Vederlo entrare in campo e sentirlo parlare ormai pare una comica, un qualcosa di straniante ed alienante. Non si sa se lo faccia apposta, non si sa se qualcuno riesca ancora a credere al suo fumo.
Non si sa nulla sul suo conto, ormai è una creatura leggendaria.
E' leggendario al punto tale che ogni sua frase è esiliata dai più normali canoni di coerenza, legittimità, impegno. E' concreto come un buco nell'acqua, è pragmatico come un castello di sabbia asciutta.
Deve raccontare con fronzoli e pinzillacchere barzellette sempre nuove ad ogni elezione, trasformando l'Italia in una fiera di banalità e superficialità.
Inibendo la gente nel rincorrere qualche perchè sul suo conto si sente autorizzato a non fornire mai spiegazioni, giustificazioni od opinioni.
Perde di vista la dignità, sa allestire carrozzoni fatti di assurde promesse politiche e di programmi elettorali incentrati solo sulla sua figura. E' diventato, d'improvviso, fatto tutto d'amore.
Fatto d'amore mentre un pò più a sinistra c'è solo odio.
Attacca tutto e tutti, vede dovunque rosso o quantomeno rossastro.
Indagato di qua, inquisito di là ed intercettato dovunque.
Ciò che più conta è salvarsi da ogni processo, uscire profondamente pulito con miliardi di possibili prescrizioni. La sinistra non fa niente, è oggettivo.
Se il suo metro di giudizio è quello di inseguire leggi per assicurarsi la libertà, è doverosissimo che il centrosinistra rimanga fermo.
Si concentra su promesse sempre più pindariche, pronunciando ogni attimo delle fanfaronate pazzesche.
L'ultima per triste importanza è quella di voler sconfiggere il cancro nei prossimi tre anni.
A mio modestissimo punto di vista, si tratta di un'offesa inappellabile al sistema italiano.
Si tratta di un'offesa ignorante ad una ricerca che viene finanziata, a FATTI, con un miserrimo 0,5% del PIL. Si tratta di un atteggiamento populista, demagogico e profondamente indegno al tempo stesso.
E' un'offesa a tutti quei ricercatori che, da secoli ormai, si adoperano per cercare faticosamente un rimedio ad uno dei mali di questo secolo.
Di punto in bianco, dopo una campagna elettorale per delle regionali, arriva lui a cavalcare come un dissennato un tema troppo scottante per poter essere populisticamente utilizzato.
Nel marasma di cifre e sondaggi, ciò che conta è solo LUI.
Contano le sue promesse, conta il miraggio a forma di nano che fa rima al nome di Silvio Berlusconi. Contano i suoi occhi oscuri, contano le sue promesse mancate e contano i suoi indici di dittatura morbida, malleabile.
L'uniformazione delle menti si plasma attraverso mancate intercettazioni, attraverso accuse a tutto grado nei confronti di una sinistra che non collabora perchè non lo agevola nei suoi loschi ed inenarrabili piani.
Gira e rolla il mondo per vendere il suo fumo, facendo promesse da sciamano e vantando consensi da primatista assoluto.
Primatista assoluto di panzane, primatista assoluto di egocentrismo.
Qualora dovesse riuscire a risolvere il dramma del cancro, farebbe gli interessi di milioni di persone che ogni anno muoiono nel mondo.
Ad oggi, questa uscita risuona solamente come immane ed immonda mancanza di tatto e rispetto. Nel marasma elettorale di questi ultimi giorni è andato dovunque, in ogni luogo ed in ogni lago.
Da questa campagna elettorale è riuscito anche a tirare fuori cilindri da conigli.
Pazzesco, sconvolgente.
Fino a dove potrà spingersi l'egoarca?
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domenica 21 marzo 2010
UNA STORIA COME POCHE: BERLUSCONI, UN CONIGLIO ED UN CILINDRO...
Vederlo entrare in campo e sentirlo parlare ormai pare una comica, un qualcosa di straniante ed alienante. Non si sa se lo faccia apposta, non si sa se qualcuno riesca ancora a credere al suo fumo.
Non si sa nulla sul suo conto, ormai è una creatura leggendaria.
E' leggendario al punto tale che ogni sua frase è esiliata dai più normali canoni di coerenza, legittimità, impegno. E' concreto come un buco nell'acqua, è pragmatico come un castello di sabbia asciutta.
Deve raccontare con fronzoli e pinzillacchere barzellette sempre nuove ad ogni elezione, trasformando l'Italia in una fiera di banalità e superficialità.
Inibendo la gente nel rincorrere qualche perchè sul suo conto si sente autorizzato a non fornire mai spiegazioni, giustificazioni od opinioni.
Perde di vista la dignità, sa allestire carrozzoni fatti di assurde promesse politiche e di programmi elettorali incentrati solo sulla sua figura. E' diventato, d'improvviso, fatto tutto d'amore.
Fatto d'amore mentre un pò più a sinistra c'è solo odio.
Attacca tutto e tutti, vede dovunque rosso o quantomeno rossastro.
Indagato di qua, inquisito di là ed intercettato dovunque.
Ciò che più conta è salvarsi da ogni processo, uscire profondamente pulito con miliardi di possibili prescrizioni. La sinistra non fa niente, è oggettivo.
Se il suo metro di giudizio è quello di inseguire leggi per assicurarsi la libertà, è doverosissimo che il centrosinistra rimanga fermo.
Si concentra su promesse sempre più pindariche, pronunciando ogni attimo delle fanfaronate pazzesche.
L'ultima per triste importanza è quella di voler sconfiggere il cancro nei prossimi tre anni.
A mio modestissimo punto di vista, si tratta di un'offesa inappellabile al sistema italiano.
Si tratta di un'offesa ignorante ad una ricerca che viene finanziata, a FATTI, con un miserrimo 0,5% del PIL. Si tratta di un atteggiamento populista, demagogico e profondamente indegno al tempo stesso.
E' un'offesa a tutti quei ricercatori che, da secoli ormai, si adoperano per cercare faticosamente un rimedio ad uno dei mali di questo secolo.
Di punto in bianco, dopo una campagna elettorale per delle regionali, arriva lui a cavalcare come un dissennato un tema troppo scottante per poter essere populisticamente utilizzato.
Nel marasma di cifre e sondaggi, ciò che conta è solo LUI.
Contano le sue promesse, conta il miraggio a forma di nano che fa rima al nome di Silvio Berlusconi. Contano i suoi occhi oscuri, contano le sue promesse mancate e contano i suoi indici di dittatura morbida, malleabile.
L'uniformazione delle menti si plasma attraverso mancate intercettazioni, attraverso accuse a tutto grado nei confronti di una sinistra che non collabora perchè non lo agevola nei suoi loschi ed inenarrabili piani.
Gira e rolla il mondo per vendere il suo fumo, facendo promesse da sciamano e vantando consensi da primatista assoluto.
Primatista assoluto di panzane, primatista assoluto di egocentrismo.
Qualora dovesse riuscire a risolvere il dramma del cancro, farebbe gli interessi di milioni di persone che ogni anno muoiono nel mondo.
Ad oggi, questa uscita risuona solamente come immane ed immonda mancanza di tatto e rispetto. Nel marasma elettorale di questi ultimi giorni è andato dovunque, in ogni luogo ed in ogni lago.
Da questa campagna elettorale è riuscito anche a tirare fuori cilindri da conigli.
Pazzesco, sconvolgente.
Fino a dove potrà spingersi l'egoarca?
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