In tempo di crisi devono essere messe in accesa discussione anche la moralità e la dignità degli uomini.
Se siamo giunti fino a questo punto la colpa non è solo dei sistemi che noi abbiamo costruito nel corso della nostra storia.
Sia che si parli di capitalismo, sia che si parli di conformismo od antimoralismo, sia che si parli di qualunque altra cosa: il minimo comune denominatore di tutto ciò è, sempre e comunque, l'essere umano.
Il malessere del mondo moderno è attribuibile, senza alcun dubbio, alla degenerazione che noi stessi gli abbiamo imposto.
Siamo riusciti, nel male più che nel bene, a variare le condizioni al contorno del sistema mondiale, a far cambiare principi e valori destinatari di un bene pubblico. Nonostante tutto una parte del mondo sta sempre meglio, mentre un'altra parte infinitamente più grande sta sempre peggio.
C'è dovunque una grande, gravida ed inevitabile crisi.
Come può reagire l'uomo per creare e costruire qualcosa di differente e diverso?
Spesso l'uomo si interroga sul suo stesso futuro, senza quasi mai accorgersi che fino ad oggi tutto il suo passato e larghissima parte del suo presente sono stati figli della sua stessa natura.
L'essere umano ha caratteristiche importantissime che non può sottovalutare.
C'è un libro interessante che parla delle speranze di cambiamento che l'uomo deve accendere dentro di sè per poter cambiare, davvero, le cose.
Si intitola "Sopravvivere alla crisi" ed è scritto da Jacques Attali. Secondo l'opinione dello stesso la battaglia di rinnovamento e cambiamento dell'essere umano si articola attraverso importanti fasi di presa di piena consapevolezza. I punti cardine da inseguire sono essenzialmente sette:
1) Rispetto di sè: l'uomo deve voler vivere e non solamente sopravvivere. Prendere coscienza di sè, cercando di capire quanto la sua stessa vita sia importante per l'universo intero. Si deve vivere la propria ragione di vita;
2) Intensità: vivere significa, oggi più che mai, proiettarsi sul lungo termine. E' necessario reinventarsi infinitamente ed incessantemente, sapendo scegliere e capire davvero l'importanza del tempo e della calma nell'affrontare le nostre questioni;
3) Empatia: avvicinarci al punto di vista degli altri, assimilare dalle situazioni che avvolgono altri uomini sensazioni fondamentali quali dolori e passioni, gioie e traumi. Lo scopo è la costruzione di rapporti ed "alleanze" perenni e durature. Essere capaci di ammettere che anche un "nemico" può avere ragione;
4) Resilienza: attitudine alla sofferenza, al combattimento ed alla resistenza. Ci si deve preparare intensamente, mentalmente, moralmente, fisicamente e non mollare, mai;
5) Creatività: predisposta ad essere "molla" di novità e diversità, è opportuno metterci sotto sforzo per caldeggiare cambiamenti od innescare positive visioni di un mondo migliore e diverso. Si deve, se possibile, pensare positivo e abituarsi a non rassegnarsi. Tutto questo è un perenne allenamento;
6) Ubiquità: per capire il mondo è necessario elevarsi ogni tanto al di sopra di esso. Volare alto per capire e concepire i diritti di vincitori e vinti senza però mai perdere il rispetto di sè stessi. Si deve essere versatili, imponenti e multiformi. In una parola sola, adattabili;
7) Pensiero rivoluzionario: pensare in grande partendo dal nostro piccolo, come sosteneva l'inarrivabile Mahatma Gandhi: "Siate voi stessi il cambiamento che volete vedere nel mondo."
Grazie a valvole positive come queste, qualcosa può forse cambiare davvero

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