Esporre punti ed analisi controverse, controvertibili, non condivisibili o degne di attenzione può essere un punto di partenza specifico dal quale ripartire per specifiche discussioni su quanto ci circonda. Una delle forme di allenamento più importanti che sempre troppi cercano volutamente di non compiere riguarda quella di confrontarsi con punti specifici aperti, differenti e stranianti rispetto a quanto il senso comune dovrebbe imporre.
Quanto tempo potrebbe mancare per ripristinare gli equilibri del mondo, sempre ammesso che sia ancora possibile - ovviamente - ripristinarli?
Quanti di questi equilibri sono stati posti a dur(issim)a prova ed avranno in futuro ulteriori minori probabilità di riabilitarsi e ripristinarsi?
Per individuare qualcuno di questi punti di vista serve svolgere analisi approfondite e specifiche riguardo ai possibili punti attuali ed a quelli di arrivo, considerando specialmente l'attitudine umana.
Per comprendere qualcuno di questi aspetti e quanto questi stessi possano concorrere ad influire nella morale comune e/o comunemente raggiungibile per tutti sarebbe opportuna la lettura dell'opera '2 minuti dall'Apocalisse - Guerra nucleare & Catastrofe ambientale', elaborato a quattro mani da Noam Chomsky e Laray Polk, edito da PIEMME.
Le ragioni riguardo al perché del titolo e della trama riguardano, al dettaglio, quanto richiamato dallo stesso autore nella copertina dell'opera in oggetto:
"[...] Due minuti a mezzanotte.
E' stato dopo Hiroshima e Nagasaki che un gruppo di scienziati ha creato l'Orologio dell'Apocalisse, per sensibilizzare tutti su quanto gli esseri umani si possano avvicinare alla fine stessa del mondo, creando condizioni e situazioni scientificamente determinate.
Solo una volta nel secondo dopoguerra, nel 1953, quando USA e URSS fecero detonare le bombe all'idrogeno, le lancette si sono avvicinate così tanto alla mezzanotte, l'ora fatale.
Prima di adesso. Con la lungimiranza e l'acume che lo contraddistinguono, Noam Chomsky [...] affronta senza mezzi termini i due pericoli che minacciano l'esistenza dell'umanità: il cambiamento climatico e la guerra nucleare.
Due pericoli concretissimi, tanto incombenti quanto trascurati e spesso ancora mistificati, e che si sono fatti ancor più pressanti e solidi dopo le ultime elezioni americane, dal momento che la nuova presidenza Trump nega addirittura le incontrovertibili risultanze del cambiamento ambientale.
Interventi devastanti come il fracking o la trivellazione dei fondali marini, il disboscamento selvaggio, la conversione di terreni agricoli alla produzione di biocarburanti, stanno accelerando enormemente la folle corsa verso il baratro. A essi si aggiunge l'escalation nucleare, con la differenza, sostiene Chomsky, che mentre una guerra nucleare richiede azione, per la catastrofe ambientale è sufficiente una volenterosa inazione, una silenziosa indifferenza ai molteplici segnali di allarme che la Terra ci manda. [...]"
Imprimere agli argomenti richiamati un unico collegamento di fondo, quasi come se tutto fosse collegato. La condivisione o meno del punto di vista dell'autore principale non è cosa preferibile o tantomeno richiesta, in quanto lo spirito del confronto e della disillusione dovrebbe dominare la lettura di testi simili. Condividendone o meno il punto di vista, le analisi, lo spirito od il pensiero se ne suggerisce pertanto la lettura.
Il tutto può e dovrebbe essere funzionale al mantenimento di un'intelligenza critica strutturata alla confutazione od alla perorazione di argomenti e collegamenti racchiusi in questa raccolta di spunti, osservazioni e pensiero.
Senza mai dimenticare il nesso ed il collegamento più grandi in questo campo:
"[...] Distruggere l'ambiente equivale a una condanna a morte per l'umanità.
Ma la cosa peggiore è che queste pratiche distruttive vengono portate avanti con leggerezza, nella convinzione che il problema non sussista.
Se un Paese con il potere degli Stati Uniti avalla queste strategie politiche, le probabilità di sopravvivenza della specie umana sono ridotte al minimo.
Un'argomentazione simile, per certi versi, a quella usata per le armi nucleari.
Se un alieno ci stesse guardando da Marte, sarebbe allibito davanti a ciò che sta accadendo sulla Terra. [...]"
Quanto tempo potrebbe mancare per ripristinare gli equilibri del mondo, sempre ammesso che sia ancora possibile - ovviamente - ripristinarli?
Quanti di questi equilibri sono stati posti a dur(issim)a prova ed avranno in futuro ulteriori minori probabilità di riabilitarsi e ripristinarsi?
Per individuare qualcuno di questi punti di vista serve svolgere analisi approfondite e specifiche riguardo ai possibili punti attuali ed a quelli di arrivo, considerando specialmente l'attitudine umana.
Per comprendere qualcuno di questi aspetti e quanto questi stessi possano concorrere ad influire nella morale comune e/o comunemente raggiungibile per tutti sarebbe opportuna la lettura dell'opera '2 minuti dall'Apocalisse - Guerra nucleare & Catastrofe ambientale', elaborato a quattro mani da Noam Chomsky e Laray Polk, edito da PIEMME.
Le ragioni riguardo al perché del titolo e della trama riguardano, al dettaglio, quanto richiamato dallo stesso autore nella copertina dell'opera in oggetto:
"[...] Due minuti a mezzanotte.
E' stato dopo Hiroshima e Nagasaki che un gruppo di scienziati ha creato l'Orologio dell'Apocalisse, per sensibilizzare tutti su quanto gli esseri umani si possano avvicinare alla fine stessa del mondo, creando condizioni e situazioni scientificamente determinate.
Solo una volta nel secondo dopoguerra, nel 1953, quando USA e URSS fecero detonare le bombe all'idrogeno, le lancette si sono avvicinate così tanto alla mezzanotte, l'ora fatale.
Prima di adesso. Con la lungimiranza e l'acume che lo contraddistinguono, Noam Chomsky [...] affronta senza mezzi termini i due pericoli che minacciano l'esistenza dell'umanità: il cambiamento climatico e la guerra nucleare.
Due pericoli concretissimi, tanto incombenti quanto trascurati e spesso ancora mistificati, e che si sono fatti ancor più pressanti e solidi dopo le ultime elezioni americane, dal momento che la nuova presidenza Trump nega addirittura le incontrovertibili risultanze del cambiamento ambientale.
Interventi devastanti come il fracking o la trivellazione dei fondali marini, il disboscamento selvaggio, la conversione di terreni agricoli alla produzione di biocarburanti, stanno accelerando enormemente la folle corsa verso il baratro. A essi si aggiunge l'escalation nucleare, con la differenza, sostiene Chomsky, che mentre una guerra nucleare richiede azione, per la catastrofe ambientale è sufficiente una volenterosa inazione, una silenziosa indifferenza ai molteplici segnali di allarme che la Terra ci manda. [...]"
Imprimere agli argomenti richiamati un unico collegamento di fondo, quasi come se tutto fosse collegato. La condivisione o meno del punto di vista dell'autore principale non è cosa preferibile o tantomeno richiesta, in quanto lo spirito del confronto e della disillusione dovrebbe dominare la lettura di testi simili. Condividendone o meno il punto di vista, le analisi, lo spirito od il pensiero se ne suggerisce pertanto la lettura.
Il tutto può e dovrebbe essere funzionale al mantenimento di un'intelligenza critica strutturata alla confutazione od alla perorazione di argomenti e collegamenti racchiusi in questa raccolta di spunti, osservazioni e pensiero.
Senza mai dimenticare il nesso ed il collegamento più grandi in questo campo:
"[...] Distruggere l'ambiente equivale a una condanna a morte per l'umanità.
Ma la cosa peggiore è che queste pratiche distruttive vengono portate avanti con leggerezza, nella convinzione che il problema non sussista.
Se un Paese con il potere degli Stati Uniti avalla queste strategie politiche, le probabilità di sopravvivenza della specie umana sono ridotte al minimo.
Un'argomentazione simile, per certi versi, a quella usata per le armi nucleari.
Se un alieno ci stesse guardando da Marte, sarebbe allibito davanti a ciò che sta accadendo sulla Terra. [...]"


