie, in un lontano 1911.
Marie Curie fu scienziata e donna di immensa capacità e dignità: fu lei a sacrificare, appunto, la sua vita per la ragione scientifica. Spendendo tutta la sua esistenza nella ricerca, appunto, morì nel 1934 per una leucemia causata forse ad un'eccessiva esposizione al materiale radioattivo manipolato per un'esistenza intera.
Dopo la morte del marito, avvenuta nel'aprile del 1906 in un incidente, volle continuare a lavorare senza sosta come scienziata dura e pura. Al di là dei mai troppo giusti meriti o del doppio Premio Nobel conseguito, donne come queste vanno riesumate per rendere giusto onore sia alla loro memoria, che alla figura del gentil sesso.
Sono altrettante le donne che hanno apportato alla scienza meravigliose appendici, che hanno fatto conseguire in ogni campo brillanti risultati. In questo centenario particolare, è più che mai fondamentale ricordarle con consapevolezza: andando dalle scoperte di Sophie Brahe, sorella del più noto Tycho, per arrivare ai risultati conseguiti in tandem da Marie Paulze Lavoisier e dal marito.
L'apporto delle donne fu significativo in moltissime branche della scienza; piegate dall'amore o dal legame familiare con appartenenti al sesso maschile, molta della loro gloria postuma è stata ereditata dai più "titolati"  uomini.
E' non retorico e doveroso ricordarsi di Rosalind Franklin, morta di un cancro alle ovaie dovuto probabilemente alla fortissima esposizione ai raggi X durante i suoi studi scientifici.
Al di là dei centenari o degli anni di scienza, è importante riflettere su argomenti come questi per diminuire la disastrata entropia in cui va annegando tristemente il sistema Italia.
Fornire un modello differente, lasciando spunti più efficaci per credere in una notorietà ed in successo pienamente celebrati in quanto utili al prossimo ed al mondo intero.  Le righe a margine dell'articolo riassumono, meglio di qualsiasi altra parola, lo status quo delle cose:
"[...] Così capita che queste donne, che faticano, insieme ad altre, non vengano approvate, elogiate, premiate, neanche oggi, mentre le cosiddette escort conquistano facilmente denarie potere socio-politico, nella lapalissiana assurdità ove viene consentito tutto ai diversi meccanismi di prostituzione e servilismo, non solo corporei ma pure mentali e, purtroppo, intellettuali, per quanto criminali, perfidi, sleali.[...]"
Tra scienza e filosofia, l'uomo ha bisogno delle donne anche qui.
Straordinario e necessario, al tempo stesso.

domenica 23 gennaio 2011

TERREMOTO E CORRUZIONE: BINOMIO REALE

Può il numero di morti di un terremoto essere ricollegabile all'indice di corruzione dello Stato dove si manifesta? La risposta, apparentemente scontata, risulta invece sorprendente: i terremoti farebbero più vittime nei Paesi con maggior indice di corruzione.
E' l'esito al quale è giunto un dossier socio-scientifico pubblicato su Nature, dal titolo significativo de "La corruzione uccide."
L'articolo è stato firmato e redatto ad opera dell'inglese Nicholas Ambraseys (Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale dell'Imperial College di Londra) e dell'americano Roger Bilham (geologo in forza all'University of Colorado, a Boulder).
Le risposte pervenute volevano, originariamente, rispondere ad una semplicissima domanda: come mai lo scorso anno due terremoti della medesima intensità (7 di magnitudo Richter) in Haiti e Nuova Zelanda hanno avuto effetti così diversi l'uno dall'altro?
Infatti, stando al numero di decessi riscontrati, nell'isola caraibica si contarono oltre 230mila morti contro le zero vittime riscontrate nell'arcipelago australe. Alla radice di questi dati è emersa un'altra connessione tra scienza e tematiche sociali, questa volta più che mai pericolosa.
Eccezion fatta per le differenti densità demografiche, il motivo risiede nei crolli riscontrati, disastrosi, di case ed edifici: in Nuova Zelanda, pochi crolli significativi; ad Haiti, invece, tutto venne giù come sabbia asciutta al sole.
Secondo i firmatari dell'articolo, il problema non risiede esclusivamente nell'indice di ricchezza dei paesi in esame: in altri Stati piuttosto ricchi, infatti, si sono riscontrati terremoti anche inferiori che hanno fatto un numero impressionante di vittime. Non è una novità, infatti, sapere che edifici dotati sulla carta delle più avanzate tecnologie antisismiche sono comunque caduti giù come neve al sole.
Il legame tra cattiva costruzione e numero di decessi riscontrati è stato dagli autori dell'articolo scientificamente provato: secondo le statistiche maturate, infatti, l'83% dei decessi per un terremoto sono avvenuti in Paesi ad alto indice di corruzione.
Da questo punto è possibile spiegare moltissime cose: edifici mal costruiti per pratiche edificatrici sbagliate (costruttori infedeli o controllori corrotti? nds), materiali non strutturalmente predisposti per sopportare eccessive sollecitazioni dall'esterno. Predisponendo una funzione matematica di mappatura del pianeta basandosi su variabili quali ricchezza relativa, numero di morti per terremoti ed indice di corruzione, Stati come la Nuova Zelanda si sono classificati ai primi posti mentre altri come Haiti in fondo alla speciale classifica.
Tutti questi dati sono stati ottemperati all'arco temporale compreso tra il 1995 ed il 2010 da poco terminato: secondo tale report ben l'82,6% dei decessi era stato riscontrato in Stati affetti da indice di corruzione anomalo.
Risulta così dimostrato, purtroppo, che la corruzione uccide più della povertà; se la matematica non è un'opinione, le tecnologie antisismiche messe a disposizione all'umanità dall'ingegneria contano ben poco di fronte a questi drammi.
Immediato pensare all'Italia e, purtroppo, ai morti della tragedia abruzzese e delle altrettante, tristi, già avvenute.
 

sabato 22 gennaio 2011

"WHAT A WONDERFUL WORLD": RICORDANDO LOUIS ARMSTRONG


"I see trees of green........ red roses too
I see ’em bloom..... for me and for you
And I think to myself.... what a wonderful world.

I see skies of blue..... clouds of white
Bright blessed days....dark sacred nights
And I think to myself .....what a wonderful world.

The colors of a rainbow.....so pretty ..in the sky
Are also on the faces.....of people ..going by
I see friends shaking hands.....sayin’.. how do you do
They’re really sayin’......i love you.

I hear babies cry...... I watch them grow
They’ll learn much more.....than I’ll never know
And I think to myself .....what a wonderful world

(instrumental break)

The colors of a rainbow.....so pretty ..in the sky
Are there on the faces.....of people ..going by
I see friends shaking hands.....sayin’.. how do you do
They’re really sayin’...*spoken*(I ....love....you).

I hear babies cry...... I watch them grow
*spoken*(you know their gonna learn
A whole lot more than I’ll never know)
And I think to myself .....what a wonderful world
Yes I think to myself .......what a wonderful world."

TRADUZIONE:

"Io vedo alberi verdi e anche rose rosse
Li vedo sbocciare per me e per te
E penso tra me, che mondo meraviglioso!

Vedo i cieli blui e nuvole bianche
Il chiaro e benedetto giorno e la sacra notte scura
E penso tra me, che mondo meraviglioso!

I colori dell'arcobaleno, così belli nel cielo
Si riflettono anche sui visi delle persone
Vedo amici stringersi la mano, e dirsi "Piacere!"
Ma in realtà loro dicono "Ti amo"

Sento bambini piangere, Io li vedo crescere
Loro impareranno molto più di quello che io so
E penso tra me, che mondo meraviglioso
Sì penso tra me, che mondo meraviglioso
Oh sì"


venerdì 21 gennaio 2011

TRA UOMO ED UMANA SEMPLICITA': CITANDO I LYNYRD SKYNYRD


"Mama told me when I was young
Come sit beside me, my only son
And listen closely to what I say.
And if you do this
It will help you some sunny day.
Take your time... Don't live too fast,
Troubles will some and they will pass.
Go find a woman and you'll find love,
And don't forget son,
There is someone up above.

(Chorus)
And be a simple kind of man.
Be something you love and understand.
Be a simple kind of man.
Won't you do this for me son,
If you can?

Forget your lust for the rich man's gold
All that you need is in your soul,
And you can do this if you try.
All that I want for you my son,
Is to be satisfied.

(Chorus)

Boy, don't you worry... you'll find yourself.
Follow you heart and nothing else.
And you can do this if you try.
All I want for you my son,
Is to be satisfied.

(Chorus)"

TRADUZIONE:

"Mia mamma mi disse quando ero piccolo
Vieni. siediti vicino a me, mio unico figlio
E ascolta attentamente ciò che ti dico.
E se farai ciò che ti dirò
Ti aiuterà in certi giorni di sole.
Prenditi il tuo tempo... Non vivere troppo di fretta,
I problemi arriveranno e poi se ne andranno.
Vai, trova una donna e troverai l'amore,
E non dimenticare figlio,
Lassù c'è qualcuno che ti guarda.

(Ritornello)
E sii un tipo di uomo semplice.
Sii qualcosa che tu ami e capisci.
Sii un tipo di uomo semplice.
Non potresti farlo per me figlio,
Se puoi?

Dimentica la brama di oro dell'uomo ricco
Tutto ciò di cui hai bisogno è nella tua anima,
E puoi farcela se ci provi.
Tutto ciò che desidero per te figlio mio,
E' di essere soddisfatto.

(Ritornello)

Ragazzo, non preoccuparti... troverai te stesso.
Segui il tuo cuore e nient'altro.
E puoi farcela se ci provi.
Tutto ciò che desidero per te figlio mio,
E' di essere soddisfatto.

(Ritornello)

(Ritornello)"

(Lynyrd Skynyrd)

giovedì 20 gennaio 2011

"WORKING ON A DREAM": TRA SOGNI E AMORE




"Out here the nights are long, the days are lonely
I think of you and I’m working on a dream
I’m working on a dream

Now the cards I’ve drawn, it’s a rough hand darlin’
I straighten my back and I’m working on a dream
I’m working on a dream

I’m working on a dream
‘Though sometimes it feels so far away
I’m working on a dream
I know it will be mine someday

Rain pourin’ down, I swing my hammer
My hands are rough from working on a dream

From working on a dream

I’m working on a dream
‘Though trouble can feel like it’s here to stay
I’m working on a dream
Our love will chase the trouble away

I’m working on a dream
Though it can feel so far away
I’m working on a dream
Our love will make it real someday

Sunrise come, I climb the ladder
A new day breaks and I’m working on a dream
I’m working on a dream
I’m working on a dream
I’m working on a dream

I’m working on a dream
‘Though it can feel so far away
I’m working on a dream
And our love will make it real someday

I’m working on a dream
‘Though it can feel so far away
I’m working on a dream
And our love will make it real someday."
  
TRADUZIONE:

"Là fuori le notti sono lunghe, i giorni solitari:
penso a te e lavoro su un sogno,
lavoro su un sogno.
Le carte che ho calato sono per una mano pesante, mia cara;
ho raddrizzato la schiena e lavoro su un sogno,
lavoro su un sogno.
Lavoro su un sogno
anche se a volte sembra così lontano,
lavoro su un sogno
e so che sarà mio, un giorno.
La pioggia cade, sollevo il martello:
le mie mani si sono indurite a forza di lavorare su un sogno,
a forza di lavorare su un sogno.
Lavoro su un sogno
anche se i problemi mi suggerirebbero di restare coi piedi per terra,
lavoro su un sogno
perché il nostro amore scaccerà via ogni problema.
Lavoro su un sogno
anche se sembra così lontano,
lavoro su un sogno
perché il nostro amore lo farà avverare, un giorno.
Il sole sorge, salgo la scala,
un nuovo giorno è arrivato e io lavoro su un sogno,
lavoro su un sogno.
Lavoro su un sogno
anche se sembra così lontano,
lavoro su un sogno
perché il nostro amore lo farà avverare, un giorno."





(Bruce Springsteen)

mercoledì 19 gennaio 2011

COMPUTER SOCIALMENTE UTILI? CHIEDERE AL "PROGETTO NUOVA VITA"

Esistono progetti di poco costo che al giorno d'oggi permettono di abbinare tecnologia positiva a principi etici e di fondamentale importanza per il futuro sostenibile del mondo? Le risposte a questa domanda sembrano pochissime, anche perchè spesso nessuno pensa più alla tecnologia come fattore capace di affiancarsi a temi sociali di grande importanza.
Tuttavia qualche coraggioso rimane, desideroso di investire energie importanti per realizzare nobilissimi intenti.
E' il caso del "Progetto Nuova Vita", purtroppo da pochissimi conosciuto e da pochissime parti pubblicizzato (logicamente da miseria italiana, nds).
Visionando la pagina Facebook nella quale sono esposti gli straordinari principi dell'iniziativa, si legge quanto segue:
"Il progetto Nuova Vita nasce con l'intento di recuperare un pc destinato alle discariche o accantonato in un'angolo a prendere polvere perchè vecchio o non funzionante e rigenerarlo con parti di altri pc.[...]"
Recuperare un computer, magari non funzionante per qualche microscopico componente difettoso, è un mestiere per nulla facile. Nonostante ciò, le energie di questo progetto si dipartono anche oltre alla semplice riparazione:
"[...]I pc rigenerati verrebbero destinati a tutti quei bambini che non hanno la possibilità di averne uno, si darebbe loro la possibilità di imparare ad usare uno strumento indispensabile per l'inserimento nella società e colmare
quei vuoti che inevitabilmente verrebbero a crearsi.[...]"
Riparare un personal computer per donarlo, quindi, a tutti quei futuri uomini che sono impossibilitati ad averne uno.
Avere un pc nuovo e sempre funzionante non è, infatti, cosa che tutti posso permettersi al giorno d'oggi.
Un altro straordinario obiettivo dichiarato è quello di poter colmare quei vuoti che inevitabilmente vengono a crearsi in una società che vede le nuove forme di cultura e le nuove tecnologie come elementi da poter rimuovere, senza appello alcuno. L'ideatore del progetto, Massimiliano De Cinque, ha accostato ad intenzioni sociali come queste anche altrettante concretezze, volte a migliorare il mondo intero.
E' risaputo, infatti, che smaltire un computer ritenuto rotto non è cosa facile ed immediata: molte delle componenti hanno al loro interno materiali di ogni tipo, che per essere smaltiti richiedono un dispendio enorme di risorse. Tutto ciò conduce, inevitabilmente, a parlare di statistiche che sono, chissà per quali ragioni, oscurate e sconosciute: generalmente, solo il 15% circa dei computer inutilizzati viene smaltito in maniera corretta.
Il rimanente 85%, percentuale senza dubbio alcuno iperbolica, viene inviato a smaltimento nei Paesi più sottosviluppati, dove il lavoro di recupero o non viene fatto, o viene sottopagato.
In questi Paesi, il recupero delle parti ancora funzionanti degenera in fenomeni di schiavitù minorile e non solo.
Tali componenti sane sono poi rivendute, incrementando un mercato dalle sporche radici.
Nella sola Italia circa un milione di tonnellate di prodotti tecnologici diventano rifiuti, ogni anno.
Alla luce di queste premesse, il Progetto Nuova Vita acquista linfa ancora più forte:
"[...]Le discariche sono stracolme e i modi in cui vengono smaltiti creano dispendio energetico e inquinamento, fino ai casi di sfruttamento minorile nei paesi del terzo mondo.[...]Una maggiore sensibilizzazione su questo tema può aiutare tutti noi a vivere con più consapevolezza e maggior rispetto verso il prossimo."
Giunti al punto in cui siamo arrivati, di persone e di associazioni come queste ce ne è bisogno come ossigeno.
Oltre al riparo ed alla tutela del mondo, i computer rigenerati verrebbero donati senza profitto alcuno a persone che ne hanno necessità.
In primo luogo chi sta leggendo o leggerà sa, senza dubbio, quanto un computer possa spalancare finestre enormi sul mondo, se ben utilizzato. Il sogno dell'ideatore di questo progetto è tremendamente semplice:
"Questo è il motivo per cui ho deciso di recuperare pc funzionanti e non che non vengono più usati, per dare un piccolo contributo alla società in cui viviamo.Siamo troppo abituati a voler ricevere, forse è ora di iniziare a dare… cosa ne pensate? Mi date una mano?"
Grazie ad iniziative come queste, tecnologia e socialità si intrecciano in legami fortissimi: dignità, consapevolezza e sensibilità.
Nei giorni scorsi, riprendendo dalla pagina Facebook del gruppo stesso, qualcosa di bellissimo e stupendo è già stato fatto: "Stamattina abbiamo consegnato alcuni pc alla scuola d'infanzia di S.Vittore Olona e un pc ad una associazione di Cerro Maggiore che si occupa dei bambini di Chernobyl, oltre Maria Rita per la fiducia nel nostro progetto, voglio ringraziare anche tutti quelli che ci hanno portato dei pc perchè senza di loro non ci sarebbe PNV, grazie a tutti!"
(14 gennaio 2010)
A corredo di parole ed intenti, il gruppo presenta anche fotografie volte a testimoniare il lavoro fatto da queste persone straordinarie. Ciascuno di noi può, nel suo piccolo, invertire il senso di rotazione di questo mondo.
Per saperne di più o farsi idee maggiormente precise:

http://www.facebook.com/group.php?gid=103842989656824
http://www.progettonuovavita.info/
Telefono: 0331/1814200
http://www.progettonuovavita.it/


martedì 18 gennaio 2011

NEBBIA SULLA DIGNITA' ITALIANA: CERCANDO I COLPEVOLI E DIMOSTRANDO INNOCENZE

L'estero ci ricorda puntualmente a quali orrori stiamo assistendo nel nostro stivale, non potendo far nulla per rimediare al disastro etico e morale:
"Il caso Ruby e la legge sul legittimo impedimento sono un'enorme vergogna. L'Italia ha bisogno di un onesto dibattito sui problemi da affrontare. Ora invece le sarà offerta una nuova puntata di Berlusconi contro i giudici. L'Italia merita di meglio."
E' il Financial Times ad esprimersi, senza mezzi termini, nei riguardi di questa ennesima vergogna che sta travolgendo l'uomo più rifatto e finto d'Italia. L'affabulatore pifferaio ritorna ad inneggiare a complotti comunisti, pronto a sbandierare l'ennesima crociata da intraprendere nei confronti della libertà per tutti gli italiani. Poco importa se alle sue "feste", tanto per usare un eufemismo, si siano viste donne ridotte a putrescenti oggetti di sfogo sessuale; poco importa all'Italia se il suo Presidente del Consiglio si sia reso ricattabile addirittura da minorenni giunte sue ospiti, traghettate dall'altrettanto meritevole Minetti.
Poco importa all'Italia di tutto questo, al quanto pare.
Il magnaccio per eccellenza ha portato nel Paese l'atmosfera che si respira dentro le sue televisioni, fatta di lustrini di Kalispera e di possibilità di affermarsi mercificando il proprio corpo.
Questo "nanetto coi capelli tinti, con la faccia rifatta" (Margherita Hack dixit, nds) ormai ha sfregiato tutto quel poco che rimaneva della dignità e dell'avulsa capacità di indignazione degli italiani. Torneranno crociate televisive, tornerà sui teleschermi ad infangare le magistrature, a maledire il tragico principio di separazione dei poteri.
Gli amici carissimi proseguiranno accanto a lui, nel difenderlo e nell'assecondare ogni sua folle ed allucinante pretesa. Laddove un uomo di 75 anni in un Paese normale sia ormai prossimo a preoccuparsi solo di nipoti e pronipoti, in un'Italia stravolta si trova ad annunciare in televisione amori e relazioni stabili.
Nel mentre, appunto,un Paese intero continua la sua folle rincorsa verso il precipizio: debito pubblico alle stelle, disoccupazione giovanile ai massimi storici, ripresa industriale ad andamento imprevedibile, cassaintegrati che presto diventeranno disoccupati senza speranza.
Si è superato il miliardo di ore di cassa integrazione, giusto qualche settimana fa. Non si parla di distruzione statale a cui porre rimedio; si è esclusivamente capaci di ascoltare inermi la perenne distrazione a cui questo Governo del fare (schifo) ci sta avviando a gran giornate.
Donne corporalmente avvenenti premiate con posti nei reality show, con lavori nei Consigli Regionali ed in chissà quali altri stupendi luoghi. Il magnaccio prometteva loro case in comodato d'uso gratuito, promettendo altrettanto oro con il quale coprire minorenni propense a cedere alle sue lusinghe.
Laddove la ricchezza arriva, tutto può succedere: può accadere che la dignità femminile venga devastata, può accadere che un sistema si trovi a vivacchiare perchè un magnaccio qualunque nessun coraggio ha nel presentarsi davanti alla giustizia.
L'Italia intelligente si ritrova, quindi, stufa marcia e schifata da questo omuncolo. L'Italia vera si ritrova annegata in questo sistema di compromessi, ricatti ed intercettazioni agghiaccianti nel quale Ministri si mescolano ad uomini completamente ubriachi e vomitanti.
L'Italia intera, a prescindere dalle ideologie politiche, si merita questo? Vere e false che siano le prove, occorre che gli imputati abbiano il coraggio di correre nelle sedi opportunamente definite per provare la loro assoluta innocenza.
Garantisti, giustizialisti od altro ,poco importa.
Ciò che serve ora è essere ancora capaci di indignarsi; ciò che conta ora è credere fermamente nelle capacità di una società che vede movimenti di popolo e di masse sempre crescenti mobilitarsi in massa.
Ciò che conta è fare, ciascuno nel proprio piccolo, il meglio per mettere in moto nuove energie positive. L'Italia media non è quella rappresentata nelle televisioni, o quella descritta nelle intercettazioni.
L'Italia è quella che di queste persone non saprà mai cosa farsene, l'Italia è quello Stato che deve crescere in positivo ignorando le ennesime perle dei pirla che da troppo tempo siamo costretti a subire passivamente.
L'Italia esige e merita persone pulite a decidere del suo futuro, all'insegna del monito che Sandro Pertini fece ai giovani non molto tempo fa:
"[...]Ci vogliono due qualità a mio avviso per fare politica: l'onestà ed il coraggio. L'onestà, l'onestà. E quindi l'appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti. Prima di tutto la politica deve essere fatta con le mani pulite.
Se c'è qualche scandalo, se c'è qualche d'uno che da scandalo, se c'è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi deve essere denunciato. [...]"
In una società svuotata di moralità, riesumare certi pensieri è come respirare aria ancora troppo fresca.
Dal Paese dei Bunga Bunga, cronache di ordinaria mediocrità.
Poco altro serve scrivere, di fronte a questo assoluto sfacelo.




lunedì 17 gennaio 2011

DISAGI ED INQUIETUDINI IN MUSICA: "UNDER PRESSURE"


"Pressure pushing down on me
Pressing down on you no man ask for
Under pressure
That burns a building down
Splits a family in two
Puts people on streets

It's the terror of knowing
What this world is about
Watching some good friends
Screaming "let me out"
Pray tomorrow gets me higher
Pressure on people
People on the streets

Chipping around
kick my brains on the floor
These are the days
It never rains but it pours

People on streets
People on streets

It's the terror of knowing
What this world is about
Watching some good friends
screaming "let me out"
Pray tomorrow gets me higher
Pressure on people
People on the streets

Turned away from it all like a blind man
Sat on a fence but it don't work
Keep coming up with love
but it's so slashed and torn
Why
Love
Insanity laughs
under pressure
we're cracking
Can't we give ourselves
one more chance
Why can't we give love
that one more chance
Why can't we give love

Cause love's such an old fashioned word
And love dares you to care
for the people
on the edge of the night
And love dares to change
our way of caring about ourselves
This is our last dance
This is our last dance
This is ourselves
Under Pressure
Under Pressure
Pressure"

"La pressione mi butta giù
Ti schiaccia, nessuno lo vorrebbe
Sotto la pressione
Che brucia completamente un palazzo
Divide una famiglia in due
Butta la gente sul lastrico

E' il terrore di sapere
Come è fatto il mondo
Guardando alcuni cari amici
Che gridano "tirami fuori"
Prego che domani riuscirò a risollevarmi
Pressione sulla gente
La gente per strada

Fatto a pezzi
Prendo a calci il mio cervello
Questi sono i tempi
In cui o tutto o niente

La gente per strada
La gente per strada

E' il terrore di sapere
Come è fatto il mondo
Guardando alcuni cari amici
che gridano " tirami fuori"
Prego che domani riuscirò a risollevarmi
La pressione sulla gente
La gente per strada

Ho voltato le spalle a tutto come un cieco
Senza prendere decisioni, ma non funziona
Continuo a trovare l'amore
ma è così distrutto
Perché
L'amore
La follia ride mentre
noi andiamo a pezzi
sotto la pressione
Non possiamo prenderci
un'altra possibilità?
Perché non diamo all'amore
un'altra possibilità?
Perché non diamo amore?

Perché l'amore è una parola antiquata
E l'amore ti fa prender cura
delle persone
che vivono ai margini della notte
E l'amore ci fa cambiare il modo
di prenderci cura di noi stessi
Questa è la nostra ultima danza
Questa è la nostra ultima danza
Siamo noi stessi
Sotto pressione
Sotto pressione
Pressione"

(David Bowie & Queen)

domenica 16 gennaio 2011

ENZO BIAGI SULL'ITALIA

  1. Gli italiani non esistono. Nessuno è riuscito neppure a catalogarli. Venire al mondo a Palermo o a Catania, è già una classifica. Qui si può morire di mafia come di cassa integrazione.
  2. Chi sottovaluta gli italiani sbaglia. Abbiamo risorse imprevedibili. Quando un partito va male, i responsabili non si sgomentano: lo rifondano.
  3. Gli italiani campano soprattutto per quello che non dipende da loro: il sole, la bellezza dei luoghi, la bontà dei cibi, e le opere d’arte che hanno ereditato e di cui non si curano gran che.
  4. Ogni ottocento italiani, uno è presidente: del condominio, della Pro Loco, della squadra di calcio, di una qualche confraternita di mangioni.
  5. Qui si condona, si esonera, si appella, si grazia. Non si previene mai, se va bene si risana. Il bilancio, il fiume inquinato, la finanza pubblica.
  6. è sempre stato difficile avere vent’anni, e non sarà mai semplice essere italiani.
  7. Eppure così com’è, ingiusta e anche crudele, l’Italia io la trovo insostituibile. Non è la migliore, ma è umana. Ha rispetto della vita. Chiesero alla moglie di Manzù perché le piacevano le sculture del marito. “Perché le fa lui”, disse. Mi piace l’Italia: perché mi ha fatto.
(da "Vieni via con me", elenco letto da Fabio Fazio e Roberto Saviano)




venerdì 14 gennaio 2011

TRA SAMUELE BERSANI E MUSICA: RIFLESSI DI POESIA

Samuele Bersani è, semplicemente, uno dei più grandi cantautori italiani mai vissuti.
Come da regolamentare status quo della musica italiana contemporanea, la bravura è direttamente proporzionale alla sottovalutazione di canzoni ed opere di determinati Artisti (dalla maiuscola non casuale, nds).
Fa male vedere, tra le troppe oscenità presenti, che artisti di tale calibro finiscano con l'essere considerati di nicchia.
In un Paese normale, forse, con i loro contenuti ed i loro messaggi riuscirebbero a corroborare al meglio le fibre di una società degna di rispetto e considerazione.
Sullo sfondo, ormai da vent'anni, Samuele Bersani accompagna cronache, sentimenti e sogni dell'Italia.
Nelle sue canzoni è possibile ritrovare sezionate e trasposte in poesia numerose sfaccettature italiche, trasversalmente a tantissime tematiche di scottante peso e di grande importanza: andando dalla ricerca di un posto lontano dal male de "Il mostro" , per arrivare alle scorribande di delinquenza fatte da Chicco e Spillo in nome di una vita che sa di pasoliniana memoria.
Si ritrovano temi importanti, percorrendo le strade del ricordo di giornalisti uccisi attraverso la rievocazione di occhiali rotti, fino ad arrivare al ritratto perfetto di italiani medi raffigurati come semplicissimi, ma non semplificati, "scrutatori non votanti".
Sarebbe ovvio, quasi retorico appunto, scrivere anche della straordinaria bellezza e potenza del sentimento d'amore racchiuso nelle canzoni del cantautore d'adozione bolognese; capolavori come "Spaccacuore", "Giudizi Universali", "Il cacciatore di asterischi" o "Replay" potrebbero di fatto essere collocate tra i migliori componimenti mai scritti.



 

Sarebbe altrettanto ovvio continuare a celebrare questo poeta della modernità musicale; tra le sue vene compositive, una delle capacità più straordinarie che ha avuto e migliorato è quella di descrivere grandissime e gravissime tematiche tessendo le trame di piccole storie di personaggi comuni ed immersi nella quotidianità.
Ne è piena testimonianza la canzone "Barcarola albanese", collocata nella sua stupenda raccolta "Che vita!".
Per rendere ancora più omaggio alla grandezza immensa di questo autore, se ne riporta nel seguito il testo:

"Vado veloce sopra questa noce
fuori pericolo,
le onde sono dei vetri, alte dei metri
però le supero
Il sole si sposta e già si vede la costa
qui dal binocolo
Puntare dritto in avanti con due stuzzicadenti
Remare al massimo !
per arrivare fino a Brindisi
pagherò
saremo liberi per sempre
potremo visitare Rimini
vieni via ! Ci sono i vigili...
Che delusione, non c'è televisione
non mi riprendono
E' stata qui fino a ieri, oggi è
partita per Bari
oppure è sciopero
Appena arrivo ti scrivo
per adesso son vivo
qui sopra l'albero
Imparo bene le scritte
PANNOLINI E PELLICCE
ma non mi servono
Per arrivare fino a Brindisi
pagherò e saremo liberi
per sempre
Potremo andare insieme a Rimini
Vieni via ! Ci sono i vigili..."



Tra i buoni propositi per il 2011, la musica italiana concretizzi l'idea di sopravvalutarlo un pò di più.
Ce ne sarebbe davvero bisogno.
Grazie.

mercoledì 12 gennaio 2011

RIFLESSIONI TRA MUSICA E SOCIETA', RICORDANDO FABER

In una musica sempre più svuotata di poeti e di poesia, ci si chiede troppo spesso cosa voglia dire ancora fare musica.
Ci si può interrogare sul cosa voglia dire anche essere musica, in quanto dietro ad ogni uomo si nasconde o si realizza un'anima dinamica, capace di sentire e percepire.
Nell'intorno umano, qualcuno riesce ad emergere per lasciare un segno nella Storia; qualche uomo sa lasciare una traccia profonda, non solo musicale ma anche umana. Qualche uomo passa, imprimendo alle sensibilità dinamicamente umane qualche importante cuneo su cui riflettere.
Le canzoni passano spesso, come acqua sotto i ponti. Nella modernità, la tendenza a fare musica da far passare sotto i ponti è esasperata: con l'estate risuonano più forti che mai i tormentoni, con l'inverno vanno sempre più forte quelle musicalità orecchiabili e completamente votate all'esclusiva musicalità.
Comporre e cantare sono considerate attività vincenti solo se riescono a vendere, fino all'esasperazione.
Il declino della musica rende appieno, senza colpo ferire, piena testimonianza della discesa libera nella quale va precipitando la società moderna.
Con la musica, per fortuna o purtroppo a seconda dei tempi, vengono influenzate, ispirate ed alimentate le individualità umane: ai tempi moderni, con questa musica, verrebbe da dire che le giovani menti crescono e si formeranno senza troppe speranze.
Nonostante tutto, ancora oggi, in certi componimenti veri si mescolano tensioni morali ed umane che si percepiscono appieno a distanza di molti anni.
Tensioni e riflessioni importanti, votate alla contaminazione per conservarsi e preservarsi.
Se la musica importante od impegnata è stata uccisa o fatta cadere nel dimenticatoio, la sola speranza per riabilitarla è favorirne la fusione con altri generi secondo canoni inesplorati: così come dal blues si generò il rock, altrettanto qualcosa di meraviglioso e grande potrebbe nascere oggi.
La musica sa parlare soprattutto all'anima della società intera; il mestiere del musicista, nella sua piena accezione, riveste anche un ruolo profeticamente illuminista, votato al miglioramento delle condizioni mentali con cui operare nel mondo.
Le tensioni morali di certi Autori hanno lasciato un solco importante, facendo riflettere profondamente ancora oggi.
Certi uomini, con le loro parole in musica, hanno saputo abbattere la linea sottile che separa la vera musica dalla poesia; questi uomini, appunto, rimangono come pilastri immensi ancora oggi.
Cento anni luce avanti a questa società, centomila anni luce avanti ai pensieri ed alle idee che questa distorta musica riesce ancora a produrre.
Tra di loro, un Autore di musica vera se ne andò.
Fabrizio De Andrè, scomparso in un tempo che pare oggi troppo distante.
A lui va un pensiero, capace di riabilitare ogni suo messaggio ed ogni sua poesia.
A uomini come lui vanno amore e rispetto senza tempo:
"[...] rifiutavo questa etichetta di poeta che volevano per forza appiccicarmi addosso: cercavo soltanto di gettare un ponte tra la poesia e la canzone, e mi servivo della musica come un pittore si serve della tela."
Con dignità infinita, mai adeguatamente sarai ricordato e ringraziato.



martedì 11 gennaio 2011

TRA BOLOGNA E LETTERATURA: SGUARDO SU COLLI E MATTINE D'INVERNO

Bologna è una città che tutto ha, che tutto può sapere e che tutto potrebbe avere. Bologna è dotta, capace di resistere tra le eccellenze nonostante il grande incedere di altre realtà; Bologna è affascinante, immersa tra Piazza Maggiore e vie di suggestiva frequentazione. Bologna è particolare, inestimabile ed indescrivibile a parole. La città vive nell'incerta posizione tra pianura e collina, vive in un cuore rossoblù pulsante all'insegna di una squadra che tremare il mondo fa.
Bologna è tutto, in più tempi di vita. Sempre diversa, distinta da alcuni stupendi tratti che la rendono unicamente bellissima.
Bologna è anche letteratura, opere scritte da autori che hanno messo radici e lasciato cuore tra le sue mura.
Di seguito due componimenti di Gaetano Arcangeli, poeta e scrittore vissuto tra il 1910 ed il 1970:

Il Colle
"Sarebbe dolcissimo, in questo mattino chiaro, salire sul colle che ci sta di fronte; non ci sembrerebbe nemmeno di camminare, quasi che non ci portassero i nostri corpi ma le nostre anime; e sarebbe agevole salire come è agevole fantasticare, e le svolte delle strade bianche e senza polvere, e le vedute che si aprirebbero sulla sommità, ci sarebbero cagione di una dolce meraviglia, simile a quella che proviamo a seguire le ampie calme volute delle nostre immaginazioni più serene.
E il colle che ci sta di fronte, leggero e aereo come fosse creato dai nostri occhi, è ancora intatto; come una fantasia non mai sognata; ed è una fantasia nuova che sentiamo di poter sognare senza turbarci.
Sulla sommità, il cielo si adagia chiaro, senz'ansia; e potremo sognare anche noi, così dolcemente, adagiarvi l'anima."
(Gaetano Arcangeli, Dal vivere, Bologna, M. Testa Editore, 1939)

Mattino invernale fuori porta
"Mi colma di gioia
questo calmo ed ilare suono
di motore che pulsa
tranquillo per una strada,
in alto, che non vedo.
Questo leggero frusciare
di rastrello che odo qui presso.
Quella figura che sale
con andatura bambina,
lenta per quei prati lontani.
Questa piccola strada fuori porta
che promette, nella sua prima
solitudine, tanta montagna.
Odo suoni leggeri
che toccano silenzi intatti
con il modo sommesso e pieno d'ombre
ch'è proprio dell'albe e dei risvegli."
(Gaetano Arcangeli, Dal vivere, Bologna, M.Testa Editore, 1939)

lunedì 10 gennaio 2011

"IN THE GHETTO": RICORDANDO ELVIS PRESLEY

"As the snow flies
On a cold and gray Chicago mornin'
A poor little baby child is born
In the ghetto
And his mama cries
'cause if there's one thing that she don't need
it's another hungry mouth to feed
In the ghetto

People, don't you understand
the child needs a helping hand
or he'll grow to be an angry young man some day
Take a look at you and me,
are we too blind to see,
do we simply turn our heads
and look the other way

Well the world turns
and a hungry little boy with a runny nose
plays in the street as the cold wind blows
In the ghetto

And his hunger burns
so he starts to roam the streets at night
and he learns how to steal
and he learns how to fight
In the ghetto

Then one night in desperation
a young man breaks away
He buys a gun, steals a car,
tries to run, but he don't get far
And his mama cries

As a crowd gathers 'round an angry young man
face down on the street with a gun in his hand
In the ghetto

As her young man dies,
on a cold and gray Chicago mornin',
another little baby child is born
In the ghetto."

TRADUZIONE:


"Quando cade la neve
 In una fredda e grigia mattina di Chicago


Un povero bimbo è nato
Nel ghetto
E sua madre piange
Perché se c’è una cosa di cui non ha bisogno
È un’altra bocca affamata da sfamare
Nel ghetto

Gente, non capite?
Il bimbo deve essere aiutato,
O un giorno diventerà cattivo.
Guarda me e te,
siamo troppo ciechi per vederlo,
voltiamo semplicemente la testa
e guardiamo dall’altra parte

beh, il mondo continua la sua vita
e il bimbo affamato con un naso moccoloso
gioca per la strada, mentre un vento freddo soffia
nel ghetto

e la sua fame aumenta
così comincia a vagabondare per la strada, di notte
e impara a rubare
e impara a combattere
nel ghetto

alla fine, una notte, per disperazione
un giovane (bambino divenuto uomo, nds) fugge.
Compra una pistola, ruba una macchina,
prova a correre, ma non va lontano
e sua madre piange

come la folla si raduna attorno a questo giovane furioso
che si affaccia per la strada con una pistola in mano
nel ghetto

quando il ragazzo muore,
in una fredda e grigia mattina di Chicago,
un altro bambino è nato
nel ghetto."

domenica 9 gennaio 2011

TRA NEBBIA E VITA: RICORDANDO JIMI HENDRIX

Purple haze all in my brain
Lately things just don't seem the same
Actin' funny, but I don't know why
'Scuse me while I kiss the sky
Purple Haze all around
Don't know if I'm comin' up or down
Am I happy or in misery?
What ever it is, that girl put a spell on me
Help me
Help me
Oh, no, no
[faint, spoken lyrics...all questionable]
Hammerin'
Talkin' 'bout heart 'n'...s-soul
I'm talkin' about hard stuff
If everbodys still around, fluff and ease, if
So far out my mind
Somethings happening, somethings happening
Ooo, ahhh
Ooo, {click} ahhh,
Ooo, ahhh
Ooo, ahhh, YEAH!
Purple haze all in my eyes, uhh
Don't know if its day or night
You got me blowin', blowin' my mind
Is it tomorrow, or just the end of time?
Ooo
Help me
Ahh, yea-yeah, purple haze, yeah
Oh, no, oh
Oh, help me
Purple haze, Tell me, baby, tell me
I can't go on like this
Purple haze
You're makin' me blow my mind...mama
Purple haze, n-no, nooo

Purple haze, no, its painful, baby."

TRADUZIONE:


"Una nebbia viola mi riempie il cervello.

Da un po' le cose non sembrano più le stesse.
Comportandosi in un modo buffo, ma non so perché.
Scusami se bacio il cielo.
Una nebbia vola tutt'attorno.
Non so se vado su o giù.
Sono su di giri o in depressione?
Comunque sia, quella ragazza mi ha stregato.
Aiutami!
Aiutami!
Oh, no, no!
Una nebbia viola mi riempie gli occhi.
Non so se è giorno o notte.
Mi fai andare fuori, fuori di testa.
È già domani, o è solo la fine del tempo
Ooh. Aiutami
Ah, sì. Nebbia viola
Oh, no,no.
Oh, aiutami.
Dimmi, piccola, dimmelo!
Non posso andare avanti e indietro in questo modo.
Mi stai facendo andare fuori di testa.
Donna.
No, è troppo doloroso, baby
Nebbia viola."

sabato 8 gennaio 2011

DOVE SI VA? ...CITANDO I NOMADI

"Sai, scriverti una lettera
Non è una cosa facile
Sai, mi sento così fragile
Le bombe non ti ascoltano
Ma... questa guerra non mi cambierà
...Mai...
Dove si va
Come si fa
A stringere la vita
Intanto fuori scoppia la notte
Dove si va
Come si fa
Se vivere da queste parti
È come tirare a sorte
Sai, il tempo è scivolato via
Ma non è stato tutto inutile
Io, saprò vederti crescere
È una promessa che non mancherò
E poi, ancora un altro giorno nascerà
Per noi... noi
Dove si va
Come si fa
A stringere la vita
Intanto fuori scoppia la notte
Dove si va
Come si fa
Se vivere da queste parti
È come tirare a sorte
E non riesco più a sorprendermi
E la pazzia che danza intorno a me
E penso che dovrei difendermi
Ma è più difficile combattere
Se il pianto di una madre no
Non può salvare la notte
...La notte...
Dove si va
Come si fa
A stringere la vita
Intanto fuori scoppia la notte
Dove si va
Come si fa
Se vivere da queste parti
È come tirare a sorte
Sai, scrivere una lettera
Non è mai stato facile."

venerdì 7 gennaio 2011

TRA ECONOMIA E VIDEOGAME: QUANDO IL MOSTRO LO ABBIAMO CREATO NOI

L'economia è una scienza della quale poco si sa ed altrettanto poco si potrà forse mai sapere. E' una branca della disciplina matematica sulla quale, nei tempi moderni, troppo è stato sfigurato.
Da ignorante in materia, posso con certezza scrivere che il tracollo del sistema creato dall'uomo ha costretto l'umanità intera a far fronte con problemi devastanti, superiori a qualsiasi possibile incubo. La disciplina economica è, senza ombra di dubbio, quella scienza che più è capace tra tutte di fare il bene ed il male dell'umanità intera.
La sua forza discende dal potere di comprensione ed amministrazione del dio Denaro. La struttura capitalisica strutturata su basi di continua ricerca di profitti sempre maggiori ha plasmato aberranti squilibri sociali, aprendo di fatto la strada ad una paventata e necessaria tolleranza di certe disuguaglianze sociali, viste oggi come minime.
La deformata interpretazione di un corretto modello economico ha prodotto una situazione che, probabilmente, sarà senza positivo ritorno per gli Stati che hanno accettato fino ad oggi logiche corrotte.
Necessariamente, è urgente svoltare; serve cambiare direzione finchè si è in tempo.
Serve verità e non finto ottimismo, serve far capire che l'Italia versa in una situazione tremendamente compromessa.
Serve ricambio generazionale, in un Paese in cui le politiche economiche per il futuro sono gestite in toto da loschi figuri che oscillano tra la sessantina e l'ottantina.
Dalle dichiarazioni del Ministro Tremonti ieri sono emersi quadri allucinanti, sicuramente non all'altezza della gravità della questione: "Compare un mostro, lo combatti, lo vinci, ti rilassi e subito spunta un altro mostro più forte del primo. [...]Adesso diciamo che va tutto bene, ma ne siamo proprio sicuri?"
L'economia viene vista come un videogame, un mero prodotto della fantasia di fenomenali programmatori. Il videogioco entusiasma, rapisce, coinvolge e forma caratterialmente, se ben vissuto.
Le distorte logiche economiche moderne sono forse in grado di fare lo stesso? Il mondo nel quale viviamo non è più in diritto di sognare, dalle statistiche che si delineano all'orizzonte.
Sono state fin troppo chiare le dichiarazioni di John Boehner, nuovo speaker repubblicano alla Camera:
"L'America non può fare default sul proprio debito, ma non può continuare a finanziarsi così aggressivamente mettendo un'ipoteca sul futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti."
Presa dalla nuova ed inaspettata strategia del compromesso per garantirsi governabilità, l'America deve far frontare alla scelta di alzare il tetto del debito entro il primo trimestre del 2011: senza tale opzione, stando alle parole del segretario del Tesoro Timothy Geithner, "[...]il rischio è il default, che sarebbe più doloroso della crisi del 2008/2009."
Non servono parole, quindi, per poter descrivere con esattezza la situazione nella quale siamo immersi.
Ciò che stupisce un esterno alle tematiche economiche è questa neonata urgenza riguardo al problema del debito pubblico: è lecito accorgersene solamente ora?
E' lecito vedere questo come il nuovo mostro nell'allucinante (od assurda, nds) metafora fatta dal Ministro Tremonti?  Come sarà messa l'Italia nella battaglia finale contro questo (nuovo??) ostacolo? In questo senso, dai bilanci sembra che non ci siano speranze.
Non ci sono possibilità di evadere da tale nemico, se non strutturare politiche adeguate per predisporne una potenziale riduzione. Il decidere come ridurlo è compito di esperti e non di ignoranti, appunto.
Esulando quindi da tale discorso, che ne sarebbe di un debito pubblico a disavanzo incontrollato?
"[...] si potrebbe dire che il debito pubblico va ridotto perchè nessuno può indebitarsi all'infinito, e prima o poi i debiti vanno pagati: a questa regola elementare neppure lo Stato può sfuggire. [...]" (Ignazio Musu, "Il debito pubblico"- Mulino Edizioni)
Strutturando la politica italiana, la tematica del debito pubblico si avvale di tre componenti principali per l'emissione di cosiddetti titoli pubblici:
  • Buoni ordinari del Tesoro (BOT): si tratta di emissioni a breve durata, il cui rendimento è connesso alla differenza tra il valore nominale di rimborso ed il prezzo di emissione;
  • Certificati di credito del Tesoro (CCT): si tratta di titoli a scadenza medio-lunga, con rendimento connesso ai titoli di durata più breve;
  • Buoni del Tesoro Poliennali (BTP): si tratta di titoli aventi qualsiasi possibile durata.
Anche attraverso queste componenti, dunque, si esprime oggi il debito pubblico italiano. Questo mostro ha raggiunto livelli record, essendo ormai prossimo a sforare i 1900 miliardi di Euro. Il contesto nel quale ci muoviamo ci vede come ultra-deficitari, in quanto nella sola Europa siamo di gran lunga i peggiori (peggiori anche ad altri Stati già a rischio o già falliti, come Grecia, Portogallo od Irlanda, nds).
In contropartita è andata la recente revisione della valutazione del debito, promossa dall'Italia in primis: affiancare al debito pubblico anche il debito privato. Essendo lo Stato italiano una struttura a complessivo debito pubblico moderato, può considerarsi complessivamente messo meno peggio di altri.
E' giusto, però, rimediare ai danni fatti dallo Stato con il meticoloso risparmio intrapreso dalle famiglie italiane? Domanda su cui sarebbe oggettivamente curioso ragionare, appunto.
Sullo sfondo, le potenze mondiali incombono. Prima tra tutte la Cina ,che ha deciso da pochissimo di puntare con ancora più decisione di oggi sui mercati europei: le autorità cinesi sembrerebbero, infatti, disposte ad acquistare fette di debito pubblico presente in tutti gli Stati della vecchia Europa.
La vendita di debito potrebbe essere fatta corrispondere, senza dubbi, a crediti ulteriori da vantare nei confronti di altre potenze nascenti.
Sullo sfondo, purtroppo, rimangono tasse occulte affiancate ad un Euro a picco sui mercati mondiali.
Rimane un mostro che, attualmente, sembra troppo forte per essere vinto ed annullato. L'economia, per come è stata concepita fino ad oggi, è stata solo capace di conviverci. Al quanto pare, però, da oggi lo stato di mobilitazione e paura è in crescita.
Che si tratti di un caso? Già nella sola Italia chi nasce si trova un'ipoteca sulla vita e sul futuro quantificabile in circa 30mila Euro. Fin dove vogliamo arrivare?
Esulando da assurde metafore di Tremonti, un ignorante come tanti continua a chiederselo.
Ed a chiederlo, appunto.

giovedì 6 gennaio 2011

REGALI DI GOVERNO...

Chi più ne ha più ne metta, per le vacanze natalizie è lecito essere sempre più buoni. (Im)memori della risicata vittoria per 314 su 311, si continua la folle rincorsa per guadagnare qualche poltroncina in più da aggiungere al gruppo di responsabilità nazionale.
Nel mentre qualcuno fa le veci per convincere, qualcun altro si muove già per odor di campagna elettorale; si ritorna ad inneggiare a complotti comunisti, ad accordi presunti tra rossi e magistrature. Prigioniero del fedelissimo e francobollante Signorini, un nanetto qualunque ritorna ad imperversare con messaggi d'antan :
"I nostri post-comunisti fanno finta di avere abitato su Marte. Ma non hanno mai fatto i conti con il loro passato.[...] I comunisti si sono imborghesiti, indossando capi firmati e scarpe fatte su misura, [...] ma sono sempre gli stessi."
I comunisti moderni si disperdono in salotti chic e non più in case del popolo: è questa la ricetta magica per trionfare a nuove elezioni. Muovendosi su più fronti, qualcuno avrà mai il coraggio di  chiedere cosa ne sarà di tutti quegli amici o doni di Dio di matrice comunista quando si tratta di affari: Putin, Lukashenko e Nazarbayev su tutti.
Il fatto che nulla stupisca più non deve sorprendere, in quanto una delle armi più vincenti del berlusconismo è stata, da sempre, quella dell'innescare bombe complottistiche a più non posso. Sentiremo mai, dall'imponente distruttore e distrattore di masse Signorini, qualche domanda volta a mettere in dubbio la luce (riflessa) di questo malcapitato 75enne? Poco potremo stupirci, continuando ad ammirarlo nelle vesti di moralizzatore onnipotente sotto le telecamere del Grande Fratello.
Giudicare concorrenti per elogiare potenti: è questa la ricetta vincente del nuovo distrattore di masse? Chiamarlo giornalista sarebbe, senza colpo ferire, un insulto a tutti coloro che si sono portati avanti per onorare il buon nome di un mestiere volto a difendere e tutelare verità e futuro.
Di pari passo al fronte elettorale, però, marcia il fronte governativo volto ad arrampicarsi su mille mila compromessi per tenere in piedi un esecutivo capace di far da scudo a minacce giudiziare incombenti sul 75enne sopra citato. Su questa onda, la volontà del Governo del fare (schifo) muove i suoi (ultimi?, nds) passi per convincere gli schieramenti ascoltanti su tematiche sensibili.
Da un lato giunge la Lega, volenterosa di portare a casa un federalismo fiscale accentralista e massacratore nei confronti di un Sud Italia già terribilmente provato: stando a dati di previsione economica, si potrebbero avere tra il 2011 ed il 2012 tagli pari a quasi 3 miliardi di Euro per gli enti locali (Fonti Anci, nds).
Dall'altro arrivano i piccoli partiti, Mpa ed Svp su tutti, desiderosi di ottenere qualche fondo utile rastrellato dal fondo del barile da investire riguardo alle regioni di appartenenza: è il caso di fondi da destinare alle opere nel Sud per il primo, mentre si tratta di aiuti concreti per arretrati all'Alto Adige per i secondi.
Tutto ciò potrebbe costare, stando alle ultime previsioni, qualche miliardo di Euro in più del previsto.
Guardando alle potenziali difficoltà nel trovarli, basti pensare ai soli 5 milioni di Euro reperiti a fatica dal bilancio statale per ovviare ai deficit informatici interni al compartimento giustizia.
L'altro conto, infine, va fatto nei confronti del quoziente familiare promesso al dialogo con l'Udc; in termini concreti, appunto, si tratterebbe di una perdita statale quantificabile tra i 9 ed i 18 miliardi di Euro.
Tra i pilastri del Governo del Fare emergono, ancora una volta, statistiche di spesa significative. Fronte elettorale accostato all'area, ormai ennesima, delle nuove garanzie da aggiungere alla calza che la befana consegnerà al diretto interessato: "L'amalgama creatosi fra terrorismo, mafia, corruzione, sprezzo della magistratura: non è una vecchia pagina da voltare. E' il presente limaccioso che viviamo." (Barbara Spinelli)
Mai parole furono più pesanti. Ma azzeccate, appunto.

p.s.: quanto scritto è assolutamente casuale e frutto delle riflessioni di una mente palesemente malata e distorta, nds.