lunedì 21 gennaio 2019

(LEGGENDO DELLA) STORIA DI BOLOGNA, DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI

Leggere di Bologna per leggere una Storia su Bologna.
Leggere delle trasformazioni che la Storia ha 'regalato' ad una città come quella di Bologna equivale a delineare un quadro futuro (od almeno futuribile) per quella che era, è e rimarrà a lungo - forse - una delle città più belle al mondo.
Leggere dei personaggi che ne hanno delineato le gesta, le fasi storiche ed i corsi o ricorsi storici può contribuire a migliorarne le prospettive e le progressive disamine socio-politiche presenti e, specialmente, future. Quale testo può essere usato per esplorare Bologna quasi come se si fosse a bordo di una macchina del tempo?
La mente vola ad un opera recentemente letta, chiamata 'Storia di Bologna - Dalle origini ai giorni nostri' - scritta da Alessandro Goldoni e pubblicata da Edizioni Biblioteca dell'Immagine.
Le ragioni che si nascondono dietro a questa lettura sono delineate nel seguito, sin dalla copertina del libro ad oggetto:

"[...] Per conoscere il carattere di una città, spesso basta osservare nelle ore di punta il barista della macchina espresso o il salumiere, cioè i mestieri da nervi a pezzi. 
Bene, il barista riesce a conversare con i clienti nella vertigine dei ristretti, lunghi, caldi in tazza fredda, macchiati, corretti, che smazza come carte da briscola. 
Il salumiere col negozio intasato, butta sulla bilancia, incarta, si toglie la biro dall'orecchio e dice battute in dialetto, un cliente, una battuta. 
Ci tornate il giorno dopo per vedere se era roba da repertorio. 
Macché è proprio uno che si diverte a tener banco, lavorando convulso come una macchina oleopneumatica. [...]" (L. Goldoni, cit.)

E' per queste ragioni che si definiscono, nella storia di Bologna, le singole storie di ognuno dei suoi abitanti i quali progressivamente vanno avanti - giorno dopo giorno, senza sosta.
L'incedere si definisce e viene come 'ospitato' da questa città, accogliendo le trasformazioni in ogni singolo anno. Per questa ragione e per questo motivo si ritrovano, fra le pagine, riferimenti storici in grandissima quantità:

"[...] Nobile e popolana, dotta e ironica, passionale e ospitale. 
Bologna dalle cento torri, che nel Medioevo la rendevano unica al mondo, appena arrivi ti abbraccia e non ti lascia più. Ti riempie di piccole attenzioni e ti invita a scoprire, ogni portico, ogni angolo, ogni pietra della sua antica e affascinante storia. 
E, come in un misterioso déjà vu, ti sembra di abitare lì da sempre, di aver frequentato l'Università più antica del mondo dove studiarono o insegnarono Dante, Copernico, Malpighi, Galvani, Carducci. Anche i colori, i suoni, i sapori diventano subito familiari. 
Bologna, semplicemente, città Madre. [...]"

Leggerne per saperne di più, dunque.



sabato 12 gennaio 2019

NON DIMENTICANDO (E RICORDANDO) FABER

"[...] la mia operazione, proprio quella delle origini, è stata di trasportare nella canzone dei temi che erano bagaglio della letteratura. Cosa che avevano già fatto prima di noi i tedeschi, attraverso operazioni certo più intuite che pensate:Kurt Weill o Bertolt Brecht in Germania; oppure i contemporanei Brassens, Brel, in Francia. Ho cercato di trasferire, nella loro stessa maniera, certi temi appartenenti esclusivamente alla letteratura in quella ch’era considerata, in Italia almeno, e a torto, un’arte minore quale la canzone [...] Nel trasformare in musica cantata una poesia non esiste un’antinomia radicale (sostanziale), esiste semmai l’esigenza formale di volgarizzare quella poesia nel senso di modificarne il lessico interpolandolo con un linguaggio volgare, cioè più popolare, che possa raggiungere sentimento e ragione di un uditorio più vasto, tutto ciò con l’ausilio della magia della musica che rimane l’unico linguaggio universale che io conosca. [...]"
(F. De André, cit.)


lunedì 7 gennaio 2019

domenica 6 gennaio 2019

CERCANDO ANIME E POSSIBILITA'


"[...] If the night turned cold 
and the stars looked down 
and you hug yourself 
on the cold cold ground, 
you wake the morning 
in a stranger's coat.
No-one would you see, 
you ask yourself, 'Who'd watch for me?' [...]"

venerdì 4 gennaio 2019

SU BOLOGNA, FRA EPOCHE ED ARTI

"[...] Da Montpellier andammo a Bologna, della quale io non credo luogo più bello e più libero trovar si potesse nel mondo intero. 
Ricorderai tu bene l'affluenza degli scolari, l'ordine, la vigilanza, la maestà dei Professori che a vederli parevano antichi giureconsulti. [...]
Ora più non avvenne e il posto di tanti e tali valentuomini nella città venne occupato dall'ignoranza [...] Bologna fu detta la grassa? [...]
Ma ficcando addentro nelle sue viscere, nelle sue midolle lo sguardo, 
tu la vedessi, ti farebbe paura la sua magrezza [...]
Delle quali cose io mi sento astretto a parlare perché tanto viva dell'antica Bologna la memoria conservo che questa d'ora vedendo, mi sembra quasi sognare, né vorrei pure a questi occhi far fede, se già per molti anni alla pace succeduta la guerra, alla libertà la schiavitù, alla abbondanza la miseria, la tristezza alla letizia e dove erano canti e balli di donzelle ridendo solo pianti dogliosi e cozzo di armi ladre e feroci, dalle torri infuori e dalle chiese che si sostennero in piedi, e mirando dall'alto le sottoposte miserie, questa che un dì fu Bologna, 
tutt'altro che Bologna a me non mi paresse. [...]"
(F. Petrarca su Bologna, 1368 
citato in 'Storia di Bologna - Dalle origini ai giorni nostri', 
Edizioni Biblioteca dell'Immagine)

"[...] A Bologna i portici tengono in piedi le case,
hanno i reumatismi e le artriti di braccia operaie,
fingono di non sentire o di non sapere
chi sta prendendo la città a calci nel sedere. [...]
a piccole dosi ci si rende immuni ai veleni [...]
Io resto immobile
chiudendo gli occhi per
riaprirli altrove. [...]
Siamo le cavie di nuovi divieti
abbiamo esaurito i passaggi segreti [...]
Non ci son angeli sul cornicione
ma telecamere anti-intrusione
al ritmo dei semafori,
io resto immobile
chiudendo gli occhi per
riaprirli altrove.
Al centro esatto di Piazza Maggiore
con leggerezza da pattinatore
Bologna adesso voltati
mi fai commuovere
lo sai che esagero con le parole. [...]"
('A Bologna', S. Bersani, cit.)

Il mercato in Piazza Maggiore - Bologna, 1855
Fonte immagine: www.bolognachecambia.it 





giovedì 3 gennaio 2019

SOMMANDO PICCOLE COSE...


"[...] Mi hai visto [...] toccare il fondo,
hai visto tutte quelle cose di cui io mi vergogno.
Hai fatto finta di non vedere quando tradivo, giocavo e imbrogliavo
Ma io [...] so perché
ancora adesso stringiamo i pugni
 e non ce ne andiamo da qui.
Conosci tutti quelli che amo [...]"

martedì 1 gennaio 2019

APPENA ARRIVATI...AL 2019

“[...] Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno/ spendono, spandono/ 
e sono quel che hanno. [...] Sono come me,/ ma si sentono meglio. [...] 
Vivono col timore di poter sembrare poveri./ 
Quel che hanno ostentano, tutto il resto invidiano,/ 
poi lo comprano,/ in costante escalation col vicino costruiscono/ 
parton dal pratino e vanno fino in cielo,/ han più parabole sul tetto/ 
che S.Marco nel Vangelo./ 
Sono quelli che di sabato lavano automobili/ 
che alla sera sfrecciano tra l'asfalto e i pargoli,/ 
medi come i ceti cui appartengono,/ terra-terra come i missili cui assomigliano./ 
Tiratissimi, s'infarinano, s'alcolizzano/ e poi s'impastano su un albero. [...] 
Sono come me, ma si sentono meglio./ Sono intorno a me,/ ma non parlano con me. [...]” 
(‘Quelli che ben pensano’, Frankie Hi Nrg, cit.)