Quali orizzonti ha la nostra società davanti? Mediante quali 'leve' si sono attivate alcune nuove forze che potrebbero condurre il mondo intero su alcuni orizzonti non meglio specificati?
I contorni che sembrano delinearsi in questo tempo non risultano essere, in senso lato, ottimistici; si è come immersi in uno stato di 'shock' di tipo economico, politico, ambientale, sociale, [...] per cui sembra molto complesso - allo stato attuale - fare qualcosa di sensato o di profondamente salvifico.
Il quadro di eventi delineatosi nel mondo non induce ad essere ottimisti, sia per quanto riguarda le società esistenti che per quanto concerne le prospettive futuribili.
Dinanzi ad un populismo incessante quali potrebbero essere le 'manovre' per costruire una serie di proposte politico-sociali che sappiano essere coerenti, impegnate e prospettive di un mondo strutturato su prospettive largamente differenti da quelle contemporanee.
Su questo scenario si costruisce l'opera "Shock Politics - L'incubo Trump e il futuro della democrazia", scritto da Naomi Klein ed edito da Feltrinelli per Serie Bianca.
Per descrivere il tempo attuale è opportuno, a detta dell'autrice, collezionare una serie di prospettive sia su fatti passati che - ancora di più - su orizzonti futuri a cui poter attingere sulla base delle scelte che verranno compiute dai decisori odierni. Tali consapevolezze risultano essere fondate sin dalla copertina dell'opera in oggetto:
"[...] 'Noi non scivoliamo in stato di shock quando succede qualcosa di brutto e grosso, deve essere qualcosa di brutto e grosso che ancora non comprendiamo.
Lo stato di shock subentra quando si spalanca un baratro tra i fatti e la nostra capacità iniziale di spiegarli. Tantissimi di noi, quando si trovano in una situazione del genere, diventano vulnerabili alle autorità o alle figure autoritarie che ci dicono che dobbiamo temerci l'un l'altro e rinunciare ai nostri diritti per il bene superiore. Oggi è un fenomeno globale, non è limitato agli Stati Uniti.'
L'elezione di Donald Trump segna una pericolosa crescita di tensione in un mondo sempre più afflitto dalla crisi della politica. Secondo Naomi Klein, sbaglia chi considera un caso soltanto americano il programma del nuovo presidente, che prevede protezionismo e deregulation per favorire gli interessi delle grandi multinazionali, una guerra totale al cosiddetto 'terrorismo radicale islamico' e un cieco rifiuto delle politiche climatiche.
Trump rappresenta un fenomeno globale, una tendenza già presente in tutte le democrazie occidentali. Una visione distorta della politica che ha la potenza di un brand.
E che sarà ben presto all'origine di una catena di crisi in economia, nella sicurezza nazionale e per l'ambiente. Infatti, spiega Klein, il fenomeno Trump non è tanto un'aberrazione, ma piuttosto la logica estensione degli orientamenti politici ed economici più pericolosi dell'ultimo mezzo secolo.
In una lucida analisi delle dinamiche che hanno portato alla diffusione globale di questo fenomeno, Klein pone le basi per un movimento di massa capace di opporsi al militarismo, al razzismo e al corporativismo che stanno crescendo nel mondo occidentale.
E dimostra che il concetto di resistenza è tutt'altro che obsoleto. [...]"
Su questo scenario è possibile 'allargarsi', rintracciando una prospettiva d'azione che dall'elezione e dall'azione di Trump arriva fino alle più 'remote' conseguenze - definendo in chiave futuribile uno scenario fortemente incrinato e pericolante, specialmente alla luce di alcune conseguenze che non possono più essere nascoste. Risulta impossibile nasconderle proprio perché ormai, diffondendosi prima a macchia di leopardo, sono ora arrivate ad occupare un livello tanto essenziale quanto non confinabile alla sola America.
Su alcune questioni l'opinione pubblica avrebbe il dovere di essere formata, sensibilizzata ed autorizzata ad avere una propria opinione...tanto tangibile quanto 'segnaletica' di una prospettiva di resilienza che, mai più di adesso, dovrebbe essere enormemente utile per l'umanità intera.
Resilienza che consentirebbe - forse - di resistere a queste forme di 'shock' che l'intera umanità sta vivendo, resilienza che permetterebbe di camminare con serenità ed obiettività in un mare che disperde sia la realtà dell'informazione che la correttezza di alcuni dati tecnico-sociali, seguendo un baratro di semplificazione tanto pericoloso quanto incapace di analizzare la complessità di certi fenomeni. Complessità che l'opera in questione descrive in maniera alquanto approfondita senza, però, avere la pretesa di esaurirla in alcuna modalità.
Leggerne in ogni caso per approfondire, confutare o concordare con le trame e le argomentazioni riportate.
I contorni che sembrano delinearsi in questo tempo non risultano essere, in senso lato, ottimistici; si è come immersi in uno stato di 'shock' di tipo economico, politico, ambientale, sociale, [...] per cui sembra molto complesso - allo stato attuale - fare qualcosa di sensato o di profondamente salvifico.
Il quadro di eventi delineatosi nel mondo non induce ad essere ottimisti, sia per quanto riguarda le società esistenti che per quanto concerne le prospettive futuribili.
Dinanzi ad un populismo incessante quali potrebbero essere le 'manovre' per costruire una serie di proposte politico-sociali che sappiano essere coerenti, impegnate e prospettive di un mondo strutturato su prospettive largamente differenti da quelle contemporanee.
Su questo scenario si costruisce l'opera "Shock Politics - L'incubo Trump e il futuro della democrazia", scritto da Naomi Klein ed edito da Feltrinelli per Serie Bianca.
Per descrivere il tempo attuale è opportuno, a detta dell'autrice, collezionare una serie di prospettive sia su fatti passati che - ancora di più - su orizzonti futuri a cui poter attingere sulla base delle scelte che verranno compiute dai decisori odierni. Tali consapevolezze risultano essere fondate sin dalla copertina dell'opera in oggetto:
"[...] 'Noi non scivoliamo in stato di shock quando succede qualcosa di brutto e grosso, deve essere qualcosa di brutto e grosso che ancora non comprendiamo.
Lo stato di shock subentra quando si spalanca un baratro tra i fatti e la nostra capacità iniziale di spiegarli. Tantissimi di noi, quando si trovano in una situazione del genere, diventano vulnerabili alle autorità o alle figure autoritarie che ci dicono che dobbiamo temerci l'un l'altro e rinunciare ai nostri diritti per il bene superiore. Oggi è un fenomeno globale, non è limitato agli Stati Uniti.'
L'elezione di Donald Trump segna una pericolosa crescita di tensione in un mondo sempre più afflitto dalla crisi della politica. Secondo Naomi Klein, sbaglia chi considera un caso soltanto americano il programma del nuovo presidente, che prevede protezionismo e deregulation per favorire gli interessi delle grandi multinazionali, una guerra totale al cosiddetto 'terrorismo radicale islamico' e un cieco rifiuto delle politiche climatiche.
Trump rappresenta un fenomeno globale, una tendenza già presente in tutte le democrazie occidentali. Una visione distorta della politica che ha la potenza di un brand.
E che sarà ben presto all'origine di una catena di crisi in economia, nella sicurezza nazionale e per l'ambiente. Infatti, spiega Klein, il fenomeno Trump non è tanto un'aberrazione, ma piuttosto la logica estensione degli orientamenti politici ed economici più pericolosi dell'ultimo mezzo secolo.
In una lucida analisi delle dinamiche che hanno portato alla diffusione globale di questo fenomeno, Klein pone le basi per un movimento di massa capace di opporsi al militarismo, al razzismo e al corporativismo che stanno crescendo nel mondo occidentale.
E dimostra che il concetto di resistenza è tutt'altro che obsoleto. [...]"
Su questo scenario è possibile 'allargarsi', rintracciando una prospettiva d'azione che dall'elezione e dall'azione di Trump arriva fino alle più 'remote' conseguenze - definendo in chiave futuribile uno scenario fortemente incrinato e pericolante, specialmente alla luce di alcune conseguenze che non possono più essere nascoste. Risulta impossibile nasconderle proprio perché ormai, diffondendosi prima a macchia di leopardo, sono ora arrivate ad occupare un livello tanto essenziale quanto non confinabile alla sola America.
Su alcune questioni l'opinione pubblica avrebbe il dovere di essere formata, sensibilizzata ed autorizzata ad avere una propria opinione...tanto tangibile quanto 'segnaletica' di una prospettiva di resilienza che, mai più di adesso, dovrebbe essere enormemente utile per l'umanità intera.
Resilienza che consentirebbe - forse - di resistere a queste forme di 'shock' che l'intera umanità sta vivendo, resilienza che permetterebbe di camminare con serenità ed obiettività in un mare che disperde sia la realtà dell'informazione che la correttezza di alcuni dati tecnico-sociali, seguendo un baratro di semplificazione tanto pericoloso quanto incapace di analizzare la complessità di certi fenomeni. Complessità che l'opera in questione descrive in maniera alquanto approfondita senza, però, avere la pretesa di esaurirla in alcuna modalità.
Leggerne in ogni caso per approfondire, confutare o concordare con le trame e le argomentazioni riportate.

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