Le stragi silenziose delle quali mai si parla sono, purtroppo, moltissime.
Prima l'acqua che manca alla stragrande maggioranza degli abitanti del pianeta Terra, poi le specie animali che diventano giorno dopo giorno sempre più pericolosamente in estinzione. L'essere umano per cose come queste non si allarma quasi mai, salvo che in settimane di ricordo od eventi particolari.
Specie animali vengono sequestrate dai loro habitat naturali e torturate per scopi "scientifici", rendendo di fatto l'uomo ladro ed uccisore della mai troppo valide leggi di sopravvivenza e natura.
Ciò che conta è urbanizzare senza criterio, possedere sonanti danari ed avere sempre maggior potere su tutto il globo terracqueo.
Dinnanzi ai silenzi che l'informazione mondiale ha nei confronti di tematiche come queste sconfortarsi e deprimersi è veramente il minimo. Non si parla più degli impegni presi piuttosto di recente ad un vertice sul clima di rilevanza mondiale, nè si scrive più di alcun malessere che attanaglia questo pianeta.
L'allarmismo è cessato, l'elettroencefalogramma delle emergenze pare mai più piatto di adesso.
Possiamo ripararci dietro il nostro stesso dito, per non voler vedere l'orrore che pervade la Terra.
Oggi più che mai.
Andando avanti di questo passo un giorno verrà a mancarci pure l'ossigeno per respirare. Uccidendo il verde ammazziamo lentamente anche noi stessi, senza rendercene pienamente conto.
Abbiamo gettato, quasi irreversibilmente, il pianeta in un salto nel vuoto senza precedenti.
Abbiamo di fatto costretto l'umanità e le specie animali e vegetali a brancolare perennemente nel buio.
Perderci fra le nullità quotidiane un giorno non lontano potrebbe non avere neppure più senso, se non penseremo a salvaguardare il nostro pianeta prima dell'inevitabile tracollo.
Nel mondo l'essere umano sa spargere, oggi più che mai, un grido di morte che solo lui pare non poter udire. La Terra sbotta, respira a fatica e diventa sempre più calva, livida, scabrosa.
Le allarmi sono infinite, così come infinite sono state tutte le possibilità che abbiamo gettato al vento per rimediare ai nostri troppi sbagli.
Nei confronti dell'allarme deforestazione l'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, nds) è severissma. Il comportamento dell'essere umano nei confronti delle aree verdi è penoso, profondamente deficitario.
Secondo un rapporto risalente a fine 2009, negli ultimi venti anni 250 milioni di ettari di foreste tropicali sono andati distrutti. Sarebbe un pò come se, nel giro di un ventennio, un'area pari ad otto penisole italiche fosse stata disboscata.
Si tratta di un dato veramente impressionante. Il contesto entro cui si consuma la deforestazione, però, ci indica che è il Sud del mondo a patirla particolarmente.
La scomparsa di alberi, infatti, interessa quasi 13 milioni di ettari l'anno e per l'85% è concentrata nei Paesi tropicali. Ancora una volta è chi a meno o nulla a pagare di più o tutto il conto.
L'allarme è imponente, la misura con la quale affrontarla pare non bastare mai.
Le foreste pluviali che stanno non troppo lentamente scomparendo sono il vero grande polmone del pianeta.
Sono capaci di immagazzinare fino a 200 tonnellate a ettaro di CO2/l'anno, restituendoci quell'ossigeno che ci serve per vivere anche qui, nelle zone industrializzate e mal pensanti.
Andando avanti così finiremo con il rovinarci con le nostre stesse mani. Piangersi addosso serve a poco o nulla; non serve neppure indire benedetti vertici sul clima per parlare di emergenze che nei fatti non sono mai abbastanza all'ordine del giorno.
Nonostante tutto, basterebbe poco. Salvando un misero ettaro di foresta, infatti, l'uomo potrebbe tagliare l'emissione di 900 tonnellate di anidride carbonica all'anno.
Se a ciò aggiungiamo che la deforestazione è profondamente legata non solo all'industrializzazione ma anche all'economia criminale il bilancio si mostra ancora più nero.
Fonte: http://www.verdi.it/terra-animali-a-natura/27721-deforestazione-e-traffico-illegale-di-legname-e-allarme-planetario.html
Blog trasferito al seguente indirizzo, reperibile più direttamente anche nella colonna di destra: http://spicchidigiornata.blogspot.com
giovedì 18 marzo 2010
POLMONE VERDE MORENTE: ECCO COME STIAMO UCCIDENDO LA TERRA
Le stragi silenziose delle quali mai si parla sono, purtroppo, moltissime.
Prima l'acqua che manca alla stragrande maggioranza degli abitanti del pianeta Terra, poi le specie animali che diventano giorno dopo giorno sempre più pericolosamente in estinzione. L'essere umano per cose come queste non si allarma quasi mai, salvo che in settimane di ricordo od eventi particolari.
Specie animali vengono sequestrate dai loro habitat naturali e torturate per scopi "scientifici", rendendo di fatto l'uomo ladro ed uccisore della mai troppo valide leggi di sopravvivenza e natura.
Ciò che conta è urbanizzare senza criterio, possedere sonanti danari ed avere sempre maggior potere su tutto il globo terracqueo.
Dinnanzi ai silenzi che l'informazione mondiale ha nei confronti di tematiche come queste sconfortarsi e deprimersi è veramente il minimo. Non si parla più degli impegni presi piuttosto di recente ad un vertice sul clima di rilevanza mondiale, nè si scrive più di alcun malessere che attanaglia questo pianeta.
L'allarmismo è cessato, l'elettroencefalogramma delle emergenze pare mai più piatto di adesso.
Possiamo ripararci dietro il nostro stesso dito, per non voler vedere l'orrore che pervade la Terra.
Oggi più che mai.
Andando avanti di questo passo un giorno verrà a mancarci pure l'ossigeno per respirare. Uccidendo il verde ammazziamo lentamente anche noi stessi, senza rendercene pienamente conto.
Abbiamo gettato, quasi irreversibilmente, il pianeta in un salto nel vuoto senza precedenti.
Abbiamo di fatto costretto l'umanità e le specie animali e vegetali a brancolare perennemente nel buio.
Perderci fra le nullità quotidiane un giorno non lontano potrebbe non avere neppure più senso, se non penseremo a salvaguardare il nostro pianeta prima dell'inevitabile tracollo.
Nel mondo l'essere umano sa spargere, oggi più che mai, un grido di morte che solo lui pare non poter udire. La Terra sbotta, respira a fatica e diventa sempre più calva, livida, scabrosa.
Le allarmi sono infinite, così come infinite sono state tutte le possibilità che abbiamo gettato al vento per rimediare ai nostri troppi sbagli.
Nei confronti dell'allarme deforestazione l'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, nds) è severissma. Il comportamento dell'essere umano nei confronti delle aree verdi è penoso, profondamente deficitario.
Secondo un rapporto risalente a fine 2009, negli ultimi venti anni 250 milioni di ettari di foreste tropicali sono andati distrutti. Sarebbe un pò come se, nel giro di un ventennio, un'area pari ad otto penisole italiche fosse stata disboscata.
Si tratta di un dato veramente impressionante. Il contesto entro cui si consuma la deforestazione, però, ci indica che è il Sud del mondo a patirla particolarmente.
La scomparsa di alberi, infatti, interessa quasi 13 milioni di ettari l'anno e per l'85% è concentrata nei Paesi tropicali. Ancora una volta è chi a meno o nulla a pagare di più o tutto il conto.
L'allarme è imponente, la misura con la quale affrontarla pare non bastare mai.
Le foreste pluviali che stanno non troppo lentamente scomparendo sono il vero grande polmone del pianeta.
Sono capaci di immagazzinare fino a 200 tonnellate a ettaro di CO2/l'anno, restituendoci quell'ossigeno che ci serve per vivere anche qui, nelle zone industrializzate e mal pensanti.
Andando avanti così finiremo con il rovinarci con le nostre stesse mani. Piangersi addosso serve a poco o nulla; non serve neppure indire benedetti vertici sul clima per parlare di emergenze che nei fatti non sono mai abbastanza all'ordine del giorno.
Nonostante tutto, basterebbe poco. Salvando un misero ettaro di foresta, infatti, l'uomo potrebbe tagliare l'emissione di 900 tonnellate di anidride carbonica all'anno.
Se a ciò aggiungiamo che la deforestazione è profondamente legata non solo all'industrializzazione ma anche all'economia criminale il bilancio si mostra ancora più nero.
Fonte: http://www.verdi.it/terra-animali-a-natura/27721-deforestazione-e-traffico-illegale-di-legname-e-allarme-planetario.html
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