La cultura è il solo vizio necessario all'essere umano per differenziarsi dall'essere un becero e casuale accidente nell'Universo. Fare cultura, in uno Stato normale, non dovrebbe essere un lusso ma una ferma necessità.
I pilastri essenziali su cui costruire e fare cultura si delineano su binari precisi, forti e ben definiti. Ciò che è certo è che un paese degno di una Cultura maiuscola ha bisogno di fondi altrettanto ingenti sui quali costruire progetti a medio-lungo termine.
Ciò che è altrettanto più sicuro è che, ovviamente, in Italia le cose vanno completamente al contrario rispetto a come potrebbero andare. Le compagnie teatrali e gli uomini di cultura nella nostra terra sono costretti a navigare a vista. Al Fus, Fondo Unico per lo Spettacolo, sono state riservate per l'ennesimo anno le ennesime briciole.
Altrove si investe in cultura, qui ci fermiamo ad un misero 0,30% del Pil nazionale.
Grazie a politiche come queste il Futuro di un paese affoga: ricercatori che ridimensionano i propri progetti, associazioni ed enti culturali che rivedono programmi ed organici.
Si è quasi arrivati alla canna del gas, soprattutto dal punto di vista dei finanziamenti. Le previsioni per quest'anno parlano di soli 410 milioni di Euro per muovere le proposte culturali dell'intero stivale italico.
L'impegno preso in prima istanza dal Ministro Sandro Bondi è stato quello di incrementare ulteriormente il fondo cultura con altri 50 milioni di Euro da strappare alla Presidenza del Consiglio.
Visti i tempi, pare una missione assolutamente impossibile. In tal caso si arriverebbe al magro assegno di 460 milioni di Euro.
Pensare che spostare da un luogo all'altro un evento internazionale è costato "solo" 500 milioni di Euro, fa un certo effetto. Ciò che sembra certo è che, a conti fatti, in questo Stato la cultura sembra inutile.
Si guarda ai trionfi di banalità televisiva ed a nient'altro. Si guarda ai reality, ai bottini di dementi e pezzenti che infestano i teleschermi con risse ed offese all'ordine del giorno.
Sotto quest'ottica si potrebbero fare moltissimi progetti di cultura anche a costo zero.
Condizionale d'obbligo, dato che forse fa comodo limitare e limare il fondo di consapevolezza di ogni essere umano.
Se per un qualche errore si fossero mantenuti i livelli di Fus del 198, a quest'ora i finanziamenti virtuali potrebbero ammontare ad oltre 1,2 miliardi di Euro. Una cifra imponente e dirompente rispetto alla minimalità riservata nel 2010.
D'altronde, le verità sulla cultura sono brevi ed essenziali al tempo stesso:
"Ciò che è la cultura per un blocco di marmo, è l'educazione per un'anima umana." (Joseph Addison)
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mercoledì 17 marzo 2010
CULTURA, CASUALITA' E FINANZIAMENTI NECESSARI: QUANDO IL FUTURO NON E' CONSIDERATO
La cultura è il solo vizio necessario all'essere umano per differenziarsi dall'essere un becero e casuale accidente nell'Universo. Fare cultura, in uno Stato normale, non dovrebbe essere un lusso ma una ferma necessità.
I pilastri essenziali su cui costruire e fare cultura si delineano su binari precisi, forti e ben definiti. Ciò che è certo è che un paese degno di una Cultura maiuscola ha bisogno di fondi altrettanto ingenti sui quali costruire progetti a medio-lungo termine.
Ciò che è altrettanto più sicuro è che, ovviamente, in Italia le cose vanno completamente al contrario rispetto a come potrebbero andare. Le compagnie teatrali e gli uomini di cultura nella nostra terra sono costretti a navigare a vista. Al Fus, Fondo Unico per lo Spettacolo, sono state riservate per l'ennesimo anno le ennesime briciole.
Altrove si investe in cultura, qui ci fermiamo ad un misero 0,30% del Pil nazionale.
Grazie a politiche come queste il Futuro di un paese affoga: ricercatori che ridimensionano i propri progetti, associazioni ed enti culturali che rivedono programmi ed organici.
Si è quasi arrivati alla canna del gas, soprattutto dal punto di vista dei finanziamenti. Le previsioni per quest'anno parlano di soli 410 milioni di Euro per muovere le proposte culturali dell'intero stivale italico.
L'impegno preso in prima istanza dal Ministro Sandro Bondi è stato quello di incrementare ulteriormente il fondo cultura con altri 50 milioni di Euro da strappare alla Presidenza del Consiglio.
Visti i tempi, pare una missione assolutamente impossibile. In tal caso si arriverebbe al magro assegno di 460 milioni di Euro.
Pensare che spostare da un luogo all'altro un evento internazionale è costato "solo" 500 milioni di Euro, fa un certo effetto. Ciò che sembra certo è che, a conti fatti, in questo Stato la cultura sembra inutile.
Si guarda ai trionfi di banalità televisiva ed a nient'altro. Si guarda ai reality, ai bottini di dementi e pezzenti che infestano i teleschermi con risse ed offese all'ordine del giorno.
Sotto quest'ottica si potrebbero fare moltissimi progetti di cultura anche a costo zero.
Condizionale d'obbligo, dato che forse fa comodo limitare e limare il fondo di consapevolezza di ogni essere umano.
Se per un qualche errore si fossero mantenuti i livelli di Fus del 198, a quest'ora i finanziamenti virtuali potrebbero ammontare ad oltre 1,2 miliardi di Euro. Una cifra imponente e dirompente rispetto alla minimalità riservata nel 2010.
D'altronde, le verità sulla cultura sono brevi ed essenziali al tempo stesso:
"Ciò che è la cultura per un blocco di marmo, è l'educazione per un'anima umana." (Joseph Addison)
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