"[...] Un uomo sta seduto con un'ombra accanto
osserva l'ingresso del suo labirinto
ma il futuro che lo insegue, il passato gli è davanti, ma lui, lui resta lì [...]
all'incrocio tra il niente e una vita indegna
ma una mano leggera gli sfiora dolce il viso [...]
Un uomo che cammina lungo un
precipizio, sembra indifferente e non guarda in basso
con quella sensazione di essere immortale di chi ha perso tutto
poi vede quella stanza in fondo al corridoio,
quella in cui quando si entra tutto quanto è buio
così afferra la maniglia respira, chiude gli occhi,
apre la porta e tutto è lì [...]"
(Elementare, N.Fabi, cit.)
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