“[...] Io ti racconto il sogno strano di inseguire con/ la mano un orizzonte sempre più lontano./
Io ti racconto la nevrosi di vivere con gli occhi chiusi,/ alla ricerca di una compagnia./
Ti dico la disperazione di chi non trova l'occasione/ per consumarsi un giorno da leone./
Di chi trascina la sua vita, in una mediocrità infinita/ con quattro soldi stretti tra le dita. [...]
Ma tu che ascolti una canzone, lo sai che cos'e' una prigione?/
Lo sai a che cosa serve una stazione?/ Lo sai che cosa è una guerra?/
E quante ce ne sono in terra?/ E a cosa può servire una chitarra?/
Lo sai che siamo tutti morti e non ce ne siamo neanche accorti,/
e continuiamo a dire e così sia. [...]”
(‘Io ti racconto’, C. Lolli)
'Il figliol prodigo', G. De Chirico

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