Non si capiscono le ragioni di quell'ossessiva ricerca del bisogno di lasciarsi andare che fa capo all'uso e abuso dell'alcol, soprattutto fra giovani e giovanissimi.
L'età di inizio delle bevute è sempre più precoce e sempre più sconsiderata. I dati che emergono dall'Istituto Superiore di Sanità non sono per nulla confortanti; in Italia i bambini si avvicinano all'alcol prima che in tutto il resto d'Europa, diventando consumatori già attorno all'età di 11-12 anni.
L'alcol è tristemente la prima causa di morte tra ragazzi perchè all'origine di moltissimi incidenti stradali.
Si beve e poi con mancanza di responsabilità e consapevolezza si va alla guida di macchine che per l'occasione diventano armi di distruzione incontrollata.
I servizi di alcologia ed il Sert hanno, in questo malcapitato paese, un numero indicativo fra 1600 e 1800 pazienti sotto i 19 anni in cura abituale. Si inizia, in maniera sconsiderata, sempre più precocemente.
Si inizia senza, la maggior parte delle volte, sapere neppure i perchè ed i per come.
L'ebbrezza fa presa soprattutto sui più più giovani e sugli anziani.
I consumatori potenzialmente "a rischio" sono circa 9 milioni, di cui 3 milioni circa hanno superato i 65 anni. Come solito, di un'emergenza come questa in un paese come il nostro si parla poco.
Ai posteri l'ardua sentenza, se saranno abbastanza sobri per poterla pronunciare.

Nessun commento:
Posta un commento