giovedì 8 aprile 2010

PILLOLA RU486: CIO' CHE MANCA E' UN CONSAPEVOLE SILENZIO

Su questa drammatica e fragilissima questione dell'aborto e della pillola abortiva se ne sentono, da molti giorni, veramente troppe. Ho sentito, letto e ascoltato infinite opinioni, infiniti pareri ed infinite possibilità di comportamento dinnanzi ad una scelta estrema come questa. Per molte di quelle che ho sentito l'uso della pillola Ru486 coincideva con "liberazione da un peso". E' proprio una questione come questa che mi ha fatto pensare, forse anche troppo. Dalle bocche di molti uomini sono uscite frasi assurde, sdoganando quel buon senso e quel senso di responsabilità che avrebbero dovuto prevedere la comprensione e la fattibilità di una scelta così importante alle donne. Il dovere di portare una vita dentro di sè è, purtroppo o per fortuna, solamente loro. In un percorso difficile ed impegnativo come questo l'uomo ed il mondo dovrebbero accostarsi a loro e proseguirle vicino, di pari passo. In un'Italia come questa, purtroppo, siamo costretti a vedere una Chiesa difendere la vita e poi insabbiare gli scandali di clericali pedofili che fanno morire dentro vite da poco iniziate. Questa è una cosa strana alla quale pare davvero molto difficile opporsi. Nonostante tutto, lasciate che un insieme di fatti come questi faccia un pò strano. Lo stivale ha una fortissima fibra cattolica da dover difendere, è indubbio ed assolutamente vero. Nonostante la cattolicissima vena che ci attraversa, però, l'opinione pubblica e religiosa in merito dovrebbe avere la consapevolezza di rinnovarsi, di attualizzare opinioni e pensieri su questioni sempre più spinose. Il senatore Pd Ignazio Marino è sulla questione ponderato ed impegnato, da variegati punti di vista. Al contempo è medico chirurgo e credente. Nonostante tutto questo difese la libertà per Eluana Englaro e tutt'ora sta portando avanti la battaglia per la pillola RU486 e per la legge 194. La sua opinione in merito è l'emblema della consapevolezza umana super-partes: "Abortire per una donna è sempre una sconfitta ma la scelta su quale metodo usare nasce solo dal dialogo intimo fra la donna ed il medico; non può essere un Presidente di Regione, un ministro od una commissione parlamentare ad imporla." Personalmente, condividendo appieno la sua analisi, mi permetto di aggiungere che tutto questo marasma sta calpestando ed offendendo la dignità e la consapevolezza di scelta delle donne. Per questioni pericolose come queste è l'uomo a voler, come sempre, straparlare. Governatori di Regione giocano su percentuali vincenti per promulgare pessimi "editti", personalità influenti fanno fatica a correggere la loro pessima capacità di tiro. Tutto questo clamore fa del male alle donne, in primis. Sempre a loro tocca subire e sorbire le nostre difficoltà di comprensione ed analisi del mondo e dei valori che lo caratterizzano. Percepire l'aria di questi giorni è uno schiaffo in faccia al valore ed all'essenza della donna in primo luogo. E' un'assoluta mancanza di rispetto e di coscienza questo continuo straparlare senza sapere nè dolore nè sentimenti. Da episodi come questi il maschio dimostra di non avere dentro, purtroppo, niente. Giusto ieri, dal Policlinico di Bari, una giovane donna ha deciso di parlare per lasciare una testimonianza che DEVE far riflettere a fondo. La sua scelta di abortire è stata, paradossalmente, obbligatoria. Leggere le sue parole aiuta a capire: "Scusate, ma tutta questa pressione che va avanti da giorni [...] Non abortisco perchè sono disoccupata o non mi sento pronta per un figlio, abortisco perchè rischio la lacerazione dell'utero." "Stamattina mi sentivo svuotata, incapace di formulare un solo pensiero. Ma adesso sento che è giusto spiegare cosa c'è dietro a questa decisione perchè non posso accettare che si descriva il ricorso alla pillola come una scorciatoia. [...] Non avrei mai immaginato di trovare fotografi e telecamere puntati su un fatto così privato, personale, doloroso." Sara e Carlo sono giovani, sposati ed innamorati. Hanno già due figli ed hanno dovuto rinunciare al terzo poichè Sara avrebbe avuto complicanze terribili in caso di gravidanza. Per una forma di consapevole rispetto sorvolerò sui dettagli. Tutto questo clamore fa perdere, purtroppo, di vista il reale linguaggio con cui trattare certe scottanti tematiche. Si combatte per la vita ad ogni costo, dando man forte alle dichiarazioni ed allo spirito cattolico di una Chiesa mai così tanto presente nell'anima di ogni donna prossima all'abortire. Si combatte per tutto, ad eccezione della necessaria scelta da affidare in mano alla donna. Straparlare come sempre non aiuta. Ci si attorciglia attorno alla Croce Cattolica da difendere ad ogni costo, quando poi nel mondo si vanno diffondendo a macchia d'olio episodi di pedofilia a 360 gradi. Giusto ieri un vescovo norvegese si è dimesso per episodi passati di abuso su minore. Giusto in questi giorni, di pari e triste passo, si sollevano oltre cento casi in Messico e miriadi di altri scandali simili in Africa. Da certo ignorante, credo che la pedofilia sia una forma di aborto dell'anima. Credo anche che far morire dentro una giovane vita sia un attentato di una gravità assoluta ed irrevocabile. La verità, molto probabilmente, non si saprà mai. Sono convinto che l'anima di un Dio onnipotente ed onnipresente di fronte al calderone di notizie come queste sussulti e soffra terribilmente. Laddove manchino coerenza, consapevolezza e verità il mondo perde di vista le sue tinte umane. L'universo perde umanità speculando e straparlando su aborto e pillola RU486, reggendo il lume ad una Chiesa non pura e non pesando equamente fatti orrendi come quelli sopra citati. Al 2010 difendere l'anima cattolica di un Paese insabbiando orgoglio e stupenda bellezza della Donna è profondamente inaccettabile. Ancora di più se in gioco ci sono i destini di giovani vite. Nonostante tutto, qualcosa può ancora migliorare. O almeno credo.

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