mercoledì 31 maggio 2017

DI PALLONE IN PALLONE, SEGUENDO ITALIANE MEMORIE...



"[...] Ci vuole molto coraggio a rotolare giù 
in un contesto vigliacco che non si muove più 
e a mantenere la calma adesso 
per non sentirsi un pallone perso. 
Ci vuole molto coraggio a ricercare la 
felicità in un miraggio che presto svanirà 
e a mantenere la calma adesso 
per non sentirsi un pallone perso. [...]"

sabato 27 maggio 2017

CONSIDERAZIONI (E CONFUTAZIONI) SU CIVILTA', DISAGI DELLA STESSA ED UMANITA'

"[...] La coesione sociale è una necessità e l'umanità non è riuscita a realizzare la coesione con argomenti puramente razionali. 
Ogni comunità è esposta a due opposti pericoli: da una parte la mummificazione, attraverso l'effettiva disciplina e l'eccessivo rispetto per la tradizione, dall'altra parte la dissoluzione e l'assoggettamento alla conquista straniera, attraverso l'accrescersi di un individualismo e di una indipendenza personale che rendono impossibile la collaborazione. 
In generale le civiltà importanti cominciano con un sistema rigido e superstizioso, che gradualmente si rilassa e che ad un certo punto conduce ad un periodo di brillanti geni, mentre il buono della vecchia tradizione permane ed il male inerente al suo dissolversi non si è ancora sviluppato.
Ma allorché il male si manifesta, esso porta all'anarchia e poi inevitabilmente ad una nuova tirannide, che produce una nuova sintesi rafforzata da un nuovo sistema dogmatico.
La dottrina del liberalismo è un tentativo di sfuggire a questo ricorso senza fine. 
L'essenza del liberalismo è un tentativo di assicurare un ordine sociale non basato su dogmi irrazionali, tale da instaurare la stabilità senza per altro implicare maggiori limitazione di quante non siano necessarie per la comunità stessa. Se questo tentativo possa riuscire, solo il futuro è in grado di dirlo. [...]"
("Storia della filosofia occidentale", Introduzione, B. Russell, cit.)

Fonte immagine: "Gli archeologi", G. De Chirico

mercoledì 24 maggio 2017

INSEGUENDO FIORI...E TORMENTI, NELL'ANIMA

"[...] succede sempre che proprio sul più bello
la vita è interrotta
dallo squillo di un telefono.
Una pallottola e un fiore
una carezza che uccide
nel modo più stupido
non dare peso a parole
che sono macigni nel buio [...]
un dolore che sai riconoscere
e poi restare a guardare
un dettaglio emotivo
da ogni angolazione possibile.
Prima di mettere la testa sul cuscino
mi piace perdermi tra le pagine di un libro [...]
Un respiro profondo
è il solo modo per difendermi
dal rumore di fondo
che mi tormenta l’anima. [...]"
(Una pallottola e un fiore, M.Venuti, cit.)
Ramo di mandorlo fiorito, V. Van Gogh

giovedì 18 maggio 2017

DI EQUILIBRI IN FELICITA', RICERCANDO PUNTI DA INCONTRARE...

"[...] Il mondo è una palla rotonda leggermente schiacciata ai poli. Ed essendo palla che fa? Rotola. 
È chiaro, che la terra si muova non è una novità. [...] 
Sì, ma ultimamente sta succedendo un fenomeno strano. Molto strano. Si sente. [...] 
Sì, è un movimento direi [...] continuo. Ondulatorio o sussultorio? [...] si fa fatica a stare in piedi. [...] guardandomi più attentamente in giro mi sono accorto che la gente non è perfettamente in asse. 
Sono tutti un po' traballanti. [...] un'umanità che dondola, sbanda, slitta, cerca di stare in piedi in qualsiasi modo. Riuscire a stare in piedi su un terreno instabile, insicuro, non è cosa facile. [...]
Certo non si può pretendere che uno concentrato com'è per stare in piedi possa occuparsi degli altri, del mondo. Insomma, possa pensare. [...] Ma sì, basta abituarsi. Basta non cercare punti fermi che tanto non cisono. Dopo un po' diventa tutto come prima. Per forza: l'abitudine è il surrogato della normalità. [...] Basta sintonizzarsi col dondolio e tutto va [...].
Alcuni poi, non so se più incoscienti, più spensierati o non so cosa,non si sono proprio accorti di nulla, stanno benissimo. Per forza,l'ignoranza è il surrogato della felicità. [...]"
(L'equilibrio, G.Gaber, cit.)


martedì 16 maggio 2017

FRA VENTO CHE SOFFIANO E GIORNI DI SUDORI...


"[...] Un giorno il denaro ha scoperto la guerra mondiale/ ha dato il suo putrido segno all'istinto bestiale/ ha ucciso, bruciato, distrutto in un triste rosario/ e tutta la terra si è avvolta di un nero sudario [...]" 
(P.Bertoli, cit.)

"Il vento del sud-ovest", G.Fattori

lunedì 15 maggio 2017

"L'ARTE DI ESSERE FRAGILI", (RI)PENSANDO ALLE MOLTEPLICI CONDIZIONI (E CONVINZIONI) UMANE

Dentro quali argini è possibile incastonare la fragilità e l'essere umani in rapporto alla necessità di esistere seguendo un progressivo miglioramento delle proprie consapevolezze e - pertanto - anche dei propri soggettivi limiti?
Dietro ciò che è fragile si muovono la possibilità di migliorarsi e - parimenti - l'opportunità di poter arrivare a provare sensazioni di pesanti (e differenti) punti di vista.
Quale potrà mai essere il rapporto posseduto da questo mondo contemporaneo con la fragilità?
Come vengono viste, celate o non correttamente inquadrate le persone fragili in un universo che vanta ampi 'settori' virati all'onnipotenza come quello attuale?
Rileggere e (cercare di) rispondere a queste domande può condurre all'identificazione delle gesta, delle esperienze fatte e delle parole pronunciate/scritte da una delle persone più 'fragili' ed al tempo stesso complete che siano mai esistite: Giacomo Leopardi.
E' su questi pilastri di vita ed esperienze che si muove l'opera "L'arte di essere fragili - come Leopardi può salvarti la vita", scritto da Alessandro D'Avenia e pubblicato da Mondadori Editore.

"[...] 'Esiste un metodo per la felicità duratura? Si può imparare il faticoso mestiere di vivere giorno per giorno in modo da farne addirittura un'arte della gioia quotidiana?' 
Sono domande comuni, ognuno se le sarà poste decine di volte, senza trovare risposte. 
Eppure la soluzione può raggiungerci, improvvisa, grazie a qualcosa che ci accade, grazie a qualcuno. In queste pagine Alessandro D'Avenia racconta il suo metodo per la felicità e l'incontro decisivo che glielo ha rivelato: quello con Giacomo Leopardi. 
Leopardi è spesso frettolosamente liquidato come pessimista e sfortunato.
Fu invece un giovane uomo affamato di vita e di infinito, capace di restare fedele alla propria vocazione poetica e di lottare per affermarla, nonostante l'indifferenza e perfino la derisione dei contemporanei. Nella sua vita e nei suoi versi, D'Avenia trova folgoraioni e provocazioni, nostalgia ed energia vitale. E ne trae lo spunto per rispondere ai tanti e cruciali interrogativi che da molti anni si sente rivolgere da ragazzi di ogni parte d'Italia, tutti alla ricerca [...] di un senso profondo del vivere. [...]
Domande che non hanno risposte semplici, ma che, come una bussola, se non le tacitiamo possono orientare la nostra esistenza. La sfida è lanciata, e ci riguarda tutti: Leopardi ha trovato nella poesia  la sua ragione di vita, e noi? 
Qual è la passione in grado di farci sentire vivi in ogni fase della nostra esistenza? 
Quale bellezza vogliamo manifestare nel mondo,per poter dire alla fine: nulla è andato sprecato?
In un dialogo [...] con il nostro più grande poeta moderno, Alessandro D'Avenia porta a magnifico compimento l'esperienza di professore, la passione di lettore e la sensibilità di scrittore per accompagnarci in un viaggio esistenziale sorprendente.
Dalle inquietudini dell'adolescenza - l'età della speranza e dell'intensità, nei picchi di entusiasmo come negli abissi di tristezza - passiamo attraverso le prove della maturità - il momento in cui le aspirazioni si scontrano con la realtà -, per approdare alla conquista della fedeltà a noi stessi, accettando debolezze e fragilità e imparando l'arte della riparazione della vita. 
Forse, è qui che si nasconde il segreto della felicità. [...]"

Leggerne per saperne di più, per strutturarsi e per (provare a) capire quanto grandi possano essere o diventare i margini di miglioramento da assegnare alle persone fragili che non abbiano paura a manifestare - quando possibile ed ove necessario - sia la propria intima essenza che le proprie interiori debolezze. E' proprio su questo terreno che - secondo l'autore - si muove il pensiero relativo all'essenza della natura umana:

"[...] Viviamo in un'epoca in cui si è titolati a vivere solo se perfetti. 
Ogni insufficienza, ogni debolezza, ogni fragilità sembra bandita. 
Ma c'è un altro modo per mettersi in salvo, ed è costruire, come te, Giacomo, un'altra terra fecondissima, la terra di coloro che sanno essere fragili. [...]"


venerdì 12 maggio 2017

CERCANDO E (RI)CERCANDO, NEL MONDO (QUOTIDIANAMENTE) MUTILATO

"Prova a cantare il mondo mutilato.
Ricorda le lunghe giornate di giugno
e le fragole, le gocce di vino rosé.
Le ortiche che metodiche ricoprivano
le case abbandonate da chi ne fu cacciato.
Devi cantare il mondo mutilato.
Hai guardato navi e barche eleganti; 
attesi da un lungo viaggio, 
o soltanto da un nulla salmastro.
Hai visto i profughi andare verso il nulla,
hai sentito i carnefici cantare allegramente.
Dovresti celebrare il mondo mutilato.
Ricorda quegli attimi, quando eravate insieme
in ua stanza bianca e la tenda si mosse. 
Torna col pensiero al concerto, quando la musica esplose.
D'autunno raccoglievi ghiande nel parco
e le foglie volteggiavano sulle cicatrici della terra. 
Canta il mondo mutilato
e la piccola penna grigia persa dal tordo,
e la luce delicata che erra, svanisce
e ritorna."
(Prova a cantare il mondo mutilato, A. Zagajewski)


Composition VIII, V. V. Kandinskij

lunedì 8 maggio 2017

FRA AMORE, AMARE ED AMARSI... IN MUSICA


"[...] Mi sono innamorato di te
perché non avevo niente da fare; 
il giorno volevo qualcuno da incontrare, la notte volevo qualcosa da sognare. [...]"
(L.Tenco, cit.)

giovedì 4 maggio 2017

SAPER CERCARE IL MOMENTO GIUSTO...NON TROVANDOLO?


"[...] Caro amico, sei messo male
sei vittima di un tempo un po' sbagliato
un tempo dove tutto si è appiattito
dove ciò che aveva un senso si è deteriorato.
E se ti viene qualche idea geniale buttala via
perché qualsiasi comportamento
c'ha già il suo riferimento
all'idiozia. [...] 
Non è più il momento
di fare tristi seminari
di scrivere sui muri
non ha più senso neanche la follia. [...]
Razza già finita senza neanche cominciare
razza disossata già in attesa di morire.
No, non fa male credere
fa molto male credere male. [...]"

lunedì 1 maggio 2017

DI CANTIERE IN CANTIERE, DI UOMO IN UOMO...DI LAVORO IN LAVORO

I muratori cantano,
cantando sembra più facile.
Ma tirar su un edificio
non è cantare una canzone,
è una faccenda molto più seria.
Il cuore dei muratori
è come una piazza in festa;
c'è un vocio, canzoni e risa.
Ma un cantiere non è una piazza in festa:
c'è polvere e terra, fango e neve.
Spesso le mani sanguinano,
il pane non sempre è fresco,
al posto del tè c'è acqua,
qualche volta manca lo zucchero,
non tutti qui sono eroi,
e gli amici non sempre sono fedeli.
Tirar su un edificio
non è cantare una canzone.
Ma i muratori son gente cocciuta.
E l'edificio vien su, vien su,
sempre più in alto
e più in alto s'arrampica.
Alla finestra del primo piano
stanno già vasi di fiori,
e sopra il tetto del garage
gli uccelli sulle ali già portano il sole.
In ogni trave c'è un battito di cuore,
in ogni pietra.
E l'edificio vien su, vien su,
magnifico, cresce
nel sangue e nel sudore.
(N.Hikmet)