"[...] Caro amico [...] sei vittima di un tempo un po' sbagliato/
un tempo dove tutto si è appiattito/ dove ciò che aveva un senso si è deteriorato. [...]
Non è più il momento di fare lunghe discussioni/
di fare ipotesi sociali o confessioni personali/
non è più il momento di fare inutili teorie [...]
Non è più il momento di fare tristi seminari/
di scrivere sui muri non ha più senso neanche la follia [...]
In mezzo a tanta confusione/ sono affogate le tue idee [...]
Razza già finita senza neanche cominciare/
razza disossata già in attesa di morire/ [...]
non fa male credere/ fa molto male credere male. [...]
Non è più il momento c’è solo un po' di nostalgia/
stava per nascere qualcosa la nostra rabbia era allegria/
per tenerci in vita ci bastava una cazzata/
non si sa perché improvvisamente non è più il momento per niente. [...]
non fa male credere/ fa molto male credere male. [...]"
(Non è più il momento, G. Gaber, cit.)
Fonte immagine: Ufficio in una piccola città, E. Hopper

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