mercoledì 27 aprile 2016

FRA UMANITA', ALTRUISMI, PRESENZE ED ASSENZE...CITANDO "IL PICCOLO PRINCIPE"

"[...] Quest’uomo, si disse il piccolo principe, quest’uomo sarebbe disprezzato da tutti, dal re, dal vanitoso, dall'ubriacone, dall'uomo d’affari. Tuttavia è il solo che non mi sembri ridicolo. 
Forse perché si occupa di altro che non di se stesso. [...]"
(Il piccolo Principe, cit.)


domenica 24 aprile 2016

SU RESISTENZA ED UMANA INDOLE, GIORNO DOPO GIORNO

"[...] Questo è un mondo/ che ti logora di dentro/ ma non vedo/ come fare ad essere contro./ Non mi arrendo/ ma per essere sincero/ io non trovo proprio niente/ che assomigli al vero. [...] 
Non a caso la nostra coscienza/ ci sembra inadeguata/ quest'assalto di tecnologia/ ci ha sconvolto la vita. [...] Io che non riesco più a giudicare/ non so neanche che cosa dire/ della mia solitudine. [...] Ma noi siamo talmente toccati/ da chi sta soffrendo/ ci fa orrore la fame, la guerra/ le ingiustizie del mondo./ Com'è bello occuparsi dei dolori/ di tanta, tanta gente/ dal momento che in fondo/ non ce ne frega niente. [...] il falso è un'illusione che ci piace/ 
il falso è quello che credono tutti/ è il racconto mascherato dei fatti/ 
il falso è misterioso/ e assai più oscuro/ se è mescolato/ insieme a un po' di vero [...]" 
(Il tutto è falso, G.Gaber, cit.)

Fonte immagine: redbiancoenero.wordpress.com

venerdì 22 aprile 2016

"IL MUSEO DEI NUMERI", CERCANDO RISPOSTE PER IL MONDO DELLA MATEMATICA

Quali e quanti sono i significati che è possibile attribuire a numeri, matematica e discipline scientifiche? Il percorso dell'essere umano è da tantissimo tempo (contras)segnato dal saper fare di conto e dalla possibilità di rendere numerabile tutto ciò che può esserlo.
Di pari passo con questa storia il numero è da sempre invenzione e convenzione, stabilita dall'uomo per poter dare una struttura alla realtà. Contemporaneamente a questo dato di sostanza sono arrivate, nei secoli, altr(ettant)e parole ad accompagnare questo percorso: ricerca, infinitamente grande, infinitamente piccolo.
L'approccio scientifico nei confronti del reale presuppone, in prima istanza, la realizzazione di quel metodo sperimentale di galileiana memoria fondato sull'analisi specifica di modellazioni matematiche o matematico-fisiche. Senza queste nessun tentativo di comprensione e descrizione del reale potrebbe essere possibile. Dietro a tutto questo rimangono, come comuni denominatori, sempre ed identicamente loro: i numeri. Ciò che è numero può rendere pregio e possibilità nell'analisi di ciò che è reale. Cosa si potrebbe scrivere qualora si volesse provare ad effettuare un parallelo fra storia dell'essere umano e diffusione dei numeri?
A questa domanda cerca di rispondere l'opera "Il museo dei numeri - Da zero verso l'infinito, storie dal mondo della matematica", scritto da Piergiorgio Odifreddi e pubblicato da Rizzoli.
Un libro che prova a partire da una serie di domande che, in quanto uomini, prima o poi dovrebbe essere opportuno cercare di porre. Una prima possibilità viene fornita dall'introduzione alla presente opera, riportata sin dalla copertina:

"[...] 'Cos'è il numero, che l'uomo lo può capire? E cos'è l'uomo, che può capire il numero?' A porsi queste domande fu nel 1960 il neurofisiologo Warren McCulloch, evidentemente insoddisfatto delle molte rigide e vuote definizioni che erano state sciorinate fino ad allora dai filosofi. [...]"

Il tentativo fatto dall'autore converge verso la necessità di dare ordine e storia al pensiero che ha costruito e permesso a numeri e scienze matematiche di diffondersi:

"[...] In questo libro Piergiorgio Odifreddi affronta le [...] domande con approccio tecnico e pratico: invece di provare inutilmente a dirci cos'è il numero in astratto, ci mostra utilmente una serie di numeri in concreto. [...]"

Le potenzialità di illustrare cosa possano essere i numeri sia da un punto di vista tecnico che da un aspetto pratico permette di avere, prescindendo dai contesti storici, un terreno sempre fertile per favorire la nascita di un pensiero e la crescita di metodi capaci di favorire una ricerca verso 'porti' a cui ancora nulla è attraccato:

"[...] [L'autore] ne ha scelti una cinquantina tra quelli che meglio si prestano a essere raccontati, e ce li illustra come se fosse la guida di un museo, mostrandoci di ciascuno la struttura globale e i particolari locali. Passeggiando tra i quadri di questa esposizione, il lettore troverà i piccoli grandi numeri da 0 a 9, accorgendosi di non conoscerli così bene come pensava. 
Scoprirà il fascino di numeri che credeva senza interesse [...]. Proverà a immaginare numeri tanto grandi da essere quasi inafferrabili e inconcepibili. E arriverà infine a intuire perché i matematici pensano che i numeri siano la cosa più vicina al divino che l'uomo possa percepire: perché lo sono. [...]"

Sullo sfondo, fra storie e numeri da esplorare, la possibilità di capirne di più per quanto riguarda la storia umana:

"[...] Che legame c'è [...] fra numeri e uomini? Gli uomini hanno inventato i numeri dal nulla, o li hanno scoperti nell'esistente? E sono gli unici esseri viventi a intenderli, o anche altri li percepiscono? [...]" Fonte: Contare con le dita, "Il museo dei numeri - Da zero verso l'infinito, storie dal mondo della matematica", P.Odifreddi, Rizzoli Editore


giovedì 21 aprile 2016

FRA ESSERI UMANI, OSSESSIONI E REALTA' MULTIFORMI

"[...] Siamo ossessionati da noi stessi. Studiamo la nostra storia, la nostra psicologia, la nostra filosofia, la nostra letteratura, i nostri dèi. Molto del nostro sapere è un rigirare dell'uomo intorno a se stesso, come fossimo noi a cosa più importante dell'Universo. [...]
Quello che vediamo [...] non fa che meravigliarci. Abbiamo imparato moltissimo sull'Universo. Nel corso dei secoli abbiamo riconosciuto molti dei nostri errori. Credevamo che la Terra fosse piatta.
Che fosse ferma al centro del mondo. Che l'Universo fosse piccolo e rimanesse sempre uguale a se stesso. Credevamo che gli uomini fossero una stirpe a parte, senza parentele con gli altri animali.
Abbiamo imparato che esistono quark, buchi neri, particelle di luce, onde di spazio e straordinarie architetture molecolari in ogni cellula del nostro corpo. 
L'umanità è come un bimbo che cresce e scopre con stupore che il mondo non è solo la sua stanzetta e il suo campo giochi, ma è vasto, ci sono mille cose da scoprire e idee da conoscere diverse da quelle fra le quali è cresciuto. L'Universo è multiforme e sconfinato, e continuiamo a scoprirne nuovi aspetti. Più impariamo sul mondo, più ci stupiamo della sua varietà, bellezza e semplicità.
Ma più scopriamo, più ci rendiamo anche conto che quello che ancora non sappiamo è più di quanto abbiamo già capito. Più potenti sono i nostri telescopi, più vediamo cieli strani e inaspettati.
Più guardiamo i dettagli minuti della materia, più scopriamo cose profonde. [...]"
Fonte: Camminando lungo il mare - Premessa, "La realtà non è come ci appare - La struttura elementare delle cose", C.Rovelli, Scienza e Idee - Raffaello Cortina Editore

Fonte immagine: greenme.it

martedì 19 aprile 2016

FRA POESIA, POETI E DECLIN(ANT)I UMANI(TA')...

"[...] Se dovessi sparire nei meandri della terra 
e non vedere più la luce del giorno 
ma è sempre soltanto la stessa vecchia storia e nessuno lo capirà.
Ma lasciatemi qui nel mio pezzo di cielo ad affogare i cattivi ricordi 
nelle vie di New York il poeta è da solo e nessuno lo salverà [...]
 è sempre soltanto la stessa vecchia storia e nessuno lo capirà 
Ma lasciatemi qui nel mio pezzo di cielo ad affogare i cattivi ricordi 
nelle vie di Parigi il poeta è da solo e nessuno lo salverà. 
Vecchia sporca Dublino per un figlio che ritorna 
sei una madre che attende al tramonto 
con la puzza di alcool, coi baci e le canzoni 
per chi è stato un prigionero lontano 
c'è una bomba e una pistola, un inglese da accoppare 
e una divisa dell'esercito in verde 
ma è sempre soltanto la stessa vacchia storia e nessuna lo capirà 
Ma lasciatemi qui nel mio pezzo di cielo ad affogare i cattivi ricordi 
nelle vie di Dublino il poeta è da solo e nessuno lo salverà. [...]"
(Morte di un poeta, Modena City Ramblers, cit.)

Fonte immagine: 
"Poesia e convivialità, verso un'ecologia del vivere umano", 
italiachecambia.org

sabato 16 aprile 2016

FRA TRAGUARDI, CASTELLI E CREATURE DI PRIMAVERA...

"[...] Costruiremo un bel castello/ e poi lo sfasceremo/ in seguito a un duello immaginario./ Saremo due turisti col naso sempre in aria/ e le valigie che aspettano in albergo./ Sei una creatura di prima scelta [...] Ti piacciono i difetti e ascolti/ il lato b dei dischi vecchi/ che stendi sopra il letto./ Sei una creatura di primavera/ fuori intanto sta soffiando una bufera [...]" (Pensandoti, S.Bersani, cit.)

Il compleanno, M.Chagall

mercoledì 13 aprile 2016

"QUANDO E' TROPPO E' TROPPO", LEGGENDO DI BERNARD SANDERS

Quale sia l'effetto che la candidatura di Bernie Sanders stia producendo nella società americana è cosa ormai risaputa ed acclarata, in quanto molto grandi sono le eco che sta riuscendo a produrre una figura fuori dalle tradizionali convenzioni.
Le ragioni di un certo modo di fare ed interpretare la politica sembrano essere dirette conseguenze di un'esistenza vissuta dalla parte di convinzioni ben precise, dilazionate sui differenti livelli istituzionali rivestiti. 
Alcune di queste sfaccettature sono contenute nell'opera "Quando è troppo è troppo - contro Wall Street, per cambiare l'America", raccolta di scritti e frammenti d'esistenza del candidato alla Casa Bianca curata da Rosa Fioravante e pubblicata da Castelvecchi per la collana Radar
La forza che promuove un'opera simile è imperniata su convinzioni che hanno prodotto (o cercato di produrre), grazie ad una serie di battaglie tanto imponenti quanto frontali su alcuni squilibri chiave, precise consapevolezze in seno alla società americana. 
La ventata di novità che ha trascinato questa candidatura ad un progressivo affermarsi nei confronti di precisi segmenti della società americana è stata dettata da linee cardine che il presente testo concorre al definire sin dalla copertina:

"[...] Un socialista alla Casa Bianca? Bernard [...] Sanders sta sconvolgendo l'America e il mondo. Primo candidato nella storia USA a rifiutare i finanziamenti dei grandi donatori, delle lobby e di Wall Street, Sanders ha presentato un programma di cambiamento radicale, una vera e propria 'rivoluzione politica', come lui stesso la definisce, dalla parte dei giovani, dei disoccupati, dei lavoratori, della classe media impoverita dalla crisi. [...]"

Mediante una selezione dei suoi maggiori discorsi è quindi possibile delineare un pensiero politico, capace di incidere in maniera importante su una serie di squilibri non sanati (e/o forse non sanabili?) sia nel contesto americano che nelle sfere legate al contesto mondiale. 
La storia del candidato concorre a definire una rilevante figura che ha saputo istituzionalizzarsi senza forse perdere la spinta propulsiva data dal percepire ciò che di distorto esiste nella società come essenziale da abbattere. Leggendo una sua brevissima biografia è possibile accorgersi di quale portata siano state le battaglie intraprese negli anni di politica, prescindendo dai livelli istituzionali strutturati nel tempo:

"[...] Nato nel 1941 a Brooklyn da genitori ebrei emigrati dalla Polonia, viene eletto Sindaco per un pugno di voti come candidato indipendente a Burlington (Vermont) nel 1981. 
Dopo l'elezione a Deputato nel 1990, entra in Senato, sempre nel Vermont, nel 2006, dove porta avanti dure battaglie contro gli sgravi fiscali ai più ricchi e a favore di politiche sociali più avanzate. Nel maggio 2015 si candida alla Presidenza degli Stati Uniti. [...]"

Fra discorsi e citazioni viene tratteggiata la serie di intenzioni e di progetti che la sua candidatura cerca di portare all'attenzione della società americana (ma non solo), concorrendo al definire una serie di obiettivi non privi di problematiche, controversie e difficoltà sostanziali da (provare ad) abbattere: 

"[...] E' ora che milioni di famiglie di lavoratori si uniscano per ridare vita alla democrazia americana, eliminare i privilegi delle oligarchie economico-finanziarie, fermare il collasso della classe media, assicurare ai nostri figli e nipoti una vita di qualità, garantendo loro salute, benessere, sicurezza e felicità. [...]"

Leggere per approvare, discutere, approfondire ed anche confutare. 
Oppure semplicemente per saperne di più.


martedì 12 aprile 2016

SULL'ANDARE CONTROCORRENTE, PER PARTE UMANA

"[...] Sullo scandalo metallico 
di armi in uso e in disuso 
a guidare la colonna 
di dolore e di fumo [...]
la maggioranza sta [...] 
recitando un rosario 
di ambizioni meschine 
di millenarie paure 
di inesauribili astuzie. 
Coltivando tranquilla 
l'orribile varietà 
delle proprie superbie 
la maggioranza sta 
come una malattia 
come una sfortuna [...] 
per chi viaggia in direzione ostinata e contraria [...]
Ricorda Signore questi servi disobbedienti 
alle leggi del branco 
non dimenticare il loro volto 
che dopo tanto sbandare 
è appena giusto che la fortuna li aiuti 
come una svista 
come un'anomalia 
come una distrazione 
come un dovere. [...]"
(Smisurata preghiera, F. De Andrè, cit.)

L'Heureux Donateur, R.Magritte

domenica 10 aprile 2016

VERSO CHI (E CIO' CHE) E' ELEMENTARE


"[...] Un uomo sta seduto con un'ombra accanto 
osserva l'ingresso del suo labirinto 
ma il futuro che lo insegue, il passato gli è davanti, ma lui, lui resta lì [...] 
all'incrocio tra il niente e una vita indegna 
ma una mano leggera gli sfiora dolce il viso [...]
Un uomo che cammina lungo un 
precipizio, sembra indifferente e non guarda in basso 
con quella sensazione di essere immortale di chi ha perso tutto 
poi vede quella stanza in fondo al corridoio, 
quella in cui quando si entra tutto quanto è buio 
così afferra la maniglia respira, chiude gli occhi, 
apre la porta e tutto è lì [...]"
(Elementare, N.Fabi, cit.)

giovedì 7 aprile 2016

SU FELICITA' (PRESUNTA)...E DOMANDE

"Quando, all'alba, dall'ombra s'affaccia,
discende le lucide scale
e vanisce; ecco dietro la traccia
d'un fievole sibilo d'ale,
io la inseguo per monti, per piani,
nel mare, nel cielo: già in cuore
io la vedo, già tendo le mani,
già tengo la gloria e l'amore.
Ahi! ma solo al tramonto m'appare,
su l'orlo dell'ombra lontano,
e mi sembra in silenzio accennare
lontano, lontano, lontano.
La via fatta, il trascorso dolore,
m'accenna col tacito dito:
improvvisa, con lieve stridore,
discende al silenzio infinito."
(La felicità, G.Pascoli, cit.)



lunedì 4 aprile 2016

SU NUOVE PROSPETTIVE DI VITA, NEL MONDO E PER L'ESSERE UMANO

"[...] Io come uomo io vedo il mondo
come un deserto di antiche rovine.
Io vedo un uomo che tocca il fondo 
ma forse al peggio non c'è mai una fine.
Nel frattempo la vita non si arrende 
e la gente si dà un gran da fare
tanti impegni tante storie
con l'inutile idea di colmare
la mancanza [...] di una vera coscienza.
E' come se dovessimo riempire, un vuoto profondo. 
E allora ci mettiamo dentro rimasugli di cattolicesimo, pezzetti di sociale, 
brandelli di antichi ideali, un po' di antirazzismo [...].
La decadenza che viviamo
è un malessere 
che ci prende pian piano. [...]
E' come se la vecchia morale non ci bastasse più. 
In compenso se ne sta diffondendo una nuova, 
che consiste nel prendere in considerazione più che altro, 
i doveri degli altri, verso di noi. 
Sembrerà strano, 
ma sta diventando fortemente morale, 
tutto ciò che ci conviene. Praticamente un affare. [...]
E pensare che basterebbe pochissimo. 
Basterebbe spostare a stacco, la nostra angolazione visiva. 
Guardare le cose come fosse la prima volta. 
Lasciare fuori campo tutto il conformismo di cui è permeata la nostra esistenza. [...] 
Dubitare dei nostri pensieri fermi sicuri, inamovibili. 
Dubitare delle nostre convinzioni, presuntuose e saccenti. 
Basterebbe smettere una volta per tutte, di sentirsi sempre delle brave persone. [...] 
Basterebbe smascherare, smascherare tutto. [...]
Smascherare la nostra falsa coscienza individuale. Subito. [...]
Sì basterebbe pochissimo. Non è poi così difficile. 
Basterebbe smettere di piagnucolare criticare affermare fare il tifo, e leggere i giornali. 
Essere certi solo di ciò che noi viviamo direttamente. [...] 
Basterebbe smascherare qualsiasi falsa partecipazione. 
Rendersi conto che l'unico obiettivo non può essere il miglioramento delle nostre condizioni economiche, perché la vera posta in gioco, è la nostra vita. 
Basterebbe smettere di sentirsi vittime del denaro, del destino del lavoro, e persino della politica, perché anche i cattivi governi sono la conseguenza della stupidità degli uomini. 
Basterebbe rifiutare, rifiutare la libertà di calpestare gli altri, ma anche la finta uguaglianza. Smascherare le nostre presunte sicurezze. [...]"
(Una nuova coscienza, G.Gaber, cit.)


sabato 2 aprile 2016

FRA FELICITA', PAURE ED ATTIMI (IR)RAGGIUNGIBILI

"[...] Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che s'incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t'ama.
Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
e' dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case. [...]"
Felicità raggiunta, E.Montale


venerdì 1 aprile 2016

"IL CLIMA CHE CAMBIA", VALUTANDONE EFFETTI E RISCHI

Quali potrebbero e possono essere le implicazioni che il cambiamento climatico causerà sul pianeta Terra e, conseguentemente, sull'essere umano e sulle intere specie animali e vegetali?
Attraverso quali ambiti specifici è possibile comprendere le serie di degenerazioni e peggioramenti a cui l'umanità può o potrebbe andare incontro qualora non venissero pienamente comprese le questioni attualmente in corso di progressiva concretizzazione?
Il punto sul cambiamento climatico contribuisce ad innescare un circolo vizioso che potrebbe condurre ad implicazioni fortemente negative su un'altra grande serie di settori: società, politica, economia, sopravvivenza delle specie, sviluppo economico e dinamiche regolanti lo sviluppo nei Paesi poveri solo per citare alcune delle potenziali conseguenze.
Le domande da muovere attorno ad una questione sostanziale come questa possono, alla luce delle questioni riferite, essere potenzialmente sterminate: quali sono le misure prese dalle Istituzioni per far fronte a politiche di mitigazione e/o di adattamento verso ciò che è appare ormai inevitabile?
Quali potrebbero essere le questioni più scottanti da regol(ament)are, tenendo presenti le concrete problematiche di azione e definizione di provvedimenti che sappiano incidere sulla carne viva del dibattito? Mediante quali perimetri sarebbe necessario adoperarsi per effettuare opere di formazione e sensibilizzazione in materia di energia e cambiamento climatico?
Quali sono le modalità attivabili o già presenti di finanziamento e promozione economica, vincolate alla necessità di affrontare con capacità critica le degenerazioni derivanti dal cambiamento climatico?
A queste ed a molt(issim)e altre domande risulterà sempre più puntuale ed urgente rispondere in futuro, proprio in virtù del fatto che certe forme di cambiamento ed inasprimento saranno inevitabili.
Su queste linee si muove il libro "Il clima che cambia - Non solo un problema ambientale", scritto da Carlo Carraro ed Alessandra Mazzai ed edito da Il Mulino - Upm.
Le serie di punti ed argomentazioni che si muovono attorno ai cambiamenti climatici sono citate esplicitamente dagli stessi autori come inevitabili:

"[...] La temperatura media globale è in crescita ormai da più di cent'anni.
Con sempre maggiore frequenza eventi estremi come uragani, piogge torrenziali o siccità prolungate rovesciano sul nostro habitat e le nostre vite i loro effetti disastrosi. 
Al pari della disoccupazione e delle crisi monetarie internazionali, il cambiamento climatico è uno dei grandi problemi economici (oltre che etici) da fronteggiare. Possiamo ancora farlo?
La direzione giusta [...] è quella dello sviluppo sostenibile: una strada che, agendo con urgenza, è ancora possibile percorrere. [...]"

L'urgenza di prendere una "direzione giusta" si muove verso la possibilità di costruire una strada che sappia essere strutturalmente imperniata su una serie di dati di fatto dai quali è impossibile ormai prescindere. Da questi dati discendono una lunga serie di questioni a cui, allo stato attuale, è essenziale rispondere con pragmatica operatività:

"[...] Quali sono le origini del cambiamento climatico? Quali sono le sue conseguenze, quelle che già osserviamo e quelle a cui ci dovremo adattare? Siamo ancora in grado di controllare i cambiamenti climatici in corso, almeno parzialmente? E cosa si potrebbe fare, in tempi rapidi e senza penalizzare troppo la nostra crescita economica? E' solo sull'innovazione tecnologica che dobbiamo puntare?
In che modo affrontare il cambiamento climatico può aiutarci a migliorare i sistemi economici per renderli più sostenibili ed inclusivi, per ridurre lo spreco di risorse e le disuguaglianze? [...]"
Fonte: Premessa, Il clima che cambia - Non solo un problema ambientale, C.Carraro - A.Mazzai, Il Mulino

Il limitare sprechi e disuguaglianze deve essere un imperativo strutturale entro il quale circoscrivere scelte future e provvedimenti attuali, proprio perché si dovrà cercare di costruire percorsi nei quali strutturare progressivamente nuovi modi di percepire sia l'ambiente che l'economia ambientale legata alle potenziali perdite subite dalla società e dal mondo intero.
Diffusione e sensibilizzazione su questo argomento ruotano attorno ad una serie di imperativi che è e sarà in futuro sempre più complicato nascondere e/o sottovalutare:

"[...] Da un lato, è necessario cambiare i nostri comportamenti di consumo e i nostri sistemi produttivi, in particolare in campo energetico, per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra, principale causa del cambiamento climatico. Dall'altro, dobbiamo costruire quelle infrastrutture e sviluppare quelle tecnologie che ci difenderanno dagli impatti dei cambiamenti del clima. 
Le conseguenze del clima che cambia rappresentano sicuramente un problema ambientale e sociale, ma costituiscono soprattutto una fondamentale questione economica, che pervade ogni possibile decisione di Governi, Istituzioni e imprese. Controllare il clima che cambia significa orientare oggi, con urgenza, investimenti per uno sviluppo sostenibile e inclusivo. Non servono molte spese aggiuntive: serve soprattutto ri-direzionare quelle già messe in campo, in modo che tengano conto della minaccia del cambiamento climatico. [...]"
Fonte: Premessa, Il clima che cambia - Non solo un problema ambientale, C.Carraro - A.Mazzai, Il Mulino

Risulterà quindi sostanziale adoperarsi per definire concretamente gli ambiti d'azione entro i quali poter procedere, andando ad innescare progressivi miglioramenti su una definita serie di argomentazioni concrete. Da queste specificità sarà possibile descrivere una serie di capitoli e peculiarità pienamente strutturate:

  • Cosa dice la scienza, in materia di cambiamento climatico e di specificità riguardo a mitigazione ed adattamento;
  • Quali politiche per il controllo dei cambiamenti climatici è possibile mettere progressivamente in atto, pesando con attenzione possibilità ed opportunità in materia operativa;
  • Quali potrebbero essere gli impatti legati ai cambiamenti climatici, includendo nell'ipotetico "conteggio" sia rischi per la salute che pericoli legati ad insicurezza alimentare e crescita della popolazione; 
  • Definizione, trascorso ed evoluzione dei cambiamenti climatici in rapporto ad alcune zone critiche e fragili del pianeta Terra;
  • Specificità sui provvedimenti sempre più urgenti e necessari da adottare in materia di cambiamenti climatici, cercando parimenti di comprendere quanto possa essere fondamentale fronteggiare le strade complementari di mitigazione ed adattamento strutturali;
  • Metodi per quantificazione e riduzione di gas serra ed emissioni, cercando di inquadrare da vicino le tematiche legate sia al prezzo delle emissioni che ai progressi climatici da assegnare ai Paesi emergenti ed alla loro crescita soprattutto futura;
  • Prospettive legate all'adattamento ai cambiamenti climatici, inquadrando sia strategie europee che cosiddette "buone pratiche" urbane per favorire percorsi di presa di consapevolezza e miglioramento;
  • Provvedimenti e misure intraprese e/o da poter intraprendere per quanto riguarda lo sviluppo sostenibile e la cosiddetta green economy.
La necessità di direzionare e strutturare percorsi entro cui (cercare di) strutturare il futuro è un procedere che non dovrebbe, in nessun modo, prescindere dalla possibilità di definire come prioritari i provvedimenti da realizzare in tema di mitigazione ed adattamento legati al cambiamento climatico.
Non solo un problema ambientale, appunto. Come da titolo.