Quali e quanti sono i significati che è possibile attribuire a numeri, matematica e discipline scientifiche? Il percorso dell'essere umano è da tantissimo tempo (contras)segnato dal saper fare di conto e dalla possibilità di rendere numerabile tutto ciò che può esserlo.
Di pari passo con questa storia il numero è da sempre invenzione e convenzione, stabilita dall'uomo per poter dare una struttura alla realtà. Contemporaneamente a questo dato di sostanza sono arrivate, nei secoli, altr(ettant)e parole ad accompagnare questo percorso: ricerca, infinitamente grande, infinitamente piccolo.
L'approccio scientifico nei confronti del reale presuppone, in prima istanza, la realizzazione di quel metodo sperimentale di galileiana memoria fondato sull'analisi specifica di modellazioni matematiche o matematico-fisiche. Senza queste nessun tentativo di comprensione e descrizione del reale potrebbe essere possibile. Dietro a tutto questo rimangono, come comuni denominatori, sempre ed identicamente loro: i numeri. Ciò che è numero può rendere pregio e possibilità nell'analisi di ciò che è reale. Cosa si potrebbe scrivere qualora si volesse provare ad effettuare un parallelo fra storia dell'essere umano e diffusione dei numeri?
A questa domanda cerca di rispondere l'opera "Il museo dei numeri - Da zero verso l'infinito, storie dal mondo della matematica", scritto da Piergiorgio Odifreddi e pubblicato da Rizzoli.
Un libro che prova a partire da una serie di domande che, in quanto uomini, prima o poi dovrebbe essere opportuno cercare di porre. Una prima possibilità viene fornita dall'introduzione alla presente opera, riportata sin dalla copertina:
"[...] 'Cos'è il numero, che l'uomo lo può capire? E cos'è l'uomo, che può capire il numero?' A porsi queste domande fu nel 1960 il neurofisiologo Warren McCulloch, evidentemente insoddisfatto delle molte rigide e vuote definizioni che erano state sciorinate fino ad allora dai filosofi. [...]"
Il tentativo fatto dall'autore converge verso la necessità di dare ordine e storia al pensiero che ha costruito e permesso a numeri e scienze matematiche di diffondersi:
"[...] In questo libro Piergiorgio Odifreddi affronta le [...] domande con approccio tecnico e pratico: invece di provare inutilmente a dirci cos'è il numero in astratto, ci mostra utilmente una serie di numeri in concreto. [...]"
Le potenzialità di illustrare cosa possano essere i numeri sia da un punto di vista tecnico che da un aspetto pratico permette di avere, prescindendo dai contesti storici, un terreno sempre fertile per favorire la nascita di un pensiero e la crescita di metodi capaci di favorire una ricerca verso 'porti' a cui ancora nulla è attraccato:
"[...] [L'autore] ne ha scelti una cinquantina tra quelli che meglio si prestano a essere raccontati, e ce li illustra come se fosse la guida di un museo, mostrandoci di ciascuno la struttura globale e i particolari locali. Passeggiando tra i quadri di questa esposizione, il lettore troverà i piccoli grandi numeri da 0 a 9, accorgendosi di non conoscerli così bene come pensava.
Scoprirà il fascino di numeri che credeva senza interesse [...]. Proverà a immaginare numeri tanto grandi da essere quasi inafferrabili e inconcepibili. E arriverà infine a intuire perché i matematici pensano che i numeri siano la cosa più vicina al divino che l'uomo possa percepire: perché lo sono. [...]"
Sullo sfondo, fra storie e numeri da esplorare, la possibilità di capirne di più per quanto riguarda la storia umana:
"[...] Che legame c'è [...] fra numeri e uomini? Gli uomini hanno inventato i numeri dal nulla, o li hanno scoperti nell'esistente? E sono gli unici esseri viventi a intenderli, o anche altri li percepiscono? [...]" Fonte: Contare con le dita, "Il museo dei numeri - Da zero verso l'infinito, storie dal mondo della matematica", P.Odifreddi, Rizzoli Editore
Di pari passo con questa storia il numero è da sempre invenzione e convenzione, stabilita dall'uomo per poter dare una struttura alla realtà. Contemporaneamente a questo dato di sostanza sono arrivate, nei secoli, altr(ettant)e parole ad accompagnare questo percorso: ricerca, infinitamente grande, infinitamente piccolo.
L'approccio scientifico nei confronti del reale presuppone, in prima istanza, la realizzazione di quel metodo sperimentale di galileiana memoria fondato sull'analisi specifica di modellazioni matematiche o matematico-fisiche. Senza queste nessun tentativo di comprensione e descrizione del reale potrebbe essere possibile. Dietro a tutto questo rimangono, come comuni denominatori, sempre ed identicamente loro: i numeri. Ciò che è numero può rendere pregio e possibilità nell'analisi di ciò che è reale. Cosa si potrebbe scrivere qualora si volesse provare ad effettuare un parallelo fra storia dell'essere umano e diffusione dei numeri?
A questa domanda cerca di rispondere l'opera "Il museo dei numeri - Da zero verso l'infinito, storie dal mondo della matematica", scritto da Piergiorgio Odifreddi e pubblicato da Rizzoli.
Un libro che prova a partire da una serie di domande che, in quanto uomini, prima o poi dovrebbe essere opportuno cercare di porre. Una prima possibilità viene fornita dall'introduzione alla presente opera, riportata sin dalla copertina:
"[...] 'Cos'è il numero, che l'uomo lo può capire? E cos'è l'uomo, che può capire il numero?' A porsi queste domande fu nel 1960 il neurofisiologo Warren McCulloch, evidentemente insoddisfatto delle molte rigide e vuote definizioni che erano state sciorinate fino ad allora dai filosofi. [...]"
Il tentativo fatto dall'autore converge verso la necessità di dare ordine e storia al pensiero che ha costruito e permesso a numeri e scienze matematiche di diffondersi:
"[...] In questo libro Piergiorgio Odifreddi affronta le [...] domande con approccio tecnico e pratico: invece di provare inutilmente a dirci cos'è il numero in astratto, ci mostra utilmente una serie di numeri in concreto. [...]"
Le potenzialità di illustrare cosa possano essere i numeri sia da un punto di vista tecnico che da un aspetto pratico permette di avere, prescindendo dai contesti storici, un terreno sempre fertile per favorire la nascita di un pensiero e la crescita di metodi capaci di favorire una ricerca verso 'porti' a cui ancora nulla è attraccato:
"[...] [L'autore] ne ha scelti una cinquantina tra quelli che meglio si prestano a essere raccontati, e ce li illustra come se fosse la guida di un museo, mostrandoci di ciascuno la struttura globale e i particolari locali. Passeggiando tra i quadri di questa esposizione, il lettore troverà i piccoli grandi numeri da 0 a 9, accorgendosi di non conoscerli così bene come pensava.
Scoprirà il fascino di numeri che credeva senza interesse [...]. Proverà a immaginare numeri tanto grandi da essere quasi inafferrabili e inconcepibili. E arriverà infine a intuire perché i matematici pensano che i numeri siano la cosa più vicina al divino che l'uomo possa percepire: perché lo sono. [...]"
Sullo sfondo, fra storie e numeri da esplorare, la possibilità di capirne di più per quanto riguarda la storia umana:
"[...] Che legame c'è [...] fra numeri e uomini? Gli uomini hanno inventato i numeri dal nulla, o li hanno scoperti nell'esistente? E sono gli unici esseri viventi a intenderli, o anche altri li percepiscono? [...]" Fonte: Contare con le dita, "Il museo dei numeri - Da zero verso l'infinito, storie dal mondo della matematica", P.Odifreddi, Rizzoli Editore

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