domenica 7 gennaio 2018

"MACERIE PRIME", CERCANDO RIMEDI ALLE COSE FEROCI...PER CURARE LE ANIME

"[...] Ma pure prima era così? - Sì, è sempre stato così. Ma adesso ci siamo un po' abituati. [...]
Ed è bene, no? Che ci siamo abituati, dico. - Non è bene o male. E' normale. Sennò eravamo morti. [...] Basta che non ci scordiamo proprio tutto. Per questo studiamo. [...]"

Aprire una pagina di un libro e ritrovarci dentro una simil-panacea adattabile a qualsivoglia problema od ostacolo della vita, succedendo ad un dialogo breve come quello riportato in precedenza.
Quale lezione imparare dal tempo, dalle enormità e dalle difficoltà che (pur)troppo spesso la vita mette in circolo? Appare nitida una sola, tanto corta quanto semplice:

"[...] Riconoscere le cose feroci [...]"

Riconoscere le cose feroci per muoversi meglio nelle zone buie, riconoscere le zone feroci per capire come sopravvivere meglio nel mare che quotidianamente invade e pervade le vite di molt(issim)i.
Il sapere come districarsi presuppone la necessità di individuare i limiti che ogni esistenza può chiedere al tempo, alle quotidiane vicissitudini, alle vite altrui...perseguendo una forma di libertà che impedisca il danneggiare sia gli altri che gli stessi "esistenti".
Questi sono solo alcuni dei concetti di fondo che muovono l'opera "Macerie prime", scritta da ZeroCalcare ed edita - nella sua prima parte, stando a quanto richiamato alla fine dell'opera - da Bao publishing. Trovare in un'opera d'arte - in quanto definirla semplicemente fumetto può apparire come cosa alquanto ridicola - una ricerca di un fattore sconosciuto che possa rendere il passaggio del tempo meno opprimente non è affatto cosa da poco.
Su scene varie e variegate l'incedere temporale procede su vari piani e differenti livelli, mostrando in ognuno dei personaggi coinvolti quali siano gli effetti e le conseguenze pensate/prodotte dalle (mancate) scelte sia proprie che altrui.
Muoversi in un mare di complicati pensieri, vicende ed eventi può costituire fattore vincolante per la propria assenza/sopravvivenza nel mondo. Leggerne per confutarne, approvarne od individuarne le analogie/differenze con le proprie, di esistenze.
Tutto questo per fare in modo che ognuno possa, in fondo ma non troppo, trovare esiti favorevoli nel "tribunale della Santa Inquisizione degli affari interni alla [propria] coscienza [...]".
Vicenda tanto complessa quanto inesorabilmente difficoltosa da circoscrivere.



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