martedì 27 marzo 2018

"STATUS QUO", POSSIBILE INTERVENIRE IN ITALIA PER (PROVARE A) CAMBIARE LE COSE?

Comprendere i meccanismi dell'economia e delle sue complicazioni con la società è una missione che potrebbe essere perseguita ed impostata al fine di costruire quell'intelligenza collettiva (e collettivamente) necessaria a comprendere certe dinamiche - altrimenti eccessivamente complesse da 'addomesticare' per una popolazione provata su vari fronti come quella italiana.
Comprendere i meccanismi dell'economia potrebbe essere doppiamente importante specialmente per (provare a) sfuggire alle promesse della classe politica italiana - riducendo od attualizzando quella spinta alla ricerca di consenso che sembra attanagliare ad ora tutti gli schieramenti politici, senza distinzione alcuna di rilievo.
Il tentativo di affidarsi a divulgatori economici può rischiare di essere anche controproducente - in quanto la voce di quanti parlano di alcuni argomenti complessi ed intricati dovrebbe avere il dovere di risultare credibile e competente in una materia nella quale gli incompetenti sembrano essere molti.
Una larghissima parte della politica promette per avere consenso misure riguardo ad una larga serie di settori su cui pare essere complicatissimo incidere, da tempo: debito pubblico, razionalizzazione della spesa, limitazione alle spese improduttive, spending review, misure specifiche per arginare corruzione ed evasione solo per citarne alcune.
Quanto elevate sono le possibilità di incidere su queste voci per ottenere un risparmio qualificato od un miglioramento delle finanze pubbliche anche minimo?
Quale è la possibilità di produrre miglioramenti in maniera credibile nei confronti di certe 'voci' del bilancio statale? Mediante quali leve è possibile agire per provare a migliorare quello che è più genericamente definibile come status quo?
A queste ed altre domande è possibile (provare a) rispondere leggendo il libro "Status quo - Perché in Italia è così difficile cambiare le cose", scritto da Roberto Perotti e pubblicato da Feltrinelli.
Innescare miglioramenti nell'economia (o nel modo di immaginare l'impronta economica nel mondo) è un'azione che potrebbe condurre anche ad esiti proficui su altri fronti: società, ambiente, politica, industria, sviluppo economico solo per citarne alcuni.
I settori su cui sarebbe necessario innescare analisi approfondite e puntuali potranno essere, nella fattispecie, trasversali nei confronti di varie tematiche:

  • Debito pubblico; 
  • Disavanzi di bilancio;
  • Vincoli di bilancio;
  • Revisione della spesa;
  • Vincoli di bilancio;
  • Concezioni di austerità in rapporto alle trasformazioni della società;
  • Privilegi delle classi dirigenti diffusamente presenti in questo Paese;
  • Squilibri presenti trasversalmente su varie dimensioni;
  • Squilibri esistenti nei confronti dell'evasione e della necessità di effettuare tagli per riequilibrare i bilanci sia statali che istituzionali.
A seguito dell'analisi dei sintomi si dovrebbe essere vicini alla ricerca di possibili forme di cura per i mali che affliggono l'Italia; è proprio su questo fronte che si dovrebbero muovere le ricerche di priorità sulle quali provare ad intervenire. 
Di seguito a queste parti introduttivo-narrative si farà successivamente un cenno alle recenti "riforme" fatte od in cantiere - argomenti per i quali sarebbe lecito promuovere più di una critica riguardo all'approccio analitico presentato in alcuni paragrafi illustrativi delle stesse.
Da ultimo qualche lezione utile per (cercare di) migliorare lo stato delle cose da un punto di vista politico e sociale; comparazioni con gli altri Paesi, prescindendo dall'analisi dei sintomi e della malattia che sembra affliggere ormai da tempo immemore questa Italia. 
Leggerne per saperne di più, oppure per confutarne tratti essenziali nelle argomentazioni/perorazioni.


giovedì 22 marzo 2018

CERCANDO UNA VITA E STORIE RINNOVATE, CON LENTO INCEDERE

"[...] La vita è un cinema tanto che taci,
le tue bottiglie non hanno messaggi.
Chi dice che il mondo è meraviglioso
non ha visto quello che ti stai creando per restarci.
Rimani zitto, niente pareri.
Il tuo soffitto, stelle e pianeti
A capofitto nel tuo limbo, in preda ai pensieri
procedi nel tuo labirinto senza pareti. [...]"
(Una chiave, Caparezza, cit.)


martedì 20 marzo 2018

DI PIAZZA IN ITALIA, CERCANDO UN PAESE

"[...] Nella piazza la folla balla la tarantella,
tiene alta la guardia con la guardia che la randella.
Non tira fuori una lira ma l'ira tira fuori,
sugli accordi salta come gli accordi di Mirafiori.
A piedi nudi danza [...],
che a farti le scarpe non sono solo le aziende di calzature!
Il sindacato ti molla, come una zavorra,
la vita molla [...].
Tarantella per pagare le spese col denaro che termini
come a Termini Imerese.
I suonatori sviolinano per due voti ma poi
ti lasciano sotto tiro nei terremoti
e si balla!
Con il veleno somministrato
si balla!
Mica come nei voli si stato
si balla! [...]"
(Tarantelle pe' campa', 99 Posse feat Caparezza, cit.)

Fonte immagine: Piazze d'Italia, G. De Chirico

domenica 18 marzo 2018

CITANDO E CERCANDO RICETTE, RIMEDI E DEFINIZIONI IN (TEMA DI) ECONOMIA

"[...] Per ridurre la spesa bisogna sporcarsi le mani: indicare esattamente cosa, quanto e come si propone di ridurre. Bisogna raccogliere dati, analizzarli, fare confronti internazionali; bisogna prendere posizione, scrivere dossier, avanzare proposte concrete: in altre parole bisogna 'chinare la testa e lavorare'. Ricevo quasi giornalmente inviti a convegni [...] la gran parte, peraltro, indetta da organismi pubblici o semipubblici. Personalmente, non vi partecipo più da tempo: in intere giornate di convegno [...] non si coglie una sola proposta nuova, originale, concreta, costruttiva, ma solo una perenne rimasticazione di diagnosi trite e di ricette generiche. 
Ma nel pieno tentativo di revisione della spesa, mentre lavoravo con numeri, capitoli di bilancio, articoli e commi di legge, spesso tra i partecipanti annunciati di questi convegni c'erano Ministri e Capi di gabinetto, che pensavo avrebbero potuto impiegare il proprio tempo in un modo molto più utile per il Paese. C'è una differenza enorme tra 'chinare la testa e lavorare su fatti e numeri' e partecipare a convegni [...]Sono convinto che oggi in Italia ci siano troppi convegni e troppe poche persone competenti che lavorano su aridi numeri. [...]"

Fonte: 'Chinare la testa e lavorare', "Status quo - Perché in Italia è così difficile cambiare le cose (e come cominciare a farlo", R. Perotti, Feltrinelli Editore

Fonte immagine: "Italia quiere dar un vuelco a la economìa", El Pais

giovedì 15 marzo 2018

CERCANDO STELLE E (PROSPETTIVE DI) ESISTENZA, RICORDANDO STEPHEN HAWKING

“[...] Per quanto difficile possa essere la vita, c'è sempre qualcosa che è possibile fare. 
Guardate le stelle invece dei vostri piedi. [...]” 
(S. Hawking, cit.)

Fonte immagine: Il piccolo principe, A. De Saint-Exupéry

venerdì 9 marzo 2018

DI HURRICANE IN MUSICA, CITANDO BOB DYLAN


"[...] here's the story of the Hurricane,
The man the authorities came to blame
For somethin' that he never done.
Put in a prison cell, but one time he could-a been
The champion of the world. [...]"

mercoledì 7 marzo 2018

FRA ITALIA, LETTERATURA, ARTE E (LETTURA DEL) PRESENTE

 “[...] nazione vivente, [...] nazione europea: e cosa sei?/ 
Terra di infanti, affamati, corrotti,/ governanti impiegati di agrari, prefetti codini,/ 
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,/ funzionari liberali carogne [...] 
una caserma, un seminario, una spiaggia libera [...] 
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci/ 
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,/ 
tra case coloniali scrostate ormai come chiese./ 
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,/ 
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente. [...] 
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo. [...]” 
(P. P. Pasolini, cit.)


venerdì 2 marzo 2018

(R)ESISTE UN TEMPO PER OGNI FASE DELL'ESISTENZA?

"[...] E il tempo non mi riguarda 
perché il tempo mi appartiene [...]"
(Modena City Ramblers, cit.)


CERCANDO, TELEFONANDO...E (RI)PENSANDO


"[...] Telefonami tra vent'anni
io adesso non so cosa dirti.
[...] non so risponderti
e non ho voglia di capirti.
Invece pensami tra vent'anni pensami [...]
fermo in qualsiasi posto del mondo
[...] tra miliardi [...] di persone
a bocca aperta senza parole [...]
L'orecchio puntato verso il cielo
verso quel suono [...] lontano.
Ma ecco che si avvicina
con un salto siamo nel duemila
alle porte dell'universo. [...]
Il cuore nella borsa
impara il numero a memoria
poi riscrivilo sulla pelle.
Se telefoni tra vent'anni
butta i numeri fra le stelle
alle porte dell'universo
un telefono suona ogni sera
sotto un cielo di tutte le stelle
di un'inquietante primavera [...]"