Dentro quali argini è possibile incastonare la fragilità e l'essere umani in rapporto alla necessità di esistere seguendo un progressivo miglioramento delle proprie consapevolezze e - pertanto - anche dei propri soggettivi limiti?
Dietro ciò che è fragile si muovono la possibilità di migliorarsi e - parimenti - l'opportunità di poter arrivare a provare sensazioni di pesanti (e differenti) punti di vista.
Quale potrà mai essere il rapporto posseduto da questo mondo contemporaneo con la fragilità?
Come vengono viste, celate o non correttamente inquadrate le persone fragili in un universo che vanta ampi 'settori' virati all'onnipotenza come quello attuale?
Rileggere e (cercare di) rispondere a queste domande può condurre all'identificazione delle gesta, delle esperienze fatte e delle parole pronunciate/scritte da una delle persone più 'fragili' ed al tempo stesso complete che siano mai esistite: Giacomo Leopardi.
E' su questi pilastri di vita ed esperienze che si muove l'opera "L'arte di essere fragili - come Leopardi può salvarti la vita", scritto da Alessandro D'Avenia e pubblicato da Mondadori Editore.
"[...] 'Esiste un metodo per la felicità duratura? Si può imparare il faticoso mestiere di vivere giorno per giorno in modo da farne addirittura un'arte della gioia quotidiana?'
Sono domande comuni, ognuno se le sarà poste decine di volte, senza trovare risposte.
Eppure la soluzione può raggiungerci, improvvisa, grazie a qualcosa che ci accade, grazie a qualcuno. In queste pagine Alessandro D'Avenia racconta il suo metodo per la felicità e l'incontro decisivo che glielo ha rivelato: quello con Giacomo Leopardi.
Leopardi è spesso frettolosamente liquidato come pessimista e sfortunato.
Fu invece un giovane uomo affamato di vita e di infinito, capace di restare fedele alla propria vocazione poetica e di lottare per affermarla, nonostante l'indifferenza e perfino la derisione dei contemporanei. Nella sua vita e nei suoi versi, D'Avenia trova folgoraioni e provocazioni, nostalgia ed energia vitale. E ne trae lo spunto per rispondere ai tanti e cruciali interrogativi che da molti anni si sente rivolgere da ragazzi di ogni parte d'Italia, tutti alla ricerca [...] di un senso profondo del vivere. [...]
Domande che non hanno risposte semplici, ma che, come una bussola, se non le tacitiamo possono orientare la nostra esistenza. La sfida è lanciata, e ci riguarda tutti: Leopardi ha trovato nella poesia la sua ragione di vita, e noi?
Qual è la passione in grado di farci sentire vivi in ogni fase della nostra esistenza?
Quale bellezza vogliamo manifestare nel mondo,per poter dire alla fine: nulla è andato sprecato?
In un dialogo [...] con il nostro più grande poeta moderno, Alessandro D'Avenia porta a magnifico compimento l'esperienza di professore, la passione di lettore e la sensibilità di scrittore per accompagnarci in un viaggio esistenziale sorprendente.
Dalle inquietudini dell'adolescenza - l'età della speranza e dell'intensità, nei picchi di entusiasmo come negli abissi di tristezza - passiamo attraverso le prove della maturità - il momento in cui le aspirazioni si scontrano con la realtà -, per approdare alla conquista della fedeltà a noi stessi, accettando debolezze e fragilità e imparando l'arte della riparazione della vita.
Forse, è qui che si nasconde il segreto della felicità. [...]"
Leggerne per saperne di più, per strutturarsi e per (provare a) capire quanto grandi possano essere o diventare i margini di miglioramento da assegnare alle persone fragili che non abbiano paura a manifestare - quando possibile ed ove necessario - sia la propria intima essenza che le proprie interiori debolezze. E' proprio su questo terreno che - secondo l'autore - si muove il pensiero relativo all'essenza della natura umana:
"[...] Viviamo in un'epoca in cui si è titolati a vivere solo se perfetti.
Ogni insufficienza, ogni debolezza, ogni fragilità sembra bandita.
Ma c'è un altro modo per mettersi in salvo, ed è costruire, come te, Giacomo, un'altra terra fecondissima, la terra di coloro che sanno essere fragili. [...]"
Dietro ciò che è fragile si muovono la possibilità di migliorarsi e - parimenti - l'opportunità di poter arrivare a provare sensazioni di pesanti (e differenti) punti di vista.
Quale potrà mai essere il rapporto posseduto da questo mondo contemporaneo con la fragilità?
Come vengono viste, celate o non correttamente inquadrate le persone fragili in un universo che vanta ampi 'settori' virati all'onnipotenza come quello attuale?
Rileggere e (cercare di) rispondere a queste domande può condurre all'identificazione delle gesta, delle esperienze fatte e delle parole pronunciate/scritte da una delle persone più 'fragili' ed al tempo stesso complete che siano mai esistite: Giacomo Leopardi.
E' su questi pilastri di vita ed esperienze che si muove l'opera "L'arte di essere fragili - come Leopardi può salvarti la vita", scritto da Alessandro D'Avenia e pubblicato da Mondadori Editore.
"[...] 'Esiste un metodo per la felicità duratura? Si può imparare il faticoso mestiere di vivere giorno per giorno in modo da farne addirittura un'arte della gioia quotidiana?'
Sono domande comuni, ognuno se le sarà poste decine di volte, senza trovare risposte.
Eppure la soluzione può raggiungerci, improvvisa, grazie a qualcosa che ci accade, grazie a qualcuno. In queste pagine Alessandro D'Avenia racconta il suo metodo per la felicità e l'incontro decisivo che glielo ha rivelato: quello con Giacomo Leopardi.
Leopardi è spesso frettolosamente liquidato come pessimista e sfortunato.
Fu invece un giovane uomo affamato di vita e di infinito, capace di restare fedele alla propria vocazione poetica e di lottare per affermarla, nonostante l'indifferenza e perfino la derisione dei contemporanei. Nella sua vita e nei suoi versi, D'Avenia trova folgoraioni e provocazioni, nostalgia ed energia vitale. E ne trae lo spunto per rispondere ai tanti e cruciali interrogativi che da molti anni si sente rivolgere da ragazzi di ogni parte d'Italia, tutti alla ricerca [...] di un senso profondo del vivere. [...]
Domande che non hanno risposte semplici, ma che, come una bussola, se non le tacitiamo possono orientare la nostra esistenza. La sfida è lanciata, e ci riguarda tutti: Leopardi ha trovato nella poesia la sua ragione di vita, e noi?
Qual è la passione in grado di farci sentire vivi in ogni fase della nostra esistenza?
Quale bellezza vogliamo manifestare nel mondo,per poter dire alla fine: nulla è andato sprecato?
In un dialogo [...] con il nostro più grande poeta moderno, Alessandro D'Avenia porta a magnifico compimento l'esperienza di professore, la passione di lettore e la sensibilità di scrittore per accompagnarci in un viaggio esistenziale sorprendente.
Dalle inquietudini dell'adolescenza - l'età della speranza e dell'intensità, nei picchi di entusiasmo come negli abissi di tristezza - passiamo attraverso le prove della maturità - il momento in cui le aspirazioni si scontrano con la realtà -, per approdare alla conquista della fedeltà a noi stessi, accettando debolezze e fragilità e imparando l'arte della riparazione della vita.
Forse, è qui che si nasconde il segreto della felicità. [...]"
Leggerne per saperne di più, per strutturarsi e per (provare a) capire quanto grandi possano essere o diventare i margini di miglioramento da assegnare alle persone fragili che non abbiano paura a manifestare - quando possibile ed ove necessario - sia la propria intima essenza che le proprie interiori debolezze. E' proprio su questo terreno che - secondo l'autore - si muove il pensiero relativo all'essenza della natura umana:
"[...] Viviamo in un'epoca in cui si è titolati a vivere solo se perfetti.
Ogni insufficienza, ogni debolezza, ogni fragilità sembra bandita.
Ma c'è un altro modo per mettersi in salvo, ed è costruire, come te, Giacomo, un'altra terra fecondissima, la terra di coloro che sanno essere fragili. [...]"

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