lunedì 27 aprile 2015

SCIENZA, FRA PERCORSI E TRAGUARDI DA RAGGIUNGERE...

"[...] Siamo ossessionati da noi stessi. Studiamo la nostra storia, la nostra psicologia, la nostra filosofia, la nostra letteratura, i nostri dèi. Molto del nostro sapere è un rigirare dell'uomo intorno a se stesso, come fossimo noi la cosa più importante dell'Universo. [...]
Abbiamo imparato moltissimo sull'Universo. Nel corso dei secoli abbiamo riconosciuto molti dei nostri errori. Credevamo che la Terra fosse piatta. Che fosse ferma al centro del mondo.
Che l'Universo fosse piccolo e rimanesse sempre uguale a se stesso.
Credevamo che gli uomini fossero una stirpe a parte, senza parentele con gli altri animali.
Abbiamo imparato che esistono quark, buchi neri, particelle di luce, onde di spazio e straordinarie architetture molecolari in ogni cellula del nostro corpo. 
L'umanità è come un bimbo che cresce e scopre con stupore che il mondo non è solo la sua stanzetta e il suo campo giochi, ma è vasto, ci sono mille cose da scoprire e idee da conoscere diverse da quelle fra le quali è cresciuto.
L'Universo è multiforme e sconfinato, e continuiamo a scoprirne nuovi aspetti.
Più impariamo sul mondo, più ci stupiamo della sua varietà, bellezza e semplicità. 
Ma più scopriamo, più ci rendiamo anche conto che quello che ancora non sappiamo è più di quanto abbiamo già capito. Più potenti sono i nostri telescopi, più vediamo cieli strani e inaspettati.
Più guardiamo i dettagli minuti della materia, più scopriamo strutture profonde. [...]
Quello che sappiamo sulla grammatica elementare del mondo sta continuando a crescere. [...]
Nel mito famoso che Platone racconta nel Libro VII della Repubblica, gli uomini sono incatenati nel fondo di una caverna buia e vedono solo ombre, proiettate da un fuoco alle loro spalle sulla parete davanti a loro. Pensano che quella sia la realtà. Uno di loro si libera, esce e scopre la luce del Sole e il vasto mondo. All'inizio la luce lo stordisce, lo confonde: i suoi occhi non sono abituati.
Ma riesce a guardare e torna felice dai compagni per dire loro quello che ha visto.
I compagni stentano a credergli. Noi siamo tutti in fondo a una caverna, legati alla catena della nostra ignoranza, dei nostri pregiudizi, e i nostri deboli sensi ci mostrano ombre. 
Cercare di vedere più lontano spesso ci confonde: non siamo abituati. Ma ci proviamo.
La scienza è questo. Il pensiero scientifico esplora e ridisegna il mondo, ce ne offre immagini via via migliori: ci insegna a pensarlo in modo più efficace. 
La scienza è un'esplorazione continua di forme di pensiero. 
La sua forza è la capacità visionaria di far crollare idee preconcette, svelare territori nuovi del reale e costruire nuove e più efficaci immagini del mondo. 
Questa avventura poggia sull'intera conoscenza accumulata, ma la sua anima è il cambiamento.
Guardare più lontano. Il mondo sterminato è iridescente; vogliamo andarlo a vedere. 
Siamo immersi nel suo mistero e nella sua bellezza, e oltre la collina ci sono territori ancora inesplorati. L'incertezza in cui siamo immersi, la nostra precarietà, sospesa sull'abisso dell'immensità di ciò che non sappiamo, non rende la vita insensata: la rende preziosa. [...]
La scienza è leggere il mondo da un punto di vista via via più ampio. [...]"

Fonte: Camminando lungo il mare - Premessa, "La realtà non è come ci appare", C.Rovelli,
Cortina Editore

Fonte immagine: quinonprofit.it

venerdì 24 aprile 2015

FRA (R)ESISTENZA E LUCE...

"Così giunsi ai giorni della Resistenza
senza saperne nulla se non lo stile:
fu stile tutta luce, memorabile coscienza
di sole. Non poté mai sfiorire,
neanche per un istante, neanche quando
l' Europa tremò nella più morta vigilia.
Fuggimmo con le masserizie su un carro
da Casarsa a un villaggio perduto
tra rogge e viti: ed era pura luce.
Mio fratello partì, in un mattino muto
di marzo, su un treno, clandestino,
la pistola in un libro: ed era pura luce.
Visse a lungo sui monti, che albeggiavano
quasi paradisiaci nel tetro azzurrino
del piano friulano: ed era pura luce.
Nella soffitta del casolare mia madre
guardava sempre perdutamente quei monti,
già conscia del destino: ed era pura luce.
Coi pochi contadini intorno
vivevo una gloriosa vita di perseguitato
dagli atroci editti: ed era pura luce.
Venne il giorno della morte
e della libertà, il mondo martoriato
si riconobbe nuovo nella luce.

Quella luce era speranza di giustizia:
non sapevo quale: la Giustizia.
La luce è sempre uguale ad altra luce.
Poi variò: da luce diventò incerta alba,
un'alba che cresceva, si allargava
sopra i campi friulani, sulle rogge.
Illuminava i braccianti che lottavano.
Così l'alba nascente fu una luce
fuori dall'eternità dello stile....
Nella storia la giustizia fu coscienza
d'una umana divisione di ricchezza,
e la speranza ebbe nuova luce."
(P.P.Pasolini, cit.)



giovedì 23 aprile 2015

FRA LEGGERE...E (PROLUNGABILI) TEMPI DI LETTURA

"[...] I libri sono per loro natura strumenti democratici e critici: 
sono molti, spesso si contraddicono, consentono di scegliere e di ragionare. 
Anche per questo sono sempre stati avversati dal pensiero teocratico, 
censurati, proibiti, non di rado bruciati sul rogo insieme ai loro autori. [...]"
(C.Augias, att.)

mercoledì 22 aprile 2015

"HOMO FABER", FRA ESSERI UMANI E FUTURO

A quali traguardi è giunto l'essere umano grazie all'impiego di elementi quali cervello, creatività e curiosità? Quali strade avrebbe potuto percorrere in più, qualora avesse cercato di spingere i suoi limiti un po' oltre rispetto al livello (fino ad ora) raggiunto?
Quali potenzialità ha saputo sfruttare in termini evolutivi, raggiungendo opere e scopi di enorme rilevanza per il futuro della propria specie (ma non solo)?
Quali limiti hanno permesso invece all'essere umano di compiere veri e propri attentati alla propria astronave Terra, parimenti alle specie animali e vegetali che su essa dimorano?
La marcia evolutiva (ed eternamente in corso) attraverso quali passi ha reso e rende possibile la stesura di un 'bilancio' finalizzato al calcolare se l'essere umano sia o meno stato utile al pianeta Terra? Attraverso quali 'voci' è possibile attingere per (cercare di) ridefinire il percorso che ha portato l'umanità ad arrivare fino al punto odierno?
Gli spunti non possono mancare, per un'analisi corretta è necessario (cercare di) pesare ogni singolo elemento utile per la discussione. A questo proposito fornisce qualche spunto interessante il libro "Homo faber - Storia dell'uomo artefice alla preistoria alle biotecnologie", scritto a quattro mani da Edoardo Boncinelli e Galeazzo Sciarretta e pubblicato da Baldini&Castoldi.
L'intento del libro appare chiaro e lucido sin dalla copertina:

"L'aspetto del fare è il più importante nella storia umana, essendo quello che nel tempo ha concretamente migliorato le condizioni di vita degli uomini, aiutandoli nella loro eterna lotta contro la fame, la fatica, le malattie e il dolore; perfino nel procrastinarne la morte!"

Definendo un percorso fatto di penalizzazioni evolutive fisiche rapportate inevitabilmente ad aggiuntive peculiarità mentali, per l'essere umano è stato oggettivamente possibile lasciare un impronta grande sul pianeta che lo ha visto (fino a quando?) attore fra i protagonisti.
Il punto più importante di tutta l'analisi svolta ha riguardato, non a caso, i puri aspetti del fare e del produrre qualcosa:

"[...] nel presente libro abbiamo [...] voluto porre l'attenzione sul momento del fare, cioè sull'attitudine dell'uomo a concepire e realizzare oggetti, oppure a escogitare tecniche e processi per adattare di volta in volta la materia agli scopi ritenuti utili o necessari.
E' la storia dell'uomo artefice - homo faber - che cerca di far fronte alla necessità, di superare ostacoli, di realizzare aspirazioni, di concretizzare i propri sogni. [...]"

L'idea di far parte della razza degli homo faber può aiutare a capire quali e quanti passi in avanti siano stati fatti in certi settori, proprio per rendere merito a quell'eterna lotta precedentemente definita. Le scelte e le ragioni che hanno da sempre caratterizzato questo viaggio dovrebbero essere assolutamente degne di attenzione, di controllo e di studio costante:

"[...] Siamo abituati a concepire la Storia come il susseguirsi sanguinoso di imperi e dinastie. 
Ma il cammino dell'uomo può essere studiato anche in ambiti specifici del suo impegno - nell'arte, nella filosofia, o nelle scienze. Questo libro propone una chiave [...] attraverso cui 'ricapitolare' la storia dell'umanità,: quella che vede l'essenza del nostro genere nell'essere artefice. 
Perché, a pensarci bene, dietro ogni passo dell'uomo c'è sempre un'invenzione o un manufatto che ha avuto nei secoli imprevedibili sviluppi. Dall'agricoltura è nata la produzione di tessuti. 
Metallurgia e alchimia sono gli antenati dell'odierna chimica. 
Non ci sarebbero state scoperte di nuovi mondi senza i progressi nella navigazione oceanica, e senza i primi aerei di legno non saremmo sbarcati sulla Luna. Dalla clava come arma siamo arrivati all'atomica, e dal libro stampato alla comunicazione multimediale. [...]"

Cosa ha significato, alla fine del percorso, cercare di ambire al titolo di 'artefice'?
A questa domanda cerca di rispondere, in maniera tanto complessa quanto importante, la stessa opera in questione:

"[...] Diventare artefice ha significato per la nostra specie cambiare le regole del 'grande gioco' della vita, non subire passivamente le circostanze, prendere in mano il proprio destino. [...]"

I campi attorno a cui si è cercato di analizzare la strada percorsa sono molti, parimenti alla complessità sia della società che del mondo contemporanei:

  • Strumenti decisivi per favorire la transizione da primate ad essere umano;
  • Soddisfazione delle prime necessità, promuovendo agricoltura e stanzialità rispetto al nomadismo iniziale;
  • Storia dell'abbigliamento e del lavoro, coerentemente con l'accrescersi delle complessità contemporanee;
  • Evoluzione a forze variabili, cercando di superare i propri limiti biologici;
  • (Cercare di) Dominare la materia, inseguendo un punto di equilibrio e conoscenza fra metallurgia, alchimia e scienza;
  • Adoperandosi per l'arte del movimento, fra terra e mare;
  • Evoluzione delle armi e degli strumenti di attacco/difesa, dalla clava alla bomba atomica;
  • Fra salute e longevità, cercando una 'ricetta' per vivere più a lungo;
  • Evoluzione delle sensibilità e dei sentimenti, cercando di dare un volto ai colori della vita;
  • Ambizioni forse impossibili da soddisfare, cercando di imitare gli uccelli in volo per sfuggire alle proprie naturali limitazioni;
  • Sfida all'evoluzione umana fra percezioni, illusioni ed (inevitabili?) inganni con cui convivere;
  • Discussioni e traguardi da raccogliere su pensiero umano, intelligenza ed informatica;
  • Connessione globale v/s comunicazione universale, inseguendo sviluppi e risolvendo contraddizioni;
  • Progettare la vita, nell'epoca di progresso e biotecnologie;
  • Immaginare l'uomo che verrà, fra futuro da sostenere e probabile trans-umanesimo da controllare attentamente. 
Sullo sfondo, evitando di prevedere un sempre tanto incerto quanto precario futuro, qualche consapevolezza di fondo riguardo all'importante ruolo assegnato/conquistato/rivestito dall'homo faber

"[...] Gli homo faber [...] hanno imparato a sfruttare con sempre maggiore consapevolezza le potenzialità di questo insieme di conoscenze, ideando, sviluppando e producendo in grande quantità attrezzi, macchine, materiali e metodiche, atti a perseguire i loro molteplici scopi, e a conoscere sempre meglio le leggi della natura. Abituati come siamo a fruire di tutto questo, forse non ci rendiamo conto di quanti e quali benefici comporta e di come ha migliorato la nostra vita [...]"

Anche sbagliando si è imparato, quindi. O almeno si spera. 


martedì 21 aprile 2015

A PROPOSITO DI STORIE DA (POTER/DOVER) CONOSCERE...


"[...] una storia che non conosci/ non è mai di seconda mano/ 
è come un viaggio improvvisato/ a chilometraggio illimitato./ 
Una storia in cui [...] ti specchi/ con i tuoi occhi da marziano/ 
e come una lanterna magica/ che non si ferma. [...]"

domenica 19 aprile 2015

AFFONDARE NEL CAVO DELLE ONDE, NEL SILENZIO QUOTIDIANO...

"Siamo gli innumerevoli
raddoppia ogni casella di scacchiera
lastrichiamo di corpi il vostro mare
per camminarci sopra

Non potete contarci:
se contati aumentiamo,
figli dell’orizzonte
che ci rovescia a sacco.

Nessuna polizia può farci prepotenza
più di quanto già siamo stati offesi
faremo i servi, i figli che non fate
le nostre vite i vostri libri di avventura.

Portiamo Omero e Dante,
il cieco e il pellegrino
l’odore che perdeste
l’uguaglianza che avete sottomesso.

Da qualunque distanza
arriveremo a milioni di passi
noi siamo i piedi e vi reggiamo il peso
spaliamo neve, pettiniamo prati.

Battiamo tappeti
raccogliamo il pomodoro e l’insulto
noi siamo i piedi
e conosciamo il suolo passo a passo.

Noi siamo il rosso e il nero della terra
un oltremare di sandali sfondati
il polline e la polvere
nel vento di stasera.

Uno di noi, a nome di tutti,
ha detto 'non vi sbarazzerete di me
va bene, muoio, ma in tre giorni
risuscito e ritorno'.

In braccio al Mediterraneo
migratori di Africa e di oriente
affondano nel cavo delle onde.
il pacco dei semi portati da casa
si sparge tra le alghe e i capelli
La terraferma Italia è terra-chiusa.
Li lasciamo annegare per negare."

(Fonte: Emigrazioni, Erri De Luca)




sabato 18 aprile 2015

CERCANDO UNA RIPRESA, FRA ECONOMIA E SOSTENIBILITA' AMBIENTALE...

"[...] L'economia mondiale sta lentamente uscendo dalla crisi finanziaria globale che ha avuto inizio più di cinque anni fa. Tuttavia, il recupero non è stato lo stesso per tutti. 
Gli Stati Uniti sono tornati a un ritmo di crescita sostenuto, l'economia giapponese si sta riprendendo, ma l'economia europea rimane alquanto fragile. 
L'Italia è stata invischiata in una crescita lenta seguita dalla recessione per un tempo più lungo di molti altri Paesi europei. Mentre ci occupiamo di problemi immediati come l'elevata disoccupazione, ridotti gettiti fiscali e grandi debiti pubblici, dobbiamo guardare al futuro ed elaborare nuovi modi per garantire che la crescita e il progresso siano assicurati negli anni a venire. 
Proiezioni a lungo termine suggeriscono che senza cambiamenti di politica, i modelli di sviluppo e la crescita business as usual saranno insostenibili. Essi potrebbero determinare un'accresciuta scarsità d'acqua, carenza di risorse, inquinamento dell'aria e dell'acqua, cambiamenti climatici e perdita di biodiversità che sarebbero irreversibili e [...] imporrebbero costi umani e impedimenti allo sviluppo economico futuro. Cambiare il nostro modello di sviluppo e renderlo più green e più inclusivo è l'unica strategia credibile che abbiamo. 
Se vogliamo continuare a fare progressi importanti nel livello di vita, dobbiamo trovare nuovi modi di produrre e consumare. Abbiamo anche bisogno di ridefinire ciò che intendiamo per progresso e come lo vogliamo misurare. [...]  le strategie di green growth possono restituire opportunità di crescita economica e di maggiore benessere per tutti attraverso una serie di canali: contribuendo al consolidamento fiscale, aumentando la produttività attraverso una maggiore efficienza nell'uso dell'energia e delle risorse naturali, mediante l'apertura di nuovi mercati per le tecnologie, i beni e i servizi green, e con la creazione di nuove opportunità di lavoro. 
Allo stesso tempo, la transizione verso un modello di crescita green può aiutare a garantire che la crescita futura sia al riparo dai [...] colli i bottiglia della scarsità delle risorse e dai rischi sistemici derivanti dalle pressioni sull'ambiente, che altrimenti potrebbero compromettere l'attività economica e il benessere umano. Le politiche di green growth comprendono tutte le politiche che favoriscono la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio con un uso efficiente delle risorse; che consentono di migliorare la gestione del capitale naturale; che aumentano la qualità ambientale della vita; e che creano opportunità economiche connesse con i cambiamenti nel consumo e nella produzione. Queste politiche sono interdipendenti e come tali non possono essere valutate in modo isolato. I responsabili politici dovrebbero [...] concentrarsi sulle sinergie e i legami tra le politiche ambientali, sociali ed economiche al fine di mettere in campo una strategia di sviluppo coerente. 
I Governi devono integrare gli obiettivi della green growth  nella politica economica generale e nella pianificazione dello sviluppo. La capacità istituzionale e di Governo di attuare riforme politiche di ampio respiro è una condizione essenziale per dar corso ad una green growth. [...]"
Fonte: Presentazione - S.Upton, Direttore Dipartimento Ambiente - OECD
Green Economy - Rapporto 2013, E.Ronchi, R.Morabito, T.Federico, G.Barberio - Edizioni Ambiente

Fonte immagine: www.ambienteambienti.com

venerdì 17 aprile 2015

FRA MONDO, MAFALDA E DESTINAZIONI POSSIBILI...

"[...] Dove si va?/ Come si fa/ a stringere la vita/ 
Intanto fuori scoppia la notte./ 
Dove si va/ Come si fa/ 
se vivere da queste parti/ è come tirare a sorte./ 
Sai, il tempo è scivolato via/ ma non è stato tutto inutile./
Io, saprò vederti crescere [...]"
(Dove si va, Nomadi)


mercoledì 15 aprile 2015

"LA RAGIONE PER CUI CORRO", QUANDO CORSA SIGNIFICA SOPRAVVIVENZA...

In alcune zone del mondo (anche impensabili e) molto più diffuse ed estese di quanto sembri, sono tantissimi i bambini costretti ad interpretare vite le cui dimensioni sono per loro esasperate ed inadatte. Citando una tanto celebre quanto stupenda canzone, infatti, è possibile ritrovare le sorti di tanti futuri uomini e future donne di tutto il mondo:

"[...] Bambino/ armato e disarmato in una foto/ senza felicità/ sfogliato e impaginato in questa vita sola/ che non ti guarirà [...] un'altra guerra mi cullerà. [...] Ragazzini corrono sui muri neri di città [...] sanno vendere il silenzio e il male [...] Vendono polvere bianca ai nostri anni/ e alla pietà. [...] Bambino [...] lo sai che ogni tua lacrima futura ha un prezzo [...] Bambino [...] sfogliato e impaginato in questa vita sola/ che ti sorriderà [...]"

Fra questi bambini, aventi vite strappate ad una normalità che rimarrà forse sempre sconosciuta, ce ne sono stati e ce ne saranno molti in qualsiasi momento storico e sociale.
Servirebbe interessarsi ad ognuno di loro, adoperarsi per migliorare concretamente certe dinamiche di vita. Si dovrebbe lottare per concedere loro maggiori sorrisi e soddisfazioni nella 'vita sola' che hanno da vivere. Vivere per non sopravvivere, dunque. Condizionali d'obbligo, visto l'attuale status quo perdurante in tutto il mondo. Storie di vite strappate, racconti di esistenze svuotate di essenziali 'dosi' di normalità e moralità. Quanti casi simili potrebbero esistere ed esistono tutt'ora, in tutto il mondo?
La necessità di porsi questa domanda è un obiettivo che potrebbe condurre ad un'approfondita analisi dei fenomeni che nel mondo intero hanno condotto a questa realtà.
Quale potere può avere, in questo senso, la narrativa contemporanea?
Quali armi può avere nelle sue mani un libro capace di raccontare e/o far immedesimare il lettore nella complessità (e nella quotidianità) di certe realtà?
Uno spaccato di queste possibili situazioni è riportato nel libro "La ragione per cui corro", scritto da James A.Levine e pubblicato da Piemme Edizioni. La ragione costituente di questo testo richiama la storia di un ragazzo costretto a vendere quella 'polvere bianca' ai 'nostri anni e alla pietà', assieme al suo tentativo di cercare di scappare ad una certa prospettiva di vita alienante, desolante e straniante.
La storia di un corriere della droga chiamato Bingo. Una storia con poch(issim)e regole da rispettare ma con molt(issim)i obblighi stringenti:

"[...] Ogni giorno lo comincio come ho finito il precedente: solo io, Bingo.
Non mi porto dietro niente da ieri. Il passato ti appesantisce: troppo passato e non vai più avanti. 
Io sono Bingo. Sono uno che corre. Sono il più grande corriere di Kibera, Nairobi, e probabilmente del mondo. [...]"

Questa prospettiva di vita rende inevitabile il maturarsi di un desiderio di fuga, l'ardente realizzarsi di una prospettiva di riscatto. Per cercare una via di fuga e/o di uscita, se si è corrieri, non resta che una sola ricetta da seguire: correre, appunto.

"[...] Quando il mondo intorno a te sta crollano, e tu sei solo un ragazzino senza santi in paradiso, non ti resta che correre. E Bingo corre. Corre per le strade devastate [...] di Nairobi, corre per luoghi dove la speranza è stata dimenticata e il futuro è un buco nero. 
Corre trasportando piccole buste contenenti la cosa più preziosa che c'è, la polvere bianca che luccica più dell'oro. L'eroina. Quella per cui a Nairobi non si esita a uccidere, ma grazie alla quale Bingo e gli altri come lui - ragazzi che non hanno niente e nessuno al mondo - riescono, in qualche modo, a sopravvivere. Perché Bingo - un orfano di quindici anni, che per  un disturbo della crescita ha ancora le fattezze dolci di un bambino - ha imparato presto il compromesso. 
Eppure sarà proprio lui a raccontarci che a volte, anche quando intorno c'è l'inferno, la bellezza si può trovare nelle piccole cose. [...]"

Quali saranno queste piccole cose? Quali potrebbero essere quelle scelte che potrebbero forse consentire a Bingo una fuga od un allontanamento da questa realtà fatta di quotidiane corse per una complicata sopravvivenza? A proposito di lacrime future con un prezzo da versare, appunto.
In ciascuna pagina sarà possibile trovare una qualche possibile forma di (desiderata e/o desiderabile) fuga.



domenica 12 aprile 2015

"ENERGIA PER L'ITALIA", CERCANDO INFORMAZIONI E DOMANDE SU TEMATICHE COMPLESSE

Definire quanto la questione energetica sia importante e fondamentale, specialmente in tempi di crisi, non è certo argomento da poco. Dal soddisfacimento o meno della domanda energetica derivano una lung(hissim)a serie di problemi, complicanze ed opportunità da poter sfruttare per l'umanità intera; l'energia può definirsi quindi come fattore di freno o sviluppo della società intera, a seconda che sia possibile o meno sfruttarne al meglio risorse e potenzialità.
La necessità di adoperarsi per inquadrare il 'da farsi' è un'attività da compiersi con estrema attenzione, andando ad individuare quali siano le complicanze ed i problemi che possono derivare dall'impiego o meno di una determinata fonte energetica: su questo piano, pertanto, si conferma importante una volta di più il piano costituito da ricerca scientifica ed avanzamento tecnologico.
Parimenti a questa dimensione, emerge come (soltanto teoricamente?) spontaneo il principio secondo il quale informare e sensibilizzare la cittadinanza riguardo a limiti ed opportunità in campo energetico sia fondamentale: quanto di questa attività è stato svolto con consapevolezza e competenza, nei decenni passati? E' stato sbagliato qualcosa di grande, magari anche in profondità?
La tematica dell'energia è, alla luce di tutti questi motivi, un argomento da trattare in maniera tanto delicata quanto incisiva e seria. L'azione prima da compiere per (cercare di) capirne di più è, da questo punto di vista, informarsi e leggere qualcosa che sappia spiegare e/o fare luce su una realtà tanto complessa ed articolata. Cercare di saperne di più, salvo poter poi maturare una consapevolezza finale simile a quella attribuita al fisico R.Feynman:

"[...] È importante tener presente che nella fisica odierna, noi non abbiano cognizione di ciò che l'energia è. Non abbiamo un modello che esprima l'energia come somma di termini definiti. [...]"

Nonostante questo, deve essere comunque fondamentale cercare di saperne di più in maniera strutturale ed essenziale. E' attività utile per l'intera umanità, non costituisce vantaggio solo per pochi fortunati ed 'addetti' ai lavori.
Per quanto concerne la realtà energetica applicata allo Stato italiano, è possibile trovarsi di fronte alla ferma necessità di dover intraprendere un'analisi molto approfondita relativamente a bisogni ed occasioni da (poter) sfruttare per l'intero popolo. Come informarsi e poterne sapere qualcosa di più?
Il primo passo dovrebbe essere, a tal proposito, quello di informarsi seguendo le coordinate di esperti del settore che sappiano concretamente divulgare informazioni su un argomento tanto complesso ed intricato. Il secondo passo, non certo meno importante, riguarda la necessità di accrescere nozioni ed informazioni per padroneggiare un argomento non facile ed immediato da comprendere.
Inutile precisare quanto la seconda attività sia enormemente legata e vincolata alla prima.
Per (contribuire a) superare questi scogli, pertanto, è opportuno provare a farsi una cultura nel merito; a questo proposito è possibile leggere l'opera "Energia per l'Italia", curato da Giovanni Caprara ed edito da Saggi-Bompiani Editore.
Il presente libro è un testo che, sfruttando opinioni e contributi di esperti nel settore, cerca di fare luce su un argomento difficoltoso anche per le stesse persone che devono deciderne le sorti.
La necessità di approfondire questa tematica, nonostante tutte le complessità possibili, è chiara anche allo stesso curatore della presente opera:

"[...] Se il futuro è legato alle energie rinnovabili, è in questa direzione che deve puntare la ricerca. 
Purtroppo quello che manca è un Piano di ricerca nazionale, mentre i quattro decenni trascorsi hanno messo in evidenza una carenza fondamentale del nostro Paese: un distacco abissale fra le tecnologie energetiche da installare nei territori e la popolazione che le deve accettare.
Questa situazione ha riguardato ogni tipo di impianti e qualsiasi tipo di intervento [...]
Si tratta del famoso 'effetto NIMBY', acronimo inglese di 'Not In My Back Yard', letteralmente 'non nel mio cortile', che indica un atteggiamento di protesta e di rifiuto contro le opere di interesse pubblico che si teme abbiano un impatto negativo sull'ambiente. 
Ma per evitare o ridimensionare simili rischi che impediscono la realizzazione di ogni tipo di opera, l'unica terapia possibile è l'informazione adeguata costante e approfondita. 
La paura dei cittadini può essere trasformata in coscienza civica capace di accettare gli interventi soltanto avviando un rapporto diretto con la popolazione fondato sulla correttezza dei problemi e delle soluzioni adottate per il benessere comune della Nazione. 
Solo la conoscenza può abbattere il muro NIMBY. [...]"

Abbattere il 'muro NIMBY' e promuovere operazioni di sensibilizzazione e di trasparenza sono due possibili ricette per (cercare di) colmare il gap tecnico e di consapevolezza che le popolazioni hanno nei confronti di un argomento intricato come quello energetico.
I contenuti attraverso cui cerca di muoversi e far luce la presente opera sono pesanti e fondamentali, sotto una lunghissima serie di punti di vista e tematiche:

  • Energia, fra Italia ed Europa;
  • Organizzazione del mondo energetico;
  • Attori e protagonisti in consumo e domanda energetica;
  • Protagonisti verso la produzione di energia - fonti fossili: gas, shale gas, petrolio;
  • Protagonisti verso la produzione di energia - fonti rinnovabili: solare, eolico, biomasse, geotermia, idroelettrico, cogenerazione, idrogeno;
  • Modalità di fruizione e di distribuzione dell'energia: energia elettrica, gas naturale, olio, raffinazione e rete dei carburanti;
  • Efficienza, risparmio e fabbisogno energetico rapportati ai cambiamenti climatici;
  • Discussioni attorno alla tematica nucleare, sia nel contesto tecnico che strettamente italiano;
  • Modalità di composizione e definizione del prezzo energetico;
  • Approfondimenti su eventuali legami esistenti fra energia, tecnologie e sostenibilità;
  • Ricerca in campo energetico e sostanziale;
  • Nuove regole e nuove tecnologie impiegabili in campo sia energetico che ambientale.
Approfondire per saperne di più, nella speranza di poter comprendere maggiori informazioni riguardo ad una tematica tremendamente complessa ed importante per le sorti dell'umanità e del pianeta Terra.


venerdì 10 aprile 2015

FRA SOLITUDINE ED INTROVERSIONE, NELL'ATTESA DI UN PUNTO DI (PRECARIO) EQUILIBRIO...

"[...] In singolare contrasto col mio senso ardente di giustizia e di dovere sociale, non ho mai sentito la necessità di avvicinarmi agli uomini e alla società in generale. 
Sono proprio un cavallo che vuole tirare da solo; mai mi sono dato pienamente né allo stato, né alla terra natale, né agli amici e neppure ai congiunti più prossimi; anzi ho sempre avuto di fronte a questi legami la sensazione di essere un estraneo e ho sempre sentito bisogno di solitudine; e questa sensazione non fa che aumentare con gli anni. 
Sento fortemente, ma senza rimpianto, di toccare il limite dell'intesa e dell'armonia con il prossimo. Certo, un uomo di questo carattere perde così una parte del suo candore e della sua serenità, ma ci guadagna una larga indipendenza rispetto alle opinioni, abitudini e giudizi dei suoi simili. [...]"
(A.Einstein, att.)


mercoledì 8 aprile 2015

FRA BUONE IDEE E CRISI AMBIENTALE...

"[...] C'è una parte di mondo, piccola, che ha capito benissimo la portata della crisi ambientale, energetica e delle risorse che stiamo vivendo, e l'ha messa in connessione con la crisi economica, che ne è conseguenza. Al contrario, una larga parte di mondo pensa che vi sia solo una vasta crisi economico-finanziaria, disgiunta dalla crisi ambientale, che anzi [...] diviene sempre più secondaria, trascurabile, marginale rispetto all'urgenza delle prescrizioni monetarie. 
Se i danni climatici, la tossicità degli inquinamenti, la perdita di biodiversità, l'esaurimento di materie prime, non dipendessero da meccanismi fisici ma fossero solo questioni culturali, basterebbe aspettare: prima o poi le idee nuove si diffondono e prendono piede, sostituendo quelle vecchie, e così quella piccola parte di mondo diventerebbe predominante e risolverebbe via via i problemi. 
Ma poiché le leggi fisiche che governano il mondo reale non aspettano che la cultura dell'umanità faccia i suoi lenti progressi, ma procedono sempre più rapide e inesorabili verso il deterioramento del nostro benessere ambientale e sanitario, il fattore tempo diviene strategico. 
Abbiamo assoluto bisogno che le buone idee di quella parte di mondo sostituiscano rapidamente quelle vecchie e inadatte di quell'altra maggior parte, perché - come di fronte alla prospettiva di un grave malanno - la prevenzione ha senso solo se viene fatta precocemente. [...]"

Fonte: Prefazione - "Il Patto dei Sindaci - Le città come protagoniste della Green Economy", A.Lumicisi, L.Mercalli, G.Silvestrini, Edizioni Ambiente

Fonte immagine: meteoweb.eu

venerdì 3 aprile 2015

CONSIDERAZIONI SUL LABIRINTO DELLA CRISI, FRA GRECIA ED EUROPA... #RISCHIOALTO

"[...] Ricapitolando: salvataggio delle banche francesi e tedesche senza alcun taglio del debito, quindi costo dell'aggiustamento tutto sul debitore [...], trasferimento del credito dalle banche private alla collettività europea [...], misure di austerità così gravose da far precipitare il prodotto interno lordo greco e da aumentare il peso del debito. 
E infatti oggi il prodotto interno lordo greco è inferiore del 26% ai dati pre-crisi, e il debito è aumentato di circa 30 punti percentuali e ha superato il 180% del PIL [...]
Si tratta di un debito semplicemente non ripagabile, nonostante un primo abbuono parziale già concesso nel 2012 [...]. Il nuovo Governo greco guidato da Syriza [...] ora chiede di dare un taglio a queste politiche distruttive: vuole rinegoziare il debito, mettere un freno alla politica di austerity e al piano di privatizzazioni [...] portato avanti dai Governi precedenti su ordine delle istituzioni europee [...], e aumentare i salari che dopo gli ultimi tagli erano precipitati a livelli da fame [...]
Anche se [...] non risolverebbe il problema della competitività dei prodotti greci all'interno dell'Eurozona. Anche il 19 febbraio sembrava che il negoziato con le Istituzioni europee si fosse interrotto a causa dell'oltranzismo del Governo tedesco [...], giunto a rigettare anche la richiesta greca di proroga per altri 6 mesi dei finanziamenti internazionali alla Grecia in scadenza il 28 febbraio. Sostanzialmente [...] non accettava che l'attuale Governo greco intendesse ridimensionare gli impegni presi dai predecessori. 
Intuizione più che ragionevole, visti i risultati delle politiche sin qui seguite in termini di immiserimento del Paese e anche della stessa capacità i ripagare il debito. 
Le conseguenze di una rottura sarebbero state la riduzione e poi il blocco del rifinanziamento di emergenza delle banche greche da parte della BCE e in tempi brevi il default della Grecia e la sua uscita dall'Eurozona. 
L'accordo siglato il 20 febbraio tra la Grecia e l'Eurogruppo allontana questa eventualità e dà fiato alla Grecia per 4 mesi, ma a un prezzo politicamente molto elevato. 
In primo luogo, la presentazione di un programma che, essendo soggetto all'approvazione degli altri Paesi Europei, non potrà discostarsi troppo dal programma di austerity del precedente Governo di Samaras; soltanto in presenza dell'approvazione europea saranno [...] sbloccati anche i Fondi teoricamente posti a disposizione dell'accordo raggiunto. 
In secondo luogo, ribadendo l'impegno delle autorità a onorare il debito e a rispettare tutte le relative scadenze [...] L'accordo non risolve nessuno dei problemi sul tappeto, a cominciare dall'oggettiva impagabilità del debito greco. 
Si compra tempo, ma in assenza di una strategia la cosa può risultare addirittura controproducente. 
La sgradevole impressione che questo accordo lascia è che il Governo greco abbia per ora dovuto piegare la testa rispetto ai diktat tedeschi. 
E a noi non resta che augurargli di non farsi intrappolare nel labirinto del Minotauro europeo. 
Una cosa è certa: la gestione di quest'area valutaria è stata e resta fallimentare, e le sue contraddizioni interne anziché risolversi si accentuano. 
Questo dicono i fatti. Che notoriamente hanno la testa dura. [...]"
(Fonte: La Grecia contro il Minotauro europeo, V.Giacché, Linus - marzo 2015)

Fonte immagine: controlacrisi.org

mercoledì 1 aprile 2015

"MEGLIO SE TACI": CENSURE, IPOCRISIE E BUGIE SULLA (PRESUNTA) LIBERTA' DI PAROLA IN ITALIA...

I controsensi e le incoerenze in materia di web sono tanto palesi quanto destabilizzanti, soprattutto in un momento storico nel quale la società liquida sembra essere in esponenziale crescita.
Le potenzialità di quanto è multimediale non sono forse state ancora colte e/o valutate a dovere, in un'Italia che sembra vedere digitalizzazione ed avanzamento tecnologico come non prioritari rispetto ad altri settori. Nonostante questa arretratezza di fondo resta, comunque, la necessità di studiare ed inquadrare un fenomeno nel quale qualcuno già cerca di muoversi (in?)disturbato.
E' attorno al concetto di web e multimedialità che cerca di districarsi il libro "Meglio se taci", scritto da Alessandro Gilioli e Guido Scorza e pubblicato da Baldini&Castoldi Editore.
La complessità della situazione italiana è chiara sin dalle prime righe:

"[...] Siamo un Paese in cui per aprire un blog bisogna obbedire a una legge del 1948, altrimenti si rischia un processo penale; siamo un Paese in cui non puoi fare il giornalista se non hai la tessera dell'Ordine, ma per avere la tessera devi fare il giornalista. 
Siamo un Paese in cui un'autorità amministrativa può chiudere un sito web senza nemmeno passare da un giudice. Siamo un Paese insomma nel quale tutto sembra suggerire che 'è meglio se taci'. 
Lo scrivere, diffondere e fare informazione è disincentivato dalla paura dei processi, dalla minaccia i risarcimenti milionari, dalla confusione delle norme e dalla burocrazia. [...]"

La necessità di strutturare un'informazione in forma liquida è un'attività che va condotta dentro pericolanti canali, attraverso strade precarie che sembrano con ogni mezzo possibile scoraggiare la ricerca di forme di trasparenza ed equilibrio. Possono essere anche forme simili di perbenismo ipocritico a destrutturare la percezione collettiva di sistema trasparente o quantomeno da migliorare?
Non si avvertono su questo tema punti forti per una lung(hissim)a serie di difetti e complessità rimaste quasi del tutto irrisolte:

"[...] Big di internet e censura preventiva, privacy e tribunali, un'inchiesta che spiega perché l'Italia è 49esima nella classifica mondiale sulla libertà d'espressione. [...]"

Emerge pertanto come spontanea la necessità di ragionare attorno ai limiti di un Paese che vede nella multimedialità e nel virtuale una minaccia da estirpare il prima possibile.
E' su questo fronte che risulta necessario adoperarsi concretamente per incidere veramente nella carne viva del dibattito, sperando che sia veramente possibile migliorare veramente qualcosa:

"[...] [questo libro] è invece un'inchiesta basata su casi molto concreti e su vicende realmente avvenute, talvolta anche minori, che tuttavia ci mostrano come la rete non sia il paradiso della libertà in terra anche per motivi molto più pratici e quotidiani di quelli su cui si anima la controversia teoretica. Ragioni connesse [...] con la pulsione quasi naturale di ogni establishment (politico e economico) a conservare e ad estendere se stesso, a impedire ciò che viene visto come potenziale diminuzione del proprio potere o [...] rischiosa entropia. 
Insomma, attorno alla rete - nel mondo, in Europa, in Italia - ci sono talvolta sciocchi poteri e talvolta raffinati che non si fanno troppe domande sulle contraddizioni della rivoluzione digitale, ma che semplicemente temono ciò che non avvertono come un loro dominio. [...]"

Le reazioni da intraprendere dinanzi a questi fenomeni vanno nella direzione di (far) cercare una fuga degli utenti da una realtà liquida e perennemente in ebollizione come quella multimediale.
Quali sono gli strumenti e le parole chiave per (cercare di) scoraggiare qualsivoglia tentativo di comprensione e codificazione del mondo mediante lente multimediale?

"[...] in modo spesso silenzioso l'effetto che ne deriva è quello del 'meglio se taci'; o, magari, 'meglio se non leggi e se non guardi'; o ancora 'meglio se conosci meno cose', 'meglio se conosci solo quelle che vogliamo noi', 'meglio se possiamo incanalare ciò che leggi e filtrare ciò che scrivi'. [...]"

Attraverso quali gesti e potenzialità potrebbe essere possibile (nonché necessario) muoversi, al fine di rendere web e multimedialità un'opportunità da raccogliere e non una sfida da cui sia essenziale mantenere un(a qualche forma di) distacco?

"[...] La rivoluzione digitale e telematica, negli ultimi quindici anni, ha modificato l'ecosistema mediatico e le dinamiche dell'informazione più di ogni altro mercato e settore.
Eppure, in Italia, i regolatori hanno preferito far finta di non accorgersene, mantenendo in vita in modo artificiale un sistema di norme anacronistico, in buona parte pensato e scritto [...] nel 1948, dai padri Costituenti, quando ancora la stampa di Gutenberg, l'inchiostro e le rotative rappresentavano la più evoluta frontiera dell'informazione [...].
E' urgente quindi riscrivere le regole della comunicazione, stabilire un principio semplice e senza eccezioni in forza del quale chiunque può esercitare davvero la propria libertà di informazione, con ogni mezzo e senza bisogno di nessun genere di autorizzazione o altro adempimento burocratico salvo [...] rispondere di ogni eventuale abuso di tale libertà. [...]"

Informarsi per (cercare di) migliorarsi, dunque.
Come cittadini prima che come Stato, in qualsivoglia termine si voglia intendere e strutturare le questioni di web, equilibrismi democratici e multimedialità.