venerdì 27 maggio 2016

FRA FORTUNE DA AVERE E FORTUNE DA COSTRUIRE, CITANDO SAMUELE BERSANI


"[...] C'è chi tiene degli inutili trofei 
dritti sopra un ripiano 
E se li lucida personalmente 
C'è chi invece sente 
di non aver dato agli altri nulla di sé [...] 
Voglio spremere il tubetto fino in fondo 
La fortuna che abbiamo 
Ridipingere con un colore più intenso, 
meno opaco [...]"
(La fortuna che abbiamo, S.Bersani, cit.)

mercoledì 25 maggio 2016

"IL MACIGNO", DESCRIZIONE DI UN'ITALIA APPESANTITA DAL DEBITO PUBBLICO

Quali sono e rimangono i problemi economico-finanziari di cui l'Italia è afflitta, in un momento nel quale permangono crescite pari a vari zerovirgola a dominare report e mezzi di informazione?
Quali potrebbero essere gli impatti derivanti da misure economiche e riforme strutturali da mettere in campo per (cercare di) risollevare le sorti del sistema Italia?
E' possibile affrontare discorsi su argomenti tanto imponenti senza sfociare in semplificazioni estreme di questioni che rimangono tremendamente complesse?
Mediante quali passi si potrebbero (cercare di) spiegare e divulgare i mali che hanno attanagliato il Paese e costretto una popolazione intera a vedersi immersa in uno stato di crisi che pare (purtroppo) non avere avuto nell'opinione pubblica sia colpe che colpevoli ben precisi?
Il primo passo per rispondere a questa e moltissime altre domande simili dovrebbe essere quello di rendere esplicative e chiare sia le indicazioni che le informazioni attribuibili ad una lunga serie di campi: economia, finanza, politica, società, disuguaglianza sociale, meccanismi di Governo e di Amministrazione della res publica solo per scriverne alcune.
Deve essere considerata totalmente e pienamente meritevole quell'attività che preveda la necessità di adoperarsi per enunciare e diffondere conoscenze specifiche in materie simili a quelle citate.
Tutto questo divulgare deve essere svolto al di fuori di ogni possibile tendenza complottista, nel tentativo tanto estremo quanto estremamente importante di far comprendere fino in fondo come si muovano certe dinamiche e quali siano le evoluzioni storiche che le hanno generate.
Grazie a questo incedere si potrebbe meglio comprendere come l'attuale mole di problemi sia in realtà una conseguenza più o meno diretta di situazioni pregresse, di errori non corretti, di strategie non doverosamente assimilate.
E' su queste linee fondamentali che si muove l'opera "Il macigno - Perché il debito pubblico ci schiaccia e come si fa a liberarsene", scritto dal passato Commissario alla revisione della spesa pubblica Carlo Cottarelli e pubblicato da Feltrinelli per la collana Serie Bianca.
Il presente testo si richiama direttamente alla prima opera redatta dall'ex Commissario, intitolata "La lista della spesa - La verità sulla spesa pubblica italiana e su come si può tagliare" e pubblicata nell'anno 2015. L'intento e la volontà di trasmettere qualche idea molto utile riguarda alla complicatissima situazione italiana sono rese esplicite sin dalla copertina del libro:

"[...] Sono decenni che gli italiani lo sanno: il debito pubblico è un problema spaventosamente grande, tanto che sembra troppo enorme per essere affrontato.
Solo Carlo Cottarelli può riuscire a raccontare in termini chiari e trasparenti come stanno davvero le cose, spiegando i concetti fondamentali senza tecnicismi e utilizzando una miriade di esempi che nascono dalla sua esperienza di dirigente al Fondo Monetario Internazionale e di Commissario per la Revisione della spesa. [...] Cottarelli torna [...] ad illuminare i conti pubblici italiani, puntando l'attenzione sul debito: come si forma? Perché è così difficile ridurlo? 
Come mai è così importante per l'economia delle nazioni? Ci si può convivere, e in che modo? 
Cottarelli ha avuto esperienza diretta di molte crisi generate dal debito pubblico [...] e può quindi illustrare rischi e opportunità delle varie, possibili soluzioni del problema: da quella più combattiva (non ti pago!) a quella più ortodossa (l'austerità), fino al cauto ottimismo di una possibile via di buon senso, fatta di credibilità, crescita e attenzione al lungo periodo. [...]"

Si definiranno varie pieghe fra le pagine del libro, anticipando possibili soluzioni e definendo quali fra quelle proposte possano risultare più o meno percorribili.
La propaganda di una soluzione viaggia molto oltre la ricerca di una serie di misure reali che sappiano cercare di causare al sistema Italia il male minore fra quelli possibili, sapendo appunto che non è praticamente possibile prendere misure che sappiano generare solo effetti benefici.
Specialmente nel breve e medio termine. I passi mediante i quali si articola l'opera sono specificamente richiamati nel seguito della presente trattazione:

  • Quantificazione del debito pubblico italiano e delle situazioni che ne hanno condotto ad una elevata generazione;
  • Contesti nei quali il debito pubblico riesce a generare crisi finanziarie e cali di crescita economica;
  • Possibili soluzioni impostabili, sia sul breve che sul medio-lungo termine: sovranità monetaria, ripudio del debito, soluzioni intermedie, definizione di errori e di scelte passate;
  • Riflessioni sul patrimonio pubblico e su forme di austerità differenti da quelle usualmente note nel dibattito pubblico; 
  • Descrizione del regime di regole fiscali ed economiche che costituiscono il corpus normativo a cui sia l'Italia che l'Europa devono adeguarsi nel contesto continentale;
  • Definizione degli effetti producibili dalla crescita economica in rapporto al potenziale calo degli indici di debito pubblico.
Leggerne per (cercare di) capirne e comprenderne di più.


martedì 24 maggio 2016

SU UMANITA', DIALOGO ED ONORE...FRA ARTE E LETTERATURA

"[...] Per concludere, insegnate al vostro allievo ad amare tutti gli uomini, anche quelli che disprezzano i loro simili; [...] dinanzi a lui parlate del genere umano con tenerezza, con pietà, ma giammai con disprezzo. O uomo, non disonorare l'uomo. [...]"
(J.J. Rosseau, cit.)

Le tre età dell'uomo, C.D. Friedrich

sabato 21 maggio 2016

CERCANDO E GUARDANDO STELLE, DA DIMENSIONE UMANA


"[...] mi piace calcolare le distanze [...] 
proiettarmi nello spazio siderale [...]
ho conosciuto la costellazione  [...] 
senza mai guardare dentro un cannocchiale 
Perché la mia vista vede, è una lente naturale 
E ho fantasia e posso anche volare 
La fantasia lo sai ti fa volare [...]
Una speranza sospesa, tra la scienza e la guerra [...]"
(Guardastelle, Bungaro, cit.)

mercoledì 18 maggio 2016

FRA VENTI DI GUERRA E DI UMANITA', CERCANDO PACE

"[...] How many roads must a man walk down
Before you call him a man? [...]
how many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand? [...]
how many times must the cannon balls fly
Before they're forever banned?
The answer [...] is blowin' in the wind [...]"
(Blowing in the wind, Bob Dylan, cit.)

Il Carnaio, P.Picasso

domenica 15 maggio 2016

FRA VITTORIE E SCONFITTE...BILANCIANDO LA VOLUTA RINUNCIA

"[...] Distendo le vene/ e apro piano le mani./ Cerco di non trattenere più nulla./ Lascio tutto fluire/ l'aria dal naso arriva ai polmoni./ 
Le palpitazioni tornano battiti./ La testa torna al suo peso normale./ 
La salvezza non si controlla./ 
Vince chi molla. [...]"
(Vince chi molla, N.Fabi, cit.)

Immagine tratta dall'album del cantautore. 

sabato 14 maggio 2016

"KOBANE CALLING", LEGGENDO UN DIARIO MISTO FRA GUERRA E VITE

Frammenti di un diario di viaggio, capace di trasmettere anche se tramite fumetto una serie notevole di sensazioni, paradossi e durissime realtà.
Diario di viaggio che, fra spontaneità e schegge di ironia fatta per r-esistere, finisce per trasformarsi in un eloquente diario di vita. Frammenti di viaggio che vengono fatti coincidere con attimi di vita; il tutto viene raccontato e descritto da una penna con quel poco di accento romano che non guasta mai.
Queste sono le linee guida con le quali è stata costruita "Kobane Calling", ultima opera del fumettista Zerocalcare edita da Bao publishing. Il tratto fondante di un libro come questo è definito da poche parole riportate nel retro della copertina dell'opera:

"[...] Un diario di viaggio tra Turchia, Siria e Iraq, verso una coraggiosa utopia possibile: il Rojava. [...]"

Esulando dal definire cosa e come sia affrontato il Rojava nelle descrizioni fatte dagli occhi dell'autore, è possibile chiedersi quale sia il punto di vista grazie al quale questo viaggio sia articolato. Diario di viaggio scritto con capacità e consapevolezza analitica; valori come questi sono, però, ricondotti inevitabilmente all'esperienza ed alle doti nascoste di alcuni uomini.
Uomini che, in questo caso, si identificano proprio con Zerocalcare. E' lo stesso a descrivere il controverso rapporto maturato nell'opera in oggetto:

"[...] A me risulta difficile concepire un'appartenenza diversa dal mio quartiere. Forse però ci sono altre cose che trascendono la geografia e parlano ad altre corde, che manco sappiamo di avere. [...]"

Questa opera si (pro)pone l'obiettivo fondante di parlare proprio a quelle corde nascoste che ognuno di noi ha ma non sa fino in fondo di possedere. Vi sono corde che hanno la metafora di cuori rotti e sconosciuti, altre ancora si ritrovano nei volti disegnati di persone che quotidianamente affrontano realtà estreme. Vi sono ancora corde vibranti impersonate da armadilli che fungono da amici immaginari, od ancora corde rappresentate da mammut e/o da proboscidati non meglio identificati aventi scopi di costruttiva interferenza con il vignettista/protagonista dell'opera.
Si ritrova nei meandri di questa testimonianza una serie di storie che non riescono a trovare esaurimento fra le sole pagine del libro, in quanto ancorate ad una realtà che a tutt'oggi è ancora dentro un'evoluzione fra il rapido ed il torbido:

"[...] E' difficile stabilire quando finisce un libro, se provi a raccontarci dentro la vita vera. 
Perché quella continua a scorrere in un'infinita sequenza di eventi concatenati, e un punto non ce lo puoi mai mettere. [...]"

E' inevitabile scrivere che la vita (ed il sangue, date le crudeltà quotidianamente commesse e raccontate fra le pagine) continuerà(nno) a grondare, scendendo inarrestabile ed oltrepassando il confine giocoforza imposto dalle pagine del libro.
Vi rimangono baratri impossibili da qualificare, dolori che non si possono quantificare come si dovrebbe. In molte di queste pagine sono racchiuse esistenze cessate, vite costrette ad incandescenti "morti in vita", altrettante testimonianze figlie di una realtà che non lascia sconti o margini a ciò che è sostanzialmente tanto imprevedibile quanto durissimo da sopportare.
Queste sono solo alcune delle linee di un racconto che non può essere eccessivamente sintetizzato e, quindi, sminuito della sua costruttiva (pre)potenza. Così come non può essere svilito del suo pe(n)sante significato. Trattasi di racconto immerso in una realtà resa tramite tratto di penna e fumetto:

"[...] Facce, parole e scarabocchi da Rebibbia al confine turco-siriano. [...]"

Leggerne, mantenendosi il più ricettivi e sentimentalmente aperti possibile.


mercoledì 11 maggio 2016

FRA UOMO E LOTTA(RE) PER ALLONTANARE LE PRIVAZIONI


"[...]  Io non mi privo e manifesto
amico fai presto
che il nostro futuro
ce lo portano via.
E di colpo… il politico di turno
si atteggia, sorride in tv
con i suoi occhi da furbo
tra applausi finti e frasi fatte 
ci vende il suo fumo 
ma non quel fumo che qualcuno vorrebbe.
E di colpo, un raggio di sole
che per metà ti brucia
e per l’altra metà ti commuove
in quel momento, in un paese sfinito
lotti in silenzio perché credi che non sia tutto perduto [...]"

lunedì 9 maggio 2016

FRA NATURA, INDUSTRIALIZZAZIONE...E PATRIMONI PERDUTI (PER SEMPRE?)

"[...] Mio caro amico, disse,/ qui sono nato,/ in questa strada/ ora lascio il mio cuore./ Ma come fai a non capire,/ è una fortuna, per voi che restate/ a piedi nudi a giocare nei prati,/ mentre là in centro respiro il cemento. [...] Solo case su case,/ catrame e cemento./ Là dove c'era l'erba ora c'è/ una città,/ e quella casa in mezzo al verde ormai/ dove sarà./ Non so, non so perché,/ perché continuano/ a costruire, le case/ e non lasciano l'erba [...]"
(Il ragazzo della via Gluck, A.Celentano, cit.)


venerdì 6 maggio 2016

FRA MANI SU OCCHI...SU ANIMA E SU CUORE


"[...] E non pensare che poi tutto capiti a noi
è solo un piatto di spine [...]
Tu insegni il silenzio, in tutte le lingue del mondo, 
io scrivo d'amore, ma poi mi nascondo
Mi hai visto correre nella pioggia
inseguire un giornale in spiaggia, 
una ricongiunzione, 
la mia assoluzione. [...]
Mi hai visto grasso toccare il fondo, 
hai visto tutte quelle cose di cui io mi vergogno.
Hai fatto finta di non vedere quando tradivo, 
giocavo e imbrogliavo. [...]
Ancora adesso stringiamo i pugni 
e non ce ne andiamo da qui
Conosci tutti quelli che amo, la loro vita e la mia, 
alcuni li hai visti arrivare, altri andarsene via. [...]"

giovedì 5 maggio 2016

FRA DEBITO PUBBLICO ED ITALIA, CITANDO L'ECONOMIA...

"[...] Quanto è alto il debito pubblico rispetto al passato? [...] La serie storica del rapporto tra debito e PIL è stata ricostruita dalla Banca d'Italia dal 1861 [...] cioè dall'Unità d'Italia.
Da allora, il rapporto tra debito e PIL ha ecceduto la soglia del 130% tra il 1919 e il 1924, per effetto degli alti deficit accumulati durante la Prima Guerra Mondiale [...]
Il Regno d'Italia iniziò la sua vita con un debito piuttosto basso, intorno al 40% del PIL, ma poi il debito iniziò a crescere per effetto delle spese causate dall'unificazione del Paese e dall'aumento delle infrastrutture pubbliche, sfiorando appunto il 130% de PIL verso la fine del secolo. 
La crescita fu quasi continua [...]. Inizia poi una discesa fino a un minimo del 77% del PIL prima della Grande Guerra. Ma con il conflitto bellico il debito esplode, sfiorando un picco storico del 160% nel 1920. La discesa successiva viene interrotta dalla Seconda Guerra Mondiale, in cui [...] il debito sale 'solo' al 100% del PIL. 
L'inflazione del secondo dopoguerra erode il valore del debito pubblico, che crolla sotto il 20% del PIL nel 1947. [...] Siamo virtuosi per circa due decenni: il debito resta su livelli bassi (25-35% del PIL) fino alla fine degli anni Sessanta, quando il rapporto ricomincia a crescere [...] superando il 120% [...] nel 1994. Inizia poi una lenta discesa, ma il debito non scende mai sotto il 100% del PIL. 
La discesa è interrotta dalla crisi economica del 2008 che spinge il rapporto oltre i 130% [...]"

Fonte: "Il debito pubblico italiano: una cifra astronomica...", "Il macigno - Perché il debito pubblico ci schiaccia e come si fa a liberarsene", C.Cottarelli, Feltrinelli Editore

Fonte immagine: "1990-2010: vent'anni, tanto debito e poca crescita", Linkiesta.it
http://www.linkiesta.it/it/article/2011/11/10/1990-2010-ventanni-tanto-debito-e-poca-crescita/2343/

lunedì 2 maggio 2016

FRA TRENI E VAPORE, PERSEGUENDO UMANE DIMENSIONI


"[...] Come i treni a vapore 
come i treni a vapore 
di stazione in stazione 
e di porta in porta 
e di pioggia in pioggia 
e di dolore in dolore 
il dolore passerà [...]"
(I treni a vapore, cit.)

domenica 1 maggio 2016

"LA REALTA' NON E' COME CI APPARE", CON OCCHIO CRITICO VERSO SCIENZA ED UMANITA'

Come possono matematica, fisica e scienza cercare di leggere al meglio possibile la realtà circostante? L'obiettivo principale della conoscenza scientifica dovrebbe essere quello di (pre)occuparsi su come qualificare il mondo esterno, rendendolo maggiormente adatto a prospettive favorevoli per l'essere umano.
Le specificità su cui strutturare un percorso simile sono state caratterizzate, nella storia, da una serie di parole e concetti chiave: ricerca, opportunità, disciplina, metodo scientifico, sperimentazione.
Sullo sfondo è spesso rimasta la necessità di dover prima o poi ridiscutere (più o meno) completamente modelli ritenuti fino a poco prima insindacabili, adeguandosi a redigere nuove forme di conoscenza alla luce di quanto appreso o nuovamente sperimentato.
Scienza, mondo e visione dell'essere umano vengono a legarsi in un percorso capace di raggiungere specifici traguardi con cui inaugurare nuovi potenziali percorsi; ad ognuno di questi spettano molteplici possibilità per migliorare ed amplificare le opportunità che l'umanità ha di rendere maggiormente comprensibile questa Terra e tutto l'Universo circostante.
Vi sono state teorie così come vi sono stati errori.
Errori fatti per far compiere all'umanità intera passi avanti, nella speranza di ottenere miglioramenti con cui (provare a) costruire progresso e futuro.
Sarebbe possibile redigere un diario di viaggio per l'umanità intera, nel quale fossero racchiusi volti e progetti che hanno contribuito a costruire nuove versioni di realtà e d'Universo?
Di quali e quante pagine potrebbe essere fatto un percorso così grande ed imponente?
A queste domande cerca di rispondere l'opera "La realtà non è come appare - La struttura elementare delle cose", scritto da Carlo Rovelli e pubblicato da Raffaello Cortina Editore - Collana Scienza e Idee. Gli scopi della presente opera sono richiamati esplicitamente nella copertina dello stesso libro:

"[...] Tempo, spazio e materia appaiono generati da un pullulare di eventi quantistici elementari. Comprendere questa tessitura profonda della realtà è l'obiettivo della ricerca in gravità quantistica, la sfida della scienza contemporanea dove tutto il nostro sapere sulla natura viene rimesso in questione. Carlo Rovelli, uno dei principali protagonisti di questa avventura, conduce il lettore al cuore dell'indagine in modo semplice e avvincente. [...]"

Le modalità scelte per completare un racconto così ambizioso convergono verso la necessità di definire concretamente quali uomini e quali idee fondanti abbiano contribuito a costruire il percorso unico che l'umanità ha avuto fino a questo momento.
In questo viaggio l'autore sceglie una modalità di racconto e discussione degli elementi fondanti della narrazione capace di rendere merito a protagonisti esistiti ed errori commessi:

"[...] [L'autore] Racconta come sia cambiata la nostra immagine del mondo dall'Antichità alle scoperte più recenti: l'evaporazione dei buchi neri, l'Universo prima del big bang, la struttura granulare dello spazio, il ruolo dell'informazione e l'assenza dl tempo in fisica fondamentale. [...]"

Le modalità per comprendere ed articolare questo viaggio devono scorrere mediante il concetto chiave di divulgazione; l'arte consapevole di rendere semplice e trasmissibile ciò che è difficile o poco comprensibile è un mestiere che non si apprende in poco tempo.
Tale competenza dovrebbe essere vincolante e necessaria quando si cerca di fare scienza in maniera costruttiva ed istruttiva per il prossimo. E' dentro questo cuneo che l'autore cerca di impostare un confronto con il lettore:

"[...] L'autore disegna un vasto affresco della visione fisica del mondo, chiarisce il contenuto di teorie come la relatività generale e la meccanica quantistica, ci porto al bordo del sapere attuale e offre una versione originale e articolata delle principali questioni oggi aperte. 
Soprattutto, comunica il fascino di questa ricerca, la passione che la anima e la bellezza della nuova prospettiva sul mondo che la scienza svela ai nostri occhi. [...]"

Le potenzialità offerte dalla scienza e dal progresso nei confronti dell'essere umano esprimono un metodo concreto con cui potersi adoperare per costruire progresso in termini concreti.
Per queste ragioni i passi del libro si articolano seguendo un percorso finalizzato a costruire un'impronta storica con cui valutare i passi in avanti fatti compiere da scienza e tecnologia all'umanità intera. I passi compiuti vengono redatti ed analizzati dall'autore mediante capitoli e paragrafi specifici, finalizzati al definire margini per creare interesse ed attenzione.
Concetti e parole chiave impiegate vengono definite, semplificate e divulgate nella consapevolezza di dover tratteggiare un viaggio importantissimo: divisibilità, natura delle cose, rivoluzione della relatività, evoluzioni di matematica e fisica, quanti, campi e particelle, spazio quantistico, tempo relazionale, (in)esistenza del tempo in rapporto alle concezioni umane, big bang e segnali dalla natura circostante. Sullo sfondo buchi neri
I tentativi di esplorazione e scoperta del mondo convergono verso la necessità di definire un quadro che sappia essere utile per rendere merito a quanta strada l'umanità sia riuscita a percorrere fino ad oggi. Sullo sfondo emerge un enorme consapevolezza di divulgazione concreta e coerente:

"[...] In questo libro racconto lo stato attuale della ricerca di questa [...] immagine del mondo, così come lo capisco oggi, cercando di metterne a fuoco i nodi essenziali e i nessi logici. 
Come lo si racconterebbe a un collega e amico che ti chiedesse 'Ma tu, come pensi che stiano davvero le cose?', camminando lungo il mare in una lunga notte d'estate. [...]"

Leggerne per saperne di più, confutarne od apprendere qualcosa di più.