L'elencare le ragioni per le quali la musica può (e deve) avere una funzione sociale è un'attività che rischia di essere infinita; sono infatti moltissime le questioni che permettono di attribuire a certe canzoni e certi artisti una ragione di vita che abbia a che fare con il saper mobilitare le coscienze collettive. Una certa forma di libertà artistica dovrebbe coincide con il saper ispirare sentimenti di consapevolezza e riscatto, emozioni afferenti la libertà e la possibilità di lottare per (cercare/sperare di) migliorare i molti 'lati' storti di questo mondo.
Musica è anche partecipazione, condivisione di un momento nel quale un'artista riesce ad avere fra le mani un'intera schiera di fan per poter comunicare loro qualcosa.
Qualcosa che può essere grande, decisivo ed importante per prendere consapevolezza del loro stesso futuro. Fare musica può significare raccontare storie di tutti i giorni, immergendosi con pragmatica difficoltà fra pieghe e piaghe quotidiane.
Quanto può aiutare concretamente la funzione sociale attribuibile alla musica?
Cosa può riuscire a fare veramente una canzone per la vita di una persona o per provare a riscattare la condizione di una serie di esistenze altrimenti magari addormentate od anestetizzate?
Le domande riguardo questioni simili potrebbero essere pressoché infinite, in quanto troppe sono le sfumature e troppi gli angoli di vita che un Artista può spandere nell'aria cercando un contatto con il suo pubblico. Maiuscola non casuale, in quanto sembrano essere sempre meno coloro che credono veramente nella capacità che la musica ha di interpretare consapevolezza per veicolare cambiamento.
Cosa può portare un artista ad esercitare davvero questa arte, nel tentativo di prendere reale consapevolezza delle potenzialità della propria (altrettanto potenziale, qualora non attuata) vita ed attività? Quanti sono gli artisti che, grazie ad esperienze e vite quotidiane, hanno da sempre cercato di interpretare il proprio ruolo nel mondo votando la propria carriera all'insegna di positive rivoluzioni da instillare - agendo magari pezzo dopo pezzo ed ostacolo dopo ostacolo?
Essere socialmente impegnati può infatti equivalere ad essere - più spesso di quanto si possa pensare - esposti a molteplici critiche ed attività di denigrazione; i detrattori rischiano di essere sempre dietro l'angolo, in quanto la visione di un artista schierato ed impegnato può sicuramente destabilizzare quanti vedano nella musica strumento di esclusivo svago od evasione dalle difficoltà (nei casi migliori). Cosa poter dire o scrivere a proposito delle esistenze di tutti gli artisti che fanno (anche, non solo giustamente e doverosamente) musica impegnata?
Un esempio fra le moltissime vite definibili come appartenenti ad artisti socialmente esposti ed impegnati è quella vissuta da The Boss, altresì Bruce Springsteen.
Comprendere quanto l'impegno sociale sia stato da sempre o sia divenuto nel tempo fondamentale per un'artista è un'attività che si può svolgere prioritariamente osservando ed attingendo ad una iniziale fonte: l'esistenza dello stesso, per scriverla nel più breve modo possibile.
La scoperta delle vicende, delle esperienze e dei dolori che hanno costellato la vita di un artista è una delle maniere migliori per comprendere quanto (pre)potenti possano essere per lo stesso le ambizioni di creare qualcosa di importante anche dal proprio fare musica.
E' a questo punto che si consiglia la lettura del libro "Bruce", scritto da Peter Ames Carlin e pubblicato nell'anno 2012.
Dalle pagine di questa opera è possibile comprendere con mano quanto le vicende di ogni giorno possano come 'marcare a fuoco' l'esistenza di un artista, facendo comprendere allo stesso quanto possano essere importanti e fondamentali i propri passi nel tentativo di far prendere coscienza di certe problematiche e di certi drammi. Problemi su cui, altrimenti, potrebbe finire per regnare un'anestetizzazione ancora più devastante e mortificante per la società contemporanea.
Dalla lettura del libro è possibile intravedere i tormenti e le vicende di una persona che ha scelto, nel tempo, da che parte stare e con quale ruolo proporsi al grande pubblico di tutto il mondo.
E' un ritratto più o meno fedele di una persona che ha cercato, negli anni, di rimanere sulla tanto celebrata 'cresta' dell'onda non perdendo di vista la 'bussola' costituita dal proprio ruolo da interpretare nel mondo. Facendo il possibile per continuare a restare a dimensione umana, nonostante fosse e sia ancora oggi venerato come un'entità semi-divina da milioni di altri esseri umani in tutto il mondo. Springsteen è quell'artista che, in mezzo a centinaia di migliaia di persone durante un concerto, può chiamare sul palco un bambino per cantare o suonare qualcosa assieme a lui.
Springsteen è riuscito a diventare, nel tempo, una persona tanto composita quanto non comune da incontrare e non facile da inquadrare.
La presente opera cerca di fornire un quadro il più possibile completo dell'esistenza di Bruce Springsteen, attingendo al passato della sua esistenza ed alle principali vicende che ne hanno costellato la crescita prima, la maturità poi e l'invecchiamento attuale.
Un aspetto tanto positivo quanto non scontato nell'opera è il rapporto d'equilibrio che l'autore ha consegnato sia alla vita di Springsteen che alle esistenze di coloro che hanno negli anni costruito la E Street Band, punto di riferimento da sempre nella vita del Boss.
Quali siano state le tappe compiute, quanto siano stati complicati e pe(n)santi alcuni dei passi compiuti negli anni da questo uomo e da coloro che lo hanno accompagnato durante il suo viaggio.
Quali siano le ragioni di un'esposizione coraggiosa su alcuni temi, di un costante impegno musicale verso argomenti su cui i passaggi sono tutto fuorché obbligatori - specialmente in un mondo ove una certa forma di superficialità sembra essere diventata tanto scontata quanto desiderata.
Leggerne per saperne di più, specialmente per quanto riguarda quella funzione sociale tanto celebrata e sulla quale l'artista stesso pare avere idee e percezioni molto chiare:
"[...] Bruce [...] è [...] narcisista, e [...] arciconvinto che la musica, soprattutto la sua, abbia il potere di cambiare la vita delle persone. E considera la sua condizione un grande privilegio e, allo stesso tempo, un fardello quasi insopportabile. 'Stasera sono il custode dei sentimenti e dei ricordi di tutta la gente che ci aspetta là fuori' [...]"
Fonte: "Bruce", P.A.Carlin, Pgg. 479 e sgg.
Cercando un cantante per trovare poi un custode con cui potersi scoprire e, perché no, anche migliorare.
Musica è anche partecipazione, condivisione di un momento nel quale un'artista riesce ad avere fra le mani un'intera schiera di fan per poter comunicare loro qualcosa.
Qualcosa che può essere grande, decisivo ed importante per prendere consapevolezza del loro stesso futuro. Fare musica può significare raccontare storie di tutti i giorni, immergendosi con pragmatica difficoltà fra pieghe e piaghe quotidiane.
Quanto può aiutare concretamente la funzione sociale attribuibile alla musica?
Cosa può riuscire a fare veramente una canzone per la vita di una persona o per provare a riscattare la condizione di una serie di esistenze altrimenti magari addormentate od anestetizzate?
Le domande riguardo questioni simili potrebbero essere pressoché infinite, in quanto troppe sono le sfumature e troppi gli angoli di vita che un Artista può spandere nell'aria cercando un contatto con il suo pubblico. Maiuscola non casuale, in quanto sembrano essere sempre meno coloro che credono veramente nella capacità che la musica ha di interpretare consapevolezza per veicolare cambiamento.
Cosa può portare un artista ad esercitare davvero questa arte, nel tentativo di prendere reale consapevolezza delle potenzialità della propria (altrettanto potenziale, qualora non attuata) vita ed attività? Quanti sono gli artisti che, grazie ad esperienze e vite quotidiane, hanno da sempre cercato di interpretare il proprio ruolo nel mondo votando la propria carriera all'insegna di positive rivoluzioni da instillare - agendo magari pezzo dopo pezzo ed ostacolo dopo ostacolo?
Essere socialmente impegnati può infatti equivalere ad essere - più spesso di quanto si possa pensare - esposti a molteplici critiche ed attività di denigrazione; i detrattori rischiano di essere sempre dietro l'angolo, in quanto la visione di un artista schierato ed impegnato può sicuramente destabilizzare quanti vedano nella musica strumento di esclusivo svago od evasione dalle difficoltà (nei casi migliori). Cosa poter dire o scrivere a proposito delle esistenze di tutti gli artisti che fanno (anche, non solo giustamente e doverosamente) musica impegnata?
Un esempio fra le moltissime vite definibili come appartenenti ad artisti socialmente esposti ed impegnati è quella vissuta da The Boss, altresì Bruce Springsteen.
Comprendere quanto l'impegno sociale sia stato da sempre o sia divenuto nel tempo fondamentale per un'artista è un'attività che si può svolgere prioritariamente osservando ed attingendo ad una iniziale fonte: l'esistenza dello stesso, per scriverla nel più breve modo possibile.
La scoperta delle vicende, delle esperienze e dei dolori che hanno costellato la vita di un artista è una delle maniere migliori per comprendere quanto (pre)potenti possano essere per lo stesso le ambizioni di creare qualcosa di importante anche dal proprio fare musica.
E' a questo punto che si consiglia la lettura del libro "Bruce", scritto da Peter Ames Carlin e pubblicato nell'anno 2012.
Dalle pagine di questa opera è possibile comprendere con mano quanto le vicende di ogni giorno possano come 'marcare a fuoco' l'esistenza di un artista, facendo comprendere allo stesso quanto possano essere importanti e fondamentali i propri passi nel tentativo di far prendere coscienza di certe problematiche e di certi drammi. Problemi su cui, altrimenti, potrebbe finire per regnare un'anestetizzazione ancora più devastante e mortificante per la società contemporanea.
Dalla lettura del libro è possibile intravedere i tormenti e le vicende di una persona che ha scelto, nel tempo, da che parte stare e con quale ruolo proporsi al grande pubblico di tutto il mondo.
E' un ritratto più o meno fedele di una persona che ha cercato, negli anni, di rimanere sulla tanto celebrata 'cresta' dell'onda non perdendo di vista la 'bussola' costituita dal proprio ruolo da interpretare nel mondo. Facendo il possibile per continuare a restare a dimensione umana, nonostante fosse e sia ancora oggi venerato come un'entità semi-divina da milioni di altri esseri umani in tutto il mondo. Springsteen è quell'artista che, in mezzo a centinaia di migliaia di persone durante un concerto, può chiamare sul palco un bambino per cantare o suonare qualcosa assieme a lui.
Springsteen è riuscito a diventare, nel tempo, una persona tanto composita quanto non comune da incontrare e non facile da inquadrare.
La presente opera cerca di fornire un quadro il più possibile completo dell'esistenza di Bruce Springsteen, attingendo al passato della sua esistenza ed alle principali vicende che ne hanno costellato la crescita prima, la maturità poi e l'invecchiamento attuale.
Un aspetto tanto positivo quanto non scontato nell'opera è il rapporto d'equilibrio che l'autore ha consegnato sia alla vita di Springsteen che alle esistenze di coloro che hanno negli anni costruito la E Street Band, punto di riferimento da sempre nella vita del Boss.
Quali siano state le tappe compiute, quanto siano stati complicati e pe(n)santi alcuni dei passi compiuti negli anni da questo uomo e da coloro che lo hanno accompagnato durante il suo viaggio.
Quali siano le ragioni di un'esposizione coraggiosa su alcuni temi, di un costante impegno musicale verso argomenti su cui i passaggi sono tutto fuorché obbligatori - specialmente in un mondo ove una certa forma di superficialità sembra essere diventata tanto scontata quanto desiderata.
Leggerne per saperne di più, specialmente per quanto riguarda quella funzione sociale tanto celebrata e sulla quale l'artista stesso pare avere idee e percezioni molto chiare:
"[...] Bruce [...] è [...] narcisista, e [...] arciconvinto che la musica, soprattutto la sua, abbia il potere di cambiare la vita delle persone. E considera la sua condizione un grande privilegio e, allo stesso tempo, un fardello quasi insopportabile. 'Stasera sono il custode dei sentimenti e dei ricordi di tutta la gente che ci aspetta là fuori' [...]"
Fonte: "Bruce", P.A.Carlin, Pgg. 479 e sgg.
Cercando un cantante per trovare poi un custode con cui potersi scoprire e, perché no, anche migliorare.

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