sabato 18 agosto 2018

RICORDANDO CLAUDIO LOLLI, FRA ARTE E MUSICA

“[...] Io ti racconto il sogno strano di inseguire con/ la mano un orizzonte sempre più lontano./ 
Io ti racconto la nevrosi di vivere con gli occhi chiusi,/ alla ricerca di una compagnia./ 
Ti dico la disperazione di chi non trova l'occasione/ per consumarsi un giorno da leone./ 
Di chi trascina la sua vita, in una mediocrità infinita/ con quattro soldi stretti tra le dita. [...] 
Ma tu che ascolti una canzone, lo sai che cos'e' una prigione?/ 
Lo sai a che cosa serve una stazione?/ Lo sai che cosa è una guerra?/ 
E quante ce ne sono in terra?/ E a cosa può servire una chitarra?/ 
Lo sai che siamo tutti morti e non ce ne siamo neanche accorti,/ 
e continuiamo a dire e così sia. [...]” 
(‘Io ti racconto’, C. Lolli)

'Il figliol prodigo', G. De Chirico

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