giovedì 22 agosto 2019

'FUOCO E FIAMME', LEGGENDO DEL MONDO DI DOMANI

Quali orizzonti potrebbe avere il futuro? In quali settori servirebbe porre maggiori attenzioni per studiare, specializzarsi, lavorare nel senso di poter guardare - con lungimiranza - avanti?
Mediante quali 'leve' si potrebbe articolare un miglioramento sensibile delle caratteristiche di un sistema attualmente in crisi (radicata) come quello italiano?
Sarebbe conveniente capire quali siano le 'onde' prevalenti che dall'estero stanno arrivando o sono già arrivate, nel tentativo di prevenire le conseguenze di possibili scelte 'imposte' in zona-Italia.
Si potrebbero forse 'copiare' od adattare al Paese alcune delle idee che sono divenute prevalenti e/o maggioritarie in altri Stati, nel tentativo di importare forme - sensate - di crescita alternativa?
A queste e moltissime altre domande cerca di rispondere l'opera 'Fuoco e fiamme - Tutto quello che non ti dicono e devi sapere sul mondo di domani', scritto da Alberto Forchielli e pubblicato da Baldini&Castoldi. Il richiamo al futuro dell'Italia - e degli abitanti del Paese stesso - è chiarissimo sin dalla copertina dell'opera:

"[...] Come sarà il mondo da qui a trent'anni? Come cambierà la nostra vita grazie o a causa della tecnologia sempre più pervasiva? E come dobbiamo prepararci noi e i nostri figli per saper intercettare al meglio i cambiamenti già in atto ma che da noi, in Italia, arrivano sempre in ritardo? 
Dopo il caustico pamphlet 'Muovete il cu.o!' Alberto Forchielli torna a scuotere le coscienze degli italiani per prepararli al mondo di domani. Un viaggio attraverso le città più innovative del mondo, passando per il MIT di Boston [...] poi in California, tra Stanford e la Singularity University, e la Cina con la sua potenza economica e tecnologica debordante. 
Un viaggio che sembra 'Blade Runner' ma che, per certi aspetti, è già realtà: in cui il DNA servirà non solo a riparare i corpi ma come hard disk millenario; in cui l'intelligenza artificiale controllerà case, città e il modo di fare banca; in cui la stampa 3D ci permetterà di avere il vestito desiderato fatto al momento in negozio; o in cui potremo agire a distanza pilotando un nostro avatar-robot. 
Un viaggio [...] in cui non solo la geopolitica del mondo sarà diversa, ma l'uomo stesso non sarà più un semplice uomo, ma grazie a interfacce neurali potrà aumentare le facoltà della sua mente, o in cui i nanorobot cureranno ogni malattia a livello cellulare e potenzieranno i nostri organi. 
Tutto ciò è già realtà che si sta preparando nei migliori centri di ricerca del mondo, e non serve a stupire con effetti speciali, ma a far capire che bisogna prepararsi per essere all'altezza delle competenze tecnologiche e non solo che richiederà il lavoro di domani. 
Altrimenti si rischia di essere lasciati in un angolo, e a quel punto lamentarsi non servirà a nulla. [...]"

Mediante questa lettura è possibile quindi muoversi a 360° in una serie di idee del futuro che altrove è già arrivato e che 'qui' potrebbe arrivare - mediante una serie di filoni su cui impostare una seria progettualità di fondo:
  1. Geopolitica ed economia del futuro; 
  2. Idee di società, salute e lavoro nel futuro;
  3. Forme di intelligenza delle macchine;
  4. Spazio ed ultime frontiere raggiungibili;
  5. Cibo, energia, DNA e scenari tecnologici dell'avvenire. 
Nei confronti di tutto questo si (pro)muovono una serie di potenziali cambiamenti, opportuni da valutare e da raccogliere per la sostenibilità presente e futura del Paese Italia. 
Leggere per saperne di più, confutandone idee e proposte ove necessario. 




lunedì 19 agosto 2019

RIASCOLTANDO JIMI HENDRIX, FRA MUSICA E STORIA


“[...] Tutto considerato fu una fortuna che Hendrix sia esistito: se non fosse esistito, chi avrebbe avuto la preveggenza di inventarlo? [...]” (C. S. Murray, cit.)

sabato 3 agosto 2019

'VENTO D'ESTATE', ANDANDO LONTANO DA LUOGHI COMUNI


"[...] ho pensato a tutto in un momento, 
ho capito come cambia il vento. 
Vento d'estate, io vado al mare - voi che fate,
non mi aspettate, forse mi perdo. [...]"

venerdì 2 agosto 2019

QUANDO IL CIELO CADDE SU BOLOGNA, MAI DIMENTICARE


“[...] resta il profumo di un fiore 
per Bologna e la sua stazione
e il fiore della memoria 
che sboccia in ogni stagione. [...]”

giovedì 25 luglio 2019

'TITANIC', ALLA RICERCA DELLE CAUSE CHE HANNO TRASCINATO UN DECLINO...

Di chi potrebbero essere state le colpe per l'involuzione politica riscontrata dal (Centro)Sinistra in questi ultimi anni? Quali sono state le situazioni che potrebbero aver generato una progressiva involuzione dei fenomeni legati a militanza e partecipazione politica?
In quale periodo temporale si è arrivati ad una perdita di credibilità da parte di molti per una parte politica che avrebbe dovuto fare molto di più in termini di costruzione di proposta e protesta?
Quali potrebbero essere stati i colpevoli principali? Quali le persone che hanno gestito una fase politico-partitica in una maniera alquanto discutibile ed approssimativa?
Per apprendere un punto di vista utile a formulare qualche opinione nel merito è possibile leggere l'opera "Titanic - Come Renzi ha affondato la Sinistra", scritto da Chiara Geloni e pubblicato da PaperFirst. Sin dalla copertina risultano alquanto chiare le motivazioni ed il quadro entro cui collocare le opinioni nel merito dell'autrice:

"[...] Pensieri, parole, opere e omissioni che hanno (quasi) affondato la sinistra in Italia. 
La stagione di Renzi, la scissione del Pd e le contraddizioni ancora aperte dopo l'elezione di Zingaretti [...] raccontate senza fake news ma anche senza sconti da una testimone diretta e informata dei fatti. 
Ricostruire gli ultimi anni del Partito Democratico e tutte le rotture che quella stagione si è lasciata alle spalle non è solo mettere il punto su atteggiamenti e scelte che hanno tolto voce e credibilità alla sinistra e legittimato gli argomenti della destra e dei 5 Stelle, ma anche fare la cronaca di una morte annunciata (da qualcuno, mentre altri suonavano la grancassa). 
Un racconto ricco di particolari inediti e testimonianze autorevoli, e allo stesso tempo autentico e personale. [...]"

Suddividere una storia per anni, episodi e colpe. Il predisporre colpe presuppone anche la necessità primaria di individuare colpevoli per una storia che niente di buono sembra aver portato ad un Partito che si è dissolto sin dalle sue strutture locali più prossime ed immediate.
Mettere nel conto anni difficili equivale anche ad inquadrare delle fasi specifiche entro le quali sarebbe potuto - forse - diventare più facile salvare il salvabile. Sarebbe servito a qualcosa fermarsi per tempo? A questo proposito intelligenze sensibili ed adeguatamente informate sul tema dovranno trovare necessità, forza e competenza per esprimersi.


martedì 23 luglio 2019

martedì 9 luglio 2019

'IL GIARDINIERE', FRA AMORI E MUSICA


"[...] Penso che dovrò annaffiare 
i frutti dentro di te.
Penso che dovrò coltivarti un po' di più [...]"


domenica 7 luglio 2019

sabato 6 luglio 2019

CERCANDO MONDI E FRATELLI


“[...] Mio fratello che guardi il mondo
e il mondo non somiglia a te.
Mio fratello che guardi il cielo
e il cielo non ti guarda. [...]”

giovedì 4 luglio 2019

DI NOTTI E PROSPETTIVE, IN ITALIA...


“[...] È una notte in Italia che vedi 
questo taglio di luna
freddo come una lama qualunque 
e grande come la nostra fortuna 
che è poi la fortuna di chi vive adesso.
Questo tempo sbandato,
questa notte che corre [...]”

lunedì 1 luglio 2019

INVOCANDO IL BISOGNO DI MOLLARE, CITANDO NICCOLÒ FABI


“[...] Distendo le vene
e apro piano le mani.
Cerco di non trattenere più nulla,
lascio tutto fluire [...]
Vince chi molla [...]”

sabato 22 giugno 2019

'MUOVETE IL CU.O!', ANALISI RIGUARDO LE SCELTE DA FARE IN QUESTO TEMPO

Vale la pena adoperarsi per cercare di cambiare questa Italia?
Quali leve sarebbe opportuno sollecitare per indurre gli italiani ad avere maggiori consapevolezze nei confronti di uno Stato malato terminale - su molti fronti - come quello italiano?
A queste ed altre domande cerca di rispondere il libro 'Muovete il culo! - Lettera ai giovani perché facciano la rivoluzione in un Paese di vecchi', scritto da Alberto Forchielli e pubblicato da Baldini+Castoldi. Impiegando anche parole forti e dirette, l'autore cerca di far leva su un senso di riscossa da elaborare per tutti i (più e meno) giovani che ne abbiano cuore, testa e possibilità.
Così facendo si riassume direttamente il contenuto proposto di un testo avente l'obiettivo di creare una 'breccia' nei confronti di un sistema fossilizzato:

"[...] Alberto Forchielli è un economista sui generis, anticonformista e schietto. 
Uno che gestisce un importante fondo di private equity, profondo conoscitore del mercato cinese, uno che viene ascoltato al Congresso degli Stati Uniti come alla Silicon Valley. 
Uomo globalizzato dal 1980, vive girando il mondo ma è rimasto legato alla sua Italia, della quale impietosamente denuncia i difetti e il provincialismo.
In questo pamphlet agile e corrosivo vuole scuotere la generazione dei trentenni, rassegnati e letargici, aiutandoli a scegliere fra andare all'estero o restare, e in tal caso combattere per cambiare un Paese che non fa nulla per regalare un futuro ai suoi figli. 
La sua analisi non fa sconti a nessuno. Alla generazione dei nostri nonni che hanno ricostruito il Paese dopo la guerra con enormi sacrifici, ha fatto seguito la generazione dei nostri padri [...] che hanno dilapidato i risultati del boom economico, hanno vissuto di rendita per lasciare ai trentenni oggi un'apatia da pancia piena e un generale vittimismo. 
La soluzione è semplice. Darsi una mossa, recuperare la grinta dei nonni, avere la stessa 'fame' dei coetanei asiatici, studiare tanto quelle materie tecniche e scientifiche che sono alla base del mondo tecnologico di domani, e soprattutto smettere di piangersi addosso e avere le idee chiare. 
E' difficile, ma per farlo bisogna guardare l'Italia da fuori...e avere voglia di fare davvero la rivoluzione, se si ama davvero questo nostro Paese. [...]"

Leggerne per saperne di più, per confutarne gli argomenti fondamentali o per provare a discuterne a fondo. Gli argomenti non mancano - essendo questo Paese un groviglio di problemi e questioni irrisolte ormai senza fondo alcuno.


venerdì 21 giugno 2019

lunedì 17 giugno 2019

OSSERVANDO LA SOLITUDINE, EVAPORANDO...


“[...] La solitudine è
amara beatitudine per me 
è necessaria come un vizio
e la coltivo un pò per sfizio. [...]”

martedì 11 giugno 2019

FRA LAVORO E VITA, CITANDO BRUCE SPRINGSTEEN NELL'ARTE

“[...] Where’re the eyes, the eyes with the will to see/ 
Where’s the hearts that run over with mercy/ 
Where’s the love that has not forsaken me/ 
Where’s the work that’ll set my hands, my soul free/ 
Where’s the spirit to reign rain over me/ 
Where’s the promise, from sea to shining sea [...]” 
(‘We take care of our own’, B. Springsteen, cit.



Fonte immagine: ‘Les raboteurs de parquets’, G. Caillebotte

sabato 8 giugno 2019

‘DENTRO’, CITANDO NICCOLÒ FABI


“[...] Hai dentro la tua malattia, 
hai dentro la tua cura, 
hai pioggia dentro il sole,
hai ruggine e capriole. [...]”

giovedì 30 maggio 2019

'L'ESECUZIONE', INDAGANDO IL MOVIMENTO OLTRE LE STELLE...

In tempo di (passate) Europee e di trascorsi elettorali giunge come non profetica la sconfitta - tutt'altro che non prevedibile - del M5S. Chiedersi come abbia fatto una forza politica a subire un tracollo così consistente è una domanda di importanza secondaria - se confrontata con quella che cercherebbe di rispondere alla questione relativa al come abbia fatto, lo stesso M5S, ad imporsi su scala nazionale con così tanta grande (pre)potenza in passato.
Quali sono state le mutazioni, quali i legami, quali le 'amicizie' e quali i rapporti che la politica del M5S ha intessuto in questo periodo di composizioni e tattiche governative?
A queste e molte altre questioni risponde il libro 'L'esecuzione - 5 Stelle da Movimento a Governo', scritto da Jacopo Iacoboni e pubblicato da Laterza Editore.
La sintesi dell'opera descrive una situazione tanto mutevole quanto lontan(issim)a dal detto dei primi tempi secondo cui 'Uno vale uno':

"[...] L'esperimento prevedeva, fin dall'inizio, un'esecuzione. 
Una volta al potere, diceva Gianroberto Casaleggio, i 'parlamentari o ministri dovranno essere portavoce esecutori del nostro programma, revocabili con il recall.
La delega parlamentare è morta, il compito dei nostri eletti è solo un'esecuzione delle nostre idee.'
Il figlio Davide, anni dopo, si spingerà oltre: 'Tra qualche lustro è possibile che il Parlamento non sarà più necessario.'
Sin dalle origini, dunque, il M5S prevedeva un premier esecutore di un contratto e lo svuotamento delle funzioni dei parlamentari. La convergenza con la Lega, inoltre, non è affatto dettata dalle contingenze politiche ma è stata immaginata da Gianroberto Casaleggio sulla base di tre presupposti: rivoluzione nordista contro fisco e tasse, chiusura ai migranti e - negli anni successivi - piano B per un'eventuale uscita dall'Euro. 
Questo libro ricostruisce gli aspetti fondamentali della transizione del movimento a partito di governo, racconta figure chiave come Giuseppe Conte, Rocco Casalino o Marcello Foa, ma raccoglie anche una serie di testimonianze [...]
Vengono documentati [...] i legami internazionali di M5S (e Lega) con il mondo di Steve Bannon, rappresentante l'alt-right Usa, e i contatti con gli emissari di Arron Banks, principale finanziatore della Brexit; emerge il testamento spirituale lasciato a Davide Casaleggio da suo padre: mai col Pd; vengono raccontate le reali dinamiche alla base dell'attacco a Mattarella con la conseguente richiesta di impeachment e le rivelazioni dell'hacker che è riuscito a bucare la piattaforma Rousseau; si delinea lo scontro finale con l'Europa, con la possibilità concreta di uscirne. [...]"

Sono pertanto qui presenti situazioni caratteristiche ed indicatrici di una transizione...di quella stessa fase che sta portando un movimento a (provare a) diventare - a tutti gli effetti - un Partito di Governo (senza averne la cultura, ma questa è un'altra storia). Storie di legami internazionali, storie di vicende nazionali derubricate o malcelate per ragioni di ricerca del consenso.
Il bilancio del M5S recente trova in questa opera un punto di vista che può essere ascoltato, accolto, confutato e/o compreso. Compreso proprio perché molti fatti recenti confermano una tendenza serpeggiante che questo schieramento sta assumendo nel divenire parte di un nuovo 'rassemblement' che va stagliandosi all'orizzonte senza dichiararsi palesemente.


mercoledì 22 maggio 2019

‘ECCO’, CITANDO NICCOLÒ FABI


“[...] L’uomo vecchio con le sue rughe 
sta aspettando le ultime ore
e un attimo prima di chiudere gli occhi
sente di nuovo un vagito. [...]”

lunedì 20 maggio 2019

CERCANDO UNA LUNA, CANTANDO PIERANGELO BERTOLI



"[...] Dovunque cada l'alba sulla mia strada
senza catene, vi andremo insieme.
Spunta la luna dal monte. [...]"

domenica 12 maggio 2019

DI CAPITANO IN CAPITANO, FRA LETTERATURA ED ARTE

"[...] O Captain! my Captain! Our fearful trip is done;
The ship has weather'd every rack, the prize we sought is won;
The port is near, the bells I hear, the people all exulting,
While follow eyes the steady keel, the vessel grim and daring;
But O heart! heart! heart!
O the bleeding drops of red,
Where on the deck my Captain lies,
Fallen cold and dead. [...]"
('O captain! My captain!', W. Whitman, cit.)

'The wrath of the seas', I. Aivazovsky

domenica 5 maggio 2019

CERCANDO RIMEDI, FRA ARTE E MUSICA...

 “[...] Che vita è questa,/ che vita è stata/ mai più saggezza [...] 
Se c'è un rimedio io corro da te/ 
senza una mano che mi sfiori/ io corro da te./ 
Se questo orgoglio è un gran sentimento/ 
come la gente dice/ io non sopporto di giorno e di notte,/ 
il male che mi fa./ 
Che vita è questa, che vita sarà/ mai più saggezza [...] 
Senza una mano che mi sfiori/ io corro da te./ 
Un campo di grano e lo spazio profondo/ sono tutta una strada/ 
senza una luce ti devo cercare [...] 
Nessuno sa, nessuno mi vede/ che corro da te [...]” 
(‘Il rimedio’, I. Fossati, cit.




Fonte immagine: ‘The painter’s family’, G. De Chirico

sabato 4 maggio 2019

FRA CADUTE E RISALITE, DA ARTE E MUSICA

“[...] Mi alzo al mattino/ con una nuova/ illusione [...] 
sono soddisfatto/ un poco saggio/ un poco matto [...] 
E mi accorgo/ che son solo [...] 
Cerco una bandiera diversa/ 
senza sangue/ sempre tersa./ 
Ma ci ripenso però,/ mi guardo intorno per un po' [...] 
Mi dicono alla radio,/ statti calmo, statti buono,/ 
non esser scalmanato,/ stai tranquillo e fatti uomo./ 
Ma io con la mia guerra/ voglio andare sempre avanti/ 
e costi quel che costi, la vincerò/ non ci son santi [...]” 
(‘E io ci sto’, R. Gaetano, cit.



Fonte immagine: ‘La caduta di Icaro’, M. Chagall

venerdì 26 aprile 2019

'UNO NON VALE UNO', QUALI I POSSIBILI ORIZZONTI PER LE FORME DEMOCRATICHE E PER LA DEMOCRAZIA (IN)DIRETTA?

Quali potrebbero essere limiti, pregi e difetti degli attuali sistemi democratici?
Quante sono state le condizioni e le considerazioni che sono state portate recentemente all'attenzione delle moltitudini di persone interessate a farsi governare dai sistemi democratici mediante principi di rappresentanza? Quali sono le 'leggi' a cui i principi di rappresentanza devono sottostare per rinnovarsi senza alterare la loro 'natura' ed i 'meccanismi' per i quali sono stati a loro tempo strutturati? Quali sono le innovazioni che recenti proposte politiche si propongono di predisporre per riportare in voga l'interesse per le forme democratiche nella loro interezza?
A queste ed a moltissime altre possibili domande cerca di rispondere il libro 'Uno non vale uno - Democrazia diretta e altri miti d'oggi', scritto da Massimiliano Panarari e pubblicato da Editore Marsilio. Le ragioni che hanno spinto alla scrittura di un saggio come questo e che dovrebbero spingerne alla lettura sono riportate prioritariamente in copertina:

"[...] La democrazia diretta è un sistema realmente democratico? La politica deve parlare al popolo o come il popolo? E, poi, di cosa parliamo quando parliamo di popolo? 
Se davvero la cosiddetta 'gente comune' potesse esercitare pienamente il potere, tutto andrebbe per il meglio? Dalla retorica del Nuovo a quella del cambiamento, dalla costruzione del mito del Popolo a quella del Nemico, fino ai sogni (o incubi) della rivoluzione digitale: le parole d'ordine ossessivamente ripetute, i concetti feticcio e i luoghi comuni della nuova ideologia al potere decodificati [...]"

Come potrebbero le attuali forme di democrazia sopravvivere e/o modificarsi a fronte delle 'spinte' provenienti da nuove modalità di gestione del potere? A chi potrebbe spettare il compito di custodirle per impedire che vengano - a più riprese - distrutte od abbattute (quasi) integralmente?
Sullo sfondo rimane, per quanto concerne lo status quo, il concetto di neopopulismo così ripreso dallo stesso autore:

"[...] Il neopopulismo non è una fase transitoria. E' un cambio di paradigma della politica a tutti gli effetti, la trasfigurazione, in apparenza senza ritorno, dell'idea illuministica di opinione pubblica. [...]"

Leggerne per (provare a) saperne di più, dunque. Leggerne per condividere o confutare le argomentazioni 'qui' presenti.



giovedì 18 aprile 2019

AVENDO MALE AL (E PER IL) MONDO...

“[...] Mi fanno male i partiti. [...] 
Mi fanno male i politici sempre più viscidi, 
sempre più brutti. 
Mi fanno male i loro modi accomodanti imbecilli ruffiani. [...]
 Ma certo, hanno bisogno di noi, che li dobbiamo appoggiare, preferire, 
li dobbiamo votare, in questo ignobile carosello, 
in questo grande libero mercato delle facce. [...] 
facce che lasciano intendere di sapere tutto e non dicono niente. 
Facce che non sanno niente e dicono di tutto. 
Facce suadenti e cordiali con il sorriso di plastica. [...] 
Facce compiaciute e vanitose che si auto incensano come vecchie baldracche. [...] 
Facce che dietro le belle frasi hanno un passato vergognoso da nascondere. [...] 
Facce megalomani da ducetti dilettanti. 
Facce ciniche da scuola di partito allenate ai sotterfugi e ai colpi bassi. [...]
 Facce che straboccano solidarietà. Facce da mafiosi che combattono la mafia.
 Facce da servi intellettuali, da servi gallonati, facce da servi e basta. 
Facce scolpite nella pietra, che con grande autorevolezza sparano cazzate. 
Non c’é neanche una faccia, neanche una, che abbia dentro con il segno di un qualsiasi ideale; una faccia che ricordi, il coraggio il rigore, l’esilio, la galera. No. 
C’é solo l’egoismo incontrollato, la smania di affermarsi, il denaro, 
l’avidità più schifosa, dentro a queste facce impotenti e assetate di potere, 
facce che ogni giorno assaltano la mia faccia in balia di tutti questi nessuno. 
E voi credete ancora che contino le idee. Ma quali idee? [...]”


venerdì 12 aprile 2019

DI LIBERTA' IN LIBERTA', CITANDO I NOMADI PER (LA VOGLIA DI) VOLARE

“[...] Dimmi cosa vuoi fare,/ è come stare alla catena./ 
Senza saper dove andare,/ e respirare a malapena./ 
Aspetti ancora un sorriso,/ che ti permette di sperare./ 
Che ti fa sentire vivo, fedele alla tua linea e continuare/ 
ma ti piacerebbe fuggire lontano/ e fermare chi si è permesso/ 
di legare ad un muro le tue speranze [...] 
E allora tiri di più/ e ti arrabbi di più./ 
Vivi, corri per qualcosa,/ corri per un motivo/ 
che sia la libertà di volare/ o solo di sentirsi vivo. [...] 
Vedrai che prima o poi/ qualcuno verrà di sicuro a liberarti./ 
Vedrai che ce la farai/ non è detto che per forza devi fermarti. [...]” 
(‘La libertà di volare’, Nomadi) 


martedì 9 aprile 2019

ASCOLTANDO BRUCE SPRINGSTEEN...


“[...] ‘C’est la vie’, say the old folks, 
it goes to show you never can tell. [...]”

mercoledì 3 aprile 2019

martedì 2 aprile 2019

‘LE COSE CHE NON ABBIAMO DETTO’, ASCOLTANDO NICCOLÒ FABI


“[...] Verranno a cercarci,
a disturbarci il sonno, 
come una fitta improvvisa sotto il costato,
le cose che abbiamo ignorato,
che non abbiamo detto [...]”

lunedì 1 aprile 2019

‘BUONA SORTE’, PER ANIMA E CUORE


“[...] Io non so niente di niente
e poco avrò da spiegarti
perché qui niente è facile
e spesso cambiano le regole. [...]”

sabato 23 marzo 2019

'LE MIE INVENZIONI', SCOPRENDO QUEL CHE FU TESLA

Leggere di pagine riguardanti la vita e le scoperte di uno dei più grandi (e controversi, secondo alcuni) geni dell'umanità intera può contribuire a fornire qualche delucidazione in più riguardo alle ragioni di una grandezza in vita e di un grande sviluppo delle sue scoperte ed invenzioni per il futuro dell'umanità. A questo proposito e per queste finalità è possibile leggere l'opera 'Le mie invenzioni - Autobiografia di un genio', contenente parole del grande scienziato Nikola Tesla e pubblicato da Piano B - La mala parte.
Stando a quanto richiamato dalla stessa opera, il presente testo è un adattamento tratto dall'opera 'My inventions', pubblicata nel 1919 in sei puntate nella rivista 'Electrical Experimenter'.
Lo stesso libro riassume le fasi della vita ed i pensieri di Nikola Tesla che sono passati e rimasti alla storia in quanto protagonisti della nascita di alcune considerazioni che hanno generato la nascita di sue opere ed invenzioni.
Dall'infanzia alla maturità sono state tantissime le ragioni e gli episodi che hanno prodotto il portentoso bilancio di Nikola Tesla in termini di invenzioni e capacità ingegneristiche.
Le conferme di queste evidenze si trovano sin dalle prime righe della stessa opera:

"[...] Il progressivo sviluppo dell'uomo dipende esclusivamente dalle sue invenzioni. 
Esse sono il prodotto più importante della sua creatività. Il fine ultimo delle invenzioni è il dominio completo della mente sul mondo materiale, la sottomissione delle forze della natura a favore delle necessità umane. Questo è il difficile compito dell'inventore, molte volte incompreso e non ricompensato a dovere. Egli però viene ampiamente ripagato dal piacere di applicare le proprie abilità e dalla consapevolezza di far parte di una classe privilegiata, senza la quale la razza umana sarebbe già scomparsa molto tempo fa, nel corso della dura lotta contro gli spietati elementi naturali. [...]"

Leggerne per capir(n)e e scoprir(n)e di più, riguardo alla vita ed alle opere del grande Genio che fu Nikola Tesla.


domenica 10 marzo 2019

SOLO ESSERI UMANI, CITANDO NICCOLÒ FABI


“[...] È solo un uomo, ma lo voglio raccontare
perché la gioia come il dolore
si deve conservare,
si deve trasformare. [...]”

venerdì 1 marzo 2019

CERCANDO PERSONE, NEL MONDO E PER IL MONDO

"[...] Esistono persone al mondo, poche per fortuna, che credono di poter barattare una intera via crucis con una semplice stretta di mano o una visita ad un museo e che si approfittano della vostra confusione per passare un colpo di spugna su un milione di frasi e miliardi di parole d'amore. [...]” (A. Pazienza, cit.)


domenica 24 febbraio 2019

IMPRESSIONI, FRA JAZZ E STORIA



“[...] Cos’era? Non lo so.
Quando non sai cos’è, allora è Jazz. [...]”
(A. Baricco, att.)

venerdì 22 febbraio 2019

'BOLOGNA, DICONO DI LEI', SFOGLIANDO PAGINE DI STORIA E DI ETERNITA'

Quanti hanno scritto e composto su Bologna? Quali sono state le arti che si sono concentrate in una città che, come quella di Bologna, ha avuto e da sempre ha tanto da 'dire' in materia di creatività ed attenzione alla cultura? Quali sono e quanti ancora saranno i nomi di quelli che hanno impiegato Bologna come (s)oggetto della loro Arte? A queste ed a moltissime altre domande può rispondere il libro 'Bologna - Dicono di lei, La città nella letteratura' edito da Elleboro.
Attraverso un giro immaginario nella città vengono passati al setaccio libri, canzoni e frammenti di storia riguardanti le vite di quanti - autori e non - sono passati per la città regalando prospettive di vita eterna alla stessa. Su questo proposito viene così descritta, con estrema brevità, l'opera ad oggetto:

"[...] Le più belle citazioni, poesie, cronache, strofe ed illustrazioni dedicate a Bologna. Dall'impero romano al web. Con la mappa dei luoghi letterari. [...]"

Su questo fronte emergono i luoghi ed i temi che fanno da soggetto per le 'trame' della raccolta d'opere in questione:

  • Sguardi d'insieme, fra centro e colline;
  • Monumenti e pittori;
  • Curiosità e prodotti tipici;
  • Bologna che ha sete di conoscenza;
  • Cibo e ristoranti;
  • Amori dei poeti, donne e 'stelle';
  • Stato pontificio, storia e grandi famiglie;
  • Bologna nelle Guerre, fra Risorgimento e Resistenza;
  • Combattenti per la libertà;
  • Contraddizioni cittadine mal sanate;
  • Fine delle ideologie e fuga/ricerca della modernità;
  • Città dei gialli e dei libri 'noir'.
Leggendo e cercando spunti fra le pagine si trovano nomi di autori famosi, storicamente passati alle cronache con onori e pubblicazioni importantissime; volti e storie che, almeno per una volta, hanno intrecciato il loro percorso con quello della città bolognese. Leggendo e cercando autori citati, trovando luoghi sconosciuti o non conosciuti che hanno fatto da sfondo ad alcune piccole vicende di grandi autori e personaggi storici. Leggerne e cercarne per, forse, trovare spunti utili a definire percorsi di (ri)scoperta di luoghi non conosciuti come 'fonti di ispirazione' per grandi personaggi della letteratura, dell'arte o della storia. Sullo sfondo, da migliore attrice protagonista, rimane -sempre ed eternamente immutabile sia nei pregi che nei difetti - Bologna. 


domenica 17 febbraio 2019

SU BOLOGNA, DIVISA DALLE TORRI...

"[...] Sta di fatto che le due Torri, come un punto geometrico, o come un punto astrologico, 
fisso nella pleiade delle case urbane, dividono la città in due parti, di destino, civiltà e inclinazioni diverse. Nella parte occidentale, che la collega al Nord dell'Italia, e ai paesi di lingua lombarda, la strada romana è percorsa dai grandi traffici; carri fragorosi nella notte, e gente dall'aspra parlata, che piomba nelle affumicate locande quando è già ora di letto a chieder vino; e stringe commerci, col piede sulla vettura che si muove; e qui sosta, a volte, attratta dal viso illuminato di una donna; e mette casa. Nella parte d'Oriente, la via Emilia è, fin dalla porta Ravegnana, tutta una lenta, naturale preparazione alle terre marine. Di qui si va in Romagna e nelle Marche, dove le campagne sono di un fertile umore salso. [...]"
('Giuseppe in Italia', G. Rimondi, 
cit. in 'Bologna - Dicono di lei, La città nella letteratura')

Fonte immagine: 'Le torri di Bologna dall'alto (ma dal basso)', torridibologna.it


lunedì 4 febbraio 2019

ESSERE ‘DENTRO’, FRA MUSICA E VITA


“[...] Hai dentro la tua malattia, 
hai dentro la tua cura. 
Hai pioggia dentro il Sole, 
hai ruggine e capriole. [...]”

lunedì 21 gennaio 2019

(LEGGENDO DELLA) STORIA DI BOLOGNA, DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI

Leggere di Bologna per leggere una Storia su Bologna.
Leggere delle trasformazioni che la Storia ha 'regalato' ad una città come quella di Bologna equivale a delineare un quadro futuro (od almeno futuribile) per quella che era, è e rimarrà a lungo - forse - una delle città più belle al mondo.
Leggere dei personaggi che ne hanno delineato le gesta, le fasi storiche ed i corsi o ricorsi storici può contribuire a migliorarne le prospettive e le progressive disamine socio-politiche presenti e, specialmente, future. Quale testo può essere usato per esplorare Bologna quasi come se si fosse a bordo di una macchina del tempo?
La mente vola ad un opera recentemente letta, chiamata 'Storia di Bologna - Dalle origini ai giorni nostri' - scritta da Alessandro Goldoni e pubblicata da Edizioni Biblioteca dell'Immagine.
Le ragioni che si nascondono dietro a questa lettura sono delineate nel seguito, sin dalla copertina del libro ad oggetto:

"[...] Per conoscere il carattere di una città, spesso basta osservare nelle ore di punta il barista della macchina espresso o il salumiere, cioè i mestieri da nervi a pezzi. 
Bene, il barista riesce a conversare con i clienti nella vertigine dei ristretti, lunghi, caldi in tazza fredda, macchiati, corretti, che smazza come carte da briscola. 
Il salumiere col negozio intasato, butta sulla bilancia, incarta, si toglie la biro dall'orecchio e dice battute in dialetto, un cliente, una battuta. 
Ci tornate il giorno dopo per vedere se era roba da repertorio. 
Macché è proprio uno che si diverte a tener banco, lavorando convulso come una macchina oleopneumatica. [...]" (L. Goldoni, cit.)

E' per queste ragioni che si definiscono, nella storia di Bologna, le singole storie di ognuno dei suoi abitanti i quali progressivamente vanno avanti - giorno dopo giorno, senza sosta.
L'incedere si definisce e viene come 'ospitato' da questa città, accogliendo le trasformazioni in ogni singolo anno. Per questa ragione e per questo motivo si ritrovano, fra le pagine, riferimenti storici in grandissima quantità:

"[...] Nobile e popolana, dotta e ironica, passionale e ospitale. 
Bologna dalle cento torri, che nel Medioevo la rendevano unica al mondo, appena arrivi ti abbraccia e non ti lascia più. Ti riempie di piccole attenzioni e ti invita a scoprire, ogni portico, ogni angolo, ogni pietra della sua antica e affascinante storia. 
E, come in un misterioso déjà vu, ti sembra di abitare lì da sempre, di aver frequentato l'Università più antica del mondo dove studiarono o insegnarono Dante, Copernico, Malpighi, Galvani, Carducci. Anche i colori, i suoni, i sapori diventano subito familiari. 
Bologna, semplicemente, città Madre. [...]"

Leggerne per saperne di più, dunque.



sabato 12 gennaio 2019

NON DIMENTICANDO (E RICORDANDO) FABER

"[...] la mia operazione, proprio quella delle origini, è stata di trasportare nella canzone dei temi che erano bagaglio della letteratura. Cosa che avevano già fatto prima di noi i tedeschi, attraverso operazioni certo più intuite che pensate:Kurt Weill o Bertolt Brecht in Germania; oppure i contemporanei Brassens, Brel, in Francia. Ho cercato di trasferire, nella loro stessa maniera, certi temi appartenenti esclusivamente alla letteratura in quella ch’era considerata, in Italia almeno, e a torto, un’arte minore quale la canzone [...] Nel trasformare in musica cantata una poesia non esiste un’antinomia radicale (sostanziale), esiste semmai l’esigenza formale di volgarizzare quella poesia nel senso di modificarne il lessico interpolandolo con un linguaggio volgare, cioè più popolare, che possa raggiungere sentimento e ragione di un uditorio più vasto, tutto ciò con l’ausilio della magia della musica che rimane l’unico linguaggio universale che io conosca. [...]"
(F. De André, cit.)


lunedì 7 gennaio 2019

domenica 6 gennaio 2019

CERCANDO ANIME E POSSIBILITA'


"[...] If the night turned cold 
and the stars looked down 
and you hug yourself 
on the cold cold ground, 
you wake the morning 
in a stranger's coat.
No-one would you see, 
you ask yourself, 'Who'd watch for me?' [...]"

venerdì 4 gennaio 2019

SU BOLOGNA, FRA EPOCHE ED ARTI

"[...] Da Montpellier andammo a Bologna, della quale io non credo luogo più bello e più libero trovar si potesse nel mondo intero. 
Ricorderai tu bene l'affluenza degli scolari, l'ordine, la vigilanza, la maestà dei Professori che a vederli parevano antichi giureconsulti. [...]
Ora più non avvenne e il posto di tanti e tali valentuomini nella città venne occupato dall'ignoranza [...] Bologna fu detta la grassa? [...]
Ma ficcando addentro nelle sue viscere, nelle sue midolle lo sguardo, 
tu la vedessi, ti farebbe paura la sua magrezza [...]
Delle quali cose io mi sento astretto a parlare perché tanto viva dell'antica Bologna la memoria conservo che questa d'ora vedendo, mi sembra quasi sognare, né vorrei pure a questi occhi far fede, se già per molti anni alla pace succeduta la guerra, alla libertà la schiavitù, alla abbondanza la miseria, la tristezza alla letizia e dove erano canti e balli di donzelle ridendo solo pianti dogliosi e cozzo di armi ladre e feroci, dalle torri infuori e dalle chiese che si sostennero in piedi, e mirando dall'alto le sottoposte miserie, questa che un dì fu Bologna, 
tutt'altro che Bologna a me non mi paresse. [...]"
(F. Petrarca su Bologna, 1368 
citato in 'Storia di Bologna - Dalle origini ai giorni nostri', 
Edizioni Biblioteca dell'Immagine)

"[...] A Bologna i portici tengono in piedi le case,
hanno i reumatismi e le artriti di braccia operaie,
fingono di non sentire o di non sapere
chi sta prendendo la città a calci nel sedere. [...]
a piccole dosi ci si rende immuni ai veleni [...]
Io resto immobile
chiudendo gli occhi per
riaprirli altrove. [...]
Siamo le cavie di nuovi divieti
abbiamo esaurito i passaggi segreti [...]
Non ci son angeli sul cornicione
ma telecamere anti-intrusione
al ritmo dei semafori,
io resto immobile
chiudendo gli occhi per
riaprirli altrove.
Al centro esatto di Piazza Maggiore
con leggerezza da pattinatore
Bologna adesso voltati
mi fai commuovere
lo sai che esagero con le parole. [...]"
('A Bologna', S. Bersani, cit.)

Il mercato in Piazza Maggiore - Bologna, 1855
Fonte immagine: www.bolognachecambia.it 





giovedì 3 gennaio 2019

SOMMANDO PICCOLE COSE...


"[...] Mi hai visto [...] toccare il fondo,
hai visto tutte quelle cose di cui io mi vergogno.
Hai fatto finta di non vedere quando tradivo, giocavo e imbrogliavo
Ma io [...] so perché
ancora adesso stringiamo i pugni
 e non ce ne andiamo da qui.
Conosci tutti quelli che amo [...]"

martedì 1 gennaio 2019

APPENA ARRIVATI...AL 2019

“[...] Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno/ spendono, spandono/ 
e sono quel che hanno. [...] Sono come me,/ ma si sentono meglio. [...] 
Vivono col timore di poter sembrare poveri./ 
Quel che hanno ostentano, tutto il resto invidiano,/ 
poi lo comprano,/ in costante escalation col vicino costruiscono/ 
parton dal pratino e vanno fino in cielo,/ han più parabole sul tetto/ 
che S.Marco nel Vangelo./ 
Sono quelli che di sabato lavano automobili/ 
che alla sera sfrecciano tra l'asfalto e i pargoli,/ 
medi come i ceti cui appartengono,/ terra-terra come i missili cui assomigliano./ 
Tiratissimi, s'infarinano, s'alcolizzano/ e poi s'impastano su un albero. [...] 
Sono come me, ma si sentono meglio./ Sono intorno a me,/ ma non parlano con me. [...]” 
(‘Quelli che ben pensano’, Frankie Hi Nrg, cit.)