venerdì 30 aprile 2010

DEDICATO A DIO

Il pensiero dell'uomo sfida la divinità, ed ancora i gesti concreti con cui Dio si manifesta mandano da troppo tempo in crisi la religione e le idee che l'uomo ha su un "eventuale divino". Può esserci religione giusta o meno giusta, può esserci fede consapevole e meno consapevole. Nonostante tutto e tutte le smentite possibili, l'idea di infinito l'uomo se la porterà dietro per sempre. Dietro quella idea di infinità l'essere umano riempie la propria religione, illuminando il proprio mondo ed i propri, intimi, buchi neri. Di seguito ricopio qualche stralcio di pensiero profondissimo, proveniente da quel non-qualunque che fu l'immenso Albert Einstein. La sua idea di Dio e di religione sono fra le più belle e concrete che abbia mai potuto concepire nella mia vita. "La scienza senza la religione è zoppa; la religione senza la scienza è cieca." (forse gioco di parole da una frase di Kant) "Qualunque cosa ci sia di divino e buono nell'universo, deve farsi strada in noi ed esprimersi attraverso di noi. Non possiamo rimanere in disparte ed aspettare che lo faccia Dio." (autunno 1940) "Non ho trovato parola migliore di religione per definire la fiducia nella natura razionale della realtà, per quanto sia accessibile alla ragione. Ogni volta che questo sentimento è assente, la scienza degenera in un piatto empirismo." (gennaio 1951, Lettera a Maurice Solovine) "Sono un non credente profondamente religioso...In un certo senso è un nuovo genere di religione." (30 marzo 1954, Lettera a Hans Muehsam) "La mia religione consiste in una umile ammirazione dello spirito superiore ed infinito, il quale si rivela nei dettagli minuti che riusciamo a percepire con le nostre fragili e deboli menti. Ecco la mia idea di Dio, la convinzione profondamente emotiva della presenza di una razionalità che si rivela nell'universo incomprensibile." Se un divino esiste, è racchiuso per gran parte dietro o dentro parole pesanti e pensanti, immense come queste.

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