martedì 24 luglio 2018

DI MOMENTI IN MOMENTI, CERCANDO UN (PUNTO DI) EQUILIBRIO

"[...] Caro amico [...] sei vittima di un tempo un po' sbagliato/ 
un tempo dove tutto si è appiattito/ dove ciò che aveva un senso si è deteriorato. [...] 
Non è più il momento di fare lunghe discussioni/ 
di fare ipotesi sociali o confessioni personali/ 
non è più il momento di fare inutili teorie [...] 
Non è più il momento di fare tristi seminari/ 
di scrivere sui muri non ha più senso neanche la follia [...] 
In mezzo a tanta confusione/ sono affogate le tue idee [...] 
Razza già finita senza neanche cominciare/ 
razza disossata già in attesa di morire/ [...] 
non fa male credere/ fa molto male credere male. [...] 
Non è più il momento c’è solo un po' di nostalgia/ 
stava per nascere qualcosa la nostra rabbia era allegria/ 
per tenerci in vita ci bastava una cazzata/ 
non si sa perché improvvisamente non è più il momento per niente. [...] 
non fa male credere/ fa molto male credere male. [...]" 
(Non è più il momento, G. Gaber, cit.


Fonte immagine: Ufficio in una piccola città, E. Hopper

venerdì 20 luglio 2018

"SHOCK POLITICS", FRA PRESENTE PERICOLANTE E (FORME DI) FUTURO DA CIRCOSCRIVERE

Quali orizzonti ha la nostra società davanti? Mediante quali 'leve' si sono attivate alcune nuove forze che potrebbero condurre il mondo intero su alcuni orizzonti non meglio specificati?
I contorni che sembrano delinearsi in questo tempo non risultano essere, in senso lato, ottimistici; si è come immersi in uno stato di 'shock' di tipo economico, politico, ambientale, sociale, [...] per cui sembra molto complesso - allo stato attuale - fare qualcosa di sensato o di profondamente salvifico.
Il quadro di eventi delineatosi nel mondo non induce ad essere ottimisti, sia per quanto riguarda le società esistenti che per quanto concerne le prospettive futuribili.
Dinanzi ad un populismo incessante quali potrebbero essere le 'manovre' per costruire una serie di proposte politico-sociali che sappiano essere coerenti, impegnate e prospettive di un mondo strutturato su prospettive largamente differenti da quelle contemporanee.
Su questo scenario si costruisce l'opera "Shock Politics - L'incubo Trump e il futuro della democrazia", scritto da Naomi Klein ed edito da Feltrinelli per Serie Bianca.
Per descrivere il tempo attuale è opportuno, a detta dell'autrice, collezionare una serie di prospettive sia su fatti passati che - ancora di più - su orizzonti futuri a cui poter attingere sulla base delle scelte che verranno compiute dai decisori odierni. Tali consapevolezze risultano essere fondate sin dalla copertina dell'opera in oggetto:

"[...] 'Noi non scivoliamo in stato di shock quando succede qualcosa di brutto e grosso, deve essere qualcosa di brutto e grosso che ancora non comprendiamo. 
Lo stato di shock subentra quando si spalanca un baratro tra i fatti e la nostra capacità iniziale di spiegarli. Tantissimi di noi, quando si trovano in una situazione del genere, diventano vulnerabili alle autorità o alle figure autoritarie che ci dicono che dobbiamo temerci l'un l'altro e rinunciare ai nostri diritti per il bene superiore. Oggi è un fenomeno globale, non è limitato agli Stati Uniti.' 
L'elezione di Donald Trump segna una pericolosa crescita di tensione in un mondo sempre più afflitto dalla crisi della politica. Secondo Naomi Klein, sbaglia chi considera un caso soltanto americano il programma del nuovo presidente, che prevede protezionismo e deregulation per favorire gli interessi delle grandi multinazionali, una guerra totale al cosiddetto 'terrorismo radicale islamico' e un cieco rifiuto delle politiche climatiche. 
Trump rappresenta un fenomeno globale, una tendenza già presente in tutte le democrazie occidentali. Una visione distorta della politica che ha la potenza di un brand. 
E che sarà ben presto all'origine di una catena di crisi in economia, nella sicurezza nazionale e per l'ambiente. Infatti, spiega Klein, il fenomeno Trump non è tanto un'aberrazione, ma piuttosto la logica estensione degli orientamenti politici ed economici più pericolosi dell'ultimo mezzo secolo. 
In una lucida analisi delle dinamiche che hanno portato alla diffusione globale di questo fenomeno, Klein pone le basi per un movimento di massa capace di opporsi al militarismo, al razzismo e al corporativismo che stanno crescendo nel mondo occidentale. 
E dimostra che il concetto di resistenza è tutt'altro che obsoleto. [...]"

Su questo scenario è possibile 'allargarsi', rintracciando una prospettiva d'azione che dall'elezione e dall'azione di Trump arriva fino alle più 'remote' conseguenze - definendo in chiave futuribile uno scenario fortemente incrinato e pericolante, specialmente alla luce di alcune conseguenze che non possono più essere nascoste. Risulta impossibile nasconderle proprio perché ormai, diffondendosi prima a macchia di leopardo, sono ora arrivate ad occupare un livello tanto essenziale quanto non confinabile alla sola America.
Su alcune questioni l'opinione pubblica avrebbe il dovere di essere formata, sensibilizzata ed autorizzata ad avere una propria opinione...tanto tangibile quanto 'segnaletica' di una prospettiva di resilienza che, mai più di adesso, dovrebbe essere enormemente utile per l'umanità intera.
Resilienza che consentirebbe - forse - di resistere a queste forme di 'shock' che l'intera umanità sta vivendo, resilienza che permetterebbe di camminare con serenità ed obiettività in un mare che disperde sia la realtà dell'informazione che la correttezza di alcuni dati tecnico-sociali, seguendo un baratro di semplificazione tanto pericoloso quanto incapace di analizzare la complessità di certi fenomeni. Complessità che l'opera in questione descrive in maniera alquanto approfondita senza, però, avere la pretesa di esaurirla in alcuna modalità.
Leggerne in ogni caso per approfondire, confutare o concordare con le trame e le argomentazioni riportate.


giovedì 12 luglio 2018

DI TIGRE IN ESSERE UMANO, COME (R)ESISTENZA DI SOGNI...CERCANDO ASPETTATIVE

“[...] Risin' up, back on the street/ did my time, took my chances/ 
went the distance, now I'm back on my feet/ just a man and his will to survive/ 
so many times, it happens too fast/ you trade your passion for glory./ 
Don't lose your grip on the dreams of the past/ 
you must fight just to keep them alive/ 
it’s the eye of the tiger, it's the thrill of the fight/ 
risin' up to the challenge of our rival/
and the last known survivor stalks his prey in the night [...] 
For the kill with the skill to survive/ 
it’s the eye of the tiger, it's the dream of the fight/ 
risin' up to the challenge of our rival/ 
and the last known survivor stalks his prey in the night/ 
and he's watchin' us all with the eye of the tiger [...] 
Went the distance, now I'm not gonna stop/ 
just a man and his will to survive./ 
It's the eye of the tiger,/ it's the dream of the fight [...] 
And the last known survivor/ stalks his prey in the night/ 
and he's watchin' us all with the eye of the tiger [...]” 
(‘Eye of the tiger’, Survivor) 


'Tigre con serpente', A. Ligabue

martedì 10 luglio 2018

CERCANDO LEGAMI, VITE E TURBAMENTI...DI ARTE IN CITAZIONI

“[...] Le cose sono unite da legami invisibili. 
Non puoi cogliere un fiore senza turbare una stella. [...]” 
(G. Galilei, cit.)


"Ramo di mandorlo fiorito", V. Van Gogh

sabato 7 luglio 2018

FRA SOGNI, SONNI ED AMORI...DA VIVERE

"[...] Per sognarti devo averti vicino 
e vicino non è ancora abbastanza. 
Per sognarti devo averti vicino
e vicino non è ancora abbastanza.
Ora un raggio di sole si è fermato 
proprio sopra il mio biglietto scaduto [...]"
(Buonanotte fiorellino, F. De Gregori, cit.)

Fanciulla che dorme, Picasso

martedì 3 luglio 2018

FRA RIBELLI E RIBELLIONI, IN MUSICA



“[...] There's a grey horse standin' still/ as a soldier climbs in the saddle for one last ride/ as the rain pours off his hat./ You can see the shadows of the past written in his eyes/ now the cannons are silent/ his friends are all gone [...] If he ever wants to find his way home/ he’s the last rebel on the road./ Just a boy with his old guitar/ keeps to himself/ but everybody takes him wrong/ but he carries on/ got a dream that will never die./ Can’t change him, no use in stayin' where you don't belong [...] he'll never look back [...] ‘Cause he's the last rebel/ and he's all alone/ he’s the last rebel/ his friends are all gone./ He's the last rebel/ the last rebel on the road [...]”

lunedì 2 luglio 2018

CERCANDO MANI, CANZONI...DI ARTE IN MUSICA


"[...] Un incontro civile fra gente educata / che si alza in piedi che si saluta/ un incontro un po' anonimo reso più umano/ da una cordiale stretta di mano. [...] Una mano un po' timida poco convinta/ tu parti deciso e lei ti fa la finta/ una mano furbetta da pubblicitario/ una mano pulita da commissario. [...] Un carosello inutile grottesco e giocondo/ in questa palla gigante che poi è il mondo./ Un mondo di assurdi esseri umani/ un gioco abilissimo un intreccio di mani/ ci comunichiamo così spudorati/ quando ci siamo affezionati./ Mani educate di anziani signori/ mani abilissime di gente d'affari/ mani che ti lisciano con troppa simpatia/ con un tocco morboso che sa di sagrestia./ Un festival viscido e nauseabondo/ in questa grande famiglia che poi è il mondo. [...] Mani bianchissime schifose da toccare/ mani inanellate di papi da baciare/ mani scivolose di esseri umani/ mani dappertutto tantissime mani./ Le guardo mi sommergo annego e sprofondo [...]"

domenica 1 luglio 2018

CERCANDO UN GIORNO QUALUNQUE, DI MUSICA IN ARTE


“[...] First thing I remember was asking papa, why/ 
for there were many things I didn't know/ 
and daddy always smiled and took me by the hand/ saying, someday you'll understand/ 
well, I'm here to tell you now, each and every mother's son/
that you better learn it fast, you better learn it young/ ‘cause someday never comes./ 
Well, time and tears went by and I collected dust/ 
for there were many things I didn't know/
 when daddy went away, he said, try to be a man/ 
and someday you'll understand/ 
well, I'm here to tell you now, each and every mother's son/ that you better learn it fast, you better learn it young/ ‘cause someday never comes [...]”