sabato 27 maggio 2017

CONSIDERAZIONI (E CONFUTAZIONI) SU CIVILTA', DISAGI DELLA STESSA ED UMANITA'

"[...] La coesione sociale è una necessità e l'umanità non è riuscita a realizzare la coesione con argomenti puramente razionali. 
Ogni comunità è esposta a due opposti pericoli: da una parte la mummificazione, attraverso l'effettiva disciplina e l'eccessivo rispetto per la tradizione, dall'altra parte la dissoluzione e l'assoggettamento alla conquista straniera, attraverso l'accrescersi di un individualismo e di una indipendenza personale che rendono impossibile la collaborazione. 
In generale le civiltà importanti cominciano con un sistema rigido e superstizioso, che gradualmente si rilassa e che ad un certo punto conduce ad un periodo di brillanti geni, mentre il buono della vecchia tradizione permane ed il male inerente al suo dissolversi non si è ancora sviluppato.
Ma allorché il male si manifesta, esso porta all'anarchia e poi inevitabilmente ad una nuova tirannide, che produce una nuova sintesi rafforzata da un nuovo sistema dogmatico.
La dottrina del liberalismo è un tentativo di sfuggire a questo ricorso senza fine. 
L'essenza del liberalismo è un tentativo di assicurare un ordine sociale non basato su dogmi irrazionali, tale da instaurare la stabilità senza per altro implicare maggiori limitazione di quante non siano necessarie per la comunità stessa. Se questo tentativo possa riuscire, solo il futuro è in grado di dirlo. [...]"
("Storia della filosofia occidentale", Introduzione, B. Russell, cit.)

Fonte immagine: "Gli archeologi", G. De Chirico

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