"[...] Che cos'è l'uomo? Un narratore di storie, creatore di miti e distruttore del mondo naturale, il cui pensiero è un coacervo di ragione, emozione e religione. Un fortunato evento casuale nell'evoluzione dei primati durante il tardo Pleistocene.
La mente della biosfera. Magnifico quanto a potere immaginativo e istinto di esplorazione e tuttavia bramoso di essere il padrone più che il gestore di un pianeta in declino.
Nato con la capacità di sopravvivere e continuare a evolversi, capace di rendere eterna anche la biosfera. E tuttavia arrogante, sconsiderato, letalmente predisposto a favorire sé stesso, la sua tribù e futuri a breve termine. Ossequioso verso esseri superiori immaginari e sprezzante nei confronti di forme di vita inferiori.
Per la prima volta nella storia [...] si è sviluppata la convinzione che stiamo giocando un finale di partita globale. La presa dell'umanità sul pianeta [...] diventa sempre più debole.
La popolazione umana è troppo numerosa per sopravvivere al sicuro e in condizioni di benessere. L'acqua potabile è sempre più scarsa e l'atmosfera e i mari sono sempre più inquinati a causa di ciò che è avvenuto sulla terraferma.
Il clima si sta modificando in modi non propizi alla vita, tranne che per i microbi, le meduse e i funghi. Per molte specie è già fatale.
Poiché i problemi creati dall'umanità sono globali e progressivi, e dato che la possibilità di un punto di non ritorno si avvicina velocemente, i problemi non possono essere risolti un poco alla volta. [...]
Nel frattempo ci agitiamo, mal guidati, non avendo in mente nient'altro che la crescita economica, il consumo senza restrizioni, la buona salute e la felicità personale.
L'impatto sul resto della biosfera è ovunque negativo, l'ambiente diventa instabile e meno gradevole e il nostro futuro a lungo termine meno certo. [...]"
Fonte: Prologo, "Metà della Terra - Salvare il futuro della vita", Edward O. Wilson, Codice Edizioni
La mente della biosfera. Magnifico quanto a potere immaginativo e istinto di esplorazione e tuttavia bramoso di essere il padrone più che il gestore di un pianeta in declino.
Nato con la capacità di sopravvivere e continuare a evolversi, capace di rendere eterna anche la biosfera. E tuttavia arrogante, sconsiderato, letalmente predisposto a favorire sé stesso, la sua tribù e futuri a breve termine. Ossequioso verso esseri superiori immaginari e sprezzante nei confronti di forme di vita inferiori.
Per la prima volta nella storia [...] si è sviluppata la convinzione che stiamo giocando un finale di partita globale. La presa dell'umanità sul pianeta [...] diventa sempre più debole.
La popolazione umana è troppo numerosa per sopravvivere al sicuro e in condizioni di benessere. L'acqua potabile è sempre più scarsa e l'atmosfera e i mari sono sempre più inquinati a causa di ciò che è avvenuto sulla terraferma.
Il clima si sta modificando in modi non propizi alla vita, tranne che per i microbi, le meduse e i funghi. Per molte specie è già fatale.
Poiché i problemi creati dall'umanità sono globali e progressivi, e dato che la possibilità di un punto di non ritorno si avvicina velocemente, i problemi non possono essere risolti un poco alla volta. [...]
Nel frattempo ci agitiamo, mal guidati, non avendo in mente nient'altro che la crescita economica, il consumo senza restrizioni, la buona salute e la felicità personale.
L'impatto sul resto della biosfera è ovunque negativo, l'ambiente diventa instabile e meno gradevole e il nostro futuro a lungo termine meno certo. [...]"
Fonte: Prologo, "Metà della Terra - Salvare il futuro della vita", Edward O. Wilson, Codice Edizioni
"Le dernier voyage du Téméraire", W.Turner

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