Nelle liturgie e nei formalismi pasquali, in mezzo a miliardi di consumistici bisogni, si perde di vista quello che "dovrebbe" essere il fine fondamentale di questa ricorrenza.
Se un Dio esiste mi chiedo cosa possa pensare nel vederci così distanti da certi modelli e da certi paragoni che proprio la religione "dovrebbe" insegnarci.
I condizionali sono d'obbligo, in tempi come questi.
L'insieme di valori che rievocano la fuga dal dolore dell'umanità grazie al sacrificio di Gesù è un argomento su cui moltissimi fanno leva. Peccato che, dinnanzi a prediche sterminate e quasi minacciose, sentire parlare e vedere questa chiesa all'opera fa davvero rimanere di sasso.
Se un divino c'è, in questa ricorrenza pasquale, mi piace pensarlo e rievocarlo dagli scritti dell'immenso Albert Einstein. Convinto dubitatore della trasparenza e del divino motore del mondo, amava cercare Dio nelle immagini e nei paesaggi che il mondo quotidianamente ci regala.
Convinto sostenitore dell'armonia del mondo e di leggi che lo descrivono semplici e quasi "musicali", aveva un rapporto tutto suo con la religione.
Nell'augurare Buona Pasqua a tutti gli interessati, riporto di seguito un suo frammento di consapevolezza ed eternità:
"[...]Io non sono ateo e non penso di potermi definire panteista. Noi siamo nella situazione di un bambino che è entrato in una immensa biblioteca piena di libri scritti in molte lingue. Il bambino sa che qualcuno deve aver scritto quei libri, ma non sa come e non conosce le lingue in cui sono stati scritti. Sospetta però che vi sia un misterioso ordine nella disposizione dei volumi, ma non sa quale sia. Questa mi sembra la situazione dell'essere umano, anche il più intelligente, di fronte a Dio. La convinzione profondamente appassionante della presenza di un superiore potere razionale, che si rivela nell'incomprensibile universo, fonda la mia idea su Dio.[...]"
(citato in Isaacson, Einstein: His Life and Universe)
Ancora Buona Pasqua a tutti.
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domenica 4 aprile 2010
ALBERT EINSTEIN, RELIGIONE E FEDE: UN PENSIERO VICINO ALLA REALTA'
Nelle liturgie e nei formalismi pasquali, in mezzo a miliardi di consumistici bisogni, si perde di vista quello che "dovrebbe" essere il fine fondamentale di questa ricorrenza.
Se un Dio esiste mi chiedo cosa possa pensare nel vederci così distanti da certi modelli e da certi paragoni che proprio la religione "dovrebbe" insegnarci.
I condizionali sono d'obbligo, in tempi come questi.
L'insieme di valori che rievocano la fuga dal dolore dell'umanità grazie al sacrificio di Gesù è un argomento su cui moltissimi fanno leva. Peccato che, dinnanzi a prediche sterminate e quasi minacciose, sentire parlare e vedere questa chiesa all'opera fa davvero rimanere di sasso.
Se un divino c'è, in questa ricorrenza pasquale, mi piace pensarlo e rievocarlo dagli scritti dell'immenso Albert Einstein. Convinto dubitatore della trasparenza e del divino motore del mondo, amava cercare Dio nelle immagini e nei paesaggi che il mondo quotidianamente ci regala.
Convinto sostenitore dell'armonia del mondo e di leggi che lo descrivono semplici e quasi "musicali", aveva un rapporto tutto suo con la religione.
Nell'augurare Buona Pasqua a tutti gli interessati, riporto di seguito un suo frammento di consapevolezza ed eternità:
"[...]Io non sono ateo e non penso di potermi definire panteista. Noi siamo nella situazione di un bambino che è entrato in una immensa biblioteca piena di libri scritti in molte lingue. Il bambino sa che qualcuno deve aver scritto quei libri, ma non sa come e non conosce le lingue in cui sono stati scritti. Sospetta però che vi sia un misterioso ordine nella disposizione dei volumi, ma non sa quale sia. Questa mi sembra la situazione dell'essere umano, anche il più intelligente, di fronte a Dio. La convinzione profondamente appassionante della presenza di un superiore potere razionale, che si rivela nell'incomprensibile universo, fonda la mia idea su Dio.[...]"
(citato in Isaacson, Einstein: His Life and Universe)
Ancora Buona Pasqua a tutti.
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