“[...] La parola io/ è uno strano grido/ che nasconde [...]
la paura di non essere nessuno/ è un bisogno esagerato/
e un po' morboso/ è l'immagine struggente del Narciso. [...]
Io che non sono nato/ per restare per sempre/
confuso nell'anonimato/ io mi faccio avanti/
non sopporto l'idea di sentirmi/ un numero fra tanti/
ogni giorno mi espando;/ io posso essere il centro del mondo./
Io sono sempre presente/ son disposto a qualsiasi bassezza/
per sentirmi importante/ devo fare presto/ esaltato da questa mania/
di affermarmi ad ogni costo/ mi inflaziono, mi svendo/
io voglio essere il centro del mondo./ Io non rispetto nessuno/
se mi serve posso anche far finta/ di essere buono/ devo dominare/
sono un essere senza ideali/ assetato di potere/
sono io che comando/ io devo essere il centro del mondo. [...]
La parola io/ questo dolce monosillabo innocente/
è fatale che diventi dilagante/ nella logica del mondo occidentale/
forse è l'ultimo peccato originale. Io. [...]”
(‘La parola io’, G. Gaber)
Fonte immagine: ‘L’attore’, P. Picasso

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