martedì 24 luglio 2018

DI MOMENTI IN MOMENTI, CERCANDO UN (PUNTO DI) EQUILIBRIO

"[...] Caro amico [...] sei vittima di un tempo un po' sbagliato/ 
un tempo dove tutto si è appiattito/ dove ciò che aveva un senso si è deteriorato. [...] 
Non è più il momento di fare lunghe discussioni/ 
di fare ipotesi sociali o confessioni personali/ 
non è più il momento di fare inutili teorie [...] 
Non è più il momento di fare tristi seminari/ 
di scrivere sui muri non ha più senso neanche la follia [...] 
In mezzo a tanta confusione/ sono affogate le tue idee [...] 
Razza già finita senza neanche cominciare/ 
razza disossata già in attesa di morire/ [...] 
non fa male credere/ fa molto male credere male. [...] 
Non è più il momento c’è solo un po' di nostalgia/ 
stava per nascere qualcosa la nostra rabbia era allegria/ 
per tenerci in vita ci bastava una cazzata/ 
non si sa perché improvvisamente non è più il momento per niente. [...] 
non fa male credere/ fa molto male credere male. [...]" 
(Non è più il momento, G. Gaber, cit.


Fonte immagine: Ufficio in una piccola città, E. Hopper

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