sabato 22 luglio 2017

"ENERGIA PER L'ASTRONAVE TERRA", RILEGGENDO NUOVE EDIZIONI

I confini del pianeta Terra sono limitati ed ovviamente - per quanto limitati - devono bastare ed essere considerati preziosi da tutti coloro che la abitano.
Fra gli "inquilini" di questo piccolo pianeta, sperduto in un remoto angolo dell'Universo, ci sono gli esseri umani. Quale è l'impatto che l'intero genere umano ha relegato al nostro pianeta, nel suo periodo di sopravvivenza e dimora?
Sono molte le ulteriori domande e le ulteriori questioni che un ragionamento come questo può apportare al "bilancio" delle realtà terrestri: quale sarebbe potuto diventare il contributo dell'uomo qualora certe scelte fossero state condotte per mezzo di differenti opere?
Quali sarebbero potute essere - nei fatti - le singole scelte da compiere che avrebbero potuto restituirci un pianeta Terra in condizioni migliori di quelle attuali?
In condizioni di estreme specializzazioni come quelle caratteristiche della scienza attuale - nei fatti - ogni singola scelta di campo può e deve essere fatta tenendo conto sia delle culture che delle specificità tecniche da strutturare in un percorso che possa essere anche di medio-lungo respiro.
Relativamente al fronte delle specializzazioni e delle prospettive su cui l'umanità dovrebbe acculturarsi maggiormente - per la propria stessa sopravvivenza - vi è la tematica relativa e connessa alle questioni energetiche.
L'energia si configura come una delle maggiori difficoltà (ed opportunità) con cui l'essere umano dovrà interfacciarsi sempre di più negli anni a venire: è una "grandezza" che non si vede ma che esiste, si misura e può produrre determinati effetti finalizzati a movimento/funzionamento di qualcosa che può anche essere estremamente utile.
Pur non esistendo in termini di "vista", risulta possibile definire l'energia come la capacità di un corpo o di un sistema fisico di compiere lavoro.
E' successivamente questo lavoro a costituire parte pulsante del "motore" che permette all'umanità di esistere e di avere - in maniera altrettanto diretta - un'impronta strutturale e pesante nei confronti del pianeta Terra.
Il dibattito sulle questioni energetiche è tanto aperto quanto in dirittura di sviluppo, proprio perché moltissimi sono (sia potenzialmente che nei fatti) gli sviluppi che la stessa energia può apportare su una serie infinita di questioni: sviluppo sociale, ambiente, politiche industriali, metodi di pianificazione, concertazione infrastrutturale, impianti industriali e loro organizzazione, sfruttamento del pianeta, [...].
In ragione di tanta complessità risulterà opportuno qualificare un approccio complessivamente consapevole, strutturato e con necessità di aggiornamento per fare fronte alle dosi elevate di complessità esistenti.
A questo proposito è possibile ritrovare parte dell'approccio opportunamente delineato nell'aggiornamento dell'opera "Energia per l'astronave Terra - Terza Edizione, L'era delle rinnovabili", scritto da Vincenzo Balzani e Nicola Armaroli e pubblicato da Zanichelli.
L'obiettivo del testo procede nella direzione evidenziata dalle versioni precedenti, andando a delineare un quadro attualizzato su tematiche estremamente complesse da comprendere ed inquadrare nel loro insieme. Le ragioni di un aggiornamento vanno ricercate nella complessità del percorso da svolgere, essendo la tematica energetica una questione in fortissimo sviluppo strutturale.
Le ragioni dell'opera definiscono una polivalenza di contenuti, similmente a quanto delineato dagli stessi autori del libro in questione:

"[...] Tutti usiamo energia, spesso senza accorgercene, in ogni istante della giornata. 
Il libro aiuta a capire che cos'è l'energia e quali conseguenze ha il suo uso sull'ambiente, sulla salute, sull'economia e sulle guerre. 
La terza edizione contiene dati aggiornati: la scena energetica globale, i tentativi di accordi internazionali per la salvaguardia del clima, il petrolio e il gas 'non convenzionali', il declino dell'energia nucleare e i formidabili progressi delle energie rinnovabili. 
La transizione dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili richiede un uso raionale delle limitate risorse minerali dell'astronave Terra e  nuove tecnologie a elevato 'ritorno energetico'. 
Ma per vincere questa sfida bisogna anche limitare i consumi nei Paesi più ricchi, passare dall'economia lineare a un'economia circolare e ridurre le disuguaglianze. [...]"

La necessità di affrontare la questione energetica presuppone la possibilità di impiegare metodi coerenti per analizzare globalmente la società nel suo insieme, cercando di descrivere quali possano essere gli sviluppi di un gruppo umano a trecentosessanta gradi.
Riscontrando elevate difficoltà nel dover informare adeguatamente su tematiche che richiedono un bagaglio di nozioni tecniche elevate, si configura come fondamentale il capitolo relativo alla divulgazione. E' proprio questo il punto più importante dell'opera, capace di parlare con terminologie chiare ad un pubblico assai elevato e disparato.
Argomento dopo argomento, possibilità dopo possibilità di salvare sia l'essere umano che il pianeta Terra assieme a tutti i suoi abitanti.
Non sminuendo od ignorando la mole di problematiche che transizione energetica e ricorso a fonti alternative si porteranno dietro, cercando bensì di strutturare un percorso coerente (e coerentemente informato) relativamente alle opportunità su cui sarà possibile trovare sia convergenze che obiettivi comuni per il miglioramento strutturale della collettività intera.
Leggerne per saperne di più, informarsi o confutare con obiettività le tesi (ed ipotesi, anch'esse assai consistenti) proposte.


giovedì 20 luglio 2017

DI VENTO IN VITA, CERCANDOSI PER RISPONDERSI

 "Un giorno, finalmente, hai capito quel che dovevi fare e hai cominciato, anche se le voci intorno a te continuavano a gridare i loro cattivi consigli; anche se la casa intera si era messa a tremare e ti sentivi alle calcagna l’antico contrasto.
'Sistema la mia vita!', gridava ogni voce.
Ma non ti fermasti. Sapevi quel che andava fatto, anche se il vento frugava con le sue dita rigide giù fino alle fondamenta, anche se la loro malinconia
era terribile. Era già piuttosto tardi, era una notte tempestosa, la strada era piena di sassi e rami spezzati. Ma poco a poco, mentre ti lasciavi alle spalle le loro voci, le stelle si sono messe a brillare attraverso gli strati di nubi e poi c’era una nuova voce che pian piano hai riconosciuto come la tua, che ti teneva compagnia mentre t’inoltravi sempre più [...] nel mondo, determinata a fare l’unica cosa che potevi fare; determinata a salvare l’unica vita che potevi salvare." (Il viaggio, M. Oliver) 




Fonte immagine: Il vento, V. Van Gogh

martedì 18 luglio 2017

CERCANDO RISORSE, TEMPI E SPAZI PER (PROVARE A) SUPERARE PROBLEMATICHE...ED EPOCHE

"[...] I problemi importanti sono sempre complessi e spesso pieni di contraddizioni.
Bisogna quindi affrontarli globalmente, con saperi diversi che debbono interagire fra loro. [...]"
(E. Morin, cit.)


"La malinconia della partenza", G. De Chirico

mercoledì 12 luglio 2017

FRA NOTTE E STRADA, DI PAURE IN TRISTEZZE

"[...] Le strade di notte mi sembrano più grandi
e anche un poco più tristi.
E' perché non c'è in giro nessuno.
Anche i miei pensieri di notte
mi sembrano più grandi 
e forse un poco più tristi.
E' perché non c'è in giro nessuno. [...]"
(G. Gaber, cit.)

Nighthawks, E. Hopper

lunedì 10 luglio 2017

CERCANDO VITE, ESISTENZE E PROSPETTIVA...

 "[...] Come va la vita dentro te
cosa vedi tra la gente intorno a te 
Come va la vita dentro
a un cuore un po' più amaro
che non ha bugie né verità  [...]"



venerdì 7 luglio 2017

DI LOTTA IN LOTTA, FRA BARCHE E BARCA...CERCANDO RIBELLIONI (PRO)POSITIVE?


"[...] A te che sogni una stella ed un veliero 
che ti portino su isole dal cielo più vero.
A te che non sopporti la pazienza 
o abbandonarti alla più sfrenata continenza.
A te che hai progettato un antifurto sicuro, 
a te che lotti sempre contro il muro
e quando la tua mente prende il volo 
ti accorgi che sei rimasto solo. 
A te che ascolti il mio disco forse sorridendo 
giuro che la stessa rabbia sto vivendo 
stiamo sulla stessa barca io e te [...]"

martedì 4 luglio 2017

DI BALLO IN VITA, RICORDANDO...


"[...] Ma certo. Che ne potete sapere voi? 
Avete mai sentito il suono di un violino? No. 
Perché se aveste ascoltato le voci dei violini come le sentivamo noi, 
adesso stareste in silenzio, non avreste l'impudenza di credere che state ballando. 
Il ballo [...] è un ricamo [...] è un volo [...] è come intravedere l'armonia delle stelle... 
è una dichiarazione d'amore.
Il ballo è un inno alla vita. [...]"
 (P. Villaggio, cit.)

domenica 2 luglio 2017

"PROCESSO AL NUOVO", PER (RI)LEGGERE GLI ERRORI ITALICAMENTE DIFFUSI

Quali e quanti sono i cambiamenti che vengono periodicamente sbandierati - senza essere poi integralmente attuati - dalla politica in un Paese stremato e sfiduciato da repentini cambi di bandiera e/o di pensiero? Attraverso quali 'leve' è possibile ottemperare alla realizzazione di un rinnovamento che possa essere al tempo stesso teorico - nelle linee di pensiero - e pragmatico nella definizione di progettualità innovative per il Paese?
Quali e quante sono le colpe attribuibili agli italiani, in un momento storico nel quale sembra più che mai verificabile l'assunto secondo il quale il 'peso' morale della classe politica italiana è - per alcuni versi - proporzionale alla 'morale' dei cittadini che la hanno eletta?
Relativamente al rapporto fra politica, evoluzione della stessa e dinamiche dei cittadini che la subiscono quali specifiche sarebbe possibile impostare?
Prescindendo da opinioni trasversali e dissertazioni relative alla natura di un sistema come è possibile comportarsi per delineare le sorti di un'Italia (s)governata da quanti hanno smarrito ormai parte delle proprie credibilità ed opportunità di cambiare il Paese in (pro)positiva profondità?
Sarebbe possibile promuovere riflessioni tanto imponenti quanto indefinite, relativamente ad un'Italia come quella contemporanea.
Su questa cornice si assestano, inevitabili, le definizioni relative alle classi dirigenti che hanno/avrebbero dovuto avere il compito di condurla verso porti più sicuri di quelli ove attualmente è stata trascinata. Dentro questi confini matura, tanto inevitabilmente quanto irreversibilmente, uno scontro fra 'vecchio' e 'nuovo' nella gestione del potere.
Quali sono state le differenze che il 'nuovo' ha promesso per differenziarsi dal 'vecchio' e quali sono stati - invece - gli errori e gli sbagli che lo stesso ha promosso in un tempo particolarmente complesso quale è quello contemporaneo?
A queste domande e questi dualismi cerca di rispondere l'opera "Processo al nuovo", scritto dal giornalista Marco Damilano e pubblicato da "Tempi Nuovi - Editori Laterza".
Il peso dell'influenza esercitata da quanti si sono propugnati come estranei a vecchi sistemi e/o a vetuste logiche è tanto chiaro quanto - per molti versi - svuotato della propria originale consistenza.
Le ragioni di queste dinamiche sono chiarite dallo stesso autore sin dalla copertina:

"[...] Grandi riforme, palingenesi giudiziarie, rivouzioni liberali, rivolte in Rete, rottamazioni, referendum epocali. Per decenni l'Italia ha inseguito il mito del nuovo inizio. 
Il Nuovo ha modellato tutte le identità politiche: la sinistra, la destra, il centro. 
E' comparso negli anni Ottanta, si è espresso in tutta la sua potenza all'alba degli anni Novanta, dopo lo scatto felino della storia provocato dalla caduta del muro nel cuore dell'Europa. 
Ed è diventato senso comune con la Seconda Repubblica: il restyling dei nomi e dei simboli, i modernizzatori contro i conservatori, gli innovatori contro i nostalgici. 
Nuovo si è presentato il Cavaliere dell'eterno presente. Nuovi i tecnici come Mario Monti. 
Nuovissimi i cittadini scelti dalla Rete nel Movimento 5 Stelle. 
E ancor più nuovo il renzismo della rottamazione dove tutto poteva apparire mai visto, mai udito, senza precedenti. Il Nuovo è stato la via italiana al Governo e alla politica. 
Ora sembra smarrito, per incapacità di elaborazione, fragilità culturale, inconsistenza progettuale. 
Ma nessuna restaurazione del passato è possibile. E l'Italia ha bisogno di una nuova politica, per uscire da questo limbo senza riforme e senza partiti, senza destra e senza sinistra, senza vecchio e senza nuovo. Serve un Nuovo che sia ricostruzione, rigenerazione. [...]"

Possono essere queste le parole chiave mediante le quali poter (cercare di) strutturare un Nuovo che non sia ripetizione degli altrettanto 'finti nuovi' già abbondantemente visti ed altrettanto mal digeriti?
Se tutto (o quasi) potesse passare per termini pesanti quali ricostruzione e rigenerazione altrettanto - in termini chiari - potrebbe essere fatto per individuare le cause che hanno trascinato le tante (ed altrettanto finte?) novità proposte a smarrire il proprio peso di credibilità e la propria consistenza di rinnovamento strutturale. Su questo proposito l'occhio dell'elettore e/o del cittadino che voglia andare oltre la mediocrità informativa deve essere implacabile...ed implacabilmente allenato:

"[...] Il Nuovo ha consumato se stesso perché senza progetto. Con il passato, ha buttato via anche il futuro. I suoi paladini si sono rivelati clamorosamente inadeguati alle sfide, hanno deluso chi voleva cambiare l'Italia e tradito chi ci aveva creduto. Eppure di una nuova politica l'Italia ha bisogno. [...]"

I cardini attraverso cui (tentare di) ricostruire una nuova politica sembrano essere di complessa individuazione, articolata strutturazione e difficoltosa attribuzione.
Alla base potrebbe occorrere un cambiamento strutturale e strutturalmente impegnativo; su queste fondamenta si muove l'opera esaminata, affinché sia possibile circoscrivere od almeno comprendere parte degli errori fatti. La costruzione di una conoscenza collettiva scorre in argini che devono concorrere a delineare con precisione, metodo ed affidabilità rinnovati percorsi.


sabato 1 luglio 2017

FRA MASSE E POLITICHE, INSEGUENDO CRESCITA ED ISTANZE DI CONSERVAZIONE

"[...] La massa esiste fintanto che cresce: la disgregazione subentra non appena cessa di crescere.
La massa chiusa invece rinuncia alla crescita e si preoccupa soprattutto della durata. [...]"
(Massa e potere, E. Canetti, cit.)

"Morte di Socrate", J.L.David